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Budapest secondo Vanity Fair

Salerno, Italia
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di Budapest, Ungheria
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Budapest secondo Vanity Fair

Come innamorato di Budapest, sono solito cercare notizie varie su questa città (e non solo dal punto di vista turistico).

Girando e leggendo, mi sono imbattuto in questo articolo di Vanity Fair che mi ha particolarmente colpito, perchè rappresenta un po' il MIO modo di vivere la città, alla ricerca, cioè, di aspetti turistici, ma non troppo.

Così, spero di fare una cosa gradita, rendendovene partecipi:

http://tinyurl.com/qy8rrfs

Buona lettura! :-)

4 risposte su questo argomento
Roma, Italia
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1. Re: Budapest secondo Vanity Fair

grazie Sandro.

io sono tornata ieri. non ho vissuto nulla della budapest turistica, e come mercato, avendoli visti entrambi, ho preferito 1000 volte quello di Lehel, con i prezzi molto più bassi, nessun souvenir e i langos che non hanno nulla a che vedere con quelli rinsecchiti e più cari del mercato centrale.

Sono stata a Jozsefvaros che tutti sconsigliano e invece è straordinario.

Ho amato molto questa città, camminato sempre e solo a piedi.

Non scrivo un diario perché sono una viaggiatrice atipica e ho paura che non sarebbe tanto utile...

Cagliari, Italia
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di Ungheria, Budapest
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2. Re: Budapest secondo Vanity Fair

Ciao/sziasztok Sandro e Apisssss:).

Sandro, come innamorato di Budapest, ti vorrei avvisare di non farti fuorviare da questo articolo;).

So quanto ami questa città e so anche che accetti i pareri anche se diversi.

Avrei da ridire su tanti punti e mi viene il dubbio che quello che ha scritto quest'articolo ha un bel pò mescolato le cose. Forse ha visto troppe cose in poco tempo, come minimo ed usa molto la fantasia.

Mi spiego e spero possa aiutare a chiarire certe cose anche ad altre persone che leggono questo forum.

Al mercato generale/Nagyvàsàrcsarnok si va per vedere la costruzione (e i turisti per i souvenirs meno costosi) e se hai fame, puoi anche mangiare decentemente.

Ci sono più stranieri che ungheresi.

Le contadine con i stand "liberi" e non nei box, come in questo mercato, qua non le trovi!

Apisssss ha ragione, per questo è necessario andare minimo al Lehel piac dove trovi pochi turisti e molti ungheresi, nulla souvenirs (quelli fatti apposta per i turisti s'intende) e formaggi ed altri prodotti da veri contadini. Pure si manga bene all'ultimo piano.

(però, il làngos tra i due ho mangiato meglio a Nagyvàsàrcsarnok ed invece ho trovato rinsecchito a Lehel piac, tanto che ho anche riportato:(.

Il segreto per evitare di ritrovarsi con il làngos non solo rinsecchiti ma anche freddi: devono assolutamente friggerli di fronte a voi!

Sul quartiere castello/budai varnegyed nulla da dire. Aggiungerei che fuori dall'asse Budai var-Matyas tempolom-Halaszbastya basta fare una piccola deviazione e ti trovi in stradine e piazzette semi-deserte e tanta bellezza da vedere sia come costruzioni sia come vista.

La storia della latteria di Cserpes tejivo - che io frequento giornalmente quando sono a Budapest, visto che ci abito vicino - è una pura fantasia. E' stata aperta due estati fa, prima c'era una jeanseria insignificante al suo posto.

E' nata già con la tipologia di "self-service" e vende prodotti biologici di km.40 (o giù di lì).

Tanto successo per la qualità/prezzo che hanno aperto già altri due punti di vendita, una è proprio a Jòzsefvàros.

Tralascio la storiella turistica del coltello e cose del genere...visto che molti viaggiamo con il solo bagaglio a mano:)...

Il ristorante Muzeum vicino al Museo Nazionale ho frequentato quando era meno turistico ma anche allora già rasentava la soglia del "troppo turistico". La cucina era (e?) buona ma assolutamente studiata per turisti. Parlo della musica (tzigana), di certe trovate (tipo portare lo spiedo infilzato su una ascia, etc.). Ok, ci sono persone che cercano questo ma se lo metti in un'articolo dove parli di N.T.T....

