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“ampollosità non gratuita”
Recensione di Masseria il Frantoio

Masseria il Frantoio
Al n.11 in classifica su 217 Ristoranti a Ostuni
Certificato di Eccellenza
Fascia prezzo: 40 US$ - 75 US$
Maggiori dettagli sui ristoranti
Dettagli sui ristoranti
Per: Occasioni speciali, Cucina locale
Opzioni: Colazione, Dopo mezzanotte, Accetta prenotazioni
Descrizione: Cucina Pugliese Autentica Fra aromi e sapori diversi, come diverse sono le stagioni dell’anno, la cucina pugliese si propone come una leggerissima danza fra terra e mare. Tra le pietre bianche ed un clima sempre mite, oggi come ieri, il suo cibo si rivela un reale piacere ed una cura di bellezza. Non chef in cucina, ma cuoche a "Km 0" Un lavoro certosino ci ha impegnato anni, per farsi svelare i trucchi degli antichi piatti che le donne preparavano per i loro mariti al ritorno dalle dure giornate di lavoro nei campi. Le ricette sono attualizzate secondo il gusto creativo delle cuoche del Ristorante il Frantoio, ma garantiscono quel legame con la tradizione che stupisce e soddisfa. Una cucina di cuoche a”Km 0″ e non di chef perché il nutrimento del corpo e dell’anima sono compiti che richiedono la precisione e la sensibilità di una donna e di una mamma… I piatti sono preparati ogni giorno con i prodotti biologici dell’azienda agricola: dall’agrumeto seicentesco si ricavano i frutti per le marmellate; con il grano duro oltre al famoso pane pugliese si preparano a mano tanti formati di pasta; lungo i sentieri di campagna, tra gli ulivi secolari e i muretti a secco crescono asparagi, lampascioni, zucche, germogli di pungitopo, carciofi, legumi e le ‘cicorielle'; dall’orto ricavato dietro la sala da pranzo le erbe aromatiche. Un menù ogni giorno diverso Non vi capiterà mai di mangiare le stesse cose, neanche in un soggiorno di due settimane. Ogni giorno c’è il gusto della scoperta con la quale il ristorante ‘Il Frantoio’ fa conoscere le tipicità del raccolto attraverso il gusto creativo della cucina. Seduti nella sala ristorante, con le volte e i pavimenti in pietra, vicino al camino, potrebbe capitarvi di trovare l’orzotto con zucca e germogli di pungitopo, i carciofi selvatici al cotto di vino e lampascioni al miele d’arancia oppure laganari con pomodori ripieni di nulla o ancora l’agnello con patate in coccio (altrimenti altri tra i 276 piatti proposti…). Il tutto annaffiato da ottimi vini attentamente ricercati tra i migliori produttori Pugliesi. Un pranzo o una cena al ristorante ‘Il Frantoio’ si conclude con uno dei 35 diversi rosoli preparati in questa masseria in Puglia, ma attenzione, non perdete quello alle foglie di ulivo, unico al mondo! Durante i mesi estivi questo teatro della cultura e della gastronomia si sposta all’aperto, nella corte centrale e come un giorno disse un ospite: “Siamo all’interno di un quadro” Aperto anche per ospiti esterni alla struttura
avellino
2 recensioni
common_n_restaurant_reviews_1bd8 7 voti utili
“ampollosità non gratuita”
Recensito il 20 giugno 2011

Posto splendido ma c'è il proprietario. Don Armando prima di mangiare ci ha condotto in una visita guidata della masseria dove con uno sproloquio di altri tempi, infarcito di fantascienza (C14 per l'età degli ulivi e in Puglia non c'è un temporale dal 600) ci ha declamato le virtù dei tempi antichi di cui è unico depositario e i pregi del tutto biologico olio e vino di sua produzione. Il cibo è buono ma caro Armandino l'epoca degli americani arricchiti e che non capiscono nulla è finita da un pezzo! A tavola scopriamo che i due vini non hanno niente a che spartire con la masseria e sono meno che mediocri (sono sommelier A.I.S. e non mi dilungo per non mettere in difficoltà aziende che non hanno nulla a che spartire col nostro anfitrione) l'olio non è biologico e non è prodotto nel decantato frantoio che da il nome alla masseria. Il nostro ospite insiste nel continuare a sproloquire (ascoltiamo che anche agli altri tavoli dice le identiche cose, senza spostare una virgola!) Per concludere, alla domanda dove fosse collocato l'orto risponde testuale: "Su 72 ettari, un anno qui, un anno là." L'orto migrante! Al momento del conto per non farsi contaminare dal vil denaro Armando finalmente scompare dopo aver servito, a richiesta, dei pessimi liquori fatti in casa. 57 euro a persona per aver mangiato a menù fisso ed insieme tutti gli avventori, come ad una mensa, mi pare troppo. Il menù consisteva in antipasti, un primo, un agnello che data la dimensioni aveva smesso da mesi di essere tale e il dolce, tutte piccole porzioni. Ultima caduta di stile: con noi adulti (17) c'era una bimba di tre anni, su un importo di quasi 1000 euro ha segnato i 5 euro del piatto di pasta della bimba.

