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Viaggio in Mongolia Luglio 2018 con IPERBOREUS Tour Op

Padova, Italia
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Viaggio in Mongolia Luglio 2018 con IPERBOREUS Tour Op

Scrivo questa breve recensione del viaggio "Nord e sud-Speciale Naadam" 28 giugno-12 luglio convinto che sia utile, per chi voglia affrontare questo viaggio, avere qualche indicazione da parte di chi (io e mio figlio di 15 anni) ha già vissuto questa esperienza. Il tour è un "viaggio", non lo spostarsi semplicemente da una località all'altra per visitare siti di interesse, ma il lasciarsi trasportare fra vedute arse e sconfinate del sud e paesaggi alpestri con distese di prati immensi e colline e montagne che non riescono a delimitare il cielo che sembra ricoprirti di azzurro da ogni parte. Abbiamo fatto sorta di traversata del deserto del Gobi per poi salire verso Nord sino a 80 km dalla Siberia , passando dai 40° diurni del sud ai 10° al Nord (una notte è pure nevicato nelle colline attorno al Ger-Camp). E' il paesaggio che domina , è la popolazione che risulta interessante da scoprire, è il cibo che testimonia le migliaia di km di distanza dalle nostre case. E' il senso di immenso e di distanza dal nostro mondo che in un certo senso purifica l'animo e ti fa acquisire quella pazienza e senso del ritmo naturale che cancella per pochi giorni il logorio della modernità. Certo, ci sono siti archeologici e religiosi da visitare, anche molto belli, quelli risparmiati dall'invasione russa. 2600 km percorsi in una decina di giorni, in piste nel deserto e in una sorta di mulattiere al Nord , su auto comodissime e modificate in maniera da ridurre al minimo lo stress dello sterrato e aumentare la sicurezza ( ben diverse da altre che abbiamo visto durante il viaggio), con autisti locali impeccabili per gentilezza e capacità. La guida , il sig. Marco, avrà pure un carattere definito spigoloso da taluni ma che a mio avviso è fra le guide più colte che abbia incontrato nei miei viaggi specie in Asia, capace di dominare conoscenze di geologia, paleontologia, letteratura, storia e religione, mettendole insieme in modo mirabile, e con una rara capacità di intrattenere , anche in maniera istrionica, così coinvolgente che mai ci ha fatto sentire annoiati durante le esposizioni. Organizzazione a mio giudizio ottima, tenuto conto che in quel paese basta una pioggia per costringere a cambiamenti di programma. Eppoi il Naadaam, tuffo all'interno delle tradizioni popolari, esperienza che coinvolge. E' certamente un viaggio faticoso, un viaggio , a mio giudizio, che persone in non adeguato stato di salute dovrebbero evitare (per età o malanni fisici) a favore di scelte di percorsi più brevi, peraltro previsti dal medesimo tour operator.

2 risposte su questo argomento
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1. Re: Viaggio in Mongolia Luglio 2018 con IPERBOREUS Tour Op

Ho fatto un viaggio in Mongolia con il tour operator Iperboreus di Torino, più specificamente la Nord & Sud Superior dal 27 Luglio all'11 Agosto. (Per quanto mi riguarda è stato un viaggio 10 e lode quindi se continui a leggere sappi che troverai solo commenti positivi da parte mia).

Intanto viaggiavo da sola, quindi prima di scegliere questo viaggio volevo delle rassicurazioni: essendo anche io di Torino ho avuto l'opportunità di incontrare Marco (la nostra guida) per un caffé. Gentile, alla mano e molto concreto. Ho capito chiaramente che non è un viaggio per persone alle prime armi e serve un buono spirito di adattamento ma allo stesso tempo mi ha rassicurata per tutto ciò che riguardava la fattibilità per me nello specifico, e la sua preparazione e organizzazione del gruppo e del viaggio.

Il gruppo era composto di 10 persone in totale + 3 autisti locali + Marco divisi in 3 fuoristrada molto comodi. L’età dei partecipanti andava dai 35 ai 72, esperti viaggiatori (avendo tutti girato mezzo mondo – ero quella che aveva viaggiato di meno o perlomeno, in meno continenti). Il gruppo era molto ben assortito ed è stato un viaggio anche da quel punto di vista molto piacevole. Inoltre ogni giorno cercavamo di mischiarci tra le macchine ed è stata una simpatica opportunità di conoscersi).

Marco come guida è super: geologo e paleontologo e appassionato di storia, oltre a grande conoscitore della Mongolia stessa avendoci abitato per moltissimo tempo. I suoi racconti oltre ad essere estremamente interessanti erano anche molto simpatici e di intrattenimento. Gli autisti sono professionalissimi, preparati e molto gentili.

Come preannunciato il viaggio è stato molto stancante: 2600km di cui 2200km sugli sterrati in un periodo di forte pioggia, però distanze ben distribuite, pause giuste e nessun tempo morto.

