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Abazzia Sant' Antonio di Ranverso

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Località Sant'Antonio di Ranverso, 10090 Rosta, Italia
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Il meglio delle recensioni
Nuova apertura, consigliatissima.

Dopo un lungo periodo di chiusura l'abazzia è nuovamente aperta al pubblico, da notare i magnifici Leggi il seguito

Recensito il 11 febbraio 2018
SL1976xxx
,
Milano, Italia
Abbazia (non abazzia) ... da non perdere!

Finalmente l'abbazia è nuovamente visitabile! Dopo un lungo periodo di chiusura per aggiustare il Leggi il seguito

Recensito il 28 gennaio 2018
Lucia M
da dispositivo mobile
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Fu un conte di Savoia, il pio Umberto III che la Chiesa avrebbe più tardi beatificato, a fondare nel 1188, un anno prima di morire, un sacro edificio destinato ad accogliere i viandanti stanchi e ammalati: l'abbazia di Ranverso, dedicata a Sant'Antonio. Umberto, che secondo la tradizione aveva scelto il luogo di Ranverso o Inverso perché vicino ad Avigliana - dov'era nato e dove ancor oggi si mostra nel Borgo Vecchio la sua presunta casa - vi chiamò i monaci Antoniani di Francia, che si dedicavano alla cura delle malattie che più infierivano nel Medioevo, tra cui il cosiddetto "fuoco di san'Antonio" o herpes zoster. L'abbazia di Ranverso, dipendente dalla casa madre di Vienna, s'ingrandì e prosperò per secoli, ospitando pellegrini e curando infermi senza chiedere ricompensa alcuna. Ma per riconoscenza, come ricordano anche gli affreschi della chiesa, i contadini dei dintorni donavano spesso ai monaci-infermieri il frutto delle loro fatiche agropecuarie, e in particolare i maiali, animali che oltre ad accompagnarsi tradizionalmente a sant'Antonio abate nell'iconografia sacra erano essenziali ai suoi frati, perché col loro grasso si lenivano le sofferenze dell'herpes. L'ordine ospitaliero antoniano si estinse nel 1790, con la morte del suo ultimo monaco, dopo essere stato unito nel 1774 all'Ordine di Malta. Della grande abbazia di Ranverso non rimangono che la chiesa e l'ospedale, oggi appartenenti all'Ordine Mauriziano, alle cui provvidenze si devono i restauri che hanno salvato dal disfacimento questi edifici, capolavori del leggiadro gotico piemontese.
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  • Molto buono42%
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Ora chiuso
Orari
Orario di oggi: 09:00 - 12:30, 15:00 - 17:30
LOCALITÀ
Località Sant'Antonio di Ranverso, 10090 Rosta, Italia
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1 - 10 di 23 recensioni

Recensito 11 febbraio 2018

Dopo un lungo periodo di chiusura l'abazzia è nuovamente aperta al pubblico, da notare i magnifici affreschi di Giacomo Jaquerio risalenti agli inizi del XV secolo. Decisamente consigliato se siete in zona, da non perdere! All'interno è possibile fare foto senza flash! Visita consigliatissima!

Grazie, SL1976xxx
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Recensito 28 gennaio 2018 da dispositivo mobile

Finalmente l'abbazia è nuovamente visitabile! Dopo un lungo periodo di chiusura per aggiustare il tetto, si possono dinuovo vedere i magnifici affreschi di Giacomo Jaquerio risalenti agli inizi del XV secolo. Sicuramente è una visita da non perdere, un tempo si poteva visitare anche il...Più

Grazie, Lucia M
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Recensito 20 agosto 2017

Dopo aver ascoltato una presentazione video di una decina di minuto, si accede alla chiesa ed alla sacrestia. Indubbiamente un luogo suggestivo, dove gli affreschi rimandato ai primi secoli del primo millennio. E' stata fatta un'opera di restauro di alcune opere, ma molto rimane da...Più

Grazie, 1949_san
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Recensito 17 maggio 2017 da dispositivo mobile

All'imbocco della Val di Susa, consiglio a tutti una visita a questo gioiellino architettonico e religioso.

Grazie, PolViaggiatore
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Recensito 30 aprile 2017 da dispositivo mobile

Chiusa per lavori dal 2015....lavori che guardando da fuori non sono mai iniziati....peccato davvero un piccolo gioiello lasciato al degrado e all'abbandono....

Grazie, Maria F
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Recensito 25 aprile 2017

Splendido esempio di tardo gotico piemontese. La chiesa ha affreschi di Jaquerio all'interno, ma consiglio anche di visitare la facciata esterna del vicino hospitale: luogo destinato all'ospitalità dei pellegrini che ha l'aspetto di chiesa gotica perché ospitare un pellegrino o curare un ammalato è per...Più

Grazie, Guido C
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Recensito 3 aprile 2017

Interessante sia dal punto di vista architettonico che paesaggistico, consiglio di visitare la chiesa anche dall'interno dove si trovano gli affreschi tardogotici di Jaquerio. Molto bella, ma visitabile solo dall'esterno, la facciata dell'hospitale antico. Sembra una piccola facciata di chiesa, ma qui si ospitavano i...Più

Grazie, Guido C
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Recensito 14 febbraio 2017

l'attrazione più affascinate del mio parese e della bassa Val di Susa. sulla stessa linea di passaggio potrete proseguire visitando il centro storico di Avigliana e la Sacra di San Michele (imperdibile). ma cambiate il titolo; ABBAZIA !!!!)

Grazie, Mac_Br1
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Recensito 16 gennaio 2017

Da un pò di tempo l'abazzia non è visitabile (pare per il rifacimento dell'impianto elettrico) per cui ci si deve limitare alla visita esterna. Il giudizio ovviamente ne risente perchè, a mio ricordo, il chiostro e gli affreschi della chiesa sono magnifici. Comunque se si...Più

1  Grazie, dellangelo54
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Recensito 3 gennaio 2017

Assolutamente da visitare. Affascinante e fiabesco il viale d'accesso all'abazia. Struttura suggestiva e da non perdere

Grazie, Pa0la_Davide
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