  • Visitato a Giugno 2011
    • Qualità/prezzo
    • Atmosfera
    • Servizio
    • Cibo
È utile?
5 Grazie, Avelliclaudia
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un membro di TripAdvisor e non di TripAdvisor LLC.
prenota, Proprietario alle Masseria il Frantoio, ha risposto a questa recensione., 22 settembre 2011
Innanzitutto la ringraziamo per aver giudicato il nostro posto splendido ed il cibo buono: si trova così d’accordo con il 98% delle 110 recensioni che la nostra casa ha ricevuto sul sito degli Agriturismo e B.& B., ( 1° su 28 in Ostuni ) di Trip Advisor.
Merito principale della padrona di casa, Rosalba, mentre il marito, svolgendo funzioni anche di anfitrione, non può risultare simpatico proprio a tutti.
In ogni caso le sue affermazioni sono o documentate ( vedi CNR di Perugia per quanto riguarda il Carbonio 14 ), oppure sono state fraintese (mai detto che i 30 migliori vini di Puglia, visitabili nella nostra cantina, sono di nostra produzione!).
I tre (e non due) vini serviti a volontà la sera di Sabato 18 Giugno sono stati molto amati da tantissimi ospiti).
I 4 oli extravergini serviti in tavola erano tutti biologici (come la foglia UE certifica) e prodotti con le olive della Masseria Il Frantoio, come abbiamo sempre detto e scritto in etichetta (non essendo possibile più usare il frantoio ipogeo del 1500, per motivi di legislazione moderna, ormai da decenni).
Essendo in biologico da molti anni, ci è stato insegnato che gli orti, essendo a breve ciclo stagionale, devono essere fatti ruotare continuamente sui terreni, per impedire che i parassiti s’insedino stabilmente ed i terreni si esauriscano.
I 35 liquori che produciamo in casa ( fra i quali quello d’ulivo, insignito del Premio Dea Terra da parte del Ministero dell’Agricoltura) sono parte del menu fisso, del quale tutti gli ospiti vengono preavvertiti telefonicamente.
Nella corte i 55 coperti erano ben distribuiti su 12 tavoli distanziati ed il loro gruppo di 17 persone era ovviamente riunito: a tutti indistintamente si è cercato come sempre di fornire tutte le informazioni, se gradite, utili ad una migliore comprensione delle nostre tradizioni, anche gastronomiche.
Le porzioni piccole ci vengono chieste da gli ospiti, trattandosi di 8 portate, cucinate al momento e diverse ogni sera.
Per finire, le nostre scuse: il padrone di casa, allontanatosi per curare altri ospiti, non aveva evidentemente dato istruzioni tali da poter far abbonare il piatto di pasta alla bambina.
Di questo vorrete perdonarci in occasione della prossima cena, che naturalmente vi offriremo gratis, non appena lo desidererete?
Cordialmente



Armando Balestrazzi
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251 recensioni dei viaggiatori

Valutazione dei visitatori
    184
    40
    18
    4
    5
Riassunto punteggio
    Cucina
    Servizio
    Qualità/prezzo
    Atmosfera
Data | Punteggio
  • Francese per primo
  • Giapponese per primo
  • Inglese per primo
  • Italiano per primo
  • Olandese per primo
  • Tedesco per primo
  • Tutti
  • Tutte le più recenti in italiano
Italiano per primo
molfetta
Contributore livello 3
18 recensioni
18 recensioni di ristoranti
common_n_restaurant_reviews_1bd8 79 voti utili
“Un mistero... i conti non tornano!”
Recensito il 4 aprile 2011

