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Parigi, 16-21 novembre 2010

Castelnuovo Belbo
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Parigi, 16-21 novembre 2010

Martedì, 16 novembre:

Tornare qui, per me, è un po' come indossare qualcosa che è stato di mia Madre: evoca una sensazione di struggente tenerezza e di assoluta, viscerale appartenenza. Mi sento vivificata, il sangue sembra scorrere più velocemente nelle vene e che i miei sensi si acuiscano...

Ho lasciato una piovosa Milano per trovare una soleggiata Parigi. C'è una luce morbida, calda, che fa risaltare le dolci tinte autunnali del Parc Montsouris. L'aria è mite, il cielo è di un azzurro pallido tipicamente nordico.

Giunta in albergo (il "solito" des Arènes, http://www.hotel-des-arenes.com , nel 5ème, dove mi assegnano la "solita" matrimoniale, la no. 51, con vista sull'omonimo square), do uno squillo ad Anna B. Ci diamo appuntamento per le 17 davanti a uno dei luoghi parigini che prediligo, la Fondation Henri Cartier-Bresson, in un'impasse montparnassienne.

Arrivo con qualche minuto d'anticipo. Vedo poi sopraggiungere Anna, puntualissima, con la sua piccola, adorabile Penelope in un marsupio. Entriamo a visitare la mostra "Harry Callahan, Variations", http://tinyurl.com/56rcsx (fino al 19 dicembre 2010).

Conosco poco il lavoro di Callahan (morto ad Atlanta nel 1999) e questa esposizione mi permette di scoprire oltre un centinaio di sue immagini, rigorosamente in B/N, riassuntive dei suoi temi preferiti: le città e i loro abitanti, fotografati a loro insaputa, la sua famiglia (la moglie Eleanor e la figlia Barbara), la natura (Cape Cod, alberi spogli sulla neve che istintivamente richiamano alla mente gli scatti di Ansel Adams, un acquitrino nel Midwest...). Anna e io restiamo molto colpite dalle perfette geometrie di alcune sue foto newyorkesi.

Dato che, per Anna, si tratta della prima visita alla fondazione, saliamo al terzo piano, dove sono esposte la prima Leika di HCB e alcune delle sue foto più celebri.

Facciamo ancora due chiacchiere a casa sua, e poi me ne vo a cena: stasera, cucina tex-mex:-), http://www.elrancho.fr/resto_ital.php

Mercoledì 17 novembre:

Il bel tempo di ieri ha lasciato rapidamente il posto a una giornata grigia, ventosa, piuttosto fredda. Nonostante le condizioni meteo non proprio ideali:-), è comunque piacevole fare due passi sulla "mia" beneamata Ile Saint-Louis (dove fervono i tanto controversi lavori di ristrutturazione dell'hôtel Lambert, decisi dall'attuale proprietario, l'Emiro del Qatar), per poi trasferirmi nello 8ème arr., attraversare il Parc Monceau e raggiungere l'incantevole Musée Cernuschi. Ripenso a quando portavo qui la mia pelosotta Daphne e, immancabile, arriva un'acuta fitta di nostalgia...

Trovo la mostra "Archeologi ad Angkor. Archivi fotografici dell'Ecole Française d'Extrême-Orient", http://tinyurl.com/2uu7ehm (fino al 2 gennaio 2011), ricchissima di fascino. Per un paio d'ore, è stato come tornare a Siem Reap e risentire la voce della Prof.ssa Celli. Cosa non darei per averla qui con me! Sono certa che anche lei troverebbe incredibilmente interessanti queste immagini - foto, disegni, acquarelli - risalenti ai primi del Novecento e che testimoniano degli sforzi titanici compiuti per far risorgere dalla giungla i sublimi templi angkoriani...

Trovo altrettanto interessante e suggestivo il documentario di Didier Fassio, "Angkor, l'aventure du Baphuon" (lo si può vedere anche su YouTube, suddiviso in sei spezzoni), che viene proiettato, a partire dalle 10,30, nella sala delle conferenze al primo piano del museo.

