Chiesa di Sant’Ippolito Martire

Chiesa di Sant’Ippolito Martire

Chiesa di Sant’Ippolito Martire
3
Cosa dicono le persone
claudio d
Di claudio d
Alcune opere interessanti all'interno
Punteggio 3,0 su 5mar 2023
La chiesa risale probabilmente tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV, ma il presbiterio fu rifatto nel 1583 e l'intero edificio restaurato nelle forme attuali durante il XVIII secolo. La facciata, tipica delle chiese settecentesche, non presenta particolarità degne di nota ma si presenta comunque importante con i suoi tre portali ed appare la più significativa delle tre chiese che, a poca distanza, si affacciano lungo via Mura di Porta Carini, tra i banchi del Mercato del Capo. L'interno si presenta diviso in 3 navate e 5 campate da colonne in finto marmo, senza transetto ma con uno stretto e profondo presbiterio, in cui il coro precede l’altare maggiore e con gli stalli sormontati su entrambi i lati da balconate (con organo quella di sx). La decorazione è abbastanza scarna, costituita per lo più da pitture che simulano finti stucchi e oltretutto limitata alla volta della navata centrale e ai pennacchi degli archi divisori delle navate (la chiesa avrebbe anche bisogno di manutenzione perchè in diversi punti la pittura murale è scrostata). Anche se il primo impatto può sembrare deludente, vale la pena dare un'occhiata più approfondita. Vi sono solo due cappelle laterali, nella prima campata a sx e nella terza campata a dx. Nell’ordine: prima campata, a dx è una nicchia con all'interno una composizione policroma e a sx la cappella battesimale con fonte seicentesca in marmo; seconda campata, a dx è un altare sormontato da una tela settecentesca di Filippo Randazzo e a sx altare con busto ligneo settecentesco di San Giuseppe col Bambino sormontato da una tela anch’essa settecentesca; terza campata, a dx cappella con le due statue lignee cinquecentesche dei SS. Cosma e Damiano e a sx altare ligneo sormontato da una tela quattrocentesca (accanto, in una nicchia rettangolare, è il residuo di un affresco bizantiggiante); quarta campata, a dx altare sormontato da una tela settecentesca di Filippo Randazzo e a sx crocifisso ligneo settecentesco sopra ad un piccolo dipinto della Madonna Addolorata, anch'esso settecentesco; quinta campata, a dx è un locale di servizio e a sx l'ingresso della sagrestia. Sull’altare maggiore è la pala con il Martirio di Sant'Ippolito, del già citato Filippo Randazzo, che però non era visibile durante la nostra visita precedente la Settimana Santa, ma abbiamo però potuto ammirare al suo posto il grande Velario con la Deposizione; da notare anche il cinquecentesco crocifisso dipinto che pende dall'arco del presbiterio.

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claudio d
Viterbo, Italia38.898 contributi
Punteggio 3,0 su 5
mar 2023
La chiesa risale probabilmente tra la fine del XIII secolo e gli inizi del XIV, ma il presbiterio fu rifatto nel 1583 e l'intero edificio restaurato nelle forme attuali durante il XVIII secolo. La facciata, tipica delle chiese settecentesche, non presenta particolarità degne di nota ma si presenta comunque importante con i suoi tre portali ed appare la più significativa delle tre chiese che, a poca distanza, si affacciano lungo via Mura di Porta Carini, tra i banchi del Mercato del Capo. L'interno si presenta diviso in 3 navate e 5 campate da colonne in finto marmo, senza transetto ma con uno stretto e profondo presbiterio, in cui il coro precede l’altare maggiore e con gli stalli sormontati su entrambi i lati da balconate (con organo quella di sx). La decorazione è abbastanza scarna, costituita per lo più da pitture che simulano finti stucchi e oltretutto limitata alla volta della navata centrale e ai pennacchi degli archi divisori delle navate (la chiesa avrebbe anche bisogno di manutenzione perchè in diversi punti la pittura murale è scrostata). Anche se il primo impatto può sembrare deludente, vale la pena dare un'occhiata più approfondita. Vi sono solo due cappelle laterali, nella prima campata a sx e nella terza campata a dx. Nell’ordine: prima campata, a dx è una nicchia con all'interno una composizione policroma e a sx la cappella battesimale con fonte seicentesca in marmo; seconda campata, a dx è un altare sormontato da una tela settecentesca di Filippo Randazzo e a sx altare con busto ligneo settecentesco di San Giuseppe col Bambino sormontato da una tela anch’essa settecentesca; terza campata, a dx cappella con le due statue lignee cinquecentesche dei SS. Cosma e Damiano e a sx altare ligneo sormontato da una tela quattrocentesca (accanto, in una nicchia rettangolare, è il residuo di un affresco bizantiggiante); quarta campata, a dx altare sormontato da una tela settecentesca di Filippo Randazzo e a sx crocifisso ligneo settecentesco sopra ad un piccolo dipinto della Madonna Addolorata, anch'esso settecentesco; quinta campata, a dx è un locale di servizio e a sx l'ingresso della sagrestia. Sull’altare maggiore è la pala con il Martirio di Sant'Ippolito, del già citato Filippo Randazzo, che però non era visibile durante la nostra visita precedente la Settimana Santa, ma abbiamo però potuto ammirare al suo posto il grande Velario con la Deposizione; da notare anche il cinquecentesco crocifisso dipinto che pende dall'arco del presbiterio.
Scritta in data 2 maggio 2023
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

michele p
Palermo, Italia3.129 contributi
Punteggio 3,0 su 5
mar 2019 • Solo
In pieno mercato del Capo, è una chiesa di origine trecentesca ma rimaneggiata nei secoli. L'interno, che presenta la tradizionale pianta a tre navate delle chiese medievali siciliane, vanta una serie di buone tele di valenti pittori locali e un Crocifisso dipinto su tavola della prima metà del XVI secolo.
Scritta in data 23 aprile 2019
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AnSaAncona
Ancona, Italia12.137 contributi
Punteggio 3,0 su 5
dic 2018 • Solo
Nel girare per le vie del mercato del Capo non mancate di varcare la cancellata in ferro ed entrare in questa chiesa. Non è sicuramente a livello di ben altri capolavori artistici che si trovano in zona, ma è comunque gradevole da visitare.
Scritta in data 11 febbraio 2019
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

Paolo
Palermo, Italia1.120 contributi
Punteggio 3,0 su 5
apr 2018 • Coppie
La chiesa, che sorge dirimpetto alla Chiesa dell'Immacolata Concezione, fu costruita nel 1583 su una cappella risalente al XIII secolo. Internamente la chiesa è suddivisa in tre navate, con arcate sostenute da colonne marmoree. Tra le varie opere d'arte qui conservate, troviamo un crocifisso dipinto del XV secolo e la tela di Filippo Randazzo del 1728, esposta sull'altare maggiore, raffigurante "Il martirio di San Ippolito".
Scritta in data 30 aprile 2018
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