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“Veramente eccezionale” 5 su 5 stelle
Recensione di Palazzo Ducale

Palazzo Ducale
Al n.1 in classifica su 32 Cose da fare a Urbino
Certificato di Eccellenza
Maggiori dettagli sull'attrazione
Dettagli sull'attrazione
Durata consigliata per la visita: 1-2 ore
Descrizione del proprietario: Lo splendido Palazzo Ducale di Urbino fu edificato per volere di Federico da Montefeltro a gloria della sua casata e, al contempo, espressione della sua personalità di uomo del Rinascimento, che coniugava la cultura con il mestiere delle armi e l'abilità politica. Federico giunge al governo dello Stato dei Montefeltro nel 1444. Figlio legittimato del conte Guidantonio, succede all'erede legittimo, il fratellastro Oddantonio, ucciso in una rivolta. La sua abilità politica e la sua moderazione lo rendono immediatamente principe gradito ai sudditi e alle corti italiane: sotto il suo dominio Urbino diventa in pochi decenni uno dei fari del Rinascimento italiano. A lui si deve l'impronta data alla città di Urbino in questo periodo. Grazie alla raffinata scelta di decoratori, provenienti soprattutto da Firenze e dalla Lombardia, e di artisti e architetti all'avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti, Federico trasforma definitivamente il contesto culturale e urbano. Il Palazzo Ducale ebbe diverse fasi di sviluppo e ad esso contribuì essenzialmente l'architetto dalmata Luciano Laurana cui si devono i fiabeschi torricini. Nel 1459 Federico aveva già dato avvio all'ampliamento e alla nuova decorazione della modesta residenza esistente dei conti del Montefeltro. Iniziò dall'ala prospiciente l'attuale piazza Rinascimento, caratterizzata dalla lunga facciata ornata di bifore, che corrisponde all'interno all'Appartamento della Jole, così chiamato per l'imponente camino della prima sala, ornato dalle figure di Ercole e Jole. La decorazione delle sale di questa parte del palazzo, di straordinaria qualità, è opera di maestranze toscane, quali Michele di Giovanni da Fiesole, detto il Greco. In quest'ala è l'unica sala affrescata del palazzo, che altrimenti aveva le pareti "coperte da semplice intonico imbiancato secondo l'uso moderno" (Bernardino Baldi, 1587), non decorate ma ricoperte da parati in stoffa o, più spesso, in cuoio impresso e dorato, o da arazzi. Il palazzo ha una struttura funzionale nella quale è presente l'ingegnere e architetto militare del duca, il senese Francesco di Giorgio Martini. L'aspetto "tecnico" della costruzione e la modernità della residenza possono essere particolarmente apprezzati con la visita ai sotterranei, alle cucine, alla neviera e ai servizi, che mostrano l'organizzazione di una struttura che poteva ospitare un esercito di famigli e una ricchissima corte. Accanto alle sue stanze, nel nucleo centrale del palazzo, fra i due torricini, il duca aveva fatto realizzare lo splendido studiolo intarsiato, manifesto della sua cultura. Direttamente raggiungibili dalle sue stanze, erano anche la cappellina del Perdono, già attribuita a Bramante, nonché un tempietto dedicato alle Muse, dipinte dal pittore di corte Giovanni Santi, padre di Raffaello. A questa parte - raccolta e raffinata summa delle qualità e degli interessi dell'uomo rinascimentale (lo studio, le armi) - si contrappone la grandiosa raffinatezza degli appartamenti e dell'immenso Salone delle feste, poi detta Sala del trono all'epoca dei legati papali. Lo straordinario equilibrio rinascimentale del palazzo si esplica nella maniera più perfetta nello stupendo Cortile d'Onore, nel quale gli accordi cromatici della pietra chiara e del mattone scandiscono la calcolata armonia nella distribuzione degli elementi compositivi dell'opera. L'iscrizione che corre nella fascia sopra gli archi ricorda la gloria di Federico condottiero e principe. Uno dei maggiori ornamenti del palazzo era la ricchissima biblioteca di manoscritti miniati, la più splendida dell'epoca, per la quale Federico impegnò una cospicua parte delle sue rendite di condottiero. Alla morte di Federico nella biblioteca erano conservati ben 900 codici; la raccolta fu acquistata da Alessandro VII nel 1657 per la biblioteca Vaticana. Nel 1474 Federico ebbe da Sisto V della Rovere l'ambita nomina a duca e l'orgogliosa iscrizione FE-DUX campeggia dopo quella data su molte parti del palazzo. Alla morte del duca, nel 1482, la cultura e la raffinatezza della corte di Urbino diventano appannaggio del figlio Guidubaldo e della sua consorte Elisabetta Gonzaga. Con loro finisce la dinastia dei Montefeltro per passare in linea femminile al ramo dei Della Rovere. Il secondo piano del palazzo, che fu ristrutturato e sopraelevato alla metà del Cinquecento per volere di Guidubaldo II Della Rovere, ospita attualmente le collezioni di dipinti del Seicento, la grafica e le collezioni di ceramiche. Fa parte delle prime aggiunte cinquecentesche la Sala del re d'Inghilterra: il soffitto in stucco dorato, opera di Federico Brandani, riporta tutti gli emblemi, le imprese e le onorificenze del duca Federico e della casata. Il ducato prospera fino al 1631, anno in cui passa al domini della Chiesa. Vittoria della Rovere, ultima della dinastia, porterà a Firenze, dove va sposa al cugino Ferdinando de' Medici, tutta la "Guardaroba" ducale. Le strepitose collezioni del palazzo urbinate sono ora in gran parte conservate nella Galleria degli Uffizi. Nella collezione Barberini finiscono inveve gli Uomini Illustri dello studiolo (in parte ora al Louvre). La presenza di un nucleo importante di reperti archeologici, raccolta dal cardinale Francesco Stoppani nel 1756, ha comportato la presenza all'interno della Galleria di un Museo Lapidario, situato al piano terreno.
Informazioni utili: Armadietti / deposito custodito, Ristorazione, Accesso disabili, Scale / ascensore, Toilette
Gudo Visconti
Contributore livello
7 recensioni
3 recensioni per questa attrazione
common_n_attraction_reviews_1bd8 2 voti utili
“Veramente eccezionale”
5 su 5 stelle Recensito il 26 giugno 2012

