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“salita alla cupola” 4 su 5 stelle
Recensione di Duomo - Cattedrale di Santa Maria dei Fiore

Duomo - Cattedrale di Santa Maria dei Fiore
Via della Canonica, 1 | Piazza del Duomo, 50122 Firenze, Italia
+39 055 2302885
Sito web
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Al n.13 in classifica su 211 Attrazioni a Firenze
Tipo: Edifici architettonici, Siti religiosi, Culturale
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Dettagli sull'attrazione
Tariffa: No
Durata consigliata per la visita: Meno di 1 ora
Venezia, Italia
Recensore super
50 recensioni 50 recensioni
12 recensioni per questa attrazione
Recensioni in 28 città Recensioni in 28 città
16 voti utili 16 voti utili
“salita alla cupola”
4 su 5 stelle Recensito il 1 luglio 2012

Il duomo sinceramente è da visitare tutto, ma consiglierei se è una bella giornata di non perdere la salita alla cupola la fatica della saluti è sicuramente ripagata dalla visita alla parte pittorica interna ed al panorama che si gode dalla cima che si raggiunge nell'ultimo tratto superando rampe di scalini in pertugi angusti.

Visitato a Giugno 2012
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6.441 recensioni dei viaggiatori

Valutazione dei visitatori
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Genova, Liguria, Italy
Recensore esperto
27 recensioni 27 recensioni
9 recensioni per questa attrazione
Recensioni in 7 città Recensioni in 7 città
11 voti utili 11 voti utili
“un gioiello di Firenze”
5 su 5 stelle Recensito il 28 giugno 2012

Pro
si erge gigantesca e stupenda e fa capire quanto l'uomo sia piccolo ed insignificante, ma allo stesso tempo e uno dei più brillanti esempi dell'ingegno umano; l'interno stupendo e molto ben tenuto e curato. Una delle mete di Firenze che non possono essere tralasciate.
Contro
1)Le guardie poste all'entrata si sono dimostrate molto scortesi e poco collaborative: avevamo acquistato un biglietto cumulativo (torre+cripta+ battistero), non sapevamo in che maniera utilizzarlo o quali entrate utilizzare e siamo stati straccionati da queste esimie guardie dopo aver educatamente domandato informazioni.
2)Il biglietto è costoso (ma il costo in sè è ragionevole), senonchè è MALE indicato a cosa si può accedere con certe opzioni dei biglietti. Come risultato io e la mia ragazza siamo stati costretti a pagare 15euro per vedere campanile, battistero e cripta quando miravamo alla cupola che non era compresa (indubbiamente nel male non è stata una sfortuna, però avrei avuto piacere di poter scegliere cosa visitare)
3) piano di sicurezza latente:nella zona della cripta, sottostante alla pavimentazione della chiesa si trova la cripta la quale non ha lo spazio d'aria canonico; come se non bastasse in alcuni punti (per ostacoli architettonici aggiunti nella fase di ristrutturazione) un uomo alto 1,80m non riesce a camminare in maniera eretta; anzi io stesso ho preso una sonora craniata.
Cosa DAVVERO simbolo di incompetenza, l'area eccessivamente bassa NON era minimamente segnalata.
In conclusione
Bisogna andare a visitarla almeno una volta nella vita nonostante i disservizi di personale e strutture sopracitate

Visitato a Giugno 2012
Questa recensione è stata utile? 1
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Firenze, Italia
Recensore super
60 recensioni 60 recensioni
52 recensioni per questa attrazione
Recensioni in 18 città Recensioni in 18 città
202 voti utili 202 voti utili
“stupendo dentro e fuori, sopra, ma anche sotto !”
5 su 5 stelle Recensito il 24 giugno 2012

