Tempio di Saturno
Tempio di Saturno
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Quartiere: Campitelli
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  • Fori Imperiali-Colosseo • 8 minuti a piedi
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4.5
Punteggio 4,5 su 5127 recensioni
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claudio d
Viterbo, Italia34.634 contributi
Punteggio 4,0 su 5
nov 2022
Tra i templi del foro è tra quelli che presentano i resti più significativi: sono giunti a noi parte del basamento con sovrastanti 8 colonne che reggono la trabeazione su cui corre un fregio. Insieme all'arco di Settimo Severo è il monumento che più di tutti emerge nella parte occidentale del foro, quella sotto al Campidoglio. Di origini molto antiche (inizi V sec.a.C.), i resti attuali sono però relativi a rifacimenti successivi (le colonne risalgono infatti al IV sec.d.C.). Saturno era molto popolare al tempo di Roma antica, specie tra le classi più povere e gli schiavi; famosi i "saturnali", imponenti festeggiamenti tra il 17 e il 23 dicembre di ogni anno, durante i quali l'ordine sociale era sconvolto.
Scritta in data 24 novembre 2022
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Stefo&Vivi
Roma, Italia18.303 contributi
Punteggio 5,0 su 5
giu 2022
Quello che vediamo oggi nel Foro romano è un grande podio a otto colonne sormontate da capitelli ionici, che domina l'intera area alle pendici del Campidoglio.
Sono i resti di un tempio dedicato a Saturno, dio dell'agricoltura e della ricchezza, già venerato durante il periodo regio nella Roma antica.
La dedica scolpita sulla sommità della trabeazione ne ricorda la ricostruzione dopo che un incendio lo distrusse.
Sono arcinote anche le celebrazioni di fine anno dei Saturnali, che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre. In quei giorni, i banchetti erano di una dissolutezza sfrenata e l'ordine sociale era sovvertito.
Gli schiavi tornavano liberi!
Scritta in data 8 giugno 2022
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Andrea L
Roma, Italia4.546 contributi
Punteggio 4,0 su 5
mar 2021
È il più antico luogo sacro di Roma, edificato nel 497 a.C. dopo il tempio di Vesta e quello di Giove. Le visuale migliore, essendo situato all'interno del Foto Romano, è dal colle del Campidoglio sulla terrazza che si affaccia sul Foro.

Quello che vediamo oggi è opera dell'ultimo restauro che è avvenuto del III secolo.
Scritta in data 6 aprile 2021
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tony b
5.099 contributi
Punteggio 4,0 su 5
nov 2019 • Amici
Del tempio antichissimo e superbo necessitano otto colonne di granito grigiocon capitelli ionici di marmo bianco.
Le sue origini risalirebbero al V secolo a.c..
Per i romani Saturno era la divinità dell'agricoltura.
I Saturnali erano una festa che ogni anno i romani dedicavano al Dio Saturno.
Un tempio dei fasti di Roma,quindi, assolutamente da ammirare !
Scritta in data 9 novembre 2019
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romano p
Pisa, Italia4.945 contributi
Punteggio 5,0 su 5
apr 2019 • Coppie
Tempio religioso di antica origine,risale al V° secolo a.A. forse quando avvenne la consacrazione di Saturno,Dio molto amato dai romani,tanto da dedicargli una festa,i Saturnali, che nel mese di dicembre durava 7 giorni. Sullo stile greco ,le otto colonne rimaste con capitelli ionici e l'architrave con fregio e iscrizioni, anche per posizione innalzata creano un effetto suggestivo . Da ammirare.
Scritta in data 28 aprile 2019
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Flo P
Roma, Italia24.500 contributi
Punteggio 5,0 su 5
mar 2019 • Coppie
Le otto colonne di granito grigio con capitelli ionici di marmo bianco; l'iscrizione sul fregio ricorda un restauro fatto in seguito ad un incendio - il Senato e il Popolo Romano restituirono il tempio rovinato dall'incendio.
Scritta in data 21 marzo 2019
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Tommaso612
Roma, Italia527 contributi
Punteggio 5,0 su 5
dic 2018 • Coppie
Questo celebre tempio fu edificato forse già in epoca regia, nel cuore del Foro Romano. Le prime notizie certe risalgono alla definitiva consacrazione a Saturno, avvenuta agli inizi del V secolo avanti Cristo (durante il consolato di Sempronio Atratino e Minucio Augurino). Si tratta quindi di uno tra i più antichi edifici sacri dell’Urbe, forse posteriore solo al grandioso Tempio di Giove che sorgeva non molto distante, sulla sommità del Campidoglio.
Per i romani Saturno (identificato con il greco Crono) era la divinità che durante la leggendaria Età dell’Oro aveva insegnato le preziose tecniche dell’agricoltura ai primi uomini; ma era anche colui che favoriva la rigenerazione, i cambiamenti e talvolta la trasgressione dell’ordine costituito. In suo onore, a metà dicembre, si celebravano infatti le popolarissime feste chiamate Saturnali, durante le quali per una settimana i ruoli sociali si ribaltavano, perlomeno simbolicamente: i padroni prendevano il posto dei servi (sostituendoli nei lavori più umili) e viceversa.
