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“Splendido.”
Recensione di Palazzo Ducale

Palazzo Ducale
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Da 144,15 USD*
Half-day Guided tour of Mantua City Centre and Ducal Palace
Al n.1 in classifica su 42 Cose da fare a Urbino
Certificato di Eccellenza
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Durata consigliata per la visita: 1-2 ore
Descrizione del proprietario: Lo splendido Palazzo Ducale di Urbino fu edificato per volere di Federico da Montefeltro a gloria della sua casata e, al contempo, espressione della sua personalità di uomo del Rinascimento, che coniugava la cultura con il mestiere delle armi e l'abilità politica. Federico giunge al governo dello Stato dei Montefeltro nel 1444. Figlio legittimato del conte Guidantonio, succede all'erede legittimo, il fratellastro Oddantonio, ucciso in una rivolta. La sua abilità politica e la sua moderazione lo rendono immediatamente principe gradito ai sudditi e alle corti italiane: sotto il suo dominio Urbino diventa in pochi decenni uno dei fari del Rinascimento italiano. A lui si deve l'impronta data alla città di Urbino in questo periodo. Grazie alla raffinata scelta di decoratori, provenienti soprattutto da Firenze e dalla Lombardia, e di artisti e architetti all'avanguardia come Piero della Francesca o Leon Battista Alberti, Federico trasforma definitivamente il contesto culturale e urbano. Il Palazzo Ducale ebbe diverse fasi di sviluppo e ad esso contribuì essenzialmente l'architetto dalmata Luciano Laurana cui si devono i fiabeschi torricini. Nel 1459 Federico aveva già dato avvio all'ampliamento e alla nuova decorazione della modesta residenza esistente dei conti del Montefeltro. Iniziò dall'ala prospiciente l'attuale piazza Rinascimento, caratterizzata dalla lunga facciata ornata di bifore, che corrisponde all'interno all'Appartamento della Jole, così chiamato per l'imponente camino della prima sala, ornato dalle figure di Ercole e Jole. La decorazione delle sale di questa parte del palazzo, di straordinaria qualità, è opera di maestranze toscane, quali Michele di Giovanni da Fiesole, detto il Greco. In quest'ala è l'unica sala affrescata del palazzo, che altrimenti aveva le pareti "coperte da semplice intonico imbiancato secondo l'uso moderno" (Bernardino Baldi, 1587), non decorate ma ricoperte da parati in stoffa o, più spesso, in cuoio impresso e dorato, o da arazzi. Il palazzo ha una struttura funzionale nella quale è presente l'ingegnere e architetto militare del duca, il senese Francesco di Giorgio Martini. L'aspetto "tecnico" della costruzione e la modernità della residenza possono essere particolarmente apprezzati con la visita ai sotterranei, alle cucine, alla neviera e ai servizi, che mostrano l'organizzazione di una struttura che poteva ospitare un esercito di famigli e una ricchissima corte. Accanto alle sue stanze, nel nucleo centrale del palazzo, fra i due torricini, il duca aveva fatto realizzare lo splendido studiolo intarsiato, manifesto della sua cultura. Direttamente raggiungibili dalle sue stanze, erano anche la cappellina del Perdono, già attribuita a Bramante, nonché un tempietto dedicato alle Muse, dipinte dal pittore di corte Giovanni Santi, padre di Raffaello. A questa parte - raccolta e raffinata summa delle qualità e degli interessi dell'uomo rinascimentale (lo studio, le armi) - si contrappone la grandiosa raffinatezza degli appartamenti e dell'immenso Salone delle feste, poi detta Sala del trono all'epoca dei legati papali. Lo straordinario equilibrio rinascimentale del palazzo si esplica nella maniera più perfetta nello stupendo Cortile d'Onore, nel quale gli accordi cromatici della pietra chiara e del mattone scandiscono la calcolata armonia nella distribuzione degli elementi compositivi dell'opera. L'iscrizione che corre nella fascia sopra gli archi ricorda la gloria di Federico condottiero e principe. Uno dei maggiori ornamenti del palazzo era la ricchissima biblioteca di manoscritti miniati, la più splendida dell'epoca, per la quale Federico impegnò una cospicua parte delle sue rendite di condottiero. Alla morte di Federico nella biblioteca erano conservati ben 900 codici; la raccolta fu acquistata da Alessandro VII nel 1657 per la biblioteca Vaticana. Nel 1474 Federico ebbe da Sisto V della Rovere l'ambita nomina a duca e l'orgogliosa iscrizione FE-DUX campeggia dopo quella data su molte parti del palazzo. Alla morte del duca, nel 1482, la cultura e la raffinatezza della corte di Urbino diventano appannaggio del figlio Guidubaldo e della sua consorte Elisabetta Gonzaga. Con loro finisce la dinastia dei Montefeltro per passare in linea femminile al ramo dei Della Rovere. Il secondo piano del palazzo, che fu ristrutturato e sopraelevato alla metà del Cinquecento per volere di Guidubaldo II Della Rovere, ospita attualmente le collezioni di dipinti del Seicento, la grafica e le collezioni di ceramiche. Fa parte delle prime aggiunte cinquecentesche la Sala del re d'Inghilterra: il soffitto in stucco dorato, opera di Federico Brandani, riporta tutti gli emblemi, le imprese e le onorificenze del duca Federico e della casata. Il ducato prospera fino al 1631, anno in cui passa al domini della Chiesa. Vittoria della Rovere, ultima della dinastia, porterà a Firenze, dove va sposa al cugino Ferdinando de' Medici, tutta la "Guardaroba" ducale. Le strepitose collezioni del palazzo urbinate sono ora in gran parte conservate nella Galleria degli Uffizi. Nella collezione Barberini finiscono inveve gli Uomini Illustri dello studiolo (in parte ora al Louvre). La presenza di un nucleo importante di reperti archeologici, raccolta dal cardinale Francesco Stoppani nel 1756, ha comportato la presenza all'interno della Galleria di un Museo Lapidario, situato al piano terreno.
Informazioni utili: Scale / ascensore, Toilette, Accessibile in sedia a rotelle, Armadietti / deposito custodito, Ristorazione
Recensito 11 giugno 2012

