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Hai lavorato all'estero?

Milano, Italia
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Hai lavorato all'estero?

Se si', dove?

Io no, per questo mi piacerebbe conoscere le esperienze di chi ha lavorato all'estero.

Ci raccontate che tipo di cultura del lavoro avete trovato nel paese in cui siete stati? E i

rapporti con i colleghi? E con i capi?

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1. Re: Hai lavorato all'estero?

Prima di iniziare l'università mi ero detta "Se non passo il test d'ingresso vado a lavorare in qualche stato estero per un anno, così imparo una lingua, e faccio esperienza..."...e invece test superato...

allora, proprio nel periodo universitario ho fatto l'Erasmus a Valencia...e quindi per guadagnare qualcosa ho anche lavoricchiato qua e là...ma nulla di "serio", nel senso che la mia priorità era di studio...

Vere occasioni di lavoro all'estero non ne ho fatte ma, @karenina...mai dire mai, no!?!'

Dublin, Ireland
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2. Re: Hai lavorato all'estero?

Io vivo e lavoro a dublino dal 2005. Ero venuta per cambiare aria, conoscere nuova gente, migliorare l'inglese ma siccome era il periodo di pieno boom economico, nel giro di 2 settimane ricevetti ben 2 offerte di lavoro cosi' sono rimasta.

La cosa bella del vivere qui e' che puoi sia lavorare full time che studiare part-time, cosi' ho preso una seconda laurea in counselling e un diploma post-lauream in gestione delle risorse umane.

Certo, clima freddissimo, come diciamo noi esistono solo l'autunno e l'inverno :D Ma in estate la temperatura arriva fino ai 28 gradi a volte, quindi riusciamo a metterci le maniche corte e ad uscire con i sandali.

Per quanto riguarda la situazione lavorativa, forse io sono fortunata, ma nella mia azienda lavoriamo dalle 9am alle 5.30pm. Inoltre gli orari sono flessibili, quindi se un giorno vogliamo entrare prima e uscire prima lo possiamo fare tranquillamente.

Aggiungo che l'aeroporto di Dublino e' servitissimo e poi Londra e' a solo 1 ora di volo da qui quindi ottima posizione per visitare il mondo.

Milano, Italia
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3. Re: Hai lavorato all'estero?

Ciao barby,

Hai lavorato anche in Italia? Se si', riscontri una cultura/concezione del lavoro diversa? L'ambiente e' piu' o meno competitivo?

Perdona le domande,non e' solo curiosita' ma vorrei approfondire con chi e' o e' stato a lavorare all'estero questo tema,visto che spesso parliamo di altri paesi solo dal punto di vista turistico. Ciao e grazie.

Dublin, Ireland
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4. Re: Hai lavorato all'estero?

Ho lavorato per 4 anni in Italia prima di partire per l'Irlanda. 3 anni in proprio e 1 anno per un'azienda finanziaria. L'ambiente lavorativo e' totalmente diverso. La mia impressione, lavorando in azienda in italia, e' che se possono metterti i bastoni fra le ruote o farti apparire in cattiva luce davanti colleghi/managers lo fanno volentieri. La manager per la quale lavoravo non era da meno, tirchia di complimenti ma quando si trattava di farti notare un errore non ci pensava due volte. Questo e' anche quello che sento dire da amici/amiche che lavorano nel settore privato italiano.

Il mio manager e' irlandese ed e' un gentiluomo. Si fida di quello che faccio, non sta a controllarmi ogni 2 minuti per vedere se sto lavorando o se sono su internet, mi lascia spazio, non mi assilla, se faccio un errore me lo dice ma per farmi crescere e mai mettendo in dubbio la mia persona, non fa mai attacchi personali ma si basa sempre sul lavoro, sui fatti.

Della serie, non mi direbbe mai "ma sei stupida, guarda che c*****a hai fatto"! Quello che mi dice e': "questa cosa va fatta cosi' per questo motivo e quest'altro, magari la prossima volta se hai dubbi puoi venire a chiedermelo oppure a parlarmene".

Tra l'altro nella mia azienda ci sono anche managers italiani e ti devo dire che il metodo usato e' come quello di cui sopra (come se fossimo in italia: urla e offese sul personale), mentre i managers irlandesi/americani in genere si mantengono sempre su professionale, sui fatti.

Finale Ligure
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5. Re: Hai lavorato all'estero?

