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“L'inganno del mistico”

Sacro Speco di San Francesco
Al n.1 in classifica su 21 Cose da fare a Narni
Maggiori dettagli sull'attrazione
Dettagli sull'attrazione
Durata consigliata per la visita: 1-2 ore
Descrizione del proprietario: È il luogo francescano più antico della Valnerina. Francesco arrivò quassù nel 1213. Veniva da Narni, a piedi, con pochi suoi compagni, dopo una delle prime missioni apostoliche. Ricercatore di spazi solitari adatti alla preghiera, il luogo doveva essergli stato segnalato nella zona. L'eremo del Sacro Speco è situato a pochi chilometri dal villaggio medievale di Sant'Urbano, che ha dato il primitivo nome al luogo. Infatti, per Francesco e i primi biografi, questo Santuario era conosciuto come "L'eremo (o il deserto) di S. Urbano". Le origini dell'eremitaggio risalgono intorno all'anno 1000. Dipendeva dai benedettini di S. Benedetto in Fundis di Stroncone; comprendeva le varie grotte sotto la scogliera e l'oratorio di San Silvestro, che oggi presenta preziosi affreschi trecenteschi, con l'attigua cisterna. Oggi l’Eremo si caratterizza per essere un santuario, una Casa di preghiera e di accoglienza spirituale.
Recensito 2 settembre 2017

Ho visitato il Sacro Speco di Narni l' 11 agosto 2017. Questo non è un luogo da recensire, o meglio andrebbe fatta chiarezza prima di parlare: un conto è l'alone di fascino misterico che aleggia su tutti i luoghi francescani, ed un altro è l'aspetto artistico-estetico. Per quella che è la mia esperienza, ci sono luoghi francescani come Assisi o La Verna in cui l'aspetto artistico ha una preponderanza direi decisiva sulla dimensione spirituale, mentre ce ne sono moltissimi altri - la maggior parte - in cui la bellezza da recensire è quella dell'esperienza, del ripiego nell'intimo personale, dei silenzii contemplativi che probabilmente furono gli stessi che spinsero questo Santo nomade ed innovatore ad arrampicarsi fra rupi ed anfratti alla ricerca di un mondo non toccato dalla distruttività dell'agire umano. Premesso questo, il mio consiglio è di riservare un giorno al giro degli eremi francescani della conca ternana: il Sacro Speco, appunto, Fonte Colombo, Fonte Avellana, Greccio e Poggio Bustone; si farà un bel po' di strada, ma l'impressione globale che se ne trarrà potrà servire a rendere un po' l'idea francescana del ritiro spirituale, della riflessione sul mondo e sulla vita e sui nostri molti perchè.
Restando al Sacro Speco, artisticamente non v'è nulla che valga il tempo e la strada per giungervi, mentre sul fronte spirituale l'avventura e l'esperienza sono del tutto personali e diversissime. Oggettivamente il sito dello Speco è bellissimo, a mezza costa del monte, con vista che spazia su tutta la conca di Terni sottostante. Come in molti siti di fondazione francescana, il Santo non ha eretto alcun edificio stabile dal momento che la sua idea di fraternità si fondava sul concetto della più assoluta povertà. Tuttavia, appena dopo la sua morte e in seguito al
la grande diatriba che si ebbe all'interno del movimento francescano fin da subito, la corrente dei " conventuali " ebbe a prevalere e da allora in avanti anche i francescani iniziarono a ricevere donazioni e beni su cui erigere conventi e fissare possessi. Il bello dell'architettura francescana è che, come da regola, essa non nasce con un progetto architettonico prefissato né tantomeno affidato a grandi artisti, no: è un'architettura di sussistenza, che nasce secondo il bisogno che se ne ha, sviluppandosi nel territorio secondo lo spazio a disposizione, usando le pietre reperite in sito e giustapponendo gli edifici come e quando fosse necessario. Non a caso essa ebbe ad affascinare grandi architetti moderni, primo fra tutti Frank Lloyd Wright, che ascrisse proprio alla scoperta del " modus aedificandi " francescano la prima idea della sua celebre " Casa sulla cascata ". Consiglio senz'altro di visitare questo luogo, deambulando silenziosamente lungo i percorsi tracciati fra le varie celle e cappelle edificate nel corso dei secoli da santi ed eremiti, sospinti dall' umida frescura sorgente dal terreno montano calpestato da Francesco alla ricerca del suo paradiso in terra. E' certamente un'esperienza della sensibilità di ognuno, ma anche dell'occhio perchè comunque il fascino intimo della minuscola cappella, il povero chiostrino tinto di geranei fioriti aperto verso la valle o la cruda essenzialità delle pietre sedimentarie vi porteranno in una dimensione che ha poco di reale. Per quanto concerne la grotta ove dimorò il Santo, anche questo è comunque un luogo dell'anima, dell'immaginazione, insomma un non-luogo... Essa non è una grotta ma una spaccatura della roccia dove a malapena riesce ad infilarsi una persona; ora il luogo è sbarrato all'ingresso perchè la roccia della montagna è inconsistente e soggetta a frane, ma la si vede comunque affacciandosi al punto di divieto a procedere.

Data dell'esperienza: agosto 2017
2  Grazie, garyrobertf
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12 - 16 di 107 recensioni

Recensito 23 agosto 2017 da dispositivo mobile

Bel luogo, sito in un posto molto suggestivo. Ci aspettavamo forse qualcosa di più dalla grotta, la quale, per motivi di sicurezza, non è stata possibile visitare, ma solo vedere all'esterno.

Data dell'esperienza: agosto 2017
Grazie, Giulia M
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Recensito 17 agosto 2017 da dispositivo mobile

Un luogo mistico, lontano dal rumore della città.
Ci si sente pervasi di qualcosa di difficilmente descrivibile, consiglio a tutti di passarci una volta nella vita per respirare l'aria respirata dal Santo.

Data dell'esperienza: agosto 2017
Grazie, Matteo I
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Recensito 16 agosto 2017

Si trova fuori della piccola frazione di Narni, Sant'Urbano, ma si raggiunge tranquillamente con l'auto, essendo ben segnalato; vicino alla chiesetta vi è un buon parcheggio, ma poi bisogna camminare per raggiungere il Sacro Speco. Luogo di contemplazione, di meditazione e di pace. Lo consiglio vivamente in questo senso.

Data dell'esperienza: agosto 2017
Grazie, Antonio C
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Recensito 10 agosto 2017

il posto è disperso nelle montagne, ben indicato comunque, questo ne fa un luogo in cui immergersi per contemplarsi e stare in pace e serenità;
la chiesetta è ben raggiungibile, anche in macchina, (poi bisogna tornare indietro per parcheggiare al parcheggio grande, 500 m più a valle. Se si vuole però raggiungere la casetta dove San Francesco soleva dormire e pregare bisogna effettuare una breve salita con le gradinate ricavate nel terreno comunque ben fatte. in cima c'è anche uno spazio erboso dove sdraiarsi con un plaid o altro, magari schiacciando un pisolino sotto il fresco degli alberi.

Data dell'esperienza: settembre 2016
2  Grazie, Fabio T
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