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Usa east coast

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Usa east coast

La prima volta negli States, New York vista attraverso gli occhi di una ragazza di 22 anni che per la prima volta vola oltre oceano con due amiche e vede realizzarsi quello che sembrava un sogno, fino a pochi mesi prima. La bellezza delle cascate del Niagara, l'austerità di Washington e anche una breve visita di Boston, per poi tornare a New York. La grande mela: dalla Statua della libertà all'Empire State Builduing, dal MOMA al museo delle cere...

La realizzazione di un sogno, che sarei felice di raccontarvi

15 risposte su questo argomento
Menaggio, Italia
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1. Re: Usa east coast

E noi lo leggiamo volentieri!!

Perugia, Italia
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2. Re: Usa east coast

Day 1

Il 28 luglio siamo partiti da Roma Fiumicino, destinazione JFK. Per comodità e anche per nostra sicurezza, visto che si trattava del nostro primo viaggio oltreoceano, io e le mie due amiche che mi hanno accompagnato in quest'avventura, abbiamo deciso di appoggiarci ad un'agenzia viaggi, indicando però un programma ben preciso di ciò che ci interessava vedere. Poco dopo le 14 siamo atterrate a New York, dopo un volo con Alitalia abbastanza confortevole, con un pasto e due spuntini fornitici a bordo. Una volta atterrati, abbiamo preso un taxi, che ci ha lasciato al nostro albero, Roger Smith Hotel, a circa un quarto d'ora a piedi da Times Square. Dopo esserci sistemate non potevamo non uscire per un primo giro del centro città, Rockfeller Center, Top of the Rock e, ovviamente, la famosissima Times Square, che con le sue insegne luminose, che fino a quel momento avevamo visto solo nei film, ci ha completamente incantato. Il coloratissimo negozio degli m&m's poi ci invitava ad entrare, non potevamo non fare un giretto =) Una volta concluso questo breve giro abbiamo pensato che fosse meglio cenare rapidamente per poi riposare un po', visto che il giorno dopo ci attendeva la nostra prima escursione a Washington, con l'autobus della compagnia Amedeo travel, che sarebbe partito il giorno successivo alle ore 7 dal grayline visitor center. Così, dopo questo giro, ci siamo recate al rooftop del nostro hotel, piccolo ma sicuramente caratteristico, e abbiamo cenato lì.

 

Day 2

Il 29 luglio la sveglia è suonata molto presto, anche se lo stesso fuso orario non ci avrebbe comunque permesso di dormire molto più a lungo. Siamo arrivate poco prima delle 7 al Grayline Visitor Center e lì siamo partiti per il nostro tour in un autobus con guide multilingue: italiano, spagnolo e tedesco. La nostra guida, argentina, parlava un discreto italiano e ha cercato di spiegarci al meglio ciò che avremmo visto durante la visita. Il viaggio, con soste, è durato circa quattro ore, quattro ore e trenta. Ah dimenticavo, prima di partire ci siamo ovviamente fermati alla starbucks, non potevamo non fare colazione in uno dei tantissimi Starbucks disseminati per New York =) Il chocolate chip cookie era molto buono devo dire.

