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“Breve visita ad Ariccia”
Recensione di Palazzo Chigi di Ariccia

Palazzo Chigi di Ariccia
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Altre info
Da 80,22 US$*
Italian Countryside Village Visit with Lunch and Wine Tasting
Al n.167 in classifica su 4.006 Cose da fare a Lazio
Certificato di Eccellenza
Dettagli sull'attrazione
Recensito 11 febbraio 2017

La settimana scorsa siamo stati ad Ariccia; una località di circa 20 mila abitanti, e una delle città più conosciute e popolari dei Castelli Romani. Si trova a 20 km da Roma e fa parte della Città Metropolitana di Roma e famosa e ha una rilevanza turistica per il complesso monumentale di palazzo Chigi (non abbiamo potuto visitarlo perché era chiuso) e per l’importanza delle opere architettoniche del famoso architetto e scultore Gian Lorenzo Bernini, il quale ha lasciato la sua impronte in questa piccola cittadina a due passi da Roma. Non solo per questo Ariccia e famosa, ma anche per le “gite fuori porta”, e per la porchetta e le fraschette, che sono simbolo della gastronomia tradizionale del comune. Si può giungere con la macchina, o con l’autobus che si prende da stazione Anagnina Metro A e scendere ad Albano Laziale e fare una passeggiata di 20 minuti fino ad Ariccia, o si può prendere il treno a Roma Termini per Albano Laziale e scendere a Albano Laziale e poi fare la famosa passeggiata di 20 minuti.

1  Grazie, ditty_ch4
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Recensioni (226)
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30 - 34 di 226 recensioni

Recensito 6 febbraio 2017

Una splendida idea quella avuto dalla compagnia teatrale, una visita guidata intervallata da "pieces teatrali" che si intervallano durante la lunga visita di 1 ora all'interno delle stanze del magnifico palazzo. Un'esperienza bellissima da non mancare assolutamente. Costo della visita 20 € ma li vale tutti . Un consiglio copritevi bene perchè anche all'interno è abbastanza freddino.e buona visita.

Grazie, Andrea B
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Recensito 5 febbraio 2017 tramite dispositivo mobile

Straordinario tour teatrale con attori e guida molto bravi... veramente carino e ben fatto!! Che bello, 20 euro veramente ben spesi!!

1  Grazie, sposti
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Recensito 30 gennaio 2017 tramite dispositivo mobile

Sono stata per la prima volta in questo palazzo da adolescente e subito mi aveva colpita per gli affreschi e la sua magnificenza. Una volta tornata da adulta, ho potuto apprezzare ancora meglio i dettagli e i particolari di questo posto stupendo.
Stanze custodite a regola d'arte, personale cordiale e gentilissimo, ambientazione che ti riporta indietro nel tempo. Bellissimo.

Grazie, federica i
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Recensito 23 gennaio 2017

E’ forse il più bel palazzo nobiliare di tutti i castelli romani, specialmente gli interni, ed è perfettamente conservato, infatti è stato abitato dai Chigi fino al 1988, è senza dubbio la testimonianza più autentica delle dimore barocche del Lazio. E’ circondato da un parco di 28 ettari, il parco però è visitabile solo in estate da aprile ad ottobre. Durante una visita ai castelli romani è una attrazione da non perdere. Rispetto alla bellezza del luogo è, a torto, poco visitato, circa 25000 visite all’anno.

Il Palazzo

Il palazzo ducale di Ariccia è un esempio unico di dimora barocca rimasta inalterata nel suo ambiente e nel suo arredamento originario, a documentare il fasto di una delle più grandi casate papali italiane: i Chigi, già proprietari dell’omonimo palazzo a Roma, oggi sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Fu acquistato dai Chigi nel 1661 per 368.000 scudi dalla famiglia dei Savelli, il palazzo fu poi trasformato dai Chigi in una fastosa dimora barocca tra il 1664 e il 1672 su un'idea progettuale di Gian Lorenzo Bernini, con la collaborazione del suo giovane allievo Carlo Fontana. Il palazzo vanta un'importante collezione di dipinti, sculture ed arredi. Il palazzo, è stato ceduto al Comune di Ariccia nel 1988 dal principe Agostino Chigi Albani della Rovere, oggi è adibito a museo.