In pochi minuti di métro sono in place de Clichy, che ha appena fatto "peau neuve". Ho appuntamento con l'amica Claudine nel nostro ristorante giapponese preferito, "Naoko", al numero 11 della rue Biot. Rifocillate a dovere, ci "concediamo" un ulteriore break nel nuovo Starbucks sulla piazza. E' davvero gradevole starsene al calduccio, nel piccolo lounge al primo piano, con un buon "Mocha" davanti, e parlare di tante cose diverse (a me e a Claudine, gli argomenti non sembrano mancare mai:-)).

Sarà meglio "darci una smossa":-), riprendere il métro verso il 7ème arr. e il Musée Maillol, dove visiteremo la sontuosa mostra "Tesoro dei Medici", http://www.museemaillol.com (fino al 31 gennaio 2011). Che spettacolo per gli occhi! Dagli arazzi, ai mobili, agli objets d'art, ai quadri (fra i quali l'elegantissimo ritratto di Eleonora di Toledo del Bronzino, prestato dalla Galleria Nazionale di Praga, e un'Adorazione dei Magi del Botticelli proveniente dagli Uffizi,e poi opere di Raffaello, Tiziano, Rubens, Pourbus il Giovane...), alle statue (come una superba testa di cavallo romana in bronzo o un marmo di Michelangelo), alle incisioni, l'eredità medicea riempie le sale di questo splendido hôtel particulier settecentesco di fastosa raffinatezza.

Avrei voluto mostrare a Claudine un disegno di Matisse (che fa parte delle collezioni permanenti del Musée Maillol) che mi aveva letteralmente "fulminata" la prima volta che ero stata qui qualche anno fa, ma le sale dove sono normalmente esposti i disegni di Matisse e di altri artisti sono ora occupate dall'esposizione "Under the gun".

Mentre Claudine se ne torna a casa, nel 18ème, io mi dirigo al vicino Museo delle Lettere e Manoscritti, http://www.museedeslettres.fr , che è stato recentemente trasferito dalla storica sede della rue de Nesle (nel 6ème) a un elegantissimo edificio haussmanniano, al 222 del bd Saint-Germain. Tale trasferimento è stato deciso a causa dell'elevato tasso di umidità presente in rue de Nesle per via della vicinanza con la Senna, e ovviamente altamente dannoso per i documenti ivi conservati.

Ce n'è davvero per tutti i gusti:-), dalla letteratura alla storia, dalle scienze alla musica, da Enrico IV a De Gaulle, da Eisenhower a Einstein, da Saint-Exupéry a Petipa. Non solo scritti, ma anche foto, video, disegni... Si potrebbero passare giornate intere a leggere il contenuto delle bacheche, in una quiete assoluta.

Concludo (squisitamente:-)) la giornata con una "gourmandise" alsaziana, la Flammeküche, http://www.flams.fr/resto_colisee.php

Giovedì 18 novembre:

Uno dei vantaggi dell'alloggiare al des Arènes, è che si possono raggiungere velocemente a piedi un sacco di posti interessanti. Stamane, faccio l'ennesima capatina a Saint-Etienne-du-Mont, che ritengo essere una delle chiese più suggestive della città, grazie soprattutto al suo jubé, l'ultimo rimasto a Parigi. Non manco di rendere omaggio alla tomba di Racine, in un silenzio totale. Quanto rimpiangerò questa solitudine, fra circa cinque ore, al Grand Palais!;-)

Oggi, una volta tanto, riesco a visitare quattro mostre nel raggio di qualche centinaio di metri.;-)

Un po' prima delle dieci sono di fronte al Petit Palais, dove ha sede il Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris. Sono già in attesa alcuni studenti "armati" di album da disegno e dei bimbi di una scuola materna, le cui risa e piumini variopinti portano un po' di colore e di allegria in questa uggiosa giornata novembrina.

Faccio subito il biglietto per la mostra di De Nittis, http://tinyurl.com/2fmhoaw (fino al 16 gennaio 2011). Sono entrata da pochi minuti, che scatta l'ordine di far evacuare l'edificio, come al Grand Palais lo scorso gennaio. Non riesco a crederci!:-( Fortunatamente, si tratta solo di un'esercitazione ("merci pour votre participation à cet exercise d'évacuation"; come se avessimo potuto rifiutarci di partecipare:-)), per cui, nel giro di pochi minuti, ci permettono di rientrare nel museo.