Tornando alla visita, una volta arrivati a Washington, la nostra prima tappa è stato il cimitero di Arlington, dove abbiamo visto da vicino le tombe di diversi membri della famiglia Kennedy. Poi siamo risaliti in pullman e abbiamo raggiunto il monumento ai veterani del Vietnam, dove su alcune lastre sono iscritti i nomi di tutti i caduti durante la guerra, compresi alcuni nomi femminili, circa dieci. Visite sicuramente toccanti e che non possono essere saltate, soprattutto in un posto come Washington. Successivamente ci siamo recati al Lincoln Memorial, che dire, uno dei monumenti che, insieme al Campidoglio, mi ha colpito di più. L'imponenza di questo monumento, la salita delle scale e dentro il monumento che rappresenta Lincoln seduto, anch'esso imponente e sicuramente molto simbolico, tutto in marmo bianco. Inoltre, la vista che si ha davanti il Lincoln Memorial è anch'essa imperdibile, una vasca d'acqua lunga e dove nuotano tranquille delle papere. Alla fine della vasca, poi, domani un grande obelisco. Tutto questo rende il posto particolare, composito. Da lì, con una breve passeggiata a piedi, siamo arrivati al monumento dedicato ai veterani della guerra di Corea, quasi inquietante, con le innumerevoli statue di soldati in piedi in mezzo alle aiuole. Da lì la nostra visita è proseguita con la casa bianca, solo dall'esterno. Sicuramente è uno dei simboli degli USA e una visita, anche se solo breve e dall'esterno, non poteva di certo mancare, però con tutta sincerità, devo ammettere che non mi ha colpito particolarmente, neanche per le dimensioni che, da quello che avevo sempre visto in televisione, mi sembravano essere maggiori. Poco dopo, siamo arrivati al mall, un viale pieno di musei inerenti a diverse discipline. La nostra guida ci ha lasciato al museo nazionale dell'aria e dello spazio dove avevamo tempo per mangiare e per una breve visita libera del museo. Indubbiamente interessante, soprattutto la parte dello sbarco sulla luna. Per quanto riguarda il self service del museo, sinceramente non lo consiglio, i prezzi sono piuttosto alti e il cibo non è di altissima qualità. Solo per darvi un'idea, una bottiglietta di acqua minerale costa quasi 4$. Dopo il museo, la nostra ultima tappa è stata il Campidoglio, a mio parere, più notevole della Casa Bianca, con la sua imponenza e la grande quantità di verde che lo circonda. Dopo aver scattato qualche foto lì, siamo ripartiti alla volta di New York, dove siamo arrivati intorno alle 9 di sera. Sicuramente questa è stata solo una prima idea della città, sarebbe servito molto più tempo per visitarla bene e in modo più calmo e dettagliato. Per quanto riguarda la scelta di una gita organizzata, so che per molti potrebbe sembrare una cattiva idea e io stessa non sono totalmente favorevole a questo tipo di gite, però c'è da calcolare che le distanze negli USA non sono di certo brevi e con un solo giorno a disposizione per la visita di Washington avevamo bisogno di un mezzo rapido per poterla visitare, o almeno farci una prima idea della città. Abbiamo scelto una gita organizzata anche perchè l'autobus, sul posto ci avrebbe portato direttamente da un monumento ad un altro. Una comodità non indifferente, soprattutto per i tempi ristretti. Siamo poi rientrati a New York, passando per il New Jersey e, vicini alla città, abbiamo ammirato la bellissima vista dello skyline della città.