Non era la prima volta che visitavamo questo splendido palazzo. Infatti eravamo stati qui per visitare precedenti mostre. Ma questa volta è stata ancor più speciale. Abbiamo trovato in un sabato tranquillo e molto poco affolltao le condizioni ideali per gustare appieno le atsmosfere che questo immenso palazzo regala. Alcune sale tolgono il fiato, anche se è ovvio che abbiano subito l'onta di diverse, ripetute spoliazioni. Nondimeno il fascino resta. Lo spettacolare, armonico cortile rinascimentale è un altro gioello. Che emozione affacciarsi dalle finestre delle camere degli ospiti immaginando di poter tornare indietro di cinque secoli.
Un capolavoro!!!!!

1  Grazie, giorgiom60
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1.587 - 1.591 di 1.967 recensioni

Recensito 10 giugno 2012

La stanza del trono mi ha stupito per le dimensioni..da vedere!!!
35 metri di lunquezza e 15 di larghezza..vedere per credere

Grazie, Linda M
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Recensito 8 giugno 2012

Davvero ben tenuto, e grandissimo, suggestive e immense le segrete. Sarebbe interessante vedere uno studio (magari fotografico) del possibile arredamento dell'epoca o mostrare i diversi usi che si sono fatti del castello nel corso della storia.

1  Grazie, la_tz
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Recensito 7 giugno 2012

se non siete stati mai ad Urbino credetemi vi perdete molto!!!! il centro storico è un gioiello ed il palazzo DUCALE completa una pianta dalle mille sorprese. entrare nei saloni è una goduria. la visita si fa anche solo in mezza giornata in quanto tutto è a breve distanza.

1  Grazie, stefano D
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Recensito 5 giugno 2012

Se passate da quelle parti dovete assolutamente fermarmi a visitare Urbino,che vista da lontano sembra un paesaggio da libro della fiabe con le due particolarissime torri del palazzo Ducale.
Vi consiglio di visitare il palazzo Ducale,ma purtroppo non vi faranno usare la macchina fotografica all'interno.
Se volete vedere il dipinto " la città ideale" Di Raffaello,in questo periodo è Mostra. vi spiego meglio: per visitare il palazzo Ducale pagate un biglietto e per vedere la Mostra,in un alone dello stesso palazzo,pagate un altro biglietto.
Personalmente sono un pò contraria a questo tipo di iniziative,ma purtroppo funziona così.

Grazie, 72leati
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