Museo Regionale dell’Emigrazione

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Il Museo Regionale dell’Emigrazione articola la sua mission in due diverse direzioni. In primo luogo, la struttura non può prescindere dalla tutela, conservazione e valorizzazione della memoria legata alla Grande emigrazione italiana. Le attività progettate si muovono quindi nella direzione di approfondire gli aspetti legati alle cause della diaspora, alla formazione e direzione dei flussi, l’insediamento nelle aree di destinazione. D’altra parte, tuttavia, la memoria non viene tutelata solo in quanto a rischio di scomparsa, ma anche perché essa può essere una risorsa per affrontare questioni centrali nella contemporaneità, come i flussi migratori moderni. Il Museo non vuole limitarsi ad essere la consacrazione di un luogo-simbolo della memoria, ma intende contribuire a ricostruire la storia delle migrazioni utilizzando in vario modo le fonti e i materiali in suo possesso.
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4.5
12 recensioni
Eccellente
8
Molto buono
3
Nella media
1
Scarso
0
Pessimo
0

Marco B
Provincia di Torino, Italia286 contributi
dic 2018 • Famiglia
Qualche settimana fa ho visitato il museo in compagnia del mio figlio tredicenne. Il museo, il cui ingresso è libero, è ben allestito ed è gestito in modo esemplare. La visita è stata molto interessante grazie alla guida che ci ha accompagnato nel percorso mettendo a nostra disposizione passione e competenza. Assolutamente consigliato, anche per non dimenticare che anche noi piemontesi siamo stati emigranti. Potrete trovare le informazioni utili per la visita sul sito web del museo.
Scritta in data 28 gennaio 2019
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19klaus60
Frossasco, Italia104 contributi
feb 2018 • Amici
Sono stato in questo posto tempo fa, per curiosita' e devo dire che questo piccolo museo raccoglie grazie al frutto di un immenso lavoro di ricerca e collezione oggetti, documenti, informazione una grandiosa storia del popolo piemontese del secolo scorso ....BRAVI !
Un ottimo lavoro che vale la pena di essere visto
Scritta in data 15 gennaio 2019
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mate314
Torino, Italia23 contributi
ott 2017 • Coppie
Si tratta di un piccolo e ben curato museo, molto coinvolgente, ancor di più per chi ha nella propria famiglia storie di parenti emigrati. Attraversando le sale si compie un viaggio nel tempo, propedeutico alla comprensione di quanto sta avvenendo oggi in Italia. La visita, che è gratuita, dovrebbe essere obbligatoria per tutte le persone che si occupano di flussi migratori o che esprimono opinioni in merito. Ringraziamo la guida che ci ha accompagnati con molta disponibilità e competenza.
Scritta in data 18 ottobre 2017
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pinoilviaggiatore
Nichelino, Italia14 contributi
ott 2016 • Famiglia
Entrando nel Museo Regionale dell'Emigrazione si ha subito la sensazione che la Storia si ripete sempre uguale a se stessa e che quelli che oggi vediamo come ospiti non sempre arrivati a seguito di un invito, non siamo altro che noi qualche decennio fa e subito cresce la sensazione di comprensione e tolleranza verso gli altri, oggi meno fortunati di noi. Nasce la consapevolezza critica dell complesso ma necessario bisogno di regolamentazione dei flussi migratori e dell'impegno comune che chi governa dovrebbe avere cioè la ricerca tesa a creare la igliori condizioni in ogni paese, garantendo cosi le condizioni necessarie allo sviluppo della persone e dei popoli nel prprio territorio; perché ci si rende subito conto che il viaggiare da un paese allìaòltro rincorrendo un sogno, nasce dal bisogno di soddisfare le necessità primarie di alimentarsi e poter mantenere la propria famiglia. Ringrazio la guida per la sua capacità di comunicazione e per la passione presente nei suoi racconti.
Scritta in data 11 marzo 2017
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roberta c
Asti, Italia407 contributi
mar 2017 • Coppie
ho scoperto questo piccolo e particolarissimo museo in quanto è entrato di recente nel circuito dell'abbonamento musei, pur essendo gratuito in quanto non ho visto da nessuna parte - nè nel museo nè sul sito - eventuali costi del biglietto.
si trova nella stessa via centrale, a pochi metri di distanza, dal museo del gusto - forse più noto - del paesino di frossasco, a circa 10 minuti da pinerolo.
c'è un piccolo ma più che sufficiente parcheggio proprio a fianco.
all'accesso una ragazza veramente competente ci ha chiesto se preferivamo la visita libera o quella guidata. abbiamo optato per la seconda. pur essendo veramente piccolo è durata ben 1 ora e 20, durante la quale ci ha spiegato benissimo e in modo assolutamente interessante tantissimi aspetti riguardanti il fenomeno dell'emigrazione piemontese nel mondo!
il percorso si compone di 7 sale.
nella prima si affronta la partenza: per quali motivi si partiva, verso quali destinazioni, in quali quantità e chi partiva in particolar modo.
la seconda saletta, molto piccola, è dedicata al viaggio. si possono vedere foto che mostrano le condizioni di sovraffollamento a bordo delle navi e un passaporto di una donna, nonchè ascoltare storie di migrazioni particolari, verso l'australia e il sud africa ma anche di tragici affondamenti che hanno causato centinaia di vittime.
nella terza sezione si può vedere l'arrivo a ellis island negli stati uniti o in brasile e argentina, illustrato da foto e alcuni documenti di viaggio.
la più bella è la quarta sala dove è allestita una cucina, molto povera: qui si parla delle abitazioni, fatiscenti e malsane, in cui si trovavano a vivere i nostri migranti. le foto aiutano ancora una volta a capire le misere condizioni di vita di molti di loro.