Anche sui dolci fa una confusione trementa nella descrizione e usa molta fantasia. Il Rakoczi tùròs, per esempio, è davvero buono, è una tra le mie molte preferenze, ma non contiene formaggio bensì la ricotta che di sicuro non viene dai Carpazi ma Ràkòczi è dei Carpazi.

Per i ruin pubs sì che il più famoso è il Szimpla kert ed è da vedere ma i giovani budapestini vanno altrove perchè anche questo è diventato ormai troppo turistico per loro. Provatelo e poi passate su altri.

Artisti emergenti di dove? Stranieri, magari.

Sono in perfetto d'accordo con la cortesia della gente, dei giovani che parlano un inglese quasi perfetto:).

Scusami Sandro, dovevo per come conosco io Budapest. Certamente dà le sue "10 mosse" ma di certo non fuori dal comune:(.

Apisssss, anch'io sono una viaggiatrice atipica, molto atipica e penso che non siamo le sole. Anch'io amo la Jozsefvaros, sia la vecchia che la nuova, i vecchi cortili e il Corvin promenade.

E' la zona di Budapest che ha cambiato di più ultimamente.

Secondo me e sono sicura che anche Sandro è d'accordo - che per un bel pò di viaggiatori atipici sarebbe invece utilissima la tua testimonianza. Molto probabile che daresti anche a noi degli interessantissimi spunti da vedere e da "assaggiare" e da scoprire!

Ne hai voglia?

Un affettuoso abbraccio a te e a Sandro, grazie per i vostri interventi e buona serata/kellemes estèt a tutte e a tutti.

Modificato: 19 novembre 2013, 20:30
Salerno, Italia
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di Budapest, Ungheria
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3. Re: Budapest secondo Vanity Fair

Buonasera a tutti (anzi buonanotte vista l'ora)

Effettivamente alcune cose le avevamo notate anche noi e ci eravamo messi a ridere in effetti per certi svarioni.

Le contadine al Nagycsarnok, per esempio, come hai detto, non ne ho mai viste. (ricordo invece con una grande tenerezza un vecchietto vestito da contadino che alla metropolitana vendeva mazzetti di fiori, urlando a squarciagola "virágok, virágok").

Del Tejivo ricordo benissimo quando ne parlasti sul forum e non ha nulla di retrò. Quel richiamo al "Ex milkbar comunista" onestamente l'avevo interpretata come tipologia di locale, non come quel particolare negozio, ma rileggendolo adesso, mi sa che hai ragione. (tra l'altro ci volevamo passare l'ultimo nostro viaggio ma lo trovammo talmente affollato, che dovemmo andare via).

Non conosco la Rákóczi, ma non mi era sfuggito l'errore del turos come formaggio.

Ti dico di più... il prezzo di 60 euro per un massaggio alle Szechenyi, non mi sembra affatto ungherese.

Sul Muzeum confesso la mia ignoranza, invece! :-)

Il Szimpla io l'ho trovato fantastico e non so se perchè era a maggio (quindi con le università ancora aperte), ma mi sembrava che la stragrande maggioranza degli avventori fossero ragazzi ungheresi (potrei comunque sbagliarmi).

Andando sull'onda dei ricordi, mi permetto di fare un nome di una pasticceria ungherese anche abbastanza "antica" dove non abbiamo trovato un turista che fosse uno: la Daubner, nei pressi della Szépvölgyi. Puoi immaginare che piacere è stato per noi vedere che gli addetti non parlavano inglese ^_^

Comunque sono molto contento della tua precisazione sull'articolo. Resta valido, per me, il suggerimento implicito, di non seguire le masse turistiche e cercare altri luoghi da scoprire o modi diversi di raggiungerli.

