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1-30 di 353 risultati mostrati

Cosa dicono i viaggiatori

  • salvatore700
    Magenta, Italia9.305 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Un percorso ben segnalato articolato attraverso i vari piani, i vari ambienti e le grandi sale riccamente decorate, con affreschi e opere d'arte.
    Scritta in data 4 luglio 2024
    Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.
  • luca m
    Potenza Picena, Italia262 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Immancabile se sei ha Venezia non puoi non visitarla, ti lascia senza parole, ci tornerei altre mille volte per la sua unicità
    Scritta in data 9 luglio 2024
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  • Baby S
    Casale sul Sile, Italia83 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    La Fenice è pura magia. Il Barbiere di Siviglia ci ha donato pura gioia. Cantanti e ochestra impeccabili, teatro da sogno. Un martedì grasso da ricordare.
    Scritta in data 23 marzo 2024
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  • Tommaso612
    Roma, Italia525 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Questa grande chiesa e l’annesso convento furono costruiti nella prima metà del XIII secolo, su iniziativa di un gruppo di frati francescani ai quali il doge Jacopo Tiepolo aveva donato un terreno nell’attuale Sestiere di San Polo. Il complesso fu ingrandito negli anni successivi per rispondere al sempre maggior afflusso di fedeli, sino ad assumere l’aspetto attuale nei primi anni del XV secolo. La chiesa fu intitolata a Santa Maria Gloriosa dei Frati, ma nel tempo assunse la denominazione semplificata di “Chiesa dei Frari”. Nel 1926 Pio XI la elevò al rango di Basilica Minore.
    L’esterno, in tipico stile gotico francescano, presenta una facciata a capanna piuttosto sobria, appena ingentilita da un portale d’ingresso ad arco acuto leggermente strombato verso l’interno; i due pilastrini che fiancheggiano il portale sorreggono le statue della Vergine col Bambino e di un frate; sul culmine dell’arco c’è la statua del Redentore. Quattro oblò circolari di varie dimensioni (quello centrale assai grande) quattro sottili paraste, tre graziose guglie e un’elegante serie di piccoli archetti completano la decorazione dell’insieme. I prospetti laterali dell’edificio, anch’essi scanditi da paraste, ospitano tre finestroni ogivali e altri ingressi minori. Il campanile alto circa 70 m. è a sezione quadrata; esso sorge in posizione arretrata, nei pressi dell’abside sinistro; la cella campanaria ha una trifora su ogni lato. In origine la costruzione culminava in una svettante cuspide piramidale, che però fu distrutta da un fulmine; in suo luogo fu eretto l’attuale tamburo ottagonale che però rende la struttura un po’ tozza e priva di slancio.
    L’interno della chiesa è a croce latina; le tre navate sono sorrette da possenti pilastri sui quali poggiano gli altissimi archi ogivali del soffitto. Sulle pareti laterali si aprono dieci cappelle. Gli interni sono rivestiti di eleganti piastrelle rosse, secondo una particolare tecnica assai diffusa in Veneto chiamata “regalzier”. L’austerità dell’ambiente è esaltata dalle belle vetrate a mosaico dell’abside principale e da quelle sulle pareti, dalle quali spiove la luce del sole creando effetti molto suggestivi.
    Fare un elenco di tutte le opere d’arte contenute nella chiesa mi è impossibile in questa sede, mi limiterò a quelle che ritengo più significative. L’altare maggiore ospita la celebre e monumentale “Assunta” di Tiziano Vecellio (1516) l’opera con la quale l’artista veneto, allora ventenne, si affermò come uno dei migliori pittori del tempo. All’atteggiamento estatico della Vergine, tutta protesa verso l’alto ove l’attende il Creatore, si contrappone in basso il tumultuoso stupore degli apostoli. Lo spettacolare coro, sistemato secondo l’uso medioevale proprio avanti all’altare maggiore, fu ultimato nel 1470; i 124 stalli lignei (mirabilmente suddivisi in tre livelli) sono abbelliti da minuziosi intarsi, graziose statuette di santi, motivi animali e vegetali di ogni tipo. L’insieme è delimitato da un elegante tramezzo marmoreo, anch’esso ricco di statue e pannelli lavorati in bassorilievo, sul quale si apre un piccolo archetto d’ingresso. Il cenotafio di Antonio Canova (così è detto un monumento funebre che non ospita la salma del defunto) si trova nella seconda cappella laterale di sinistra. Al suo interno è ospitato solo il cuore dell’artista; il corpo si trova a Possagno (prov. di Treviso) il paese natale del Canova. Lo stile prettamente neoclassico dell’opera, una fredda piramide di marmo decorata da figure allegoriche, stride alquanto con il contesto gotico medioevale dell’ambiente. Proprio di fronte al cenotafio del Canova, si trova quello eretto a Tiziano Vecellio: un sontuoso arco trionfale con statue e colonne, sovrastato da un possente Leone di San Marco, realizzato su progetto di Luigi Zandomeneghi intorno al 1850. Per inciso, si ignora ove sia realmente stato seppellito il grande artista, morto forse di peste a 86 anni. Nell’altare della sagrestia, sul transetto destro della basilica, è esposto un pregevolissimo trittico di Giovanni Bellini, raffigurante la Vergine col Bambino con ai lati i santi Nicola, Pietro, Benedetto e Marco. Nella Cappella di San Giovanni Battista (la prima sulla destra dell’abside) si trova la statua policroma in legno dell’omonimo personaggio, realizzata con eccezionale efficacia espressiva da Donato di Betto Bardi (meglio noto come Donatello). L’opera è inserita al centro di uno scenografico altare dorato, gremito di altre statue di minor valore artistico.