Confesso di non essere mai stata una grand fan di questo artista pugliese, che ha trascorso buona parte della sua breve vita nella capitale francese o nei suoi immediati dintorni, ma la mostra del Petit Palais me lo fa seriamente rivalutare (chissà come ne sarebbe lusingato, se lo sapesse:-))). Apprezzo in modo particolare i suoi ritratti femminili, che ricordano un po' quelli di Boldini (in molti, la modella è la moglie Léontine, come nel dipinto intitolato "Giornata d'inverno", che Edmond de Goncourt definì "la più straordinaria sinfonia in bianco"), e le tele sul tema delle corse di galoppo, nelle quali l'enfasi, al contrario di Degas, è sul pubblico e non sui cavalli.

Faccio, com'è mia abitudine, due volte il giro delle sale, con tutta calma, assaporando ogni dettaglio e scambiando qualche impressione con altri visitatori.

L'altra mostra attualmente allestita al Petit Palais è di tutt'altro genere ma, a mio avviso, non meno interessante. Si tratta di "Reporters sans frontières. 100 photos de Pierre & Alexandra Boulat" (fino al 27 febbraio 2011, ingresso libero), organizzata per celebrare il 25° anniversario della fondazione dell'associazione che si batte in tutto il mondo a favore della libertà di espressione, http://tinyurl.com/2dc9bfs

Il contrasto tra le atmosfere ovattate dei dipinti di De Nittis e la crudezza delle foto che i Boulat (padre e figlia) hanno scattato su diversi fronti di guerra non potrebbe essere più stridente. Ma ci sono anche immagini di vita quotidiana, di donne americane degli anni Cinquanta, di personaggi famosi, come quelle di Yves Saint-Laurent agli inizi e alla fine della sua carriera di couturier.

Mangio qualcosina alla veloce nell'accogliente café "Le Jardin du Petit Palais". Per raggiungere la mia prossima meta, devo soltanto attraversare l'avenue Winston-Churchill!;-)

Trovo un filino deludente l'esposizione "Francia 1500, tra Medio Evo e Rinascimento", http://tinyurl.com/35z66ou (fino al 10 gennaio 2011). Non vi mancano certo cose anche molto belle (arazzi e vetrate istoriate, in particolare, o una magnifica fontana normanna in marmo bianco), ma - a mio avviso, ben inteso - non c'è nulla che "tolga il fiato", per non parlare dell'eccessivo affollamento di opere e oggetti, che mi dà l'impressione di essere soverchiata, quasi soffocata da questa miriade di quadri, sculture, mobili, objets d'art che sembrano occupare ogni minimo spazio disponibile...

In assoluto, l'opera che mi ha maggiormente colpita è un disegno di Jean Hey, "Testa di giovane donna, vista di profilo", eseguito tra il 1480 e il 1500 e prestato dal Louvre, http://tinyurl.com/3xevj8o

Ora viene il clou di questo mio breve soggiorno parigino, la grande retrospettiva di Monet, http://www.monet2010.com , in un'altra ala del Grand Palais!:-)

L'aver prenotato una visita guidata si è rivelata una saggia idea, perché ha ridotto i tempi d'attesa davvero al minimo (una ventina di minuti). Per chi non è già in possesso di un biglietto d'ingresso, l'attesa, oggi, è di ben tre ore, a causa di un allarme "pacco sospetto" che ha bloccato per un bel po' i controlli di sicurezza, e che ha rallentato anche l'accesso a chi aveva acquistato il biglietto on-line.

Prevedibilmente, all'interno delle sale dov'è allestita la mostra è il delirio!:-/ Sconsiglio l'esperienza a chi dovesse soffrire di claustrofobia, poiché la prima immagine che salta in mente è quella della scatola di sardine troppo riempita...