Santa Maria del Fiore, Duomo di Firenze,
recensione del 24 Giugno 2012 Domenica Festa di San Giovanni, Patrono di Firenze
L'ho visitata tante di quelle volte che ho perso il conto, certamente vi sono entrato almeno cinque volte all'anno il che vorrebbe dire circa 300 volte... ma forse di più!
Ovviamente sono di Firenze e sono di parte, ma questo fatto di fronte a così tanta bellezza perde veramente d'importanza, è molto importante invece, il poter iniziare a visitarne le origini partendo dalle fondamenta tra le quali è stata ritrovata la chiesa di Santa Reparata da tempo visitabile.
All'inizio del quinto secolo le orde degli Ostrogoti invasero la piana fiorentina, ma furono respinti si dice che esistesse già in quel luogo una chiesa dedicata a San Salvatore e che alla Chiesa fu solo cambiato nome a motivo del fatto che gli Ostrogoti se ne andarono definitivamente nel giorno di Santa Reparata .
Siamo agli albori del Cristianesimo, probabilmente i nonni di chi costruì quella Chiesa ebbero a conoscere San Pietro o qualcuno a lui molto vicino comunque ne avevano notizie dirette .
Da queste origini paleocristiane un lento progredire ha portato in tanti secoli al risultato che oggi tutti vediamo .
Ritornando al piano dell'attuale Basilica le cose da fare sono tre , fare un giro intorno all'altare maggiore ed ammirare la cupola del Brunelleschi da sotto, con una buona guida in mano e questa è visita la più semplice.
Se ve la sentite di fare un po’ di scalini allora potete decidere di salire sulla balaustra che gira tutto intorno alla Basilica entrando anche dentro la Chiesa passando dietro alla facciata, sopra le porte, è incredibilmente bello, ma se uno soffre di vertigini deve sapere che ci sono dei passaggi stretti e parapetti bassi, non è pericoloso, ma è bene essere certi di poter compiere il percorso che non è possibile fruire senza la guida che ha le chiavi delle porte d'accesso
La terza opzione dall’interno della Basilica è quella di salire sulla Cupola del Brunelleschi ci vogliono le gambe buone perché i gradini sono tanti, chi li ha contati dice che siano 451, io vi do il dato per buono, ma non li ho mai contati.
Questa cupola fu realizzata dal Brunelleschi tra il 1420 ed il 1434 con una tecnica innovativa, infatti fu la prima cupola ad essere costruita senza impalcature o con riempimento e poi lo svuotamento di terra del vuoto interno come facevano prima della sua costruzione. Una pietra miliare nella costruzione delle grandi cupole. Siamo già ad oltre mille anni di distanza da quella Chiesa dedicata a Santa Reparata che abbiamo visto giù nelle fondamenta sotto agli intarsi del pavimento.
La tecnica fu quella di costruire due cupole una interna ed una esterna collegate tra loro e posizionando i mattoni a spina di pesce, cioè legandoli in modo particolare, inoltre il Brunelleschi aveva previsto che la forma dei mattoni cambiasse a secondo della loro posizione ed a secondo della loro altezza dal suolo, al termine fu edificata la “lanterna” che col suo peso fornisce la spinta necessaria a che tutto stia collegato insieme.
Quando poi si dice “la ciliegina sulla torta !” in cima alla punta della lanterna fu posizionata una enorme palla di rame dorato, ma non subito! Si dovette attendere il 1472, altri 4 decenni dalla fine della cupola, prima che il Verrocchio avesse la possibilità di posizionarla maestosa e lucente visibilissima da tutta Firenze e dalle città vicine.
A Firenze le cose ci vuol tempo per farle, ma quando le si fanno sono eccezionali e così è anche per gli eventi atmosferici … calma piatta per anni ed anni ma poi avviene quello che avvenne la notte del 17 gennaio del 1600 , quella sfera dorata era illuminata a giorno, ma non certo dalle cellule fotoelettriche! Erano fulmini che si susseguivano rincorrendosi l’un l’altro ed intrecciandosi tra loro come in una danza di vibranti enormi serpenti e draghi che non si davano tregua in una lotta feroce di saette che avvolgevano la povera sfera squassata da tutti i lati vibrava paurosamente, pioveva a dirotto tal che non si vedeva nulla e nessuno quella notte avrebbe potuto essere in strada, tantomeno nel mezzo della Piazza e fu una gran fortuna che non ci fosse nessuno in giro , perché quella palla si staccò dal suo ancoraggio e con un gran balzo rovinò a terra da quella vertiginosa altezza. Non vi furono danni a persone e cose e neppure la cupola fu danneggiata.