Il Tempio di Saturno, a pianta rettangolare, era ispirato ai modelli greci: sui lati corti presentava sei grandi colonne grigio rosa a capitello ionico (era perciò del tipo “esastilo”) su quelli lunghi ne aveva dodici. Le 4 colonne ai vertici erano in comune a due lati, per cui il peristilio (ossia il porticato che circondava il tempio) contava in tutto 32 colonne. Sui lati corti s’innalzava un frontone triangolare impreziosito di bassorilievi. Una spessa trabeazione, anch’essa riccamente lavorata e decorata, separava i capitelli delle colonne dal tetto. Quest’ultimo poggiava su robuste travi di legno ed era coperto di tegole. Internamente l’edificio era suddiviso in due parti: il “pronaos” (quella più esterna, prossima all’ingresso) e l’ambiente sacro vero e proprio, il “naos”, ossia la cella ove si trovava la statua della divinità. L’intera struttura poggiava su un podio alquanto rialzato, tutto rivestito in marmo e dotato di un’ampia scalinata sul lato d’ingresso.
Bisogna tenere presente che i templi romani (come quelli greci) erano in origine vivacemente colorati in ogni loro parte di rosso, giallo oro, blu, verde, ecc. Il colpo d’occhio che il visitatore sperimentava era davvero molto scenografico. Tanta magnificenza era destinata a stupire il popolo, mostrandogli la potenza e la ricchezza della città. Secondo alcune testimonianze storiche la grande statua bronzea di Saturno custodita nel tempio era internamente vuota, per poterla riempire d’olio e unguenti come esigeva la tradizione.
Più volte ricostruito e ingrandito nell’epoca repubblicana, il tempio assunse la forma definitiva in età imperiale. Al suo interno, forse in un ambiente sotterraneo ricavato nel podio, si conservò per un certo tempo il Tesoro di Roma (il cosiddetto “aerarium”) che in seguito fu però trasferito altrove.
Come tanti altri monumenti romani anche il Tempio di Saturno ha subito lunghi secoli d’incuria, distruzioni e spoliazioni d’ogni sorta. Dell’antico splendore oggi rimangono otto colonne della parte anteriore (sei della facciata principale e due dei lati lunghi) che ancora sostengono un tratto della trabeazione e un frammento del frontone. Sono visibili talune strutture del podio di sostegno.
Vicino a questo tempio si trovano le vestigia di altri monumenti di grande interesse: in primis, il grande arco a tre fornici di Settimio Severo, ancora relativamente ben conservato. Più in fondo, addossati alla parete del “Tabularium” (l’archivio ufficiale dell’antica Roma) c’erano: a sinistra, il tempio dedicato all’imperatore Vespasiano divinizzato “post mortem” (del quale restano solo tre slanciate colonne) e, a destra, il sontuoso Tempio della Concordia (ne restano soltanto il massiccio basamento di tufo e una parte della ricchissima trabeazione, oggi visibile all’interno dei Musei Capitolini).
Scritta in data 4 gennaio 2019
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gian1063 🇮🇹🇲🇹
Roma, Italia3.554 contributi
Punteggio 5,0 su 5
ott 2017
E' ritenuto il secondo più antico tempio della Roma antica dopo quello di Giove capitolino , con origini nel periodo regio, ma esistono tracce di un altare dedicato al dio di epoca protostorica, fu completato probabilmente sotto Tarquinio il Superbo . Oggi nel Foro alle pendici del Campidoglio ci appaiono le otto colonne superstiti sei della facciata + due retrostabti, residui peraltro di una delle ultime ricostruzioni , del 42 a C. dopo i numerosi incendi che minarono la struttura originaria del V secolo a C. del tempio. Saturno ebbe sempre un ruolo centrale a Roma , con i grandi saturnalia , feste della durata di una settimana celebrate ogni anno dal 17 Dicembre giorno della dedica del tempio . Le otto colonne in granito grigio sormontate da capitelli ionici in marmo bianco testimonianza della passata grandezza svettano nel foro; sono sormontate da un'elegante architrave ornata da motivi a palmette e da parte del frontone ricostruito con materiale di recupero .
Scritta in data 3 aprile 2018
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Io viaggio low cost 365
Italia13.836 contributi
Punteggio 2,0 su 5
ott 2017
E' contenuto all'interno del sito del Foro romano ed attualmente (ottobre 2017) è in ristrutturazione.
Sono le otto colonne superstiti di un tempio dedicato a Saturno, ricostruito su resti di uno preesistente nel 42 d.c.
Saturno era il dio-re degli italici, che secondo la leggenda aveva regnato durante la felice età dell'oro. Ogni anno, dal 17 al 23 dicembre, Saturno veniva festeggiato con sacrifici e feste (i cosiddetti Saturnali) durante le quali l'ordine sociale era sovvertito. Gli schiavi potevano pranzare assieme ai padroni e talvolta perfino serviti da loro. Le scuole erano chiuse e nessun prigioniero poteva essere punito.
Scritta in data 7 novembre 2017
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furiopa
Roma, Italia2.908 contributi
Punteggio 5,0 su 5
ott 2017 • Famiglia
Il Tempio di Saturno (il più antico luogo sacro di Roma dopo il Tempio di Vesta e quello di Giove) conteneva una statua di Saturno che veniva riempita di olio e avvolta in bende di lana. Durante i Saturnali (dal 17 al 23 dicembre) le bende venivano tolte e si teneva un banchetto pubblico. Durante i sette giorni di festeggiamenti l'ordine sociale basato su padroni e schiavi veniva sovvertito e i padroni si mettevano servizio dei loro schiavi al momento dei pasti.
Scritta in data 17 ottobre 2017
Questa recensione rappresenta l'opinione personale di un utente di Tripadvisor e non di Tripadvisor LLC. Le recensioni vengono sottoposte a verifica da Tripadvisor.

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