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Recensito il 31 maggio 2018

A Sakya si è svipuppata la corrente spirituale più pura del Buddhismo tibetano, ritenuta superiore a quella dei Gelug'pa da molti tibetologi, fra cui l'italiano Tucci. Questo monastero meriterebbe molto di più, in termini di finanziamenti per il restauro, visite di pellegrini e soprattutto di turisti

Grazie, Gian B
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Recensito il 31 ottobre 2016

Uno dei più lontani ma anche uno dei migliori tra quelli solitamente visti, dopo la lunga e lenta strada gli occhi verranno ripagati

Grazie, resnati
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Recensito il 18 settembre 2016

il colore delle costruzioni è un grigio scuro, unico nel panorama dei monasteri tibetani, con le classiche strisce verticali colorate; affreschi molto belli all'interno, di fattura molto fine; la biblioteca con i volumi del kanjur è imponente, una catasta di libri che arriva fino ad un soffitto altissimo; il lakhang è enorme, con pilastri imponenti, ed una serie di stupa e statue di fattura notevole; anche il luogo intorno è molto bello, purtroppo non abbiamo avuto il tempo per percorrere la kora e visitare gli stupa dietro il monastero nuovo, che sembrano restaurati di recente; sicuramente il posto meriterebbe almeno una giornata intera di sosta

Grazie, Alpamayo2001
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Recensito il 17 luglio 2016

Più che raccontarlo bisogna viverlo e visitarlo. Questi monasteri tibetani si assomigliano ma ognuno ha delle particolarità ed è differente daglio altri, Il viaggio per raggungrerlo è stato lungo ed abbastanza scomodo ma credo assolutamente che ne sia valsa la pena!

Grazie, Giuseppe C
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Recensito il 14 settembre 2015

in Tibet i Cinesi sono presenti con posti di blocco frequenti e un limite di velocita' di 40 km/h. dopo lunga strada si arriva a questo monastero molto bello e privo di turisti. presenti solo nomadi religiosissimi e con meravigliose acconciature. un pezzo di Tibet vero.

Grazie, anna rita v
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Recensito il 5 settembre 2015

Da questo punto fino quasi al confine con il Nepal, tutte le case tibetane portano, come una decorazione, tre linee verticali di colori diversi: il rosso, il bianco ed il nero. Sono, sin dal periodo medievale, i colori del monastero di Sakya, il simbolo, quindi, di appartenenza alla grande scuola dei Sakya’pa. Definire Sakya soltanto “monastero” è ignorarne il passato e non percepirne a fondo l'atmosfera che tuttora vi regna. Sakya è l'istituzione religiosa mescolata alla severa austerità del potere. Il monastero si trova in fondo alla valle del fiume Trum, tra le case contadine che lo circondano. La grande struttura meridionale del complesso monastico guarda dall’alto del muro di difesa i ruderi dell’antico nucleo settentrionale completamente distrutto dalle guardie rosse.
La sua struttura meridionale è rimasta fortunatamente indenne al passaggio distruttivo della rivoluzione culturale; del blocco settentrionale non rimangono invece che pochi ruderi, visibili sul pendio della collina, raggiungibili lungo un sentiero che i pellegrini utilizzano abitualmente come percorso di preghiera. Gli interni del complesso meridionale, protetto da un forte muro di circoscrizione e costruito secondo i suggerimenti degli ingegneri militari dell’Imperatore Kublay Khan, sono molto suggestivi. I grandi tronchi secolari provenienti dai territori boscosi ai bordi dell’altopiano, come dei pilastri sorreggono la grande sala di preghiera. Ognuno di questi tronchi è legato ad una leggenda particolare. La storia del monastero di Sakya è un momento fondamentale e particolarmente affascinante nel quadro politico e religioso del Tibet.

Grazie, MaxG_Roma
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Recensito il 26 agosto 2014 da dispositivo mobile

È quello che ho trovato più interessante, gli interni sono ricchissimi, particolari le colonne sacre e la conchiglia bianca contenuta in una teca che dovrebbe essere una reincarnazione precedente di sakyamuni

Grazie, Marco O
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Recensito il 24 settembre 2013

Il monastero è molto particolare racchiuso com’è dentro delle alte mura di color nero. Vi si accede tramite una stretta porta attraverso la quale si arriva ad un primo cortile, si entra poi nel monastero vero e proprio e si giunge ad un secondo cortile sul quale si apre la sala principale. Abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una processione dei monaci che hanno dapprima girato all’interno del monastero e poi sono usciti passando anche nel paese: uno spettacolo bellissimo!

Grazie, Monica B
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Recensito il 18 novembre 2012

E' diverso dagli altri momasteri che ho visitato in Tibet, si trova in una cittadina con i muri dipinti di nero e già questa è una particolarità.
Anche l'interno è stupefacente!

Grazie, Aliziuzza
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Recensito il 24 agosto 2012

Il monastero di Sakya, della scuola Sakyapa del buddhismo, è sicuramente quello che si discosta di più da tutti gli altri che ho visto in Tibet.
è particolare soprattutto per i colori: rosso, grigio e nero...
Siamo stati fortunati perchè al nostro arrivo i monaci erano radunati nel cortile per una celebrazione, in cui cantavano e suonavano. Particolare è anche il copricapo rosso dei monaci.
Poi abbiamo visitato l'interno, che è molto suggestivol. C'era un bellissimo mandala posto all'interno di una teca e una biblioteca favolosa, con tantissimi testi sacri...

Grazie, Volpe88
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