Cose da fare: Trani

Trani: Le migliori cose da vedere - Attrazioni e attività a Trani

Cosa fare e vedere a Trani

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Le principali attrazioni a Trani

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Cosa dicono i viaggiatori

  • Vincenzo L
    Palagianello, Italia314 contributi
    Sfumature di puglia,cucina barese,mare e monumenti da visitare, il tutto in una città a passo d'uomo ... Chi viene in puglia non può non farci una visita .... #weareinpuglia
    Scritta in data 14 gennaio 2023
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  • JesAle
    Catanzaro, Italia1.137 contributi
    La villa affaccia sul mare e sul porto di Trani. E' il posto ideale per una bella passeggiata, anche con bambini. Al suo interno, alcune attività da fare ci sono.
    Scritta in data 8 ottobre 2022
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  • Dottor Uto
    Cesena, Italia9.727 contributi
    È la prima cosa che noti appena arrivi a Trani. Il porto si apre sul mare e regala ai passanti una bellissima vista. Con i suoi pescatori che vendono il pesce, merita senza dubbio una visita. Peccato per le troppe auto.
    Scritta in data 7 gennaio 2023
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  • Francesco
    Acerra, Italia6 contributi
    Località molto bella e confortevole. Bella soprattutto la sera il centro storico e tutto il porto tantissimi bei locali e anche luoghi di interesse storico da visitare di giorno. Unico peccato la spiaggia cittadina nell acqua praticamente non si può entrare senza farsi male per le tante pietre enormi e pericolose. Eppure basterebbe poco per renderla più accettabile.
    Scritta in data 28 ottobre 2022
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  • Lttl S
    4 contributi
    Chiesa dei templari molto piccola ma molto caratteristica e interessante, da visitare assolutamente se si è di passaggio
    Scritta in data 28 agosto 2022
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  • Dottor Uto
    Cesena, Italia9.727 contributi
    Senza dubbio Trani è una città da visitare almeno una volta. Con il suo porto, la cattedrale, il centro storico ben tenuto. Unico appunto è il troppo traffico, soprattutto nella via davanti al porto.
    Scritta in data 7 gennaio 2023
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  • ppiieerr
    Vasto, Italia25 contributi
    Spazi ben organizzati, didascalie chiare e ben strutturate, alcuni pezzi piuttosto rari (perfino prestati per girare dei film), cortesia alla reception, direttore competente ed appassionato. Consigliato!
    Scritta in data 22 ottobre 2022
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  • Francesco F
    Trani, Italia132 contributi
    Lochhetion da favola, ambiente accogliente e ben curato con vista sul mare, anzi sembra di essere in mare, il cui fluttuare ed infrangersi sugli scogli, come una melodia, ti accompagna mentre gusti ottime pietanze marinare, preparate e presentste con professionalità.Provare per credere, le parole non potrebbero rendere onore
    alla realtà.
    Scritta in data 14 novembre 2022
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  • Tonino C
    Campobasso, Italia103 contributi
    Semplicemente spettacolare. Arrivati all'ora del tramonto. Si rimane senza fiato. Influenza bizantina palese a colpo d'occhio. Giardino posteriore permette di fare foto stupende.
    Scritta in data 1 agosto 2022
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  • Ari0793
    Cagliari334 contributi
    Interessante scoprire una sinagoga in una cittadina del sud. Purtroppo non è visitabile o almeno non ho capito come la si poteva visitare.
    Peccato!
    Scritta in data 21 giugno 2022
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  • Kekko D
    2 contributi
    Non ci sono mai stato prima. Ad aprile L ho visto per la prima volta ed è stata la svolta. La mostra di tarscito è stupenda! Ti trascina in un flusso emotivo travolgente facendoti scoprire nuove culture. Però con un buffet con i prodotti tipici pugliesi sarebbe stato perfetto.
    Scritta in data 21 aprile 2022
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  • francesco a
    Napoli, Italia11.590 contributi
    Il palazzo del XV secolo, prende il nome dalla ricca famiglia di mercanti che lo fece costruire, i Caccetta.
    E' un insieme ben combinato di diversi stili architettonici: la facciata principale è in stile tardogotico, il portale ad arco, gotico, la bellissima trifora del portale, romanica.
    Ha ospitato, nel quattrocento i governatori veneti, poi i monaci Teresiniani, oggi è sede staccata del Palazzo di Giustizia.
    Il Palazzo è stato dichiarato monumento nazionale.
    Scritta in data 7 febbraio 2021
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  • francesco a
    Napoli, Italia11.590 contributi
    La chiesa di Santa Chiara con l’annesso convento risale all’inizio del 1300.
    La struttura iniziale è in stile gotico.
    Nel XVII la chiesa assunse l'aspetto attuale visibile negli altari delle cappelle e nell'altare maggiore, specie nei dipinti che le impreziosiscono.