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3. Re: Usa east coast

day 3

Il 30 luglio la sveglia suona di nuovo presto e ci rechiamo di nuovo al Grayline visitor center da dove parte il nostro tour, questa volta di due giorni, direzione Cascate del Niagara. Questa volta il tour è di soli italiani e la nostra guida, anch'essa italiana, si dimostra molto disponibile e attenta alle esigenze dei turisti. Il viaggio verso Buffalo è abbastanza lungo, in pullman circa 9 ore, quindi ovviamente non mancheranno delle soste. Ci fermiamo per pranzo in un supermercato con self service dove, una pizza al taglio dall'aspetto buono ci conquista e devo dire che anche il sapore non è così male. Attraversiamo la Pennsylvania per poi rientrare nello stato di New York, dove la vista di caratteristiche case in legno ci allieta durante il percorso. Molto molto carine e caratteristiche e sicuramente completamente diverse dal panorama che fino a quel momento avevo avuto modo di vedere a NYC. Attraversiamo il paesino di Elmira (è proprio lì che ci siamo anche fermati per pranzo), dove ammiriamo queste casette colorate lungo il percorso, molte delle quali hanno fuori una bandiera degli Stati Uniti. Ciò significa che qualcuno in famiglia si è arruolato nell'esercito. Attraversiamo Millport, anch'esso pieno di bellissime casette e proseguiamo verso Watkins Glen. Devo dire che ciò che ho visto è stata per me una piacevole sorpresa. Sinceramente, non conoscevo Watkins Glen, ma ne sono rimasta affascinata. Il paesino in sè è piccolo e da quello che si può vedere anche abbastanza povero, la vera chicca però è il Watkins Glen State Park, dove camminando piacevolmente in mezzo agli alberi e ammirando anche un piccolo stagno, si arriva ad ammirare dall'alto e poi anche dal basso una piccola cascata. Il paesaggio è carinissimo, con le rocce modellate dalla piccola cascata e il percorso, interessantissimo, porta i turisti dalla cima alla base della stessa e addirittura dietro di essa. La portata d'acqua della cascata non è molto ampia, però il parco in sè è interessante. Purtroppo non avevamo molto tempo e non abbiamo potuto passeggiare per tutto il parco, ma il percorso che abbiamo seguito ci è piaciuto tantissimo. Siamo poi ripartiti e abbiamo costeggiato il Geneva Lake, per poi proseguire il nostro viaggio. Siamo arrivati al duty free poco prima della frontiera con il Canada e poi ci siamo messi in fila alla frontiera, per controllo documenti e timbri. Dopo circa un'oretta entriamo finalmente in Canada, già dentro il pullman, in fila per la frontiera abbiamo potuto ammirare da lontano per la prima volta le cascate. Lasciano davvero senza fiato =) Arriviamo in Canada verso le 18,30 e arriviamo vicini alle Cascate, dove lo spettacolo è stupendo, la nebbia delle cascate pervade l'aria e l'acqua ci bagna completamente. Uno spettacolo della natura, veramente uno spettacolo. Arriviamo al nostro albergo, molto carino, con piscina interna, e rimaniamo affascinati anche da Clifton Hill, il paesino affacciato sulle cascate dalla parte canadese, un vero e proprio parco divertimenti, pieno di insegne luminose, bar, giochi, montagne russe e ruota panoramica. A cena andiamo in un ristorante italiano, consigliatoci dalla nostra guida, anche qui ci mangiamo una pizza, questa volta al piatto. Sottile, ma buona, il prezzo intorno ai 16 $ canadesi. La cena, però, la consumiamo piuttosto velocemente, perchè alle 22 c'era lo spettacolo dei fuochi sopra le cascate che non volevamo perdere. Poco prima delle 22 siamo lì, la calca è parecchia e i posti in prima fila sono già stati occupati. Alla fine ci gustiamo comunque lo spettacolo delle cascate illuminate e dei fuochi d'artificio sopra di esse, che però devo dire, non ci hanno colpito particolarmente. Dopo i fuochi facciamo un altro giro per il paese, compriamo un paio di magneti con le foto del posto e ci dirigiamo verso l'hotel per riposarci, perchè il giorno dopo la sveglia ci attende presto.

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4. Re: Usa east coast

Day 4

Il 31 luglio la sveglia suona presto. Dopo la colazione in hotel, dove la scelta era ampia tra dolce e salato, ci prepariamo ad uscire alle 7 per attraversare la dogana e tornare in America. Un poco tempo eccoci in America, dove ci attende una piacevolissima passeggiata sul lato americano delle cascate. La vista è ottima e scattiamo qualche bella foto, ma il bello sarebbe arrivato poco dopo. Infatti, dopo scendiamo per salire sul battello Maid of the mist, un vero spettacolo. Il giro in battello dura circa 15 minuti, una vera emozione. Nonostante il k-way fornito, ci si bagna lo stesso, soprattutto se si vuole scattare qualche foto e fare qualche video e si bada poco a coprirsi bene con il cappuccio. Una volta saluti sul battello passiamo prima sotto la cascata americana e poi vicini a quella canadese. Vicinissimi al vapore acqueo emanato dalle cascate, al rumore dell’acqua e agli schizzi. Sembra di essere di fronti una parete d’acqua, un esperienza bellissima, che spero di poter ripetere, visitando anche altre cascate. Finito il giro, scattiamo qualche altra foto e poi passiamo al negozio dei souvenir, molto carino e con prezzi neanche troppo alti. Poi si riparte per New York, il viaggio è però lungo, quindi dopo una sosta per il pranzo ci fermiamo per un po’ di shopping in un outlet in Pennsylvania. L’outlet è carino e neanche troppo grande, però abbiamo solo un’ora e trenta a disposizione, perciò non si possono fare acquisti con molta calma, dopo qualche acquisto si riparte. Tornando a New York lo skyline che ci attende è meraviglioso, soprattutto di sera illuminato. Arriviamo poco dopo 21, dopo una doccia, andiamo a mangiare al Grey bar and restaurant all’incrocio tra la 43 e la 26 strada, mangiamo un buon hamburger con patatine spendendo intorno ai 25$ e poco dopo torniamo al nostro hotel a piedi, passeggiando vicino all’Empire state building, alla national library e ammirando il Crysler building.