Non è un episodio ricordato, quasi tenuto nascosto, perché all’epoca dicevano che ai fiorentini quando piove gli cadono le … , ed allora nel punto in cui la sfera cadde sul selciato, fu posto un tondo di marmo bianco senza alcuna scritta , comunque voi che leggete ora lo sapete ! Quando girerete intorno al Duomo per recarvi a quei meravigliosi musei che si chiamano Bargello e Museo dell’Opera del Duomo giunti proprio dietro l’abside del Duomo cercate il tondo in mezzo alla piazza e trovatolo, guardando in alto, vi do il permesso di fare il gesto dell’ombrello in direzione della sfera lucente , ma poi scansatevi subito perché è vendicativa !
Quella fera dorata del 1472 caduta nel 1600 fu rottamata ed al suo posto collocata una nuova, qualsiasi persona di buon senso potrebbe pensare, ed invece fu pazientemente riparata rifatta tonda levigata lucida e dorata e poi rimessa al suo posto nel 1602 e così quella che vediamo è proprio quella originale, malgrado i fulmini !
Ma c’è un altro aneddoto da raccontare ed è quello del decoro del tamburo esterno alla base della cupola, quel tamburo lo vediamo ancora spoglio e non è detto che un giorno sarà terminato, ma per il momento siamo ancora in alto mare e non se ne parla nemmeno.
Il fatto andò così: era il 1506 e fu deciso di affidare i lavori di rifinitura ad uno dei tre artisti che in quel tempo erano i responsabili dell’Opera del Duomo, si trattava di personaggi illustri: Giuliano da Sangallo, Simone Pollaiolo e Baccio D’Agnolo e proprio a quest’ultimo fu dato questo gravoso incarico.
Come sempre e da sempre e come oggi a Firenze le polemiche si sprecavano, a chi piaceva il lavoro iniziato ed a chi no … un chiacchiericcio che non vi dico! Era per questo motivo che di solito le opere in esecuzione venivano di solito celate al pubblico, errore fu quello di lavorare pubblicamente.
Baccio d’Agnolo, terminata la rifinitura del primo degli otto spicchi del tamburo della cupola decise di sospendere i lavori e di chiedere il giudizio del popolo, discussioni a non finire che vi lascio immaginare, si dava il caso che tornava a Firenze il grande maestro indiscusso del rinascimento, Michelangelo Buonarroti tornava a casa sua; anche in questo caso, non riuscendo a mettersi d’accordo, cosa fecero? Si affidarono al “tecnico dei tecnici” il quale si mise a sedere davanti all’opera, poi camminò avanti e indietro rigirando l’indice nella sua folta barba grigia, ogni tanto borbottava qualcosa ed il codazzo di gente che lo seguiva mormorava , si fermava e ripartiva, poi si fermò si girò e disse : “ mi pare una gabbia per grilli !” bisogna esser fiorentini per capire cosa voglia dire questa espressione … non c’è dubbio che per un’artista sia altamente offensiva .
Una gabbia per grilli a Firenze è una cosa da poco una gabbiettina piccola ed adatta a contenere un grillo fatta di legnetti e stecchini e fil di ferro, ma assai elaborata nelle forme e nei colori, sarebbe come se ora uno al progettista del “Frecciarossa” fosse stato detto : mi sembra un “carretto siciliano” senza offesa per il carretto siciliano la differenza è notevole.
Il buon Baccio d’Agnolo (Bartolomeo d'Agnolo Baglioni) fiorentino nato a Firenze, vissuto a Firenze ed a Firenze morto, dunque permalosissimo, se la legò al dito e non volle riprendere i lavori in nessun modo, non solo! Per paura del giudizio negativo del gran tecnico o di sollevare altre polemiche popolari NESSUNO si è mai più cimentato nell’opera di decorazione del tamburo e così per 7/8 è rimasto tutt’ora incompiuto
Se il tecnico avesse detto “mi piace” ora avremmo avuto un opera completata e molti, per non dire tutti quelli che passano da li si domandano il perché, chi ha avuto la pazienza di leggere fino a questa riga, ora lo sa
Stefano da Firenze

Visitato a Maggio 2012
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Roma, Italia
Recensore esperto
45 recensioni 45 recensioni
14 recensioni per questa attrazione
Recensioni in 15 città Recensioni in 15 città
89 voti utili 89 voti utili
“Bella”
4 su 5 stelle Recensito il 19 giugno 2012

Una delle chiese piu belle d'Italia forse,l'edificio si è mantenuto bene col passare del tempo e anche gli affreschi all'interno sono davvero suggestici

Visitato a Agosto 2011
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Napoli, Italia
Recensore
19 recensioni 19 recensioni
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Recensioni in 10 città Recensioni in 10 città
8 voti utili 8 voti utili
“bello”
3 su 5 stelle Recensito il 18 giugno 2012

ho anche trovato la guida gratis del sito molto esperta e disponibile

Visitato a Marzo 2012
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