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Nosy Be l'isola profumata

perugia
4 post
Nosy Be l'isola profumata

La prima volta che andai in Madagascar, fu nel 1979, insieme con undici colleghi,

del club pescatori “Alitalia. ”

Qualcuno di noi aveva letto, di quest’isola, dove viveva un italiano, abbastanza famoso,

per le sue foto subacquee, per il libro pubblicato in Italia, che parlava di quell’isola profumata,

e del suo mare, ricchissimo di pesce.

Fu una vacanza indimenticabile .Giancarlo Annunziata, ci accolse, nel suo albergo,

con ghirlande di fiori profumati, cocktails con rum, e succo di noci di cocco. Tavoli colmi

di vassoi, con aragoste, ostriche di scoglio, granchi, cernie, seppie, dentici, e tanti altri pesci.

Il giorno dopo, partimmo per le isole Mitsio, con un vecchio rimorchiatore, e due barche

di scorta, che servivano per la pesca, e i vari spostamenti, tra le isole.

Dormivamo dentro delle tende, sulla spiaggia di un'isoletta, situata davanti alla grande Mitsio.

La prima notte, con vari filaccioni, e due palloni per galleggianti, prendemmo, 7 squali, una manta enorme, che liberai con molta fatica, perché era coperta di terminali d’acciaio, e vari ami conficcati nel corpo, con pinze e tronchesi, riuscii a liberarla, e respingerla in mare.

C’era pure uno squalo nutrice, attaccato ai filaccioni, dato che quella razza di squali, è senza denti, fu molto facile liberarlo. I sei giorni seguenti furono fantastici, ogni volta che uscivamo con una barca, per la pesca a traina, o a fondo, dopo pochissimo tempo, dovevamo rientrare, perché in 3-4 pescatori, ci volevano pochi minuti, per riempire la barca di pesce.

Una mattina mi misi la maschera e le pinne, volevo vedere se trovavo qualche conchiglia.

Entrai in acqua, insieme con uno dei ragazzi dell’equipaggio, rimasi scioccato dai colori del corallo, della flora, e dei pesci che ci circondavano, sembravano finti, di tutti i colori immaginabili, rossi, blu, gialli, verdi, neri, branchi di barracuda, cernie, tartarughe, murene, e tante ma dico proprio tante aragoste, di tutte le dimensioni. Il ragazzo mi mostrò, come dovevo fare per prenderle con le mani, senza bisogno della fiocina o altro.

Mangiammo aragoste per molti giorni, era troppo facile.

Poi come tutte le cose belle, la fine arriva troppo presto.

Prima di ritornare in Italia, mi feci dare da Giancarlo, il suo indirizzo e il n. di telefono.

Con la promessa, che sarei tornato presto.

Sono andato a Nosy-be altre cinque volte, sempre da Giancarlo, prima all’albergo,

le Cocotiers, poi al Palm Beach. Via Parigi con Air France, o via Zurigo con Air Madagascar.

Giancarlo, era dovuto tornare in Italia, perchè stava male, e si doveva curare a Roma.

Ogni volta che arrivavo a Nosy-be, anche se lui non c’era, mi sentivo come se fossi stato a casa mia, il personale dell’albergo era gentilissimo, mi trattavano come un amico, che tornava a trovarli.

Mi portavo una borsa a mano con i miei vestiti, e una valigia piena d’abiti usati, di matite, penne, ami e fili di nylon per la pesca, che regalavo in cambio di qualche conchiglia.

La pesca dopo il primo viaggio, non m’interessava più. Andavo a Nosy-be, solo con un paio di libri da leggere, e per riposarmi. Ogni viaggio, ho conosciuto dei turisti, e insieme a loro sono ritornato diverse volte alle isole Mitsio, a Nosy-komba, Nosy-Tanikely, e Nosy-Iranja.

L’isola di Nosy-be, era coltivata per 2/3 di canna da zucchero, e 1/3 di Ylang-Ylang,

il profumo era inebriante. I camaleonti e i serpenti boa, si vedevano facilmente, ogni mattino,

fuori dei bungalow dell’albergo, o nei dintorni.

Per vari motivi, dal 1990 al 2002 non sono più tornato in Madagascar.

Nel 2003 sono ritornato, ma non a Nosy-be, sono andato a vedere l’isola di Sainte- Marie, a n-est del Madagascar. Nel capoluogo dell’isola c’è un antico fortino, e il cimitero dei pirati del XVII secolo. Nel canale, tra S.Marie e il Madagascar, nei mesi di luglio-ottobre, si vedono le balene,

che vanno, ad accoppiarsi , e riprodursi. A parte questo, non c’è altro da fare.

Il turismo ha preso piede, gli alberghi sono cari. Nessun paragone con Nosy-be.

Ogni volta che tornavo dal Madagascar, mio fratello che vive in Umbria, era curioso. Voleva sapere

tutto, del mio viaggio, e diceva sempre che la prossima volta, sarebbe venuto anche lui.

Un giorno del settembre scorso, mentre passavo davanti ad un’agenzia di viaggi, ho visto un cartello pubblicitario sul Madagascar, Roma Nosy-be, 1 settimana, a mezza pensione, con volo a/r 1300 euro. Non potevo credere ai miei occhi, cosi sono entrato a chiedere maggiori informazioni, visto che quando andavo io, non c’era il volo diretto, e mi ci volevano quasi due giorni per arrivare a destino. L’impiegata dell’agenzia mi ha spiegato, che i tempi sono cambiati, ora ci sono vari,

voli Charter, che partono da Milano e Roma, quasi tutti i giorni, che non serve più il visto dell’ambasciata, si può fare direttamente a destino, pagando 62 euro.

Mio fratello era entusiasta, della possibilità, di potere finalmente vedere, quell’isola, che io chiamavo il paradiso terrestre.

Martedì, 29 settembre, siamo partiti da Roma alle ore 23, e siamo arrivati a Nosy-be,

mercoledì mattina verso le ore 08.00, volo ottimo, tutto era andato benissimo.

Pensavo che, ci saremmo divertiti.

L’aeroporto di Nosy-be è cambiato pochissimo, c’è solo più personale, ai controlli passaporti,

alla dogana, e nella polizia.

Arrivati in albergo, Vincenzo il proprietario, che vive lì da diversi anni, mi ha spiegato che le persone che conoscevo io, non c’erano più.

Giancarlo è morto qualche anno fa’ l’albergo le Cocotiers non esiste più, il Palm-Beach è chiuso, Vivianne e Piero che lavoravano li, sono andati via. Per me la vacanza, cominciava male.

 Il pomeriggio, siamo andati sulla spiaggia, a prendere un po’ di sole. Appena arrivati, siamo stati circondati, da giovani ragazze, che ci hanno chiesto, se volevamo un massaggio, o altre prestazioni.

Cerano anche tanti ragazzi, che offrivano gite in barca, per visitare le altre isole, gite in macchina,

per vedere i laghi con i coccodrilli, o una gita nel sud dell’isola, a vedere il parco, Lokobe,

con vari animali.

Certo che Nosy-be è cambiata moltissimo, ero abituato alla calma e al silenzio, mi ritrovavo in mezzo alla confusione totale.

La popolazione è aumentata del 2000 x 100, la razza è cambiata. L’educazione e la gentilezza,

di una volta sono sparite. Sono tutti affamati, di Euro, e di Dollari.

I primi giorni, ho cercato i luoghi, e le persone del passato, ma non ò ritrovato niente,

il consumismo, ha travolto tutto.

Ogni settimana arrivano dall’Italia e Francia, 3-4 Charter con circa mille persone.

Gli alberghi sono passati da 3-4 di allora, a 50-60 d’oggi. Ogni mattina partono, con i turisti a bordo, 10-15 motoscafi, per visitare le isole, nei dintorni.

Le piantagioni, di canna da zucchero non ci sono più, i serpenti boa, i camaleonti, e i coccodrilli, sono diventati rari. Il mare è cambiato, abbiamo incontrato vari gruppi di pescatori italiani, che pagavano per una barca dai 250 ai 350 euro il giorno, e quando tornavano la sera, spesso dicevano di aver preso soltanto 1-2 pesci vela, 1-2 tonnetti, o un paio di barracuda.

Siamo andati a visitare le isole di Nosy-Komba - Nosy-Tanikely e Nosy -Iranja, sono diventate supermercati per i turisti, vendono tovaglie ricamate a mano, conchiglie, maschere di legno,

pitture su tela, stile naif fatte dai locali.

I lemuri che c’erano una volta sono spariti, ne sono rimasti alcuni ammaestrati, che vengono a farsi,

Fotografare con i turisti, in cambio di qualche banana. Il corallo che circonda le isole, è quasi tutto distrutto, dai motoscafi, e dai vacanzieri, che ne portano via qualche ramo per ricordo.

Mi dispiace per mio fratello, ma non sarei dovuto ritornare a Nosy-be, l’isola profumata

di Ylang-Ylang, vaniglia, cannella, pepe verde, caffé, zafferano, e tante altre spezie.

Avrei dovuto continuare a pensare, che esistesse ancora, un angolo di paradiso sulla terra.

G.T.

Londra, Regno Unito
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1. Re: Nosy Be l'isola profumata

Caro peppe8,

il tuo racconto mi ha riempito di mestizia; pensa che Nosy Be è al N°1 dei miei posti preferiti e leggere di questi cambiamenti per quanto non del tutto inaspettati (il germe era già stato piantato 14 anni fa), mi addolora profondamente.

Probabilmente, non sarei mai tornata, e adesso alla luce di quanto riporti, preferirò conservare il ricordo dell'isola dei profumi.

Alfama

perugia
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2. Re: Nosy Be l'isola profumata

foto dei primi viaggi:

[URL=http://img394.imageshack.us/my.php?image=imgvm2.jpg][IMG]http://img394.imageshack.us/img394/5861/imgvm2.th.jpg[/IMG][/URL]

[URL=http://img83.imageshack.us/my.php?image=img0003cq3.jpg][IMG]http://img83.imageshack.us/img83/2130/img0003cq3.th.jpg[/IMG][/URL]

perugia
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3. Re: Nosy Be l'isola profumata

Scusate ho dei problemi a caricare le foto

http://img394.imageshack.us/my.php?image=imgvm2.jpg][IMG]

Torino, Italia
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4. Re: Nosy Be l'isola profumata

Avrei voluto conoscere la Nosy Be di cui parli, io ci sono stata nel 2013 in uno degli alberghi "costosi" dove però tutto il personale è malgascio, dove la gentilezza sincera esiste ancora e io la percepisco così come percepisco chi pensa solo al denaro. Ho fatto un giro in jeep con la guida ed ho visitato la cava di pietra dove lavorano uomini donne e bambini, ho visto come vivono ed ho visto le colline rovinate dalle piantagioni di cui parli, la foresta pluviale distrutta da coltivazioni assurde ed ora abbandonate. La vita non è cambiata se giri per l'isola, certo a Hell Ville e nelle altre cittadine pare che sia aumentata la prostituzione giovanile e questo male è diffuso in tutti i paesi africani dove l'uomo occidentale non porta il cuore ma un altro organo.

Lo spirito malgascio resiste però, io lo rispetto e per questo ci ritorno, con quaderni, matite, colori e abiti per i bimbi perchè quelli non bastano mai e se faccio un bagno a Nosy Tanikely con le tartarughe e ne godo vivo un presente che non avrei mai immaginato, non avendo il tuo passato ma ne godo con tutto il cuore. La bellezza sta negli occhi di chi guarda.

Antsirabe
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5. Re: Nosy Be l'isola profumata

come ti capisco peppe.

Sono stato a nosy be nel lontano 97 per lavorare per un agenzia turistica.

Solo dopo ho conosciuto il vero Madagascar

Pur vivendo dall epoca in Madagascar non mi sono più avventurato a vedere lo scempio che stanno facendo su quell isola

Per fortuna il turismo di massa a parte nosy be non è ancora arrivato nel resto del Madagascar

Per ritrovare quello che hai perso ti consiglio di non andare più la ma cominciare a conoscere la grande isola

Torino, Italia
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6. Re: Nosy Be l'isola profumata

A me pare che facciate gli snob. Basta muoversi un poco non restare nei ristretti limiti dei resort e la realtà, quella che è oggi la realtà di Nosy Be la troverete. Certo che se vivete nel passato e non tenete conto del trascorrere del tempo, mi ricordate mia bisnonna che ricordava i tram trainati dai cavalli. L'anima di un popolo rimane la stessa, il territorio si potrebbe risistemare, la questione è politica e molto complessa. Siamo stati a Hel Ville in due ed eravamo i soli occidentali, quel giorno... e così muovendoci in jeep con una guida malgascia. Ci vuole poco per muoversi nel rispetto del territorio e delle persone, per imparare a conoscere un paese, se lo si rispetta.

Antsirabe
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7. Re: Nosy Be l'isola profumata

arpalice hai gia conosciuto il resto del madagascar?

Torino, Italia
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8. Re: Nosy Be l'isola profumata

No sto facendo i primi passi, ritorneremo quest'anno a nosy be a fine settembre per vedere il passaggio delle balene, visitare parti non viste e ambulatorio di cui si parla qui http://www.lifeformadagascar.org/ portando materiale utile, mentre li aiutiamo da qui visto che mio marito lavora nell'ambiente delle forniture di laboratorio. E' costoso andare in Mada in due per cui andiamo per gradi.

Milano, Italia
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9. Re: Nosy Be l'isola profumata

Caro Peppe8

Se per caso avessi voluto tornare a Nosy Be, la tua descrizione mi ha fatto voglia di tenermi stretti i miei ricordi. Sono stato infatti a Nosy-Be e Nosy-Iranja nel lontano 1989 (..forse 1990) e ho ancora presente le sensazioni che hai ben descritto. Ricordo ancora che all'aeroporto il bagagli arrivavano su un carrello trainato da un trattore!!! Conosco anch'io per esserci stato il Cocotiers e provo una stretta al cuore nel sapere che tutto questo ormai fa parte del passato. Anch'io ho vagabondato per le isole noleggiando una barca, dormendo in tenda e mangiando le aragoste che si pescavano. Solo l'acqua abbiamo caricato sulla barca! I profumi, la luce e la gente me li ricordo ancora con nostalgia. Approdammo lì per qualche giorno di relax dopo un faticoso tour organizzato in autonomia che ci ha portato nelle zone più remote del Madagascar visitando anche, avvalendoci delle indicazioni della Missione dei Padri Cappuccini di Ivato Antoetra, tribù locali che vivevano all'interno. Proprio per questo forse è meglio non tornare, soprattutto dopo tanti anni, nei luoghi che più hanno subito i cambiamenti de turismo di massa. Troppo grande il rischio della delusione.

GioPanti

Antsirabe
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10. Re: Nosy Be l'isola profumata

ti posso assicurare che a manakara, l unico aeroporto al mondo credo in cui la pista d atterraggio si incrocia a meta strada con la ferrovia, fino a un anno fa i bagagli li ritiravano ancora con il carretto a zebu

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