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Chiesa di Sant'Andrea del Vignola

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Chiesa di Sant'Andrea del Vignola

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Via Flaminia Flaminio, 00196 Roma Italia
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Flaminio - Piazza del Popolo19 min
Lepanto19 min
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furiopa ha scritto una recensione a giu 2017
Roma, Italia2.914 contributi782 voti utili
Sant'Andrea del Vignola, nelle vicinanze di ponte Milvio ( e della cappella di Sant'Andrea a ponte Milvio) è una piccolissima chiesa eretta da Papa Giulio III verso il 1553 come ex voto per essere scampato al sacco di Roma dei lanzichenecchi di Carlo V. Trascurata dai romani
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Data dell'esperienza: giugno 2017
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AriStid ha scritto una recensione a giu 2017
Roma2.773 contributi826 voti utili
Questa piccola Chiesa sfugge alla attenzione di quasi chiunque vi passi, eppure merita sicuramente una sosta. Questo tempio rinascimentale realizzato su disegno del Vignola, con la sua facciata in pietra grigia, scolpita con gusto sobrio ed elegante, nello stile tardorinascimentale dell'epoca, coperto da una elegante semicalotta ovale, presenta un'Aula rettangolare con la calotta ovale della cupola che copre tutta la navata; oltre alle eleganti decorazioni a stucco, si possono ammirare gli affreschi manieristi dello Scicolante e del Tibaldi, sulla parete destra Maria con il Bambino fra san Giuseppe e santo Evangelista, ai lati dell'altare entro nicchie affresco degli Apostoli Pietro e Paolo e, nella parete di fondo dietro l'altare (di moderna realizzazione in bronzo), altro affresco con il Sant'Andrea Apostolo (con la croce del suo martirio) cui è dedicata la Cappella come ex voto per la liberazione dai Lanzichenecchi del Cardinale Giulio dell Rovere (Poi Papa Giulio II) occorsa in occasione della festa canonica del Santo. La Cappella rientrava all'epoca nella grande tenuta della Villa Giulia di proprietà del Cardinale ed ora sede del Museo Nazionale Etrusco. La domenica in occasione della messa delle 9,00 (prima o dopo) si può visitare.
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Data dell'esperienza: giugno 2017
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Roberto G ha scritto una recensione a nov 2016
Roma, Italia819 contributi316 voti utili
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Uscendo dalle "Mure Aureliane", la via Flaminia corre da sempre dritta verso il nord in direzione di "Ponte Milvio", come naturale prosecuzione "extra moenia" dell'antica "via Lata", l'odierna via del Corso. Al giorno d'oggi, malgrado le modificazioni succedutesi nel corso dei secoli, possiamo ricostruire con un pò di immaginazione le linee del paesaggio in cui essa si snodava senza però coglierne la perduta bellezza Da un lato, verso oriente, si elevavano i declivi collinari - non molto alti in verità... - che possiamo oggi individuare nei rilievi dei "Monti Parioli" e del "Parco della Rimembranza". Dall'altro, verso occidente, si stendeva l'ampia piana alluvionale che il Tevere chiude ancor oggi - da "Ponte Margherita" a "Ponte Milvio" - con un semicerchio quasi perfetto il cui diametro geometrico è costuito appunto dalla via Flaminia. Nei tempi antichi, la "via consularis" correva tra le coltivazioni affiancata - come consuetudine all'epoca - da tombe e cippi funerari. Un'idea delle fattorie agricole di epoca romana esistenti nella zona ci può venire oggi - all'interno del moderno "Auditorium" di Renzo Piano - dai resti di una villa venuta alla luce durante la costruzione del complesso e conosciuta come la "Villa dell'Acheloo", per via di una antefissa raffigurante la divinità fluviale, riaffiorata nel corso dei lavori. Proprio ad oriente della strada - in una zona denominata "Vigna Vecchia" ed identificabile con l'odierno "viale delle Belle Arti" - Papa Giulio III Ciocchi del Monte fece edificare, alla metà del XVI secolo, la "Villa Giulia": una splendida residenza suburbana, riccamente decorata con affreschi, stucchi, marmi policromi e statue, alla quale lavorarono - tra gli altri - artisti del calibro dell'Ammannati, del "Vignola" e del Vasari. Di questo grande complesso articolato che si inseriva nel paesaggio agreste con teatri d'acqua scenografici e pergolati di viti, faceva parte anche la piccola "Chiesa di Sant'Andrea" che Jacopo Barozzi da Vignola - l'architetto del "Palazzo Farnese" di Caprarola, per intenderci...