Ci sono stato venerdì 22 giugno, la città era praticamente deserta, il palazzo ducale una meraviglia. Ci sono tornato anche sabato pomeriggio, ne è valsa veramente la pena

Visitato a Giugno 2012
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Grazie, santino922
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1.371 recensioni dei viaggiatori

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Adria, Italia
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165 recensioni
17 recensioni per questa attrazione
common_n_attraction_reviews_1bd8 62 voti utili
“merita essere visto”
3 su 5 stelle Recensito il 18 giugno 2012

palazzo ducale che merita essere visto, vicino al duomo

Visitato a Maggio 2012
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Grazie, dacri78
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Novara, Italia
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32 recensioni
23 recensioni per questa attrazione
common_n_attraction_reviews_1bd8 13 voti utili
“Troppo costoso per i servizi offerti”
2 su 5 stelle Recensito il 17 giugno 2012

Già all'entrata ci siamo trovati in un ambiente piuttosto confuso: non si capisce nemmeno da che parte si deve andare per pagare l'ingresso.
Quando finalmente siamo riusciti a orientarci, abbiamo avuto una spiacevole sorpresa: il ticket di ingresso è di 10 euro a testa, per visitare sia il Palazzo Ducale che la Galleria delle Marche. Beh, la struttura non si mantiene in piedi da sola, d'accordo.
L'audioguida è disponibile solo pagando un supplemento. Che importa, leggeremo le didascalie. Errore madornale.
La Galleria delle Marche contiene un buon numero di dipinti, disegni, intarsi e schizzi. Appartengono quasi tutti ad autori che non conosco (preciso: non sono un'esperta di arte, ho solo un'infarinatura da liceo) ma su cui vorrei imparare qualcosa. Le didascalie, però, non aiutano affatto: scarne e molto generiche. Usciamo dalla Galleria con l'amaro in bocca e ci disponiamo a visitare il resto del Palazzo. Iniziamo con la biblioteca del Duca, su cui avevo letto recensioni entusiaste. E' una stanza pressoché vuota, in cui un cartello spiega che le migliaia di volumi presenti sono stati trasportati altrove. A questo punto mi sarei accontentata di una scaffalatura dell'Ikea! Quello stanzone vuoto è veramente desolante.
Le altre stanze sono più piacevoli: accolgono un'infinità di dipinti, anche di artisti più noti. Anche qui, però, le didascalie sono scarne: ho visto decine di dipinti con elementi curiosi, che sicuramente sono simbologie da interpretare, ma non ho avuto modo di scoprirle. Il divieto di fotografare, fra l'altro, seppur perfettamente comprensibile, impedisce di cercare informazioni immediate su internet (con app tipo Goggles).
Insomma: un posto che con le dovute spiegazioni potrebbe essere più interessante. Con un prezzo del genere, ci si aspetta almeno una didascalia esauriente.

Visitato a Giugno 2012
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2 Grazie, Snoopina
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Roma, Italia
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16 recensioni
3 recensioni per questa attrazione
common_n_attraction_reviews_1bd8 18 voti utili
“museo delle marche”
3 su 5 stelle Recensito il 14 giugno 2012

il palazzo è molto bello, ma il secondo piano si apre solo se il personale è disponibile inoltre molti quadri erano fuori dal museo destinati ad altre mostre. peccato

Visitato a Giugno 2012
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1 Grazie, anacleto12
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Milan, Lombardia, Italy
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28 recensioni
3 recensioni per questa attrazione
common_n_attraction_reviews_1bd8 5 voti utili
“Incantevole, occhio a non perdersi la mostra”
4 su 5 stelle Recensito il 13 giugno 2012

Il Palazzo Ducale, con i suoi sotterranei, è un'opera architettonica veramente pregevole. Ospita la Galleria Nazionale delle Marche, con opere di Piero della Francesca, Raffaello, Tiziano, Lorenzo Lotto e altro ancora; piccola nota stonata è che diversi pezzi sono fuori per altre mostre (un avviso per chi prenota sarebbe d'obbligo), inoltre il secondo piano è fruibile solo il pomeriggio causa mancanza del personale. A parte l'arte più immensa potrete ammirare deliziosi lavori rinascimentali di intarsio su tutte le porte del palazzo tra una stanza e l'altra, spettacolare lo studiolo. In questo periodo c'è pure una mostra sulla città ideale (fino all'8 Luglio). Credo sia doveroso fare un biglietto integrale galleria+mostra, visto che alcune opere di rilievo, una fra tutte "la flagellazione" di Piero della Francesca, sono state spostate lì

Visitato a Giugno 2012
È utile?
Grazie, Dario C
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