    Meritano una visita anche i due chiostri rinascimentali del convento francescano attiguo alla chiesa: il primo, dedicato alla Trinità, è contraddistinto da un’armoniosa balconata cinta da una balaustra; il secondo, più piccolo, realizzato su progetto del Sansovino, è invece intitolato a Sant’Antonio.
    Scritta in data 21 giugno 2024
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  • Explore124779
    8 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    La gentilissima volontaria Sonia ci ha accompagnato lungo gli incredibili spazi della Scuola. Grazie Sonia! Veramente un'esperienza unica
    Scritta in data 2 luglio 2024
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  • Elisabeth S
    Italia4 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Veramente una collezione ricca e variegata con i grandi autori del 900 Da Magritte, Picasso, Pollok, Dalì, Giacometti, Brancuşi, Kandisky... tantissimi altri... veramente emozionante poterli ammirare da vicino
    Scritta in data 8 giugno 2024
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  • gian1063 🇮🇹🇲🇹
    Roma, Italia4.623 contributi
    Punteggio 4,0 su 5
    Uno dei palazzi sul Canal Grande associati alla stirpe dei Barbarigo e Minotto (oggi proprietà dei Dona delle Rose), accoglie da anni le esibizioni musicali e canore della "Musica a Palzzo". Pur non essendo incline naturalmente alla lirica ed alla musica da camera , non posso che esprimere una grande soddisfazione all'esperienza musicale qui avuta , grazie anche al favoloso contesto artistico in cui lo spettacolo si svolge . Le opere pittoriche e le preziose decorazioni sono state ispirate di variegati, elitari interessi dei mecenati- novelli sposi - Gregorietto Barbarigo e Caterina Sagredo: negli arredi quali l'alcova stile rocaille con i suoi raffinati stucchi, la cappella gentilizia dai pavimenti intarsiati in olmo e noce ed uno straordinario apparato stucchivo, le porte in stile Luigi XIV con maniglie in bronzo a foglia di vite; poi nel 1741 grazie all'opera di Giambattista Tiepolo la magione accolse la grande tela ad olio raffigurante "La virtù e la nobiltà vincono l'ignoranza" (oggi non più presente poichè trasferita (e visibile) alla pinacoteca di Ca' Rezzonico , alla tela facevano cornice ,sempre del Tiepolo, due sopraporte e degli stupendi monocromi . Non so se apprezzerete che la musica e lo sfruttamento commerciale, peraltro a fini culturali . resta sullo sfondo di questa mia visita che si focalizza invece sulla storia autentica , artistica di questo pregevole palazzo .
    Scritta in data 22 marzo 2020
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  • Tommaso612
    Roma, Italia525 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Nella seconda metà del XVII secolo l’architetto Baldassarre Longhena ricevette dalla famiglia Bon l’incarico di progettare una grande residenza nobiliare a Venezia, nel sestiere di Dorsoduro. La facciata principale dell’edificio doveva affacciarsi sul Canal Grande, nei pressi di altri famosi palazzi di nobili famiglie cittadine. L’impegnativa costruzione conobbe numerosi ritardi a causa delle difficoltà economiche dei committenti, cessando quasi del tutto con la morte del progettista nel 1682.
    Intorno alla metà del secolo seguente, i Rezzonico (una casata patrizia originaria di Como che aveva fatto fortuna a Venezia) acquistarono il cantiere del Palazzo Bon, incaricando della prosecuzione dei lavori l’architetto veneziano Giorgio Massari. Costui, rimanendo sostanzialmente fedele al progetto originale, ultimò l’edificio in pochi anni. Il prestigioso palazzo fu intitolato ai nuovi proprietari, che raggiunsero l’apice del prestigio quando un loro rappresentante, Carlo Rezzonico, venne eletto al soglio pontificio col nome di Clemente XIII.
    I Rezzonico si estinsero agli inizi del 1800; dopo varie vicissitudini, nel finire del secolo il palazzo fu acquistato per 250.000 lire dallo scultore inglese Robert Barrett Browning. Infine, nel 1935, dopo altri passaggi di proprietà, la Ca’ Rezzonico fu acquisita dal Comune di Venezia. L’immobile, dopo un meticoloso restauro, è oggi sede del Museo del Settecento Veneziano, che custodisce tra l’altro una nutrita collezione di pregevoli opere di famosi artisti locali, come Tintoretto, Tiziano, Tiepolo, Francesco Guardi, Antonio Canal (detto “il Canaletto") ed altri.