    Purtroppo non sono riuscito a visitare gli scavi archeologici, che, per quanto ho avuto modo di leggere, sono molto interessanti.
    Scritta in data 14 febbraio 2021
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  • francesco a
    Napoli, Italia11.590 contributi
    La Chiesa, barocca, venne costruita nel 1754, dopo l’abbattimento di due chiese preesistenti, infatti la navata principale della vecchia chiesa oggi costituisce la sacrestia.
    Bella la facciata con un bel gioco di chiaroscuri, divisa in due ordini,in quello inferiore ci sono tre archi sovrastati da tre finestre, nell’ordine superiore la facciata si incurva dando all'edificio un senso di movimento, al centro una nicchia con la statua di Santa Teresa.
    Scritta in data 11 febbraio 2021
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  • Tommaso612
    Roma, Italia495 contributi
    Questa piccola chiesa fu costruita sul finire dell’XI secolo, nelle vicinanze di Porta Vetere (ossia il varco nord delle vecchie mura tranesi) quando la cittadina diventò un punto di approdo importante per i pellegrini e soldati diretti in Terrasanta. L’edificio, allora intitolato a Santa Maria de Russis, fu affidato all’Ordine religioso cavalleresco degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, detto più brevemente “Cavalieri Gerosolimitani”. Sotto questa giurisdizione rimase sino alla metà del XVII secolo (l’ordine era ormai noto come Cavalieri di Malta) quando un fortissimo terremoto sgretolò la chiesetta, assieme alle opere d’arte e agli oggetti di valore in essa contenuti.
    Restaurata in stile baroccheggiante, e invertendo la parte anteriore con la posteriore, la chiesetta passò alla Confraternita di San Giacomo di Compostela, che ne cambiò la titolazione in quella attuale. Le calamità tuttavia continuarono a bersagliare l’immobile, che agli inizi del secolo scorso fu sconvolto da un disastroso incendio: andarono così perduti parecchi arredi seicenteschi, mentre altri vennero pesantemente danneggiati. Abbandonato per lungo tempo, l’edificio fu restaurato solo alla fine degli anni ’70 cercando di ripristinarne, ove possibile, l’aspetto medioevale (a scapito delle sovrastrutture barocche del Seicento e del Settecento). Tuttavia la chiesetta negli anni successivi ricadde in degrado; oggi, di fronte all’inerzia delle autorità preposte a farlo, se ne prendono lodevolmente cura un gruppo di volontari residenti nella zona, che l’aprono qualche giorno alla settimana facendo anche da guida ai visitatori.
    L’esterno mostra una sobria facciata romanica dai bei mattoni bianchi, un po’ sconnessi e irregolari, ingentilita da decorazioni in pietra. Il portale (di finissima fattura) mostra in basso due piccoli elefanti che sorreggono altrettante colonnine; i capitelli di queste sostengono un animale immaginario e una leonessa col cucciolo tra i denti. Una raffinata cornice lavorata a motivi vegetali racchiude il portone d’ingresso, sopra il quale un’iscrizione ricorda lo status di “chiesa abbaziale” assunto dalla chiesa dopo i restauri seicenteschi. Più in alto si notano piccole sculture a soggetti fantastici e grotteschi, simili a quelle dei bestiari medioevali: alcune di queste, che simboleggiano i mesi dell’anno, erano forse utilizzate in passato come calendario dai contadini analfabeti. Un minuscolo campanile a vela, evidentemente aggiunto in epoca recente, svetta sulla parte sinistra della facciata.
    L’unica navata dell’interno, culminante in una piccola abside, mostra un aspetto disadorno e piuttosto degradato: crepe e distacchi d’intonaco impongono la necessità di un generale restauro (ma i soldi, almeno per ora, non sembrano esserci). L’altare maggiore, in stile baroccheggiante, risale al settecento. In una nicchia è emerso di recente un affresco d’epoca bizantina ben conservato. Sulla parete di fondo sono ancora visibili solo tracce di altri affreschi medioevali che in origine decoravano l’ambiente; ulteriori affreschi coevi, altrettanto deteriorati, si trovano nella sacrestia, assieme ad un vetusto fonte battesimale.
    La suggestiva cripta, oggi purtroppo chiusa ai visitatori per il pericolo di crolli, conserva da qualche anno quello che si ritiene essere il sarcofago di San Nicola Pellegrino (semileggendaria figura di eremita predicatore, morto a Trani in giovane età intorno all’anno mille). L’immagine del santo è scolpita a bassorilievo sul coperchio del manufatto; le sue spoglie però sono custodite nella vicina cattedrale a lui intitolata.
    La Chiesa di San Giacomo sorge ai margini dell’antico quartiere ebraico di Trani (la Giudecca Tranese) caratterizzato da pittoresche viuzze, minuscole abitazioni un po’ cadenti e quattro sinagoghe. La comunità locale è in gran parte d’origine sefardita, perché i loro antenati furono espulsi dalla Spagna al culmine della “Reconquista” (1492) trovando rifugio e accoglienza nella cittadina.
    Scritta in data 30 aprile 2021
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Domande frequenti su Trani


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