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Il Capestrano Ristorante Abruzzese

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Via Gian Francesco Pizzi 14 | Traversa Via Ripamonti, 20141 Milano, Italia
+39 02 569 3345
Sito web
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Quartieri
Quartieri
Dettagli
  • Eccellente54%
  • Molto buono34%
  • Nella media8%
  • Scarso3%
  • Pessimo1%
Ora chiuso
Orari
CUCINE
Barbecue, Italiana, Mediterranea, Zuppe, Per vegetariani, Opzioni senza glutine
PREZZO
€€ - €€€
PUNTEGGI
Servizio
Cucina
Qualità/prezzo
Atmosfera
LOCALITÀ
Via Gian Francesco Pizzi 14 | Traversa Via Ripamonti, 20141 Milano, Italia
Tutti i dettagli
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1 - 10 di 926 recensioni

Recensito 4 giorni fa da dispositivo mobile

Cena di famiglia x anniversario di nozze. Piatti molto curati e arrosticini spettacolari. Prezzi nella norma.

Grazie, stefano i
Recensito 1 settimana fa da dispositivo mobile

Arrosticini di scarsa qualità secondo me congelati e prezzi veramente esagerati rapportati alla qualità dei prodotti! Lo sconsiglio delusione totale

1  Grazie, Federico D
Recensito 1 settimana fa da dispositivo mobile

Trovandomi in zona Corso Lodi per un evento ho scelto di prenotare questo ristorante abruzzese. Il menu è molto tipico e abbiama fatto una cena a base di pecora e agnello. Primi buoni ma secondi davvero eccezionali in particolare le costine di pecora. Ottimo servizio...Più

Grazie, gabpet76
Recensito 1 settimana fa da dispositivo mobile

Ristorante chic e raffinato in zona Ripamonti. Cucina abruzzese, abbondante, tradizionale e servita con cura. Materie prime eccezionali. Gnocchi e pasta fresca superlativi. Ottime carni. Da provare i dolci. Personale in parte giovane e gentile (le ragazze) in parte scortese ed impreparato (un ragazzo). Prezzo...Più

Grazie, mcg11978
Recensito 1 settimana fa da dispositivo mobile

Locale ben arredato e atmosfera rilassante, personale molto gentile, solerte e premuroso. Abbiamo cenato di sabato sera senza intoppi nè ritardi nel servizio. Cibi molto ben cucinati e materie prime ottime. Molto gradito il benvenuto con pizzetta e prosecco. Consigliati pizz' e foje, spaghetti alla...Più

Grazie, patgag56
Recensito 1 settimana fa da dispositivo mobile

L originalità nei piatti abruzzesi! Locale molto pulito e accogliente Personale professionale Tempi d’attesa ottimi In poche parole consigliato!!!

Grazie, senza_nome_94
Recensito 2 settimane fa

Menù assolutamente tipico abruzzese. Servizio un pò lento, ma cortese e accogliente. Qualità del cibo sicuramente buona ma prezzi alle stelle, ingiustificati se si pensa alla materia prima dei piatti. Ecco alcuni esempi: - Partiamo dagli arrosticini. Ottimi davvero! ma 2€/cad (prezzo non deducibile dal...Più

Grazie, danunka
Recensito 2 settimane fa da dispositivo mobile

Mi sono recato in questo ristorante per il compleanno di mia mamma. Tutto - servizio, piatti, ambiente - davvero ottimo. Ritornerò sicuramente a breve.

Grazie, Giulio L
Recensito 2 settimane fa

Tipicità abruzzesi, dai salumi agli arrosticini alle costolette di pecora. La qualità secondo me è ottima, buono anche il servizio, ma non rispecchiati comunque nei prezzi che sono piuttosto alti (per mangiare senza saziarsi è facilissimo arrivare a 50€)

Grazie, Biciuz
Recensito 2 settimane fa da dispositivo mobile

Come Entrée una pizzetta nemmeno degna del panettiere sotto casa ... incredibile ma vero un pezzo di pizza ... scelta dei vini sono quelli delle cantine abruzzesi con vini bianchi intorno ai 150 euro ... nemmeno fossero champagne ... prime portate nulla di che ......Più