Si arriva in un luogo che sembra uscito da qualche romanzo dei primi del novecento, con una strada sterrata che porta in un piazzale limitato da un periplo di olivi antichissimi e cipressi maestosi, limitato a nord da una costruzione bianca dal sapore agricolo e antico come la vegetazione che la circonda. Gradoni discendenti che ricordano vagamente le valli liguri e pietra a secco che ci ricorda che siamo nella nostra deliziosa Puglia. un posto bellissimo, fresco e rilassante, che accompagnato dal sole tiepido e morbido della primavera appena iniziata piace immediatamente. C'è poi un aranceto molto bello e un giardino all'italiana che danno veramente una piacevole sensazione da piccolo mondo antico. Tutto molto bello. Oltre al posto, la cucina è deliziosa, fatta di accostamenti sagaci ma mai elaborati. Tutto molto naturale e perfettamente armonico, equilibrato e gustoso. Il pranzo è stato praticamente perfetto, servizio rapido e cortese, con cibi squisiti e ben preparati, ogni pietanza una scoperta e una piacevole degustazione delle prelibatezze pugliesi.
Cosa non piace allora? A rovinare tutto ci pensa il "cicerone" di casa, il titolare, che nel suo spasmodico tentativo di convincere i suoi ospiti della supremazia degli antichi e del mos maiorum, del cattolicesimo e della Puglia, insiste sino alla nausea su questi temi con una monotonia quasi da 1984 Orwelliano! Peccato che a un visitatore attento non può non sfuggire che tutto fa parte di una commediola mal recitata e stancamente ripetuta sempre nello stesso identico modo. La patina di cultura che certamente ammanta il linguaggio del presentatore è solo una cornice posticcia che viene recitata, peraltro malamente, per convertire i nuovi adepti del "biologico" e della "nonna" che vengono sbandierati ai quatto venti nella loro superiorità al "becero" uomo moderno che si chiude nei suoi grattacieli ad aria condizionata. Si "vuole" dimenticare però che l'olio viene prodotto e confezionato in moderni stabilimenti del brindisino (il proprietario si è rifiutato di farmi vedere l'etichetta della bottiglia che sponsorizzava durante il pranzo, dicendo che me l'avrebbe riportata successivamente, cosa che non ha mai fatto, sicchè sono stato "costretto" a scrutarne il retro in un secondo momento dopo pranzo) e non certo nel frantoio antico, sotto la casa, che viene pubblicizzato come il meglio dell'ingegno umano (quello degli antichi, sempre loro), oppure che il sistema di irrigazione è modernissimo in tubi di plastica sottotraccia che si dipanano attraverso l'intera proprietà... L'aranceto poi, a uno sguardo più attento, sembra in stato di abbandono con tante arance e tanto ben di dio abbandonato e caduto al suolo! Ma non si era nel regno della "produzione propria"? mah! Che dire poi del delizioso anfitrione, che si è dimostrato estremamente sfuggente alle domande mirate che andavano al di là della mera pappardella imparata a memoria!?
Per chi c'è stato più volte, anche i gesti dei "presentatore" sono risultati sempre gli stessi e fatti sempre nello stesso identico modo e punto del racconto...
Insomma, un plauso alla moglie (la presunta cuoca, che si è chiesto di salutare parecchie volte, ma senza esito, perchè ci si è sempre sentiti rispondere che "era in giro"... ma in giro dove ?! non doveva essere in cucina?!) molto meno al marito, troppo commerciale e poco passionale (il contrario di quello che vorrebbe comunicare)...
ah dimenticavo... un pò caro!