- eresse quale "ex voto" del Pontefice stesso. Papa Giulio III infatti - Cardinale all'epoca del "Sacco di Roma" (1527) - era stato dato in ostaggio ai "Lanzichenecchi" di Carlo V ed era riuscito fortunosamente a fuggire scampando a morte certa, proprio il 30 novembre, giorno in cui la Chiesa festeggia l'Apostolo Andrea. Purtroppo la successiva urbanizzazione del luogo ha avvilito totalmente questa piccola chiesa rurale - che campeggiava un tempo ariosa con la geometria delle sue linee purissime - ingabbiandola nell'intersezione di una linea tranviaria che la costeggia a poco più di un metro di distanza e la priva persino di un'occhiata distratta da parte degli automobilisti in coda nel traffico. Né è di alcun conforto la contiguità con un anonimo palazzone di epoca vagamente "umbertina" che infrange, con l'ingombro della sua mole, l'esigua striscia di verde che sopravvive tra la via Flaminia e viale Tiziano. E' difficile persino accedere all'interno del monumento in quanto lo si trova perennemente chiuso, a meno di non capitarvi negli orari di celebrazione della S.Messa da parte di sacerdoti della vicina Parrocchia di Sant'Eugenio. Ad ogni modo - prestando la debita attenzione alla circolazione di tram e veicoli di ogni tipo... - è possibile osservare (ed ammirare...) dall'esterno l'edificio che - pur nella sua apparente semplicità e nelle sue minute dimensioni - presenta dal punto di vista architettonico uno schema geometrico complesso e, all'epoca, innovativo. Dal parallepipedo della costruzione alla semicalotta ovale della cupola, dal triangolo del timpano ai rettangoli dell'interno e dell'abside, dalla quadratura del prospetto principale ai "vuoti" delle finestre adorne di conchiglie, ci si offre un gioco sottile di rimandi che riecheggiano mirabilmente l'antica "romanità". Visto che di sicuro sarà impossibile deviare la linea tranviaria, c'è solo da augurarsi che almeno un restauro dell'edificio possa prima o poi restituire ai nostri occhi la primitiva resa cromatica ed il contrasto di colore tra il rivestimento in laterizio (lasciato a vista su tre lati) e la facciata in peperino e valorizzare, nel contempo, la cupola realizzato in "cocciopesto", l'antica tecnica costruttiva che i Romani utilizzarono per erigere acquedotti, edifici, strade e cisterne. A titolo di curiosità infine - per allargare il nostro orizzonte culturale ed offrire sempre nuovi spunti di visita - va sottolineato che la facciata di "Sant'Andrea" presenta gradevoli analogie con quella (quasi coeva) della chiesa napoletana di "Santa Maria della Stella alle Paparelle": anch'essa un piccolo luogo di culto (ora sconsacrato) posto a poca distanza dalla famosa "San Gregorio Armeno".
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Data dell'esperienza: novembre 2016
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gian1063 🇮🇹🇲🇹 ha scritto una recensione a feb 2016
Roma, Italia3.340 contributi19.276 voti utili
Una piccola chiesetta che si trova nel tratto della via Flaminia tra belle arti e ponte Milvio , eretta per la committenza di papa Giulio III Dal monte , superstite del sacco di Roma dei Lanzichenecchi di Carlo V nel 1527, il quale la fece erigere probabilmente come ex voto per lo scampato pericolo all'interno della sua tenuta di valle Giulia. La chiesetta ora “ingabbiata” dalle rotaie del tram, è facile da ignorare transitando su Via Flaminia o Viale Tiziano.Dal punto di vista architettonico, malgrado le sue minute dimensioni, essa rappresenta un'importante testimonianza della sintesi tra cultura Umanistica, con le chiese a pianta centrale, e gli esempi degli edifici di culto a pianta longitudinale, propri della Controriforma. Costruita nel 1553 in stile rinascimentale da Barozzi da Vignola con cupola e tamburo di forma ovale su pianta rettangolare , fu restaurata nell' 800 da Giuseppe Valadier ,famoso architetto , attivo in zona con il rifacimento della torretta di ponte Milvio , della piazza del Popolo e del Pincio .
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Data dell'esperienza: novembre 2015
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Queste recensioni sono state tradotte automaticamente dall'inglese. Mostrare la traduzione automatica?
Malgorzata ha scritto una recensione a feb 2020
8.564 contributi679 voti utili
La chiesa di Sant'Andrea del Vignola fu costruita nel 1553 nel complesso di Villa Giulia su richiesta di papa Giulio III. Questa chiesa fu progettata da Jacopo Barozzi la Vignola con una cupola e un tamburo di forma ovale su una pianta rettangolare. Oggi la chiesa è utilizzata dalla comunità copta cattolica di Roma. Incantevole chiesetta situata tra la linea del tram, il parco in rovina e una strada stretta e molto trafficata.
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Data dell'esperienza: maggio 2019
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Domande frequenti su Chiesa di Sant'Andrea del Vignola