Grazie, Alberto D
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Domande e risposte
lavigiuli9394
22 maggio 2018|
RispostaMostra 3 risposte
Risposta da Alberto B | Ha recensito questa struttura |
ciao, questo ristorante non dispone di posti all'esterno
0
voti
markese1989
18 dicembre 2017|
RispostaMostra 2 risposte
Risposta da FRANSISCO1983 | Ha recensito questa struttura |
Penso proprio di si
0
voti
Olis70
24 aprile 2016|
Risposta
Risposta da Cesidia D |
Certo che abbiamo piatti per celiaci !!!!
1
voto
Migliora questo profilo

Dettagli sul ristorante

Riassunto punteggio
  • Cucina
    Servizio
  • Qualità/prezzo
    Atmosfera
Prezzi medi
35 USD - 94 USD
Pasti
Pranzo, Cena, Dopo mezzanotte
Servizi del ristorante
Da asporto, Accessibile in sedia a rotelle, Connessione Wi-Fi gratuita, Accetta prenotazioni, Posti a sedere, Personale di sala, Parcheggio in strada, Seggioloni disponibili, Serve alcolici, Accetta American Express, Accetta Mastercard, Accetta Visa, Accetta carte di credito
Ideale per
Famiglie con bambini, Incontri d'affari, Occasioni speciali, Cucina locale, Per bambini, Romantico
Orari d'apertura
lunedì
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
martedì
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
mercoledì
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
giovedì
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
venerdì
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
sabato
12:30 - 14:30
19:30 - 23:00
Contatti e informazioni sulla località
  • Indirizzo: Via Gian Francesco Pizzi 14 | Traversa Via Ripamonti, 20141 Milano, Italia
  • Località: Europa  >  Italia  >  Lombardia  >  Milano
  • Numero di telefono: +39 02 569 3345
  • E-mail
Descrizione
Il localeIl Ristorante 'Il Capestrano' propone una cucina tipica abruzzese, volta alla riscoperta dei piatti genuini e tradizionali della gastronomia regionale.I toni del ristorante sono caldi e studiati punti luce creano un'atmosfera intima ed avvolgente.La cucinaLa cucina abruzzese la si può definire come un insieme di gusti diversi, che si articola attorno ad alcuni tipici piatti principali.Da sempre terra di grande tradizione agricola e pastorale, l'Abruzzo offre a chi lo visita un'ampia scelta di profumi e sapori. Per i primi piatti primeggiano i maccheroni alla chitarra , un La Chitarra impasto di uova e farina di grano duro tirato in sfoglie e tagliate con la "chitarra", un attrezzo tradizionale costituito da un telaio in faggio avente nella parte superiore un'incordatura di fili d'acciaio serrati e paralleli sui quali si pressano le sfoglie con un matterello: si creano così i caratteristici maccheroni alla chitarra di profilo quadrati e ottimi con i tanti sughi tipici abruzzesi (più avanti descritti). Ancora tra i primi emergono i maccheroni alla molinara e i cannelloni all'abruzzese, tranci di sfoglia arrotolati e ripieni di carne mista (pollo, vitello, maiale). Per i condimenti si evidenziano la salsa all'abruzzese , sugo di castrato , ragù di salsiccia , ragù d'oca.A questi si affiancano " sagne e fagioli ", zuppa di fagioli con tagliolini rustici d'acqua e farina, condita con sugo brodoso di pomodoro fresco, aglio, olio e l'onnipresente peperoncino piccante. Tra le cucine zonali, notevoli gli "gnocchi carrati" aquilani, conditi a pancetta, uova e pecorino. Dal teramano emergono le "scrippelle", "crepes" rusticane di atavismo francese, servite "m'busse" (bagnate, cioè in brodo) o usate per costruire sontuosi sformati, conditi con poco ragù, e farciti di fegatini di pollo, polpettine al burro, uova sode e pecorino fresco: le virtù , antica ricetta di verdure che l'usanza vuole si consumi agli inizi di maggio. Fanno degna corona i ravioli ripieni di ricotta con zucchero e cannella, conditi con un denso ragù di maiale; la "pastuccia", stufato di polenta con salsicce, uova e pecorino grattugiato.Nei secondi piatti primeggiano a monte l'agnello, a mare il pesce. L'agnello arrosto, pietanza base rustica e gustosa, ha sapide varianti negli " arrosticini ", esili spiedini lignei con pezzetti di castrato cotti a brace viva; nella Agnello al cotturo , stufato con ricco corteo d'erbe di montagna nel caldaro di rame dei pastori; infine nell' Agnello cacio e ovo , una saporosa rustica fricassea. A