I campeggi sono pulitissimi e ben organizzati con personale simpatico e disponibile. Nelle città (fuori dai circuiti prettamente turistici) bisogna un po’ adattarsi ma la Mongola è questa, non ci si può aspettare gli stessi servizi che si troverebbero in Europa.

Per quanto riguarda il cibo quasi tutti abbiamo scelto di mangiare mongolo quando veniva offerto, ma per chi non lo gradiva c’era sempre la possibilità di mangiare il box lunch che conteneva, ad esempio, pollo, riso, un po’di verdura e frutta, quindi salvo richieste molto eccezionali tutti venivano accontentati.

Insomma, tour operator top!!! Consigliatissimi!!!

Non mi dilungo invece sulla Mongolia stessa, perché la mia recensione riguarda specificamente il tour operator (con il quale vorrei fare altre esperienze di questo tipo se il mio destino lo vorrà) vorrei solo dire che è stato un viaggio meraviglioso che mi ha arricchita tantissimo e che porterò nel cuore per sempre. Spesso chiudo gli occhi e immagino di essere di nuovo lì nelle distese di erba o sabbia o in riva al lago o sul bordo del vulcano aa ascolatare i suoni della natura e niente altro, a sentire il profumo dell’onniprsente ardesia oppure a fare un giro simbolico intorno a un ovo (rigorosamente andando verso sinistra 😊) e mi fa stare bene.

Modificato: 05 settembre 2018, 15:50
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2. Re: Viaggio in Mongolia Luglio 2018 con IPERBOREUS Tour Op

Io e la mia compagna abbiamo viaggiato con Iperboreus nel mese di agosto, su consiglio di una conoscente che ci aveva suggerito di partire nel gruppo guidato da Marco. Abbiamo dunque optato per la versione superior del tour, che prevedeva tra le altre cose l'alloggio nei migliori campi ger disponibili. Non posso che confermare quanto di positivo mi era stato riferito, poiché il viaggio è stato persino superiore alle attese, per una serie di ragioni:

1. La Mongolia. Sembra un'ovvietà ma, come spesso accade per i luoghi difficili da fotografare per vastità degli scenari e rarefazione degli insediamenti, non si può avere un'idea del paese senza visitarlo. La Mongolia è lenitiva sul piano spirituale, i suoi ritmi lenti, imposti dalla natura alla cultura, riportano il viaggiatore alla sua dimensione più umana, partendo dall'immersione nei suoi spazi dilatati.

2. Il livello di comfort. Mai avremmo pensato di alloggiare più comodamente in Mongolia che in Islanda, ad esempio, sia per via dei campi gher, sempre ben attrezzati e funzionali, persino nell'angolo più sperduto del Gobi, sia per la tabella di marcia, che peraltro prevede frequenti soste, molto utili soprattutto nei tratti più lunghi. E' chiaro che percorrendo circa 2700km, di cui forse solo due o trecento su asfalto, è facile incontrare piste molto dissestate o fangose, ma i mezzi a disposizione e gli autisti hanno superato brillantemente le difficoltà intrinseche al viaggio. Infatti:

3. Mezzi e autisti. Le vetture sono perfette per affrontare un viaggio del genere, minimizzano il disagio legato alle strade, talvolta davvero in pessime condizioni, meticolosamente manutenute e guidate da un gruppo di autisti molto preparati a livello tecnico. Abbiamo visto sostituire una gomma forata in tempi da formula 1. Menzione speciale per Sukhé, Zorigoo e il freelance Boldo, che oltre a rendere il viaggio semplice e sicuro, hanno sempre contribuito a creare un clima estremamente piacevole.

4. Marco. Il paleontologo, titolare del tour operator. E' riuscito a dare il taglio perfetto all'esplorazione della Mongolia, grazie alla sua profonda conoscenza del territorio e della cultura del paese. E' molto raro incontrare guide così preparate, tanto che trovo gli stia stretto il ruolo di guida: è stato come farsi accompagnare da Marco Polo, personaggio con cui al nostro piace identificarsi, soprattuto con i locali, con un supplemento di ironia anarcoide.

5. Le occorrenze fortunate. Ne abbiamo avute diverse: il clima, sempre clemente, mai troppo caldo nel deserto e mai piovoso nei tratti potenzialmente più critici; un pomeriggio con un clan mongolo, presso cui abbiamo pranzato, grazie all'intercessione di Marco, e dove noi italiani abbiamo improvvisato una sorta di Nadaam, a beneficio di chi ci ospitava; il casuale passaggio nel luogo dove si stava celebrando un vero Nadaam locale, più genuino e soprattutto più tangibile per un turista del Nadaam nazionale, che a quanto pare è diventato un evento assimilabile al Superbowl; il gruppo, eterogeneo per inclinazioni e carattere, ma totalmente votato ad una partecipazione totale al viaggio, tanto che non è stato mai necessario ricorrere a cibi alternativi, o peggio, occidentali: sembravamo quasi un gruppo di gente del posto, in pratica.

In generale, un viaggio che poteva nascondere numerose insidie è filato liscio come l'olio, dunque siamo stati ben felici di affidarci a Iperboreus.

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