    La facciata principale dell’edificio, in fastoso stile barocco, si articola su quattro livelli. Al centro di quello inferiore, rivestito in bugnato rustico, si apre a pelo d’acqua un vigoroso portale a tre ingressi, fiancheggiato da due finestre per lato. I livelli intermedi (ossia i cosiddetti “piani nobili”) mostrano due eleganti file di sette finestroni a tutto sesto, finemente decorati e separati da grandi colonne a capitello ionico. Due armoniose balaustre a pilastrini fungono da altrettanti marcapiani. Il livello più alto è contrassegnato da grandi oblò ovali e da un bel cornicione molto aggettante.
    L’interno è incentrato su un cortile di dimensioni relativamente contenute. Tramite una monumentale scalinata si giunge a un ampio e luminosissimo salone, destinato alle feste ed alle cerimonie (detto “portego” in dialetto veneziano) che si affaccia sul Canal Grande. Locali di minori dimensioni, in raffinato stile rococò, erano destinati agli alloggi di famiglia e alle stanze degli ospiti. Il seicentesco arredo originale degli ambienti, andato purtroppo perduto, è stato sostituito con altri meno antichi ma comunque di gran pregio artistico. Il retro dell’edificio si affaccia su un verdissimo giardino all’italiana, ricco di siepi lavorate, fontane, vialetti e alberi d’alto fusto.
    Scritta in data 1 luglio 2024
    Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.
  • salvatore700
    Magenta, Italia9.305 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Comprende un corpo centrale ottagonale e sopra la grande cupola, visibile da diverse zone. Interno spazioso, luminoso e delimitato da cappelle con diverse opere.
    Scritta in data 24 giugno 2024
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  • Agnese M 🇮🇹
    Veneto, Italia21.529 contributi
    Punteggio 4,0 su 5
    Visitate in occasione della serata europea dei musei.
    Non era la prima volta, quindi già sapevo che era un tripudio di opere di iconografia bizantina e pittura veneta dal tre-quattrocento in poi...Tintoretto, i Tiepolo, Veronese, i Bassano, Palma il Giovane, Guardi, Canaletto, Tiziano, Giorgione, Cima da Conegliano, Carpaccio...qualche scultura e bozzetti del Canova...in più delle opere più moderne di una mostra temporanea (Picasso, Cezanne, ecc)...
    Ho notato che, nonostante la promozione (a 1€!!!), non c'era tantissima gente...è ingiustamente sottovalutato dai turisti rispetto ad altri musei veneziani.
    Per quanto mi riguarda, tutto perfetto...tranne l'illuminazione delle opere, che a volte hanno dei fastidiosi riflessi...sarebbe il caso di regolare meglio l'angolazione di alcune lampade o cambiare proprio il tipo.
    Secondo me, senza nulla togliere al Palazzo Ducale, se trovate una fila immane, andate a vedere questo museo senza rimpianti (e soprattutto senza fare coda).😉
    Scritta in data 25 maggio 2024
    Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.
  • Punteggio 5,0 su 5
    Ho acquistato un orologio Hamilton , sono stato seguito da Niccolo , mi ha messo a mio agio , simpatico, cordiale , esperienza d’acquisto ottima .
    Scritta in data 16 marzo 2024
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  • Silvia F
    1 contributo
    Punteggio 5,0 su 5
    Gioielleria antica, splendidamente tenuta in vita dagli eredi che accolgono i clienti con professionalità e competenza. Sicuramente la migliore gioielleria a Venezia per chi cerca camei di qualità eccellente.
    Scritta in data 20 giugno 2024
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  • Gabriel1927
    Rome595 contributi
    Punteggio 4,0 su 5
    Chi viene a Venezia per poco, andrà a vedere solo San Marco e il Palazzo Ducale, probabilmente anche per questo il Museo Correr è stato incluso nel biglietto con il Palazzo Ducale a 30€, non proprio prezzi popolari.

    Il museo non è brutto, anzi a tratti è interessante, ma perde il confronto con altri palazzi della città. Per info: È presente anche un secondo piano, seminascosto vicino ai bagni.
    Scritta in data 14 giugno 2023
    Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.
  • Gabriele O
    7 contributi
    Punteggio 5,0 su 5
    Non sono credente, ma sono "abbastanza" sicuro che il Paradiso assomigli molto a questo posto!!! Esperienza unica!!! ❤️
    Scritta in data 13 aprile 2024
    Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.
  • Isabella
    Veneto, Italia473 contributi
    Punteggio 4,0 su 5
    Da non perdere la visita della Chiesa di S.Maria dei miracoli nel sestier di Canareggio.
    Diversa dalle altre chiese veneziane colpisce la vista del visitatore per lo stile rinascimentale- l'interno della navata in marmo,l'altare rialzato e il magnifico soffitto a quadrettoni.
    Prezzo d'ingresso 3,50 e.
    Scritta in data 20 marzo 2024
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