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Roundhouse

462 recensioni

Roundhouse

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Chalk Farm Road, Londra NW1 8EH Inghilterra
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Tour sulle tracce di Jack lo Squartatore a Londra con "Ripper Vision"
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Tour sulle tracce di Jack lo Squartatore a Londra con "Ripper Vision"

1.260 recensioni
Immergiti nella Londra dell'epoca Vittoriana in questa esperienza unica su Jack lo Squartatore con RIPPER-VISION™. A differenza di altri tour, la tua guida utilizza proiettori portatili per accompagnare le storie agghiaccianti degli omicidi commessi da Jack lo Squartatore nel 1800. Mentre esplori le strade secondarie debolmente illuminate di Whitechapel, sugli edifici vengono proiettate immagini della Londra Vittoriana per garantire un'esperienza altamente suggestiva. Inoltre, iniziare di sera significa che vivrai Londra nelle ore più misteriose.  
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462recensioni15domande e risposte
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Daniele000000 ha scritto una recensione a lug 2018
Monfalcone, Italia1.506 contributi119 voti utili
+1
Da non confondere assolutamente con un altro paio di piccoli locali londinesi ascrivibili alla categoria dei pub storici, nel caso specifico di questa impareggiabile struttura di Camden Town ci troviamo a fare i conti con un edificio dall’inestimabile valore storico, dall’indubbia importanza musicale e dalle suggestive caratteristiche architettoniche al tempo stesso. Perfetta ‘casa’ per appassionati di concerti caratterizzati da alto livello artistico ma dall’affluenza medio-bassa (massimo 5mila gli spettatori ospitabili, 1.700 dei quali circa sulle poltroncine della galleria superiore), questo enorme stabile risale addirittura a metà del 1800 per poi abbandonare l’attività industriale nel secondo dopoguerra ed essere trasformato, dopo un periodo di chiusura e uno stato di quasi sfacelo, in ideale sala da concerto dove si sono esibiti i più leggendari artisti degli ultimi 50 anni (pur con una lunga pausa in disuso tra gli anni Ottanta e Novanta), compresi gli spettacoli del Living Theatre e della Royal Shakespeare Company. Chissà perché, tanto per rendere l’idea, mi è sempre apparso come location ideale per il ‘Rock and Roll Circus’ portato in scena dai Rolling Stones nel 1968 con una lunga serie di ospiti d’eccezione (dagli Who ai Jethro Tull, da John Lennon fino a Eric Clapton, Taj Mahal e l’immancabile Marianne Faithfull). Ciò premesso, costituisce un ambiente perfetto per godere di tutte le suggestioni possibili di un concerto ‘vero e privo di inutili orpelli’ e, dopo la ristrutturazione del 2004, ha assunto esternamente caratteristiche estremamente moderne e funzionali che, al momento dell’arrivo, quasi impediscono di prevederne la sua storia. La fermata della metropolitana di Chalk Farm a poche decine di metri soltanto rende il Roundhouse raggiungibile con estrema facilità, mentre l’orario d’inizio dei concerti, di almeno un paio d’ore anticipato rispetto le barbare usanze italiane, rende facile anche il rientro con i mezzi pubblici. Il sito internet è assolutamente completo ed esauriente, prodigo anche di utili e ulteriori indicazioni logistiche. L’acquisto dei biglietti on line è rapido e sicuro, ma non esiste la possibilità di e-ticket e, perciò, in particolare l’utente straniero deve preoccuparsi di portarsi la prenotazione da convertire in biglietto solo a ridosso dell’evento. Ecco spiegato il motivo della duplice ma ordinatissima fila che spesso si crea all’esterno della modernissima facciata principale del palazzo che, benché gestita in maniera professionale dall’organizzazione, potrebbe essere più comoda e filante. Da rivedere, infatti, le procedure d’afflusso (sobri ed educati, tuttavia, i controlli) e, soprattutto, di deflusso in caso di malaugurate e non auspicabili necessità improvvise, poiché le zone di accesso sono costituite da semplici e angusti corridoi da auditorium, troppo facili all’ingolfamento. Biglietterie, zona merchandising e guardaroba sono esterni all’arena vera e propria che, di colpo, oltrepassata una semplice porta, da un ambiente freddo e moderno ti proietta in un mondo fatto di tradizione, suggestione e anche un pizzico di oscuro fascino. Come anticipato, sembra davvero un circo in muratura: pianta circolare e palco frontale agli ingressi con platea riservata ai posti in piedi, ma suscettibile di modifiche in base alla tipologia di eventi come tavolini o pedane in caso di eventi più mondani e legati alla moda. La platea, come detto, è comunque piuttosto vasta e ‘faticosa’ soprattutto in occasione dei concerti più affollati e, a parte le pareti posteriori, per appoggiare la schiena non rimangono altro che le sedici colonne portanti che, comunque, non pregiudicano la visuale. La cupola lignea è davvero splendida, mentre la pur ridotta galleria con le poltroncine è piuttosto lontana dal palco, eccetto le prosecuzioni laterali (termine non corretto, visto che si tratta comunque di una sezione circolare…) che tuttavia si esauriscono a bordo stage in zone vip con tavolini e sgabelli. Entrambi i settori godono di numerose zone bar dai prezzi curiosamente bassi, mentre l’acustica è eccellente ma, ovviamente, in alcune zone di piccionaia non altezza di quelle inferiori. Da non fumatore, mi è stato anche segnalato uno spazio ad hoc per i tabagisti. Io ho sperimentato la struttura per un’affollata serata di fine ottobre con Jason Isbell (ex leader dei Drive By-Truckers) and the 400 Unit con Tift Merritt quale opening act: un afflusso che mi ha sorpreso e un’apertura davvero impensabili per il panorama italiano. Ho dunque testato il Roundhouse in una situazione quasi limite con grande soddisfazione sotto ogni profilo. Del resto, non è certo stato un caso se lo stesso Sir Paul McCartney ha scelto proprio il suo palco per una recente ospitata storica al fianco di Little Steven & the Disciples of Soul.
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Data dell'esperienza: ottobre 2017
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RobertoPE5 ha scritto una recensione a nov 2017
San Benedetto Del Tronto, Italia202 contributi64 voti utili
Sala da concerto che da una 50ina d'anni ospita il meglio della musica e del teatro. L'interno a pianta circolare è affascinante. La platea prevede solo posti in piedi ed è sovrastata dalla balconata con le poltrone. L'acustica è perfetta. Si raggiunge comodamente con la linea della metro Northern fermata Chalk Farm Station.
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Data dell'esperienza: novembre 2017
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Challystall ha scritto una recensione a mar 2017
Provincia di Mantova, Italia99 contributi45 voti utili
Atmosfera particolare in questo storico luogo in occasione dello show della southern rock band americana Blackberry Smoke. Organizzazione eccellente, bello e particolare l'interno, a pianta circolare il parterre, posti a sedere attorno in alto. Acustica magnifica.
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Data dell'esperienza: marzo 2017
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cormaberetti ha scritto una recensione a mar 2017
Provincia di Bologna, Italia177 contributi102 voti utili
Con la trasformazione da vecchio edificio industriale a teatro per arte e musica ,Londra ha creato nel 1964 un vero e proprio simbolo di cultura per l'intera citta'. La Roundhouse (che ha riaperto i battenti dopo una chiusura per mancanza di fondi) ha una storia leggendaria per tutti i grandi artisti ospitati, e continua ad avere un ottimo programma di concerti ed eventi anche ai giorni nostri. Per il recentissimo concerto di Marc Almond, in occasione del suo Hits and Pieces, ho avuto modo di incontrare una persona dalla Svizzera venuta esclusivamente per vedere il locale (e pensare che io ero venuto dall'Italia solo per Marc !), cosa che mi conferma la fama internazionale della struttura dal punto di vista del recupero industriale . Il locale ha pianta circolare su due livelli, uno al piano del palcoscenico, e uno sopraelevato con seggiole. E' possibile trovare bar ad entrambi i livelli. Un'enorme cupola sovrasta l'intero teatro, dando una sensazione di grande spazio e ariosita'. Qualche decoro kitch (ad esempio l'enorme palla a specchi anni 70) si potrebbe evitare,cosi' come migliorabile il guardaroba che crea file interminabili, ma la sala e' piena di atmosfera e l'acustica ottima (almeno per la zona unseated) . Il concerto di Marc ? Grandioso, as usual
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Data dell'esperienza: marzo 2017
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MarkZ ha scritto una recensione a mar 2017
Lugano, Svizzera153 contributi88 voti utili
Splendida sala da concerti, con ottima programmazione. È caratterizzata da un'arcata che divide in due la zona per i posti in piedi. Nei posti a sedere però, perlomeno per i concerti rock, l'acustica non è sempre il massimo. Se siete fumatori, mi raccomando, non uscite dallo stabile durante la pausa. Rischiate di non poter più rientrare (c'è una zona fumatori all'interno).
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Data dell'esperienza: marzo 2017
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Domande frequenti su Roundhouse