Ruinas de San Ignacio
Ruinas de San Ignacio
4.5
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4.5
Punteggio 4,5 su 51.151 recensioni
Eccellente
648
Molto buono
395
Nella media
85
Scarso
15
Pessimo
8

RomualdoM40
Roma, Italia1.660 contributi
Punteggio 5,0 su 5
ott 2019
I ricordi del pre-covid mi sono tornati alla mente per 2 episodi: il recente abbattimento delle statue di Colombo negli States e aver rivisto il grande film “Mission” con De Niro. Sempre razzismo da oltre 600 anni, fino ad oggi ed ancora per quanto? Visitammo in un lontano gennaio il territorio argentino della provincia di Misiones ai confini con l’Uruguay e le Ruinas de San Ignacio: ricordi del secolo XVII della ex vivace missione cattolica (ma gesuitica), in memoria di stragi di nativi da parte degli “imperi” cattolici dominanti quell’epoca.
Scritta in data 8 luglio 2020
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

_ales_mari
Bologna, Italia71 contributi
Punteggio 3,0 su 5
gen 2020
Siamo partiti da Iguazu, in pullman, con una escursione di gruppo. Un viaggio di circa 250 km per raggiungere il ricordo un momento unico della storia dell'America latina quando é stata data dignità di uomo agli indios. La visita del sito é guidata in due lingue: inglese e spagnolo. Purtroppo del complesso é rimasto poco. A noi la soddisfazione di esserci stati
Scritta in data 23 febbraio 2020
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davethecowboy
Catania, Italia1.378 contributi
Punteggio 4,0 su 5
gen 2019 • Coppie
I nostri quattro giorni nella provincia di Misiones li abbiamo divisi equamente: due giorni alle catarattas di Iguazu divise tra Argentina e Brasile e due nella zona, appunto, delle missioni gesuitiche, divise tra Argentina e Paraguay.
In questo secondo caso la nostra base è stata la cittadina di San Ignacio Mini sede della 'riduzione' meglio conservata/ricostruita presente in territorio argentino.
Riduzione è un termine che deriva dal verbo spagnolo reduccir o forse ancora dal latino ducere...in sostanza, qualcosa come riunire, condurre oltre che convertire. E fu quello che i Gesuiti realizzarono nel XVII secolo nelle sperdute terre sudamericane bagnate dal Parana mettendo in pratica una sorta di esperimento di una comune, retta da uno o due gesuiti al massimo, in cui davano asilo agli indigeni guarani convertendoli, dando loro una sorta di ordinamento sociale, insegnando loro lavori manuali, lingua e religione e proteggendoli dagli schiavisti.
Da ricordare che i gesuiti fornivano anche addestramento militare in quanto ordine religioso ma pure 'armato' e questo conveniva inizialmente al re di Spagna che vedeva nella conversione e 'sottomissione' dei guarani una fonte di risorse umane notevole, un vero esercito per fronteggiare, inizialmente, le scorribande portoghesi in queste colonie ma anche per poterlo usare nelle guerre in Europa.
In queste missioni si viveva all'insegna dell'uguaglianza e dell'autosufficienza con ciò che si produceva. Insomma, un qualcosa di proto comunista o un antesignano di quelli che saranno i kibbutz israeliani ma, come ben spiegato anche nel film Mission con De Niro, ebbero un tale successo da divenire un problema per i regni di Portogallo e Spagna. Per i primi in quanto i guarani, per sfuggire ai loro assalti schiavisti, preferivano di gran lunga vivere 'protetti' nelle missioni, per i secondi perché il progetto sfuggì loro di mano per cui, alla fine trovarono un’intesa e riuscirono a cacciare i gesuiti, sciogliere le missioni e, qualche anno dopo, convincere papa Clemente XIV a decretare lo scioglimento dell'ordine religioso. Ovviamente il tutto non avvenne pacificamente ma fu un bagno di sangue stante la resistenza provata dagli indios.
Il risultato? I guarani tornarono al loro stato di sottomissione se non di schiavismo. Ma allora erano davvero meglio queste 'reducciones', credo no...?

Questo, in parte, è ciò che apprendiamo durante la visita molto bella con una guida in spagnolo (ma capiamo quasi tutto). Ci mostrano l'area con i resti delle file di 'baracche' che fungevano da abitazioni per famiglie di indios, l'area della plaza, grandissima e centro delle attività pubbliche più importanti, la zona dei laboratori e il cimitero e poi lei...la iglesia, il tempio di cui resta la facciata di pietra rossa, in parte ricostruita. Lo stile venne chiamato barocco guarani (quasi sempre erano realizzate su progetti di preti o architetti italiani): si staglia fiera e maestosa tra il prato verde e il bellissimo cielo azzurro con nuvole bianche…un perfetto quadro che ti proietta nel ‘700. Un particolare interessante: una delle colonne del ‘cementerio’ ora è inglobata totalmente da un ficus che gli è cresciuto attorno...la colonna ha almeno 300 anni e il ficus circa 200 nato dopo l'abbandono della missione.