E a proposito di questo, mi associo alla richiesta di Marianne ad apiss su un suo personalissimo diario. Credo che possa insegnare molto a molti. E lo dico egoisticamente, perchè io sarei il primo a volerne sapere di più! :-)

Ne approfitto per una domanda specifica a Marianne. Quei ristorantini/chalet nei pressi di Romai furdo, dove fanno la vera hàlaszlè di cui parlavi tempo fa, li troveremo a dicembre o sono solo qualcosa di stagionale?

E potresti darmi un riferimento su dove trovarli? Una strada? Sulla rakpart? Insomma come li trovo?

Grazie!

Modificato: 20 novembre 2013, 1:29
Cagliari, Italia
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di Ungheria, Budapest
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29 recensioni
4. Re: Budapest secondo Vanity Fair

@Sandro

Szèpjòestèt Sandor:).

Ma sì, ho detto che l'articolo va bene come "top ten" da vedere ma non come si preannuncia, ovvero N.T.T. (non troppo turistico). Non ha parlato di nessun posto non turistico ma non volevo elencarle tutte.

L' articolo parte con questo proposito ma come spesso succede, alla fine non rispecchia questa intenzone.

Di sicuro tutti i ristoranti che ha nominato, compreso dove si bevono vini buoni, sono ormai frequentati da turisti al 90%, ti assicuro. Se trovi lì ungheresi, sono ospiti dei loro amici stranieri o vivono all'estero e tornano come turisti :(....

Compreso il Szimpla kert: diciamo sino a 2 anni fa era frequentato mediamente tra ungheresi e turisti. Poi è diventato troppo turistico, con tantissimi recensioni, riportato nelle guide turistiche e come capita anche in altre parti del mondo, cominciavano a prevalere i turisti e i prezzi aumentavano. Non affermo che non trovi ungheresi ma la maggior parte dei giovani ungheresi che la frequentava ha cambiato posto.

Questo so con certezza perchè mio figlio che ha passato un mese intero a Budapest e tornato da poche settimane, ha girato la città in lungo e in largo con i suoi amici budapestini sia di giorno che di notte. Tutti universitari e molto sensibili alla qualità/prezzo. Mi ha confermato che alla Szimpla kert non ci sono andati, nonostante che fosse in zona dove molti dei suoi amici abitano. Mi ha confermato anche che non sono andati perchè ormai è diventato troppo costoso. La stessa cosa è successo con Frici Papa, come anche a certi bagni termali. I giovani ungheresi ci vanno, ma completamente fuori orario, tipo tra le 6.00-8.00 del mattino, con l'abbonamento annuale, per nuotare.

Il Daubner cukraszda sulla Szepvolgyi ut rimane un pochino fuori zona, ma tutti quelli che arrivano a Obuda, finiscono anche lì. Almeno in settembre io ho trovato tanti stranieri, tanto che ho aiutato a scegliere torte da assaggiare:).

Nulla di male, speriamo solo che non cali la qualità, quantità e soprattutto non alzino i prezzi. Sarebbe nella fila dei posti dove gli ungeresi troveresti solo con l'ingranditore;(.

(è un detto ungerese, tradotto malamente da me;).

Per quel che mi chiedi dei ristorantini/kioszk della Romai furdo per mangiare halaszle o pesce in genere, in inverno sono tutti chiusi purtroppo. Aprono con la bella stagione e finchè la gente va a fare una gita per passeggiare sull'isola e rimane anche a mangiare -o viceversa.

In inverno neanche i battelli ci vanno, se vai a vedere la lina della BKK si ferma molto prima in questo periodo:).

Comunque, stanno aprendo posticini nuovi uno dopo l'altro e secondo me la zona del quartiere ebraico è in piena espansione.

Per Cserpes Tejivò, vi consiglio di andare verso sera, un'oretta prima della chiusura. A quell'ora si trova qualche tavolo libero senza dover fare la fila e le scelte sono pressochè invariate. (il latte prendo a quell'ora, prima di rientrare a casa.) Da provare assolutamente il tùròs bukta e i pogàcsa: anche la mattina dopo sono ottime a colazione...ma difficilmente sopravvivono la notte in casa mia, sigh!)

Un caro saluto e buona fine-settimana a tutti/Kellemes hètvègèt mindenkinek!

Modificato: 23 novembre 2013, 19:00
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