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Museo Nazionale di Palazzo Reale

89 recensioni
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Museo Nazionale di Palazzo Reale

89 recensioni
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Lungarno Antonio Pacinotti, 56100, Pisa Italia
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937 recensioni
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Giacomo G ha scritto una recensione a lug 2020
Lerici, Italia1.665 contributi847 voti utili
Sul Lungarno Antonio Pacinotti, questo Palazzo fu edificato per volontà di Francesco I de’ Medici, tra il 1583 e il 1587. Il Museo ospita al suo interno numerose collezioni di dinastie reali e private, tra le quali assume un importante rilievo la raccolta degli armamenti antichi del Gioco del Ponte, una collezione unica di armature, che comprende ben 900 pezzi risalenti ai secoli XV-XVII. Di grande importanza sono poi le opere attribuite a Rosso Fiorentino (Rebecca al pozzo), (il Miracolo dei due impiccati, parte della predella del Trittico di San Nicola da Tolentino) dipinto da un giovanissimo Raffaello ed anche preziose miniature su avorio,
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Data dell'esperienza: agosto 2019
1 voto utile
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rmedda ha scritto una recensione a gen 2020
Province of Cagliari, Italy182 contributi16 voti utili
Se avete tempo a disposizione... non ci sono opere veramente interessanti da vedere e l'edificio non riserva alcuna sorpresa, per cui il consiglio è di dedicarvi ad altro, per esempio fare una bella passeggiata sulle mura antiche della città (circa km 3) partendo dal fondo per arrivare in piazza dei miracoli.
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Data dell'esperienza: gennaio 2020
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Veronica M ha scritto una recensione a ott 2019
8 contributi2 voti utili
Sinceramente non so come valutare il museo, a parte che la temperatura era veramente troppo alta, l'ho trovato povero, soprattutto dal momento che è stata una dimora della famiglia reale. Ci sono molti ritratti, ma pochi mobili e suppellettili.
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Data dell'esperienza: ottobre 2019
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CHRLIG ha scritto una recensione a set 2019
Nocera Inferiore, Italia118 contributi71 voti utili
Io e la mia migliore amica fummo colti da subito da uno stato di spaesamento quando, appena giunti all’ingresso del museo, leggemmo che era aperto ma chiuso. Questo paradosso unico nel mondo dei musei di tutt’Italia (forse anche del mondo) non mi era mai capitato di viverlo. In effetti, era proprio così: nonostante aperto, la porta in facciata era chiusa ed apriva solo a determinati orari. Erano da poco passate le 16, occorreva dunque ora aspettare le 18 per il prossimo ingresso, eppure era aperto! Al telefono una voce comicamente fredda mi rispose che era tutto scritto in facciata e che così funzionava, alla mia domanda circa una spiegazione di tutto questo. Volevo accertarmi di aver capito e letto bene quell’assurdità, il surreale era incredibilmente reale. Si pensava, così, che potesse essere un museo molto frequentato, Uffizi style insomma. Macché! Eravamo alle 18 sì e no cinque o sei persone, e un altro po’ sarebbe mancato all’appello anche il bigliettaio, un presente-assente che era un incrocio tra un ignavo dantesco e un Fantozzi taciturno. Senza neanche prendere nota certa che io e la mia amica fossimo studenti di storia dell’arte, emise flebilmente con la sua vocina inutile quanto la sua presenza-assenza nel museo che potevamo iniziare la visita. E lo disse con qualche minuto di ritardo, mentre noi aspettavamo impazienti di capire se il soggetto fosse umano. Dalle risate consequenziali alle comiche di una visita straordinaria perché fuori dal coro fu un attimo: nessuno controllava le sale, eppure si tratta di un museo statale e nazionale, con opere di gran pregio, dove si realizza (cosa difficilissima) uno stretto connubio tra pittura, architettura e scultura. Il complesso appariva abbandonato e fatiscente, le opere impolverate, c’era addirittura una bassa finestra aperta con una sedia, ma inutilmente e dannosamente aperta. Un bambino o un qualsiasi umano distratto sarebbe precipitato giù se vi si fosse accostato troppo. Ed inoltre, nonostante la mancanza di un negozio di gadget sul museo, il souvenir sarebbe stato facilmente conquistabile con le mani e la gratuità, portando ad esempio a casa come ricordino le etichette di alcune sculture, datosi che non erano appiccicate lì, ma semplici blocchettini di carta rettangolari che vi erano stati messi. Dalla desolazione più totale di un museo bello ma inutile alla paura di restare chiusi dentro fu un attimo: all’ingresso, per farci uscire, non v’era anima viva. Mr Ameba era fuggito, la porta era inutilmente chiusa in quel paradosso museale di un’apertura-chiusura che prima d’ora non s’era mai vista. A quel punto iniziai a sentire una voce in lontananza da una stanza d’ufficio e chiamavo agitato urlando per il sol pensiero rischioso di restare tutta la notte lì dentro. Ma niente. La mia amica poi decise di chiamare gli uffici, e non risposero mica subito?! Si fecero attendere, come dovemmo noi aspettare dieci minuti prima che uno stran uomo alto (il contrario di Mr Ameba) giungesse ad aprirci. Non smise di parlare a telefono con chissà chi e, senza neanche scusarsi perché giustamente è normale rischiare di restare chiusi nell’unico museo chiuso-aperto d’Italia, ci fece uscire, e un saluto non sarebbe neppur mai arrivato alle nostre orecchie, finalmente libere di udire, una volta usciti, i rumori all’aperto del traffico pedonale e automobilistico del Lungarno.
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Data dell'esperienza: agosto 2019
2 voti utili
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romano p ha scritto una recensione a lug 2019
Pisa, Italia4.759 contributi1.991 voti utili
+1
Ospitato nel piano nobile del Palazzo costruito sul finire del XVI° secolo ad opera di Francesco I° dei Medici si può considerare il museo di corte dei Medici,dei Lorena e dei Savoia,del costume e del collezionismo pisano tra il 500 e il 900. Notevoli gli arazzi di scuola fiorentina con cui i Medici adornavano le sale,i ritratti dei regnanti-da segnalare quello diEleonora di Toledo,moglie di Cosimo I°.Rilevante la raccolta di oltre 900 pezzi del 15° e 17° secolo degli antichi armamenti del Gioco del Ponte. Di particolare rilievo le collezioni private di dipinti italiani e fiamminghi,miniature in avorio,porcellane e bronzetti;da segnalare il dipinto di "Rebecca al pozzo " di Rosso Fiorentino e,soprattutto, il "Miracolo dell'impiccato di un giovane Raffaello. Un museo straordinario,poco reclamizzato e conosciuto,forse anche per gli orari di aperura dato che è ospitato negli uffici della Sovrintendenza. Un ringraziamento particolare al custode che ha illustrato con passione e competenza la storia del palazzo e le opere esposte.
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Data dell'esperienza: luglio 2019
2 voti utili
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Domande frequenti su Museo Nazionale di Palazzo Reale