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“Rito di passaggio o doppia sepoltura”

Colombario di Pomponio Hylas
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Da 119,30 USD*
Columbarium Pomponius Hylas - Underground Rome
Al n.650 in classifica su 2.015 Cose da fare a Roma
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Recensito 9 dicembre 2016

In fin dei conti presso alcune confraternite, ad esempio di Napoli, si usa (o si usava secondi i dati ufficiali) deporre, dopo le esequie, il feretro contenente il caro defunto presso un sito apposito in attesa che fosse trovato il definitivo luogo di sepoltura di cui c’era una scarsa disponibilità o, qualche volta, in attesa di migliori condizioni economiche. Solo al momento della seconda sepoltura il de cuius finiva di restare nella sua iniziale posizione subliminale. E, come fosse veramente deceduto questa seconda volta, seppellito finalmente in una tomba. Una tradizione che probabilmente ha origini antiche a cui sono succeduti gli adattamenti dell’epoca e del luogo, vedi Napoli. Facciamo allora qualche riferimento a questo colombario a poca distanza dalle mura aureliane. Vi si accede scendendo una scala piuttosto ripida tuttora in situ oltre che in buono stato di conservazione come del resto tutto l’ambiente. Fu costruito nella prima metà del I secolo d.C. e si presenta con una forma rettangolare coperto da una volta a botte. Le pareti sono articolate in una serie di edicole provviste di colonnine o pilastri. L’apparato decorativo, al pari di quello architettonico, è di notevole valore. La parete di fondo è occupata dall’ edicola dei primi proprietari: i loro nomi sono incisi nel cartiglio marmoreo sottostante: Granius Nestor e Vinileia Pedon, entrambi sono ritratti in sembianze ed attributi che rimandano ai culti dionisiaci. Gli apparati decorativi sono costituiti da pitture a colori vivaci riferiti al mondo mitologico, al pari di amorini, uccelli e riferimenti colti tutti intesi a raffigurare un giardino di piacere e di ozio. Insomma un ambiente elegante non di certo ricco ma inteso a provare che queste sepolture per quanto collettive appartenevano ad un ceto sociale non proprio povero. Nell’antichità chi non poteva permettersi un sepolcro privato si iscriveva ad un’associazione funeraria (ricordiamoci le confraternite dell’inizio) che, mediante il versamento di una modesta somma, assicurava l’accoglimento delle ceneri del defunto in un colombario. Il benvenuto all’ingresso del colombario viene dato da un’iscrizione che ricorda i coniugi Pomponio Hylas e Pomponia Vitalinis con accanto un mosaico decorativo a tessere di vetro su fondo blu. La stessa iscrizione è completata da una coppia di grifoni ai lati di una cetra, messi sicuramente a guardia del sepolcro contro il malocchio. Il colombario è stato operativo per lo meno fino a tutto il II secolo d.C. Decisamente un ambiente che affascina per la sua bellezza e tra i più belli, fra quelli con funzioni simili, giunti fino a noi.

Grazie, domenico342
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3 - 7 di 12 recensioni

Recensito 1 maggio 2016 da dispositivo mobile

Che dire, luogo di sepoltura piccolissimo ma con un fascino tutto suo; una vera e propria bomboniera che merita di essere visitata . Personalmente mi ha colpito molto e quindi sono felice di esserci andata.

Grazie, Bruna B
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Recensito 2 aprile 2016

Nei pressi delle Mura Aureliane , Porta Latina , con accesso dal Parco degli Scipioni si trova questo pregevole sepolcro con accesso da una ripida scaletta .
Si tratta del piccolo ma interessante colombario scoperto in perfetto stato di conservazione, nel 1831 da Pietro Campana detto di 'Pomponius Hylas' , liberto che con la moglie trovò in esso sepoltura. Come si evince da un pannello a mosaico di paste vitree, inquadrato da una fascia di conchiglie e da un motivo a treccia, recante un'iscrizione, sempre a mosaico, con i due nomi degli sposi liberti. Notevoli sono la complessità della sua architettura e la decorazione di stucchi e pitture. In fondo si apre un'ampia abside, con al centro un'edicola su podio . Ha forma rettangolare , coperta a volta ed ornata da una ricca decorazione di tralci di vite sui quali si librano figure di uccelli e di amorini. Molto bello il fregio sul timpano , colorato con vivaci rossi e azzurri che raffigura il centauro Chitone che insegna ad Achille a suonare la lira, molti soggetti sono incentrati sulla figura di Orfeo, cantore e musico insuperabile, ma soprattutto fondatore di culti e misteri.

3  Grazie, gian1063
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Recensito 11 marzo 2015

Un luogo incredibile, inaspettato...Si scende una ripida scala e ti ritrovi in un piccolo colombario in perfetto stato di conservazione ! Assolutamente da visitare!

1  Grazie, Patrizia P
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Recensito 22 gennaio 2015

Visita ad apertura speciale, ingresso consentito sette persone alla volta. All’interno del Parco degli Scipioni, tra la via Latina e la via Appia Antica, un sepolcro con mosaici e stucchi multicolore. Lo stato di conservazione rende questo luogo unico ed eccezionale. Sulla volta affrescata sono raffigurati personaggi mitologici, i fondatori del sepolcro e tralci di vite, uccelli ed amorini.

1  Grazie, Pier Luigi S
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