questo principe pastorale delle carni fanno corona notevoli piatti di selvaggina - il cinghiale è di casa - e di animali da cortile, talora più rustici, conigli e polli in padella o al forno, con verdure ortaggi, aromi, in un'esplorabile varietà di gusti; talaltra più raffinati, come la galantina o il tacchino alla canzanese di area teramana, piatti freddi con gelatine ricavate dalle stesse vivande, dai sapori molto "alti", insieme netti e morbidi. Il pesce variegato dell'Adriatico ha trovato il suo esito canonico nei tre "brodetti" base, tre varianti con epicentri Giulianova, Pescara e Vasto , dello splendido intingolo, cotto nel tegame di coccio con pomodoro fresco e aromi vari, ricco di suggestioni e sentori marini, con il rialzo finale del peperoncino piccante, qui emergente in luogo del pepe. Altro capitolo inevitabile è quello delle pizze rustiche, dalla pizza di Pasqua (un panettone rustico con formaggio e pepe di area teramana), ai fiadoni chietini, impasti uovo/formaggio ben gonfi cotti al forno in una sottile sfoglia di pasta legata a fazzoletto, alle onnipresenti crostate rustiche, spesso impreziosire dall'involucro di pasta frolla dolce, ripiene d'ogni ben di Dio: uova, salsicce, formaggi freschi, ricotta, verdure, con tutti gli aromi e spezie che fantasia e gusto hanno escogitato. E che dire di salumi e formaggi? Come perdersi le salsicce da spalmare teramane profumate di noce moscata, le salsicce di fegato della montagna agliate e piccanti, o la mirabile ventricina dell'Alto Vastese, grossi pezzi di grasso e magro dalla spalla e dal prosciutto, pressati e maturati con peperone dolce in polvere e sentori di finocchio e peperoncino, all'aria di montagna, nello stomaco essiccato del maiale stesso? O i pecorini e le mozzarelle che costellano valli e colline, da quelli famosi di Atri e Rivisondoli, alle miriadi, freschissimi o sapientemente stagionati, di cui l'appassionato può tracciare a suo gusto una mappa personale? I dolci abruzzesi sono famosi nel mondo: chi non conosce i confetti di Sulmona della ditta William Di Carlo e Pelino Confetti? E il Torrone Nurzia tenero al cioccolato dell'Aquila, tante volte invano imitato? E il Parrozzo Il Parrozzo dell'azienda dolciaria Luigi D'Amico di Pescara, battezzato da D'Annunzio, dall'impasto superbo di mandorle grossolanamente pestate? Ma questi capolavori d'alta pasticceria non facciano tralasciare i dolci tradizionali, spesso sorprendenti, sempre squisiti: le ferratelle , cialde all'anice cotte in una pinza rovente a larghe ganasce scanalate, la cicerchiata , palline di pasta fritte legate a ciambella con miele cotto, il croccante , specie di torrone di mandorle e zucchero caramellato, profumato al limone, i mostaccioli, sostanziosi biscotti addolciti con il mosto cotto; e poi i pepatelli teramani , biscotti di tritello, mandorle e miele ben pepati; e ancora, da Guardiagrele i pesanti amaretti e le aeree sise delle monache, tricorni di pan di spagna alla crema; e da Lanciano i bocconotti con la farcia di mandorle e cioccolato. Una cucina così varia richiede vini adeguati e altrettanto diversificati, che i terreni collinari abruzzesi provvedono a produrre. Tre grandi vini, rosso, rosato e bianco: il Montepulciano d'Abruzzo, vino rosso di pieno corpo cha da giovane è vivo e robusto, invecchiato acquista una nobile e senterosa austeritàil Cerasuolo d'Abruzzo, chiaretto rosso ciliegia (non rosato) ottenuto scremando il capello del Montepulciano durante la fermentazione. A temperatura ambiente o poco fresco fa buon viso a primi piatti e carni bianche, freddo celebra mirabili sponsali con il brodetto rosso di pesce.il Trebbiano d'Abruzzo è un bianco asciutto e armonico, acidulo a ben fruttato, dosato spesso di più stoffa e sostegno dei suoi progenitori settentrionali. Vuole soprattutto pesci (antipasti, arrosti, fritture e brodetti bianchi), ma fa grandi feste anche con primi piatti in brodo o in bianco, a pietanze ben levigate, fritti misti e carni in gelatina.E non solo. Nel Teramano si producono, in piccole quantità ed eccellenti qualità, il Montonico di Bisenti e Cermignano, il Dorato del Sole di Controguerra e il Sammarco di Cologna. Nell'Aquilano, terra montanara, il poco vino è frutto delle grandi valli, soprattutto quella Peligna