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antimalarica si o no

Torbole
post: 47
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antimalarica si o no

Ciao a tutti,

a dicembre sarò in Kenia per 2 settimane. L'intenzione è quella di stare sulla costa ma visitare anche qualche città /riserva all'interno del paese. Fare qualche gg di safari e forse salire il kilimangiaro.

Non vorrei fare l'antimalarica perchè mi hanno detto che potrebbe ifluire su una futura gravidanza