Menaggio, Italia
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5. Re: Usa east coast

Fin qui programma serrato ma emozionante! Tornando indietro rifaresti il tour alle cascate di due giorni in pullmann o punteresti su quello di un giorno in aereo?

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6. Re: Usa east coast

una delle parti che mi è piaciuta in assoluto sono state proprio le cascate, un’emozione indescrivibile. Prima di partire abbiamo anche valutato la possibilità di partecipare al tour di un giorno in aereo, però abbiamo alla fine pensato che quello da due giorni potesse darci un po’ di tempo in più per ammirare le cascate sia durante il giorno che di sera. Certo le ore in pullman sono tante, però il panorama, soprattutto quando si attraversa la Pennsylvania e si rientra poi nello stato di New York, merita e devo dire che anche la fermata a Watkins Glen è molto piacevole. Quindi tutto sommato, rifarei il tour di due giorni in bus

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7. Re: Usa east coast

Day 5

Il 1 agosto, trovandoci a New York e avendo trascorso quattro giorni belli pieni, con alzate molto presto di mattina e con tanti chilometri percorsi, decidiamo di prenderci una giornata di relax. Ci svegliamo con calma e, dopo la colazione a uno dei tanti pret à manger proprio vicino al nostro hotel, ci rechiamo alla stazione degli autobus per informarci per l'acquisto del biglietto per il pullman che ci avrebbe portato a Boston il giorno successivo. Proprio vicino alla stazione degli autobus di Port Authority troviamo la celebre pasticceria del boss delle torte, entriamo per curiosità e per scattare qualche foto e poi ci dirigiamo alla stazione. Lì troviamo anche una navetta che ci avrebbe portato all'outlet Jersey Garden, nel New Jersey, a circa mezz'ora da New York. Premetto che non amo perdere troppo tempo in giro per negozi, soprattutto se visito una città in cui non sono mai stata, ma avevamo bisogno di una giornata di riposo e, le mie compagne di viaggio, entusiaste dai racconti di chi era già stato ad un outlet vicino New York, lo consideravano una tappa imperdibile. Perciò, ci dirigiamo a Port Authority e partiamo direzione outlet. Arriviamo lì intorno alle 12,30-13, così decidiamo di mangiare qualcosa prima di iniziare il nostro giro. Mangiamo in una specie di fast food spendendo meno di 10$ a testa e poi iniziamo. I negozi sono tantissimi e c'è l'imbarazzo della scelta, il risparmio c'è, ma non su tutti i marchi, però su quelli americani si risparmia. Trascorriamo tutto il pomeriggio tra un negozio e l'altro e alla fine sono più esausta dei giorni precedenti =) Risaliamo sulla navetta e torniamo a New York intorno alle 22. Stanche e affamate torniamo in hotel e mangiamo qualcosa al supermercato lì di fronte. Io mi sono presa uno yogurt con vaniglia e cioccolato, niente male. Ah, dimenticavo la navetta ha un costo di 14$ andata e ritorno