La Famiglia Chigi

La famiglia è di antica origine senese. Figura di spicco fu il banchiere Agostino Chigi detto "il Magnifico" (1465-1520), uno dei più grandi mecenati del Rinascimento. Dopo la sua morte il patrimonio di famiglia venne completamente dissipato dal figlio Lorenzo, solo in seguito la famiglia raggiunse nuova gloria con l'elezione a pontefice del cardinale Fabio Chigi col nome di Alessandro VII (1655-1667). Ebbe due nipoti cardinali: Flavio I (1631-1693), principale artefice delle collezioni artistiche di famiglia, e Sigismondo(1649-1678). A partire dalla seconda metà del '600 si formò il grande patrimonio immobiliare dei Chigi fino a divenire nella metà dell' '800 tra i cinque maggiori proprietari terrieri dello Stato Pontificio. Una delle ultime figure di rilievo è stata quella di Ludovico Chigi (1866-1951), Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta. Dal 1712 sino al recente pontificato di Paolo VI, il primogenito di casa Chigi ha esercitato l'importante carica di Custode del Conclave, con il delicato compito della sorveglianza del collegio cardinalizio riunito in conclave. Ancora oggi sono conservate al primo piano del palazzo, nelle stanze del cardinale, le chiavi dei vari conclavi.

Le stanze del Cardinale

L'appartamento privato del Cardinal Flavio Chigi, nipote di Alessandro VII, è disposto al pian terreno ed è suddiviso in nove sale che conservano l'arredamento originale del XVII secolo e opere di grande importanza di maestri del '600 come il Baciccio e Salvator Rosa. Da non perdere la camera dello stesso, detta "Sala Rossa" con il suo letto,un grande specchio,set da viaggio e il suo abito cardinalizio, e la"Cappella" con un prezioso armadietto appartenuto a San Filippo Neri.

Il Piano Nobile

Il Piano nobile costituisce la sezione principale del Palazzo, una vasta area comprendente circa venti sale al primo piano. In questa sezione del Palazzo si trovano ambienti di grande importanza che hanno conservato gli arredi originali del '600; qui è esposta la quasi totalità della Collezione Chigi permanente costituita da opere pittoriche e scultoree di grandi artisti quali Gian Lorenzo Bernini, il Baciccio, Jacob Ferdinand Voet. Di grande interesse i rarissimi parati in cuoio di origine spagnola risalenti al XVII secolo che rivestono tutta l'area seicentesca del piano nobile. Notevoli sono le sale :

1) ”Salone Giallorosso” con due bellissimi tavoli del Bernini; 2) ”Camera Rosa”, chiamata così per il colore della tappezzeria, dove si trova lo stupendo quadro di Winterhalter su Leonilla Bariatinskij, principessa russa,detta la donna più bella d'Europa e madre di Antonietta Sayn Wittgenstein andata sposa a Mario Chigi; 3) La "Sala delle Belle", la più conosciuta e ammirata,si vedono alcuni ritratti delle donne più belle della nobiltà romana; 4) Particolare è la "Sala del Trucco", con un tavolo simile al biliardo ove si doveva lanciare una pallina centrando degli archi non facendo cadere dei birilli,un gioco molto in voga nell'aristocrazia; 5) Un'altra stanza molto particolare è quella della"Farmacia",dove notiamo non solo il tipico armadio con ancora spezie e unguenti ma alle pareti piccoli ritratti di tutti i componenti della famiglia dal 400 a oggi,simile ad un albero genealogico,tra cui il capostipite Agostino Chigi detto "Il Magnifico"; 6) Due sono le sale da pranzo, La Sala da pranzo d’ Inverno e soprattutto la Sala da pranzo d’ Estate, divisa in due parti con al centro una fontana e alle pareti riprodotti i panorami verso Roma e Albano; 7) Altri ambienti degni di nota sono : La "Sala delle Suore"; Il "Teatro";La "Cappella"; La "Camera Verde"; La "Galleria"; La "Stanza dell'Ariosto"; Lo "Studio del Principe Mario"

Il Museo del Barocco Romano

Le Aree Museali si trovano al secondo piano del Palazzo e sono divise in due sezioni in cui sono esposte circa 300 opere: nella prima sezione è esposta permanentemente la Collezione donata al Palazzo dallo storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco, la seconda sezione ospita le mostre temporanee organizzate presso Palazzo Chigi. La Collezione Fagiolo, donata al Palazzo Chigi come nucleo iniziale per la creazione del primo Museo del Barocco, comprende opere del Cavalier d'Arpino, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, il Baciccio, Andrea Sacchi e Andrea Pozzo. Presenti anche tele dei loro allievi, come Ciro Ferri, Giacinto e Ludovico Gimignani, Giuseppe Passeri. La collezione presenta anche dipinti di artisti francesi o fiamminghi che hanno soggiornato a Roma.

I parati in cuoio

Una delle peculiarità del palazzo sono i rarissimi parati in cuoio stampato del XVII secolo - detti di Cordova - che ancora rivestono le pareti di molti ambienti, facendo della dimora chigiana un caso unico in tale genere a livello mondiale. Alcuni sono di disegno berniniano.

Visitato il 21/1/2017

Grazie, remo a
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