Posso riferire la mia esperienza di aver lavorato per anni gomito a gomito con la mia collega "parallela" inglese. Io presso un'azienda italiana distributore esclusivo fra altre di quella casa editrice britannica, lei responsabile dell'area Mediterranea. Ambiente stimolantissimo, ditta all'avanguardia pioniera dell'editoria elettronica (parliamo degli anni 1994-2000) clienti università e grandi biblioteche. Io imparavo ogni giorno, avevo un capo eccezionale e colleghi quasi perfetti. Lei in UK viveva sotto una pressione pazzesca, obiettivi di vendite prefissati dall'alto (viveva scandendo l'anno in Q: Q1, Q2 ecc ossia i trimestri...), il marketing lo decidevano i geniacci del Marketing, lei girava con me presso le varie biblioteche clienti ma se al ministero non c'erano i fondi, per i suoi capi era obiettivo fallito (potete capire, periodici elettronici opere digitalizzate costavano anche 100milioni di lire e le nostre biblioteche non se la sono mai passata troppo bene). Un giorno, aveva indicato come imminente in un Q una vendita da 120milioni che la biblioteca non ha poi concluso: dopo 15anni di lavoro, l'indomani licenziata per improduttività. Anche i fatti possono essere interpretati...

I suoi colleghi, responsabili di altre aree, li conobbi ai party natalizi a Londra, tre-men-di, trentenni agguerriti che confrontavano tra loro le proprie statistiche sorseggiando bollicine nella speranza di vincere il viaggio premio riservato al namberuàn che centrava gli obiettivi. Guadagnava solo circa il doppio di me, solo 15 giorni di ferie l'anno perchè viaggiava moltissimo (era questo l'aspetto che lei più amava); altre mie colleghe o competitors erano tentate di proporsi lì in UK, io mi dicevo "tutto tuo senza ritorno". Pur non essendo la loro una azienda di grandi dimensioni, era proprio lontanissimo da tutti l'idea di lavorare per un qualcosa di comune, ognuno pensava stra-unicamente a sé. Nonostante la natura del prodotto e i clienti (alto tasso di cultura) l'approccio era quello che vendere tacchi da scarpe, ponti, divani o libri è in tutto uguale. Era forse una fase storica di passaggio, il nuovo che iniziava ad avanzare e ha travolto anche noi..

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6. Re: Hai lavorato all'estero?

Sandra,mi ritrovo con quello che scrivi sulla cultura del lavoro anglosassone per esperienze indirette.

Ambienti con un livello di competizione insostenibile, ritmi e pressioni al limite dell'umano, politiche HR quantomeno discutibili etc.

Forse e' il nuovo che sta avanzando o forse,chissa',e' solo la riproposizione di una concezione del lavoro da inizio rivoluzione industriale...

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7. Re: Hai lavorato all'estero?

Ot : sono ubriaca (di stanchezza!)...volevo scrivere riproposta:-(

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8. Re: Hai lavorato all'estero?

Guarda cara che si può ben dire riproposizione, anzi forse è fin meglio di riproposta.

Credo, sono stanca anch'io.... :)

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9. Re: Hai lavorato all'estero?

Wow che situazioni veramente stressanti, per fortuna nella mia azienda, ci stressiamo si, ma non fino a questo punto.

Qui in Irlanda, cosi' come negli UK, hanno introdotto delle dure leggi a tutela dell'impiegato ed e' veramente difficile che ti licenzino da un giorno all'altro, anche se immagino ci siano le eccezioni.

Ci sono delle procedure da seguire, ti vengono dati una serie di preavvisi, addirittura in alcune aziende, nelle grandi multinazionali, passano anni prima che si possano liberare di te, anche se la tua performance lascia a desiderare e non raggiungi i target di vendite prefissati.

Al sud Italia il tirocinio e' gratuito, ti fanno passare 2/3 anni presso uno studio commercialista o di avvocato senza percepire una lira. Qui appena metti piede in un'azienda ti devono pagare (parlo di lavoro di ufficio, non di catering), non esiste che lavori come schiavo gratis. Certo, ci sono pro e ci sono contro, non mi sento di dire che il modello anglosassone e' meglio di quello italiano o viceversa, molto si basa sull'esperienza personale e sui capi/colleghi con i quali ti ritrovi a lavorare.

Sarebbe interessante sentire l'opinione di altre persone che vivono e lavorano all'estero, magari belgio, francia, spagna, anche se facendo una ricerca su internet si trova di tutto. Addirittura leggo assiduamente il blog di una coppia di ragazzi italiani che vive da quasi un anno in india, si sono trasferiti la' dopo l'universita' e chissa' per quanto ancora pensano di restare. Certe storie che postano sono davvero esilaranti.

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10. Re: Hai lavorato all'estero?

Ho chiesto a mia figlia (27anni) che lavora in Francia di scrivermi due righe, se posso (visto che non è in TA) poi copio e incollo.