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8. Re: Usa east coast

Day 6

Dopo una colazione al solito pret à manger, che era diventato uno dei nostri posti preferiti, pan au chocolat niente male e devo dire neanche il bluberry muffin, ci prepariamo per raggiungere la stazione di Port Authority dove ci attende l’autobus che in circa 4 ore e 30 avrebbe dovuto portarci a Boston. Le 4 ore e 30, causa traffico e partenza in ritardo sono diventate circa 6 e siamo arrivate alla stazione di Boston solo intorno alle 14,00. Ci mangiamo un panino al mc (quasi non li sopportavamo più ahaha) e decidiamo di prendere un taxi per raggiungere il nostro hotel, il Charles hotel, che si trova nella zona di Harvard. Premetto che la scelta dell’hotel e la tappa a Boston sono state inserite perché avevamo degli amici che nello stesso periodo si trovavano lì, questo però ha reso questi tre giorni molto meno “turistici” e non ci ha permesso probabilmente di ammirare a pieno Boston. In compenso però, si è rivelata la parte un po’ più riposante della vacanza. Comunque, abbiamo trovato un ncc che con 60$ ci ha condotto all’hotel, cifra decisamente alta, tanto è vero che per il ritorno, nonostante avessimo comunque due valigia a testa, abbiamo optato per la metro. Arriviamo in hotel intorno alle 15 e il resto del pomeriggio trascorre tra docce e un giro per Harvard con i nostri amici. Harvard molto carina, la differenza con le università italiane salta subito all’occhio, tanto verde e un posto apparentemente molto tranquillo, anche se di sera abbiamo potuto constatare che non manca qualche persona poco raccomandabile in giro. Dopo un primo giro ad Harvard decidiamo di prendere la metro e dirigerci verso il centro di Boston dove poter mangiare qualcosa. Arriviamo in un posto apparentemente carino, mangiamo un’abbondanta Caesar salad e pensiamo di prenderci un brownie accompagnato da una sorta di gelato alla vaniglia. Tutto apparentemente buoni, anche se poi dovremo fare una corsa in hotel, perche tutte e tre ci sentivamo poco bene 😞, probabilmente anche per una sorta di congestione visto il caldo incredibile che abbiamo trovato in città e l’aria condizionata a mille dentro il ristorante. La spesa era Modica, intorno ai 25 $ mi sembra, salvo poi dover pagare altri 15$ di mancia, ma si sa in America va così. Ci facciamo ancora un altro giretto in città, che troviamo carina, ma per il momento niente di speciale, quasi quasi ci piace di più la zona di Harvard, e poi torniamo in hotel

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9. Re: Usa east coast

Day 7

Il 3 agosto sveglia con calma e ci prepariamo per fare colazione in un bar molto carino a pochi passi dal nostro hotel, che aveva dei carinissimi tavolini e ombrelloni all’aperto per ripararci un po’ dal sole, visto che già alle 9 di mattina faceva caldissimo. Purtroppo, una delle mie compagne di viaggio durante la giornata ha iniziato a sentirsi poco bene, così dopo aver trascorso la mattina esplorando un po’ Harvard insieme ai nostri amici andiamo a mangiarci qualcosa in una sorta di fast food vicino il nostro hotel, dove c’erano panini di diversi tipi, comprese bevande gratis. Vicino al nostro hotel incontriamo delle simpatiche paperelle lungo la strada e ci addentriamo di più tra gli edifici di Harvard, davvero stupefacenti, tutto un altro mondo rispetto a quelli italiani. Dopo una doccia, io e una delle mie amiche (l’altra era in camera con quasi 38* di febbre) ci andiamo a mangiare un pezzo di pizza al taglio e un bel gelato nella gelateria amorino, buono, ma sicuramente un po’ costoso, un gelato piccolo quasi 5$. Passeggiamo un po’ per il centro di Harvard, fino a che incontriamo un paio di persone poco raccomandabili e decidiamo di tornare in hotel