Il biglietto (230 pesos) si acquista all'ingresso e vale anche per visitare gli altri siti, Loreto e Sant Ana (pure il giorno dopo) ma rispetto a San Ignacio sono davvero poca roba, solo rovine circondate dalla vegetazione per cui, se si ha poco tempo meglio dedicarlo unicamente a questa e, possibilmente, a quelle del lato paraguayo.
La sera è previsto uno show di immagini e suoni in cui raccontano la storia delle missioni, bella idea un po’ meno la realizzazione. Il biglietto costa altri 230 pesos e non può essere usato quello valido per le visite diurne.
Scritta in data 5 marzo 2019
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ACM1899Pier
Milano, Italia19.167 contributi
Punteggio 3,0 su 5
ago 2017 • Coppie
Sarebbe anche stato un complesso molto bello, ma è stato così distrutto che è rimasto ben poco da vedere se si eccettuano un paio di portoni con rilievi. Comunque vale una sosta se si fa la strada da Puerto Iguazù a Posadas o viceversa.
Scritta in data 13 agosto 2017
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robertolong
Torino, Italia304 contributi
Punteggio 5,0 su 5
feb 2017 • Coppie
Sia le riduzioni gesuite del Paraguay sia quelle dell'Argentina sono interessanti ed emozionanti. Questa ha il pregio di trovarsi all'interno di un villaggio con buona ospitalità alberghiera e di cucina. Il biglietto di ingresso vale per tre siti.
Scritta in data 26 febbraio 2017
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raven
Milano, Italia170 contributi
Punteggio 5,0 su 5
mar 2016 • Amici
Nell'area di Posadas/San Ignacio, questa è la missione più accessibile e meglio conservata, grazie anche ad un intenso lavoro di ristrutturazione. Al contrario delle altre si trova al centro della cittadina di San Ignacio ed è molto frequentata anche in bassa stagione. La pietra rossa è veramente d'impatto, anche se pare si presentasse ricoperta da un rivestimento bianco, ma soprattutto colpiscono le opere di barocco guaranì riportate alla luce durante la ristrutturazione. Bellissime. Se state andando ad Iguazù vi consiglio di fermarvi 1-2 giorni a vedere le missioni gesuite di quest'area (comprese Santa Ana e Nuestra Señora de Loreto, immerse nella foresta, senza l'ombra di un turista e che ho trovato impressionanti).
La sera fanno uno spettacolo pirotecnico con musica e luci che però, visto il clima, non ho potuto vedere. Persone del luogo me ne hanno parlato molto bene.
Segnalo inoltre che lungo il perimetro esterno c'è un bellissimo (ed economico) mercatino dell'artigianato con opere davvero uniche. Consigliatissimo!
Scritta in data 29 aprile 2016
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ile16
Bologna, Italia27 contributi
Punteggio 3,0 su 5
ago 2015 • Coppie
Con l'aiuto di una guida locale eccellente che ci ha fornito anche alcuni cenni storici e molte informazioni sui guarani' , abbiamo particolarmente apprezzato la visita delle rovine che mantengono il fascino e l'atmosfera del loro tempo. Vi è anche un piccolo museo ben strutturato e il sito è disseminato di pannelli con informazioni e spiegazioni. Si riesce quindi a cogliere e capire come si svolgeva la vita nelle missioni e come erano organizzate. Ho trovato interessante la visita più per la storia che per le rovine.
Scritta in data 29 agosto 2015
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785monica
aquileia6 contributi
Punteggio 3,0 su 5
lug 2015 • Coppie
Interessante escursione che fa riflettere..all'esterno del sito ci sono indios guaranì che chiedono l'elemosina o vendono piccoli oggetti artigianali/ piantine..sembra vivano nell'emarginazione, eppure questi sono i loro territori! monastero di San Ignacio come simbolo di colonialismo..triste..
Scritta in data 21 agosto 2015
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

marzymarzy
Fauglia, Italia1.775 contributi
Punteggio 5,0 su 5
feb 2015 • Solo
meritano sicuramente una visita...affascinanti...spero solo che non becchiate la guida palloccolosa che ho beccato io....che mi ha costretto a fare delle foto di fretta e furia perche quasi tutto il tempo lo ha perso a dispensare pillole di saggezza storica sui buoni e cattivi del tempo coloniale
Scritta in data 12 febbraio 2015
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

solteropolitano
Fortaleza, CE186 contributi
Punteggio 5,0 su 5
feb 2012
le rovine di questa zona sono molto interessanti-s.ignacio,s.ana,ma la cosa che mi ha affascinato di più il paesino di s.ignacio con persone amabili e cortesi,sembra di stare anni 50.
Scritta in data 27 marzo 2012
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

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