che produce il Novellino, un rosatello diverso dal Cerasuolo, vinificato a Pratola, Corfinio, Raiano, Prezza e Bugnara. L'altra grande valle, quella del Fucino, è luogo di produzione del Marsicano, un rosso (ma esiste anche in versione bianco o rosato) che val la pena gustare nelle cantine del posto in quanto scarsamente commercializzato altrove.Tra i distillati prodotti con le erbe delle montagne d'Abruzzo troviamo l'ampia produzione di liquori, iniziando dal Punch Abruzzo©, della ditta Evangelista di Sambuceto (CH), il noto e fortissimo Centerbe (72 gradi) della ditta TORO di Tocco da Casauria, a cui si affiancano la genzianella, il nocino e il ratafià a base di amarene. C'è poi l'Amaretto di San Valentino, paese dell'Abruzzo citeriore, ricco di cultura, storia, grande tradizione, e la passione di Monica per l'Arte e sapori d'Abruzzo sapientemente curata con lavorazione artigianale.A questo punto perché non parlare anche della liquirizia di Atri Menozzi De Rosa.La cantinaIl Montepulciano è considerato da diversi anni uno tra i grandi vitigni a bacca rossa d'Italia.Si hanno notizie certe sulla sua presenza in Abruzzo sin dalla metà del ‘700 ed oggi esso rappresenta più della metà della base ampelografica regionale, oltre ad essere il vitigno di riferimento della doc Montepulciano d'Abruzzo, che conta anche la tipologia Cerasuolo.Il vitigno bianco Trebbiano d'Abruzzo dà origine invece all'omonima doc, altra protagonista della storia vinicola della regione.Il territorio abruzzese è naturalmente predisposto alla vitivinicoltura, collocato com'è tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso d'Italia e della Majella, nell'ambito dei quali si snodano tre Parchi Nazionali e più di dieci tra riserve nazionali e regionali.Gli imponenti massicci del Gran Sasso e della Majella, siti a breve distanza dal mare, generano forti escursioni termiche tra giorno e notte che, associate ad una buona ventilazione, garantiscono alla vite un microclima ideale per vegetare e produrre uve di straordinaria qualità.Presente da secoli nella Valle Peligna, in provincia dell'Aquila, la viticoltura abruzzese si è sviluppata soprattutto negli ultimi 40-50 anni: è pertanto una viticoltura giovane, specializzata, molto razionale, che ha via via abbandonato le aree più difficili per ridistribuirsi in quelle più vocate della collina litoranea.La vitivinicoltura abruzzese, che rappresenta il comparto di maggiore importanza nell'ambito della produzione agricola regionale, conta su 36 mila ettari di superficie vitata per una produzione annua di 3,8 milioni di ettolitri; la produzione di vini a denominazione di origine raggiunge il milione di ettolitri, oltre 800 mila dei quali sono di Montepulciano d'Abruzzo, 192 mila di Trebbiano d'Abruzzo e 4 mila ciascuno per la doc Controguerra e per il Montepulciano d'Abruzzo “Colline Teramane” che dalla vendemmia 2003 può fregiarsi della Docg.Le aree produttive si concentrano per la quasi totalità nella zona collinare: in particolare, nella provincia di Chieti ricade oltre il 75% del territorio vitato, seguono Pescara e Teramo con circa il 10% cadauna ed infine L'Aquila con meno del 4%.La forma di allevamento maggiormente diffusa in Abruzzo è la pergola abruzzese che rappresenta oltre l'80% del vigneto regionale mentre nei nuovi impianti e reimpianti prevale nella maggior parte dei casi la forma a filare (cordone speronato, cordone libero, gdc).Tra i vitigni più diffusi, come abbiamo già ricordato, troviamo il Montepulciano che viene coltivato su circa 17 mila ettari, con un trend in continua crescita considerato che negli ultimi 2-3 anni oltre il 70% dei nuovi impianti sono stati realizzati con questo vitigno; seguono i Trebbiani con circa 14 mila ettari ed una serie di vitigni tra autoctoni, nazionali ed internazionali quali la Passerina, il Pecorino, la Cococciola e poi Sangiovese, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Merlot.I tre quarti della produzione complessiva di vino in Abruzzo provengono da 40 cantine cooperative (32 delle quali operanti in provincia di Chieti) che unitamente a quelle private compongono un quadro di 160 aziende di trasformazione, 120 delle quali imbottigliano con propria etichetta.
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