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“Un gioiello nella natura”

Cripta del Peccato Originale
Al n.7 in classifica su 136 Cose da fare a Matera
Certificato di Eccellenza
Maggiori dettagli sull'attrazione
Dettagli sull'attrazione
Durata consigliata per la visita: Meno di 1 ora
Descrizione del proprietario: La Cripta del Peccato Originale era il luogo cultuale di un cenobio rupestre benedettino del periodo longobardo. È impreziosita da un ciclo di affreschi datati tra l’VIII e il IX secolo, stesi dall’artista noto come il Pittore dei Fiori di Matera ed esprimenti i caratteri storici dell’arte benedettina-beneventana. La parete sinistra è movimentata da tre nicchie, su cui sono raffigurate rispettivamente le triarchie degli Apostoli, della Vergine Regina e degli Arcangeli. La parete di fondo, invece, è ravvivata da un ampio ciclo pittorico raffigurante episodi della Creazione e del Peccato Originale. Prenotazione obbligatoria.
Recensito 16 maggio 2017

Cappella rupestre decorata in modo mirabile e con uno stile longobardo, diverso dallo stile delle altre chiese rupestri. Per raggiungerla si percorre un breve tratto dal quale si vede la natura selvaggia e bellissima della Murgia

1  Grazie, DonatellaB51
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207 - 211 di 862 recensioni

Recensito 13 maggio 2017

Meravigliosa ma difficile da raggiungere per la quasi totale mancanza di indicazioni stradali. Solo grazie al navigatore siamo riusciti nell'impresa

Grazie, Gianfranco C
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Recensito 13 maggio 2017

Luogo imperdibile e denso di un fascino unico. E' all'interno di una grande tenuta agrituristica Dragone e per raggiungerla la vista è guidata. Pochi visitatori per volta quindi da prenotare. Da non perdere

Grazie, Antonino N
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Recensito 11 maggio 2017

La grotta del Peccato si raggiunge scendendo lungo un percorso in mezzo alla selva quasi avventuroso.
La grotta é piccola ma soddisfa le aspettative. Su 3 pareti si ritrovano degli affreschi eccezionali . In particolare l'affresco della Madonna é magnetico.Un' esperienza unica.

Grazie, Roberta061072
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Recensito 8 maggio 2017

L’Organizzazione Coop. Synchronos è molto severa per quanto riguarda il numero di visitatori che vi hanno accesso a ore ben determinate, per un massimo di 30 minuti e con la proibizione assoluta di scattare foto. Infatti, un ipogeo di così rara bellezza va innanzitutto protetto da un turismo sconsiderato, anche se saranno sempre di più i visitatori che sceglieranno questo sito per ammirare uno degli esempi di arte rupestre più importanti al mondo. Il ciclo di affreschi risalente al IX secolo, cinquecento anni prima di Giotto, è importantissimo e la guida mi ha confermato che gli studiosi ritengono che questa chiesa rupestre sia stata concepita da un monaco da Bisanzio assai sapiente di architettura. Ciò si deduce dalle perfette proporzioni delle tre absidi scavate e dipinte “a fresco” su uno strato d’intonaco, che appaiono di fronte a noi con le loro ieratiche figure “bizantine”, quando si scende con estrema attenzione a non scivolare e ci si accomoda come si può sui massi intorno. Lentamente, luce musica e parole si diffondono nella grotta; spiegano le sue origini misteriose, la storia degli autori degli affreschi, tra cui il “maestro dei fiori” che li ha dipinti ovunque, e come su un prato sulla base della parete di destra. Qui, la raffigurazione dell’albero di fico e non di mele di cui i nostri progenitori si cibarono commettendo il “peccato originale”, è molto rara, ma non unica, essendo presente anche nella Cappella Sistina a Roma. I colori sono vividi, specie il rosso e il blu di lapislazzulo, una polvere proveniente dal lontano Oriente. La grotta, che era usata come un romitaggio, luogo di meditazione e di preghiera dai monaci, fu rinvenuta casualmente da un pastore che ne parlò fortunatamente a un gruppo di giovani archeologi, i quali la seppero ritrovare, entrandovi la prima volta nel 1963. La cripta del Peccato originale, o dei Cento Santi, si trova a una decina di chilometri da Matera, letteralmente in mezzo al nulla. Comunque, la vostra guida farà strada con la sua alla vostra vettura, perché il luogo è molto difficile da trovare, anche con le coordinate GPS!

Grazie, valliers
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