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10. Re: Usa east coast

Day 8

Il 4 agosto ci svegliamo con calma e, dopo la colazione la nostro ormai posto preferito, iniziamo la nostra giornata. La nostra amica ancora con la febbre. Io e la mia altra compagna di viaggio, dopo essere passate alla farmacia cis per prenderle uno spray per la gola, decidiamo di tornare in città con la metro per girarci un po' il centro di Boston e per comprare il biglietto dell'autobus per il ritorno a New York, che non avevamo ancora comprato per avere degli orari flessibili. Dopo aver portato lo spray alla nostra amica, che ci aspettava in camera, decidiamo di uscire per iniziare davvrero la giornata, nonostante lei ci avesse avvertito delle pessime previsioni trasmesse in tv e nonostante avesse già iniziato a piovere. Quasi arrivate alla metro ad entrambe arriva un avviso nel cellulare, alla mia amica con tanto di "allarme", che ci avvertiva del rischio alluvioni fino alle 13,10. Rimaniamo un po' spaventate, non sapendo cosa dovessimo aspettarci, ma volevamo e dovevamo andare a Boston e per questo decidiamo di prendere comunque la metro. La nostra prima tappa era il famoso Quincy Market, una sorta di mercato centrale, dove pensavamo di poterci anche fermare per pranzo. Lì però siamo rimaste ingannate dalla metro. Nonostante un nostro amico ci avesse detto che il mercato si trovava a sole quattro fermate di metro dal nostro hotel, noi ce ne dimentichiamo completamente e, ricordandoci il nome Quincy, procediamo fino a Quincy. Risultato? Ci troviamo praticamente in una zona periferica con niente intorno, per poi realizzare che eravamo andate decisamente troppo avanti e decidere di tornare indietro (pagando tra andata e ritorno al nostro hotel, circa altri 5$ per il biglietto metro). Però cerchiamo di trovare il lato positivo: il lungo percorso in metro ci ha riparato dalla pioggia e il primo tratto del percorso, quello che attraversa il fiume, è decisamente molto carino. Scendiamo questa volta alla fermata giusta che, se non erro, dovrebbe essere Downtown e ci dirigiamo al famoso Quincy Market dopo una breve camminata a piedi. Al momento piove poco. Arriviamo al Quincy Market e ci sono molte persone sia intorno che dentro. E' ora di pranzo e bancarelle con gelati e dolcetti di tutti i tipi ci incuriosiscono, ma alla fine la mancanza di posti a sedere e la grande quantità di persone, ci fa pensare di rimandare a pi

tardi il pranzo, magari in un posticino più tranquillo. Tra l'altro in America, almeno nella costa est, i gelati costano davvero parecchio rispetto all'Italia. Così dopo un giro al Quincy Market, che merita secondo me una visita, ci dirigiamo di nuovo verso il centro, dove scattiamo le foto a qualche grattacielo, all'Exchange Market e dove troviamo, proprio vicino alla metro, un Dunkin' Donuts, dove mangiare un ottimo e molto economico muffin. Dopo il pranzo, ormai quasi merenda, visto che sono circa le 15, passiamo in stazione per acquistare il biglietto per tornare a New York che, ci dicono a causa del fine settimana, ci costerà 46$, quasi il doppio rispetto all'andata, ma del resto dovevamo tornare a New York e non volevamo arrivare troppo tardi di sera. Inoltre, i treni erano decisamente più costosi, quindi non potevamo che comprarlo. Poi riprendiamo la metro e torniamo al nostro hotel, dove ci attende la nostra amica che, sentendosi un po' meglio, decide di uscire con noi per la cena. Ci prepariamo e poi scendiamo e mangiamo nel posto in cui avevamo già pranzato il giorno prima, che ci era piaciuto molto e dove saremmo tornate anche il giorno dopo. Ah dimenticavo, nel pomeriggio siamo passata anche al famoso negozio che vende felpe, tazze e gadget vari con la scritta di Harvard, visto che noi soggiornavamo lì. Le troviamo carine ma anche lggermente costose e alla fine decidiamo di farne a meno. Dopo cena una passeggiatina e poi andiamo a dormire, domani ci attende il viaggio verso New York, per l'ultima parte del nostro viaggio a NYC

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