  • Visitato a Aprile 2011
    • Qualità/prezzo
    • Atmosfera
    • Servizio
    • Cibo
È utile?
3 Grazie, marcellobelsito
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prenota, Proprietario alle Masseria il Frantoio, ha risposto a questa recensione., 30 settembre 2011
E’ sempre un piacere accorgersi di quanto colpisca piacevolmente chi arriva nella nostra casa, la vegetazione, l’architettura, l’atmosfera dei giardini e la cura nella conservazione di questo “piccolo mondo antico”.
Per non parlare della cucina della padrona di casa, Rosalba, che da vent’anni esatti coccola la sua squadra di donne in cucina, alle quali ha insegnato l’amore per una cucina pulita, non contraffatta, con risultati di raro equilibrio, da voi cortesemente evidenziati, mentre la cultura dell’ ”apparire” evidentemente non fa per lei …
Chiediamo scusa per l’invadenza del padrone di casa, al quale una giornata storta ( forse un po’ di stanchezza ) dev’essere senz’altro capitata: altrimenti non si spiegherebbe l’incredibile dimenticanza di non lasciare la bottiglia dell’extravergine sulla tavola, come di solito viene fatto a richiesta, mentre l’antichità del frantoio ipogeo è sempre talmente decantata ( nella sua genialità, dati i tempi ) da non lasciare dubbi sul fatto che non sia più in funzione da quarant’anni, come è stato sempre chiarito a domanda e del resto risulta del tutto evidente.
Preciso che la raccolta viene fatta entro il 31 gennaio, portata in giornata al frantoio di Carovigno, che lavora con le nostre olive su diverse linee di produzione, per la fabbricazione dei nostri “Degli dei”,”Leccina”, “Tre Colline” e “Pendici”.
Invece la raccolta della arance ad Aprile è per noi terminata e quindi i frutti rimasti su gli alberi o da poco caduti sono soltanto “arance amare”, non utilizzabili né per tavola, né per succo e sovrabbondanti il nostro fabbisogno di confetture e liquori, ma usate per concimare e nutrire i microorganismi del terreno.
Chiunque abbia fatto colazione a casa nostra può confermare che la “produzione propria” spazia dai succhi alle confetture, alle uova, ai biscotti, alle torte, ecc.
Sicuramente in quel paio d’ore Armando doveva avere la testa da qualche altra parte, del che si scusa, ricordando che la nostra ospitalità si svolge per tutte le ventiquattr’ore di “coccole” ai nostri ospiti, con tutto il nostro personale.
Nella speranza d’incontrarci di nuovo e, se lo desidera, di parlare davanti ad un bicchiere di buon vino, del nostro territorio e delle nostre ultime scoperte.
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Puglia
Contributore livello 6
119 recensioni
62 recensioni di ristoranti
common_n_restaurant_reviews_1bd8 35 voti utili
“Una serata estremamente piacevole”
Recensito il 30 agosto 2009

Mettete un' antica masseria che produce in proprio olio ed altri prodotti della terra, combinatela con un' ambiente di olivi ed agrumeto delizioso, stanze semplici e raffinate, una cucina semplice e genuina, una visita guidata alla struttura che vi farà tornare indietro nel tempo e, voilà, eccovi al Frantoio. Piacere da concedersi, se possibile almeno una volta a stagione.

    • Qualità/prezzo
    • Atmosfera
    • Servizio
    • Cibo
È utile?
Grazie, agnello55
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taranto, italia
Contributore livello 5
50 recensioni
29 recensioni di ristoranti
common_n_restaurant_reviews_1bd8 23 voti utili
“un posto speciale”
Recensito il 2 maggio 2009

Sono tornato ancora una volta a pranzo al Frantoio. Il posto ha un'atmosfera unica, perchè l'accoglienza è quella di una casa di amici.
L'insieme è molto caratteristico, perchè si tratta di un'incantevole vecchia masseria con esterni ed interni curati nei particolari.
Il piccolo giardino è pieno di piante e fiori e ispira serenità.
Il cibo è fantastico, introvabile altrove, perchè la cucina tradizionale pugliese è reinterpretata dalla padrona di casa (cuoca fantastica) con originalità, ma senza creazioni che nulla hanno a che fare con i sapori tipici di questa terra.
Gli ingredienti, quasi tutti provenienti dalle terre della vicina tenuta, sono freschi e genuini e si può mangiare in abbondanza senza risentirne.
Chi conosce i sapori della nonna qui li ritrova.
Fantastici i taralli bolliti, che mi ricordano quelli della mia infanzia.
Nulla a che fare con i tanti agriturismi di lusso, dove la cucina non è più quella tipica della nostra terra e a piatti tradizionali ripetuti con sciatteria si alternano novità dal gusto discutibile.
Un piccolo motivo di disappunto: rispetto a qualche anno fa si è ridotta la quantità delle portate e non viene più presentato dall'anfitrione Dott. Armando il mitico carrello dei rosoli (chiedeteli perchè sono squisiti).
A dispetto di ciò ci torno e ci tornerò sempre come ad un posto dell'anima e del cuore.

    • Qualità/prezzo
    • Atmosfera
    • Servizio
    • Cibo
È utile?
Grazie, alexm62
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