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“Un palazzo seicentesco da visitare”

Pio Monte della Misericordia
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Tour privato: tour a piedi di Napoli per Caravaggio e il Barocco
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Certificato di Eccellenza
Dettagli sull'attrazione
Recensito 22 marzo 2012

Il Pio Monte della Misericordia,in Via Tribunali quindi nel centro storico della città,fu fondato nel 1601 e realizzato dall'architetto Francesco Antonio Pacchiatti, con il fine di aiutare ed accogliere le persone bisognose La pinacoteca si trova al primo piano del palazzo dove si trovano ,in prevalenza,opere acquistate dal Pio Monte per essere utilizzate come mezzo di scambio per opere benefiche. Nella chiesa si trova uno dei capolavori del Caravaggio: Le sette opere di Misericordia,vi sono anche numerosi e preziosi bozzetti lasciati in eredità alla chiesa dal pittore Francesco De Mura.Un'altra importante donazione fu fatta ,nel 1938, da Maria Sofia Capece Galeota di Duchi della Regina che comprende tele che vanno dal Seicento all'Ottocento.

Grazie, jevan7573
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Recensioni (440)
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289 - 293 di 440 recensioni

Recensito 18 febbraio 2012

Uno dei luoghi dell'anima di questa città. In un posto disarmante come sporcizia e incuria, si erge questo cammeo con una pinacoteca che contiene molte opere straordinarie. Che sono nulla al confronto del Caravaggio per cui questo luogo è diventato famoso nel mondo. Un quadro tra i più straordinari di Merisi incastonato nell'altare della chiesa che lascia assolutamente sbigottiti!

Grazie, Eugenio C
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Recensito 1 febbraio 2012

E' una delle tante chiese che si incontrano passeggiando in Via dei Tribunali ma, a differenza di altre, nasconde una delle tele dipinte da Caravaggio nel suo soggiorno a Napoli ed è visitata soltanto per questo motivo. Tuttavia presenta alcune particolarità come la pianta centrale attorno alla quale si aprono le cappelle che racchiudono tutte delle tele importanti di altri pittori. La Pinacoteca annessa è aperta con orari diversi da quelli della chiesa e l'ingresso è a pagamento.

Grazie, xyzeta
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Recensito 9 gennaio 2012

1607: un quadro spettacolare, che ha rivoluzionato il modo di impostare la scena ed ha influenzato generazioni di pittori.
Questa composizione che vuole rappresentare le opere della misericordia enunciate nel Vangelo di san Matteo merita di essere vista più e più volte nella vita.
Peccato che sia esposta molto male ed illuminata in modo veramente triste e sbagliato. Nella stessa cappella ci sono altre importanti tele da Guido Reni a Luca Giordano. Merita salire al Museo al piano superiore ,non solo per le opere esposte e per gli ambienti, ma anche per osservare dal balcone apposito la pala del Caravaggio dall'alto. Variando il punto di ossevazione la forza pittorica vedrete che non perde nulla, anzi, forse, ma non sono una storica dell'arte e non mi vorrei lanciare troppo.

1  Grazie, asiul2000
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Recensito 5 gennaio 2012

Il Pio Monte della Misericordia si trova in via Tribunali e contiene al suo interno alcune delle opere più importanti della pittura napoletana, tra cui uno dei capolavori del Caravaggio, Le sette opere di misericordia. Amo particolarmente questo dipinto perchè oggetto di uno dei miei esami universitari - a tal proposito a chi interessa approfondire la storia e la tematica dell'opera consiglio il libro V. Pacelli, Le sette opere di Misericordia, libro molto scorrevole sulle vicende del dipinto; mi sono recata spesso quindi a omaggiare il grande Maestro e ho fatto conoscere a chi lo ignorava questo splendido gioiello di pittura seicentesca. Il Pio monte nasce a cavallo del '600 per opera di alcuni Signori napoletani, sulla scia delle tante confraternite religiose dedite ad opere pie. La tematica è ovviamente strettamente legata alla nuova religiosità controriformata, che ribadiva, contro l'affermazione tutta protestante della sola salvezza per Grazia, l'importanza delle Opere, cioè di tutte quelle opere buone che si potevano svolgere in terra e che avrebbero fatto guadagnare un posto in paradiso. I fondatori del Pio Monte, appartenenti alla nobiltà di Seggio (così erano chiamate le circoscrizioni napoletane) ma cadetti, decisero di dedicarsi a quelle opere "trascurate" diciamo così, dagli altri ordini religiosi e confraternite coeve. Personaggi dalla intelligenza illuminata e con un forte desiderio di mettersi in mostra, decisero di affidare la pala d'altare al pittore più discusso ma più moderno e più geniale del tempo, che a Napoli aveva già dato espressione del suo talento, cioè il Caravaggio. Egli condensò in un unico dipinto, con grande coerenza narrativa, tutte e sette le opere, a cui aggiunse, per ordine della committenza, la presenza della Madonna, che guarda senza interferire l'operato misericordioso della gente comune che sembra muoversi proprio tra i vicoli di Napoli come su un palcoscenico, uniti paratatticamente dall'unico afflato della Caritas cristiana. A lungo il quadro fu oggetto di grande confusione ed equivoco a causa della cattiva lettura dovuta all'annerimento della tela (per via delle candele). Un attento restauro ha messo in evidenza non solo i momenti cruciali della narrazione facendo identificare tutte e sette le opere corporali (dare da bere agli assetati - episodio di Sansone che beve dalla mascella d'asina, dar da mangiare agli affamati e visitare i carcerati - condensati nell'unico episodio di Pero e Cimone, seppellire i defunti, vestire gli ignudi e visitare gli infermi - nell'unico l'episodio di San Martino che regala il mantello, ospitare i pellegrini) ma anche i cosiddetti "pentimenti" che come sappiamo erano caratteristici dell'modus pingendi dell'artista. La pala d'altare ancora oggi campeggia all'interno della chiesa dalla struttura circolare di stampo tardomanierista; sugli altri altari sono illustrate le opere di misericordia attraverso episodi storici e biblici ad opera di altri artisti napoletani contemporanei - tra cui Battistello Caracciolo (grande discepolo del Merisi), Bernardino Azzolino, Belisario Corenzio - che molto hanno appreso dalla lezione caravaggesca. La struttura ben si nasconde dietro una facciata preceduta da un portico, con ampie archeggiature, che seguono l'andatura dei palazzi attigui confondenddosi con essi, tanto che la chiesa è difficile tra trovare e per questo è stata spesso trascurata dagli stessi napoletani. Il Pio Monte conserva inoltre una notevole quadreria con dipinti di scuola napoletana del seicento, il cui ingresso è a pagamento, e una biblioteca in cui è conservato lo Statuto originale della fondazione. Nella piccola biglietteria è possibile acquistare cartoline dei dipinti -. è assolutamente vietato fotografare.

1  Grazie, clionera
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