la quinta, interessantissima, è dedicata al lavoro, con particolare riferimento a quello agricolo della pampa argentina. le foto mostrano le trebbiatrici all'opera e i sacchi di grano ammonticchiati gli uni sugli altri dai contadini. è esposto anche un modello di trebbiatrice, che riproduce quella esposta al museo etnografico di pinerolo.
la penultima sezione è dedicata alla corrispondenza tra migranti e parenti lasciati in piemonte. si possono vedere fotografie inviate per ricordo, lettere e un video senz'audio in cui si vedono i lavoratori all'opera nei vari mestieri.
un piccolo spazio è dedicato all'associazione piemontesi nel mondo e a due esempi di personaggi che hanno avuto successo o che son stati ingiustamente criminalizzati. questi ultimi sono sacco e vanzetti. due pannelli raccontano in breve la loro biografia.
l'ultima sezione è dedicata ai personaggi che hanno portato con onore il piemonte nel mondo facendo grandi cose. in alcune vetrine sono esposti cimeli e lungo le pareti si possono leggere 17 brevi e concise biografie.
si scopre così del medico che ha scoperto il virus dell'hiv e il retrovirus della leucemia negli adulti, della prima donna governatore di uno stato americano, del fondatore di un quartiere multirazziale a cuba che porta ancora il suo nome e del caffè torino da lui aperto, del musicista che ha realizzato colonne sonore stupende tra cui quella di forrest gump, della ristoratrice che ha trasformato la bettola del padre a new york in un ristorante frequentato tra gli altri dai kennedy, dalla callas, da woody allen, ecc. per concludere con la breve storia di migrazione dei valdesi e delle missioni don bosco in sud america.
la visita si conclude di fronte a una quindicina di foto che confrontano le condizioni di lavoro, le abitazioni, i viaggi della speranza dei migranti piemontesi di 100 anni fa con le stesse situazioni dei migranti attuali.
per chi sceglie la visita libera ci sono una quarantina di pannelli - di cui 17 dedicati ai personaggi illustri - scritti benissimo e molto semplici che dicono le stesse cose spiegate dalla guida. anche con la visita guidata si è comunque liberi alla fine di leggere e approfondire gli argomenti.
interessante e utile il corredo fotografico. quanto esposto proviene dalle 220 venti delegazioni di piemontesi sparse nel mondo.
sulla scala che porta al piano superiore si possono leggere un paio di canzoni cantate dai migranti piemontesi. una delle due è in dialetto.
da novembre ad aprile è aperto la domenica dalle 15 alle 18.
consiglio tantissimo la visita, meglio se guidata, a questo piccolo ma meritevole museo che tratta un tema veramente originale!!!
e complimenti alla guida!
Scritta in data 6 marzo 2017
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Mario O
San Pietro Val Lemina, Italia106 contributi
nov 2016 • Amici
Qui si vede la vera storia degli emigranti piemontesi con le loro sofferenze alla ricerca della fortuna
Scritta in data 21 dicembre 2016
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Samantha v
3 contributi
dic 2015 • Amici
E' un modo incantevole per capire cosa hanno vissuto i nostri nonni e bisnonni che hanno cercato fortuna al di là dell'atlantico. Si può respirare la malinconia della terra natia...
Vale davvero la visita.
Scritta in data 29 ottobre 2016
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seregi756
Asti, Italia3 contributi
ago 2016 • Famiglia
molto carino non c'è molto da vedere ma grazioso, per i bimbi come la mia che ha 6 anni non è molto interessante a sua detta, però un po' di cultura da piccini non fa mai male!
Scritta in data 18 settembre 2016
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Manuela G
19 contributi
set 2015 • Solo
Sono andata incuriosita da tema. Il museo è diviso nelle tappe fondamentali della vita dell'emigrante (la partenza, il viaggio, l'arrivo,la casa, il lavoro, la corrispondenza, i protagonisti) e per ognuno di questi temi è sviluppato con grande accuratezza (sono anche presenti le gigantografie a grandezza quasi naturale delle foto degli emigranti e sembra di vederli muovere nel loro ambiente). Molto commoventi (anche per me che sono una cinica) la ricostruzione della casa e le lettere. Si esce dal museo con la sensazione che sia durato troppo poco e per questo manca una stella. Lo consiglio però anche a famiglie con bambini curiosi perchè non è impegnativo come percorso ed è davvero istruttivo. Ma spero che sia di incentivo per ingrandirlo. La ragazza alla biglietteria è stata cordialissima e gentile oltre ogni dire.
Scritta in data 30 settembre 2015
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Clara D
Villastellone1.774 contributi
giu 2013 • Coppie
All'interno dell'edificio che presta i locali alla biblioteca comunale di Frossasco è inserito questo piccolo museo, una vera scoperta per noi che ci eravamo recati per la visita al più noto Museo del Gusto. Il percorso che guida il visitatore inizia dalla sala della "partenza", per proseguire con il "viaggio", l'"arrivo", la "casa" , il "lavoro" e si chiude con una carrellata sui protagonisti, alcuni molto famosi, non solo per i Piemontesi, ma per l'Italia e il mondo tutto.
Luogo di memoria e attualità, vuole testimoniare i processi migratori nei secoli passati, in primo luogo dal Piemonte, e raccontare le dinamiche sociali di coloro che oggi vivono e lavorano in ogni parte del mondo, pur sentendosi ancora "cittadini piemontesi".
Penso che moltissimi di noi abbiano avuto nella propria famiglia migranti e così mi sono ritrovata - senza volerlo né averlo preventivato - ad approfondire una situazione vissuta anche da parenti. Perciò la scoperta è stata doppiamente piacevole. E' una visita che mi sento di consigliare convinta che sicuramente sarà molto gradita.
Scritta in data 14 dicembre 2013
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