Soprattutto nelle prime sale, arrivare abbastanza vicino ai quadri per vederli, anziché supporli:-), è un'impresa non da poco. La nostra simpatica e ben preparata conférencière fa del suo meglio per fendere la folla e, grazie alle cuffie consegnateci all'entrata, si riesce persino a sentire le sue spiegazioni.:-)

Disagi a parte, è comunque un'immensa gioia visiva potersi immergere nell'universo monetiano, seguire l'evoluzione della sua arte, dalle tele accademiche prontamente accettate dal Salon dei primi anni Sessanta dell'Ottocento, fino alla perdita di rilevanza del soggetto rappresentato, in dipinti in cui solo luci e colori contano.

L'ultima grande esposizione parigina dedicata a Claude Monet risale a ben trent'anni fa, ma questa è ancora più ricca di opere: oltre duecento quadri, provenienti da decine di musei e collezioni private in varie parti del mondo (ma per (ri)vedere "Impression Soleil Levant", bisogna andare al Musée Marmottan:-)).

Restituisco le cuffie a chi di dovere e con l'ultimo (ma proprio l'ultimo:-)) rimasuglio di energia rimastomi, ritorno all'ingresso della mostra, per potermi soffermare con maggior agio davanti ai quadri che amo di più, quali "La Gazza" o "La Rue Montorgueil a Parigi. Festa del 30 giugno 1878".

Dopo un break in albergo (ormai le gambe non le sento più:-)), ceno nella vicinissima rue Lacépède, al ristorante peruviano "El Picaflor", http://www.picaflor.fr

Venerdì 19 novembre:

Allorché mi trovo a Parigi, mi piace da matti andare alla "scoperta" di piccole "chicche" al di fuori degli itinerari turistici più battuti. Oggi ne visiterò due...

La prima è la Bibliothèque Mazarine, http://www.bibliotheque-mazarine.fr , all'interno dell'imponente complesso seicentesco dell'Institut de France, sul quai de Conti (6ème, M° Pont-Neuf). Fu fondata (come si evince dal nome:-)) dal cardinale ministro Mazarino (o Mazzarino, che scriver si voglia) e aperta al pubblico già nel 1643, nell'allora Collège des Quatre-Nations (una delle quali era Pinerolo). E' quindi la più antica biblioteca pubblica di Francia.

Recarmi all'Institut de France mi dà modo di attraversare il Pont des Arts, in uno dei punti che più amo di questa città. Proprio mentre sto canticchiando "Le Vent" di Brassens ("Si, par hasard, sur l'Pont des Arts, tu croises le vent, le vent fripon, prudenc', prends garde à ton jupon", con quel che segue) e pensando quanto sia meravigliosa la vista sui quais e sullo square du Vert-Galant, un tizio mi ferma chiedendomi: "Madame, est-ce que vous trouvez que celui-ci est le plus bel endroit de Paris?" Quando si dice la telepatia...;-)

Per fare arrivare le dieci, vado un po' a zonzo: entro nello square Gabriel-Pierné, all'angolo tra le rues de Seine e Mazarine, ingentilito da "Carolina", http://tinyurl.com/32j55v2 , una statua in bronzo dell'artista toscano Marcello Tommasi, faccio un po' di "lèche-vitrines" sul quai Malaquais...

Alle dieci esatte, mentre risuonano gli armoniosi rintocchi della pendola che si dice provenga dallo studio di Luigi XVI, una signora dall'aria piuttosto arcigna apre il portoncino della biblioteca. Le spiego che sono di passaggio a Parigi e che vorrei solo dare un'occhiata. "Pas de problème": mi consegna una scheda plastificata contenente alcune brevi note storico-artistiche e va a sedersi alla sua scrivania.

Che luogo fantastico! Adoro le biblioteche antiche, le loro boiseries finemente intarsiate, il loro odore inconfondibile, le luci soffuse, la quiete che vi regna... In fondo alla principale sala di lettura, attira la mia attenzione un magnifico globo celeste di Vincenzo Coronelli. All'altra estremità, pendono dal soffitto due scintillanti lampadari appartenuti a Madame de Pompadour.

Ritorno al M° Pont-Neuf e in una mezz'oretta sono nei "beaux quartiers" del 16ème. Destinazione: il Musée Marmottan-Monet. L'occasione è davvero "ghiotta", visitare la mostra "Claude Monet, son musée", http://tinyurl.com/33obtz9 (fino al 20 febbraio 2011). Per la prima volta nella sua storia, il Marmottan espone interamente la propria collezione di tele di Monet, la più ricca al mondo.

Arrivo qualche minuto dopo le 11 e faccio solo un quarto d'ora di coda per entrare. Mai visto il Marmottan così affollato, neanche durante l'esposizione dedicata, non molti anni fa, a Camille Claudel... Rispetto al Grand Palais, comunque, si respira già di più!:-)

L'allestimento museale è stato in gran parte rivoluzionato. Sono rimaste al loro posto, per ovvi motivi, solo le tele più grandi, nelle sale del seminterrato. Al pian terreno, dove di solito è conservata la collezione di miniature Wildenstein (trasferita al primo piano), ora sono esposti "Impression Soleil Levant" e due altri quadri. Opere non solo di Monet, ma anche di alcuni suoi contemporanei, affollano le sale normalmente dedicate al Premier Empire. Una di queste ospita le caricature di un Monet giovanissimo. Al primo piano, sono sparite le tele della mia beneamata Morisot, sostituite dai paesaggi normanni e della Riviera ligure o da brumose scene londinesi del nostro Claude.

In rue Boilly, prendo al volo un 32, che in batter d'occhio mi conduce a Iéna, dove ritrovo un altro dei miei "beneamini", il Musée Guimet, per l'esposizione "Costumes d'enfants, miroir des grands", http://tinyurl.com/34cn35f (fino al 24 gennaio 2011).

Ho almeno tre amici che scommetto vorrebbero essere qui con me, visto che la mostra si apre su alcuni sontuosi abiti principeschi indiani...;-)

Ma sono esposti indumenti da ogni parte dell'Asia: da splendidi kimono giapponesi, a ricamatissime tuniche cinesi, a variopinte giacchette e dangui coreani, a kebaya e sarong indonesiani e tenerissime, minuscole scarpine, berretti, copricapi da cerimonia...

Il "coniglietto Duracell che è in me" ha finalmente esaurito le batterie:-), e mi fermo a mangiare un'ottima quiche con insalata al "Café des Porcelaines" del museo.

M'infilo nel M° Iéna e mi dirigo verso l'Ile Saint-Louis. Al no. 6 del quai d'Orléans, visito la seconda "chicca" della giornata: la Biblioteca Polacca di Parigi, che ospita il "Salon Chopin" e il Musée Adam Mickiewicz, http://tinyurl.com/yalfk37 (4ème arr., M° Pont-Marie).

Quest'anno si celebra il bicentenario della nascita di Fryderyk Franciszek (o Frédéric François) Chopin. In tale occasione, nell'hôtel particulier in cui ha sede la Bibliothèque Polonaise, è stato ricostituito, grazie alla donazione di un mecenate, il suo salottino parigino, con uno dei suoi pianoforti, la sua poltrona preferita, quadri, ninnoli e così via. Vi sono esposti anche la sua maschera mortuaria e il calco della sua mano sinistra, opera di Auguste Clésinger.

Nella sala che lo precede, sono conservati un altro pianoforte Pleyel appartenuto a (o utilizzato da) Chopin, mobili d'epoca, ritratti di compositori, musicisti e cantanti lirici, autografi, prime edizioni, disegni.

Il Musée Adam Mickiewic ospita attualmente un'esposizione temporanea dedicata al poeta e patriota polacco, vero simbolo dell'unità e dell'identità del suo popolo.

A 'sto punto, sento che ho un gran bisogno di una "pause cinéma"!:-) Consulto Pariscope e decido di andare a vedere, a Odéon, un film che mi ha consigliato l'altro ieri Claudine, "La Princesse de Montpensier", di Bertrand Tavernier, uno di quei bei drammoni storici che mi piacciono tanto...;-)

La séance comincerà solo tra una ventina di minuti. Ho così ampiamente il tempo di fare una capatina in uno dei miei angoli parigini preferiti, la Cour de Rohan e di "dare un salutino" all'ultimo pas-de-mule rimasto in città.:-)

Stasera, Olivier e io "tradiamo", per una volta, "Al Wady", a favore di una squisita fondue bourguignonne, accompagnata da un'altrettanto squisita insalata e da un discreto Brouilly, al ristorante "Pain, Vin et Fromage", nel Marais, http://www.painvinfromage.com

La serata scorre via piacevolissimamente, tra buon cibo e ottima compagnia.

Sabato 20 novembre:

Non avevo in programma di visitare la mostra di foto di Raymond Depardon alla BNF, http://tinyurl.com/23znkfd (site François-Mitterrand, fino al 9 gennaio 2011), ma una recensione iper-positiva dell'Economist, http://tinyurl.com/37talrs , e l'ugualmente favorevole opinione di Olivier, mi hanno fatto cambiare idea.

E' tornato finalmente il sole! E' davvero una splendida giornata, troppo bella per chiudersi subito nel métro.:-) Per fortuna, da rue Cardinal-Lemoine passa l'89, che fa capolinea proprio alla BNF, nel 13ème.

Non essendoci ancora coda, supero rapidamente i controlli di sicurezza, acquisto il biglietto per la mostra e devo attendere solo pochi minuti perché ne aprano i battenti.

Nel 2004, a Depardon è venuta l'"idea folle" (parole sue) di mettersi in viaggio per il suo Paese (iniziando, senza un motivo preciso, dal Nord-Pas-de-Calais) con il suo camion attrezzato, fotografando, lungo il cammino, quei posti che vengono attraversati "mentre ci si reca da qualche altra parte". Nelle sue immagini, dunque, non v'è traccia della Francia delle cattedrali gotiche e dei castelli rinascimentali. E'la Francia cosiddetta "profonda", allo stesso tempo, paradossalmente, anonima e inconfondibile. Le tinte molto forti, i contorti così netti, danno un che di iperrealistico agli scatti di Depardon (che ha fotografato anche il Piemonte, in particolare il Torinese e l'Albese). Dopo diversi decenni trascorsi a fotografare le persone, soprattutto gli abitanti delle zone rurali francesi, e a dialogare con loro, Raymond - sono sempre parole sue - aveva "voglia di tornare al silenzio della fotografia". I luoghi immortalati in questo suo vagabondare per l'Hexagone sono, difatti, quasi sempre deserti.

Prima di lasciare la BNF, do un'occhiata alle numerose foto appese nel largo corridoio, dove la luce entra copiosamente dalle grandi vetrate, al di là delle quali si vedono gli alberi del giardino interno, oggi inondato di sole, che fa brillare i colori autunnali delle foglie.

Approfitto ancora del fatto che novembre, a Parigi, sia il "Mese della Foto", per visitare, nel Salone delle Feste della Mairie dello 11ème arrondissement, la mostra "Audrey Le Mault au pays des chevaux, une passion", http://tinyurl.com/32k7dss (è terminata il 22 novembre 2010).

Credo sia la prima volta che, ad accogliermi, ci sia proprio l'autrice delle immagini esposte, http://www.lemault.net

L'aspetto esile e grazioso di Audrey Le Mault nasconde straordinarie doti di coraggio. E' infatti un'amazzone espertissima e spericolata, che ha trascorso lunghi periodi in Asia Centrale e in Nord Africa dove, stando in sella, ha fotografato, spesso nel bel mezzo dell'evento, gare e parate equestri, come il Buzkashi di Now Roz (il Capodanno persiano), nella città afghana di Mazar-i Sharif, http://it.wikipedia.org/wiki/Buzkashi

Sono incredibilmente suggestive anche le foto scattate in Mongolia, a dei cacciatori e alle loro aquile.

Le stringo la mano, facendole, di tutto cuore, i miei complimenti più entusiastici. Sono davvero rimasta incantata dalle sue foto e dal suo spirito intrepido. Audrey addirittura arrossisce leggermente, facendomi molta tenerezza.:-)

Scrivo le mie impressioni sul libro d'oro e mi stacco a fatica da tutti questi colori, dall'intensità degli sguardi, dalla forza e bellezza di cavalli e cavalieri...

Un soggiorno parigino, per me, non ha quasi senso senza qualche ora trascorsa nel Marais.:-)

Lo scorso gennaio, avevo telefonato a Gianluca da una place des Vosges resa ancora più "magica" dalla neve. Ora lo chiamo da una piazza immersa nella morbida luce di un primo pomeriggio autunnale soleggiato. E' così bello starsene seduti sulle panchine, a godersi il tepore e la perfetta armonia di questa antica "place royale". Una giovane coppia di innamorati si fa immortalare davanti alla statua di Luigi XIII. Dei bambini corrono sulle pelouses ancora verdi ma che, presto, dovranno affrontare il lungo "riposo invernale".

Ogni "scusa" è buona per tornare al Musée Carnavalet!;-) Quella di oggi è la mostra "Voyage en capitale. Louis Vuitton et Paris", http://tinyurl.com/35culfj (fino al 27 febbraio 2011), bellissima, a mio parere, sia dal punto di vista dell'allestimento che da quello dell'illuminazione. I bauli, le valigie e gli accessori esposti in grandi vetrine fanno sognare di ritmi e stili di viaggio così diversi da quelli attuali.

I nécessaires de toilette per uomo mi ricordano quello che conservo di mio Padre, e che risale ai suoi vagabondaggi per l'Europa, negli anni Trenta, prima che la guerra sconvolgesse la sua vita e quelle di centinaia di milioni di altri esseri umani...

Avrei voluto visitare anche la mostra dedicata ad Andrée Puttman, all'Hôtel de Ville, ma la lunga coda fuori dalla Salle Saint-Jean mi fa rapidamente rinunciare all'idea. Opto volentieri per un'altra "pause cinéma", al Forum des Halles. Il film prescelto è "Red", una commedia deliziosamente ironica e con un cast stellare (John Malkovich, Bruce Willis, Hellen Mirren, Morgan Freeman, Richard Dreyfuss, Brian Cox...).

Concludo simpaticamente questo "passage à Paris" novembrino cenando, alla Porte de Versailles, con due amici arrivati stamattina da Boston, http://www.chezclement.com

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Ciao,

Carla

www.faqparigine.net/faq30/index.php?id=75

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1. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Posso immaginarvi a chiacchierare amabilmente in questa bella cornice del ristorante di Pte de Versaillles! Un incontro al quale avrei partecipato ben volentieri!

Castelnuovo Belbo
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2. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Idealmente c'eri anche tu!:-)

Bisous e buon week-end,

Carla

Padova, Italia
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3. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Carla, a leggere il tuo bellissimo racconto di viaggio mi è venuto un male ai piedi... :D

Castelnuovo Belbo
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4. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

E' perché non indossavi scarpe abbastanza comode...;-D

Un abbraccio e buon fine settimana,

Carla

Napoli, Italia
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5. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

più leggi questo topo e più ti immergi nell'atmosfera, complimenti e grazie per il tuo racconto vate Carlina!

Castelnuovo Belbo
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6. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Grazie a te dei complimenti, caro Stefano!:-)

Carla

Tel Aviv, Israele
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7. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Siamo io e mio marito i bostoniani !! :-)

Grazie a Carlina per le dritte pre-tour grazie alle quali ho potuto trovare un appartamento giusto in prezzo e location !

Questa e' , purtroppo, la mia ultima serata a parigi... :-(

Ci risentiamo da Boston !

Castelnuovo Belbo
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8. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Ciao Gufetta!

Parlavo di voi con mio marito proprio questo pomeriggio, tornando da Alba (dove siamo andati a visitare una mostra di Morandi alla Fondazione Ferrero), pensandovi nella vostra ultima giornata parigina.

Ci sentiamo la prossima settimana, ok?

Un abbraccio forte,

Carla

padova
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9. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Carla

sei instancabile,

altro che pile Duracel!!!

Mi piace" rivedere " Parigi

con i tuoi occhi

e le tue emozioni,

è davvero coinvolgente.

Adry

Castelnuovo Belbo
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10. Re: Parigi, 16-21 novembre 2010

Sono proprio contenta che tu abbia trovato coinvolgente la mia rece, cara Adry.

Non ti dico le dormite, la notte... Anche i coniglietti della Duracell hanno bisogno di ricaricarsi!;-D

Un abbraccio e buona serata,

Carla