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“Per veri intenditori”
Recensione di Trattoria Settimio

Trattoria Settimio
Al n.7.064 in classifica su 13.796 Ristoranti a Roma
Maggiori dettagli sui ristoranti
Dettagli sui ristoranti
Opzioni: Accetta prenotazioni
Zona: Navona/Pantheon/Campo de' Fiori
Descrizione: La trattoria Settimio si trova a Roma precisamente in via Pellegrino al civico n° 117, la trattoria è attiva fin dal 1932 e come allora offre ai propri clienti ottimi piatti della cucina romana, con specialità locali e dolci esclusivamente fatti in casa, pasticceria artigianale. Il locale è a conduzione familiare e quando entrerete all'interno vi accoglierà un ambiente confortevole e casereccio. Ci trovate nella zona di Corso Vittorio Emanuele II. Non vi aspettate cucina creativa, spume, mousse. Qui è tutta roba genuina, fresca di mercato, pasta tirata a mano, polpette arrotolate. Per i primi potete contare sugli gnocchi di patate , tagliatelle fatte a mano, spaghetti al pomodoro. Per i secondi ecco il bollito di manzo, polpette ai ferri, vitello alla genovese , rollè di vitello, involtini al vino bianco. Onnipresenti le polpette di bistecca macinata (se le chiamate hamburger, vi beccate una rispostaccia da Teresa).
Recensito 31 maggio 2018 da dispositivo mobile

Sono finalmente tornata da Settimio! Da tanto tempo lo desideravo e oggi abbiamo deciso per una cena in trattoria con una coppia di amici. Ci andavo da ragazzina, quando frequentavo il liceo Virgilio e conoscevo i figli dei proprietari, miei compagni di scuola. Temevo di trovare qualcosa di cambiato rispetto ad allora e di cancellare così un ricordo dorato della mia gioventù.
E invece sono stata smentita: tutto (o quasi) è rimasto uguale, sia il locale che soprattutto la cucina. Ottima, genuina, casalinga e romana! Coloro che danno giudizi negativi, magari perché il menu non presenta mille pietanze o criticano le porzioni (che a me sembrano più che soddisfacenti), non hanno idea di cosa sia una trattoria romana e soprattutto la vera cucina. Qui trovate lo spaccato di una Roma che sta sparendo, una Roma autentica e di buoni sentimenti, e se siete in grado di apprezzare questi valori uscirete non solo ristorati ma anche appagati nello spirito. Un’atmosfera familiare, le chiacchiere con i proprietari Mario e Teresa, i piatti semplici ma con gusti autentici e genuini che vi riportano ai sapori del passato, fanno della osteria Settimio un luogo speciale, per veri intenditori.

Grazie, emaborgia
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6 - 10 di 175 recensioni

Recensito 1 maggio 2018

La buona cucina è fatta di sfumature che bisogna sapere riconosce per poterla apprezzare. Sono dettagli che si sentono quando piatti apparentemente banali come le patate bollite sono cotti alla perfezione, quando le patate rimangono compatte nella loro morbidezza, o quando una polpetta alla piastra servita in un piatto senza bisogno di fronzoli per abbellirla riesce a evocare ricordi d'infanzia. La perfezione è nelle fettucine fatte a mano, la domenica, con i piccoli nodi dell'impasto che le rendono uniche, perchè tutte diverse, è nel sugo di tonno, che è come lo faceva mia nonna, è nello sguardo severo di Mario, l'oste, che non te ne fa passare una liscia ma che se si lascia andare è capace di intonare uno stornello romano come nessun altro. Insomma, chi non sa apprezzare queste cose non è degno di mangiare da Settimio. Meglio così.

    • Qualità/prezzo
    • Servizio
    • Cibo
1  Grazie, carlolavagna
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Recensito 10 marzo 2018 da dispositivo mobile

il portone verde, nasconde una macchina del tempo. tiri la maniglia, e fai un salto indietro di almeno 40 anni. un viaggio nel passato che per me da solo giustifica i circa 30 euro del conto.
Il menù ha solo una dozzina di piatti? Pazienza. Le porzioni non sono enormi? mi sta bene. Mia nonna cucinava in modo simile? Probabilmente si.
Però digerisco facilmente, anche perché l'olio è ottimo. e la Passerina sincera.
Io insomma mi trovo bene.
Leggo molto recensioni negative... forse di persone bravissime nelle loro cucine, e che nel loro standard hanno già bolliti e umidi. o forse invece persone che non solo non cucinano più, ma non riconoscono nemmeno cosa mangiano.

1  Grazie, benedettomol
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Recensito 19 gennaio 2018 da dispositivo mobile

Si tratta di una trattoria a conduzione familiare dove di turisti se ne vedono abbastanza pochi. L'abbiamo conosciuta col passaparola e devo dire che la pasta e ceci ed il bollito erano veramente eccezionali! Non altrettanto la pasta (abbastanza generica la scelta tra sugo col tonno o sugo di pomodoro...e basta). I prezzi (visto l'ambiente non particolarmente ricercato e soprattutto la scelta abbastanza ridotta di pietanze) forse sono un pochino sopra la media (pagare €6,50 per un contorno, ossia un piattino di melanzane o per due foglie di insalata è un po' tantino). La qualità è comunque molto buona e - se siete alla ricerca di un posto dove potete sentirvi come se foste a casa vostra - questa trattoria di sento di raccomandarla.

1  Grazie, Fulvio O
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Recensito 9 gennaio 2018

Buon pomeriggio a tutti, oggi si parla, con gran piacere, della parte mangereccia di Roma centro.

Tema
Trattoria da Settimio in Via del Pellegrino nel centro di Roma

Svolgimento
Siamo di Roma e siamo andati in centro molte volte; abbiamo girato la zona attorno a Campo dei Fiori, Ristornati, Trattorie, Osterie, Pizzerie e le abbiamo battezzate quasi tutte ma... che ci eravamo persi ... ahi ahi!
Stavamo facendo una di quelle belle passeggiate in centro verso il tramonto, di quelle che si fanno guardando le botteghe, i negozi, le vetrine, i palazzi antichi e, con il naso all'insù, a guardare i soffitti di legno delle case; sono quelle strade dei centri storici, di tutte le città italiane, che, se fai cento volte, ogni volta scopri una cosa nuova. Camminando, quello che mi ha colpito subito è stata l'insegna: semplice, verde e scritta con i vecchi caratteri, tipo in corsivo. Abbiamo dato un'occhiata dentro e non c'era nessuno (alle 19:30 circa qualche straniero lo becchi sempre). I pensieri: com'è che non c'è nessuno? Bo!
Prenotiamo o andiamo a prendere un aperitivo? E' partito l'aperitivo al campo.
Fatta l'ora di cena ci siam detti: andiamo a vedere, se poi non c'è nessuno entriamo lo stesso e così è stato.
Davanti l'ingresso non si vede molto perché il vetro è tipo smerigliato; per entrare si deve suonare il campanello, e lì mi è preso un mezzo colpo: sarà uno di quei ristoranti super costosi? Ma ormai c'eravamo, chissenefrega.
Aperta la porta, i tavoli erano quasi tutti pieni.
Ci ha accolto un giovane molto elegante, il quale, sentito il Padre, ci ha affatto accomodare.
Da notare, scherzosamente: io ero con i pantaloni corti, quelli estivi, e il Padre, ricordo mi ha dato una bella squadrata prima di dirci che l'unico tavolo rimasto era libero.
E qui si inizia:
In sala: tavoli con semplici ma eleganti tovaglie, quelle di una volta, per intenderci; l'atmosfera è bella, chiacchierano tutti e, a differenza di molti altri posti, si riesce a parlare con i commensali.
Alle cucine: la Signora Teresa con aiuti cuochi; i piatti variano nei giorni; ad esempio, il Giovedì ci sono gli gnocchi, fatti in casa, come tutto, del resto.
Attenzione, come dice il vecchio detto chi cucina fa la spesa, e qui è proprio così.
Cosa mangiare: ce lo dice Mario o il figlio (sorry non ricordo il nome);
La cucina romanesca è ben rappresentata e, in finale, la scarpetta nel piatto è assicurata. Ho mandato indietro i piatti ultra puliti.
Per accompagnare il mangiare: 2 tipi di rosso e, se non erro, 1 bianco della casa in caraffa.
Dolci fatti in casa e gelati di gelateria in coppetta di mettallo. Se li fanno fare apposta.
La cucina è a vista e molto pulita e bel organizzata, complimenti; all'esterno della cucina dei ripiani di marmo di quelli che non si vedono quasi più.
Scoperto, piacevolmente, la prima volta, ci siamo tornati varie volte.
Bella conduzione famigliare, Grazie e Complimenti.
Attenscion: 2 consigli
Il primo: prenotate
il secondo: se vi volete gustare gli gnocchi il Giovedì, prenotateli per tel. che poi finiscono.
Maria Carla e Alessandro

    • Qualità/prezzo
    • Servizio
    • Cibo
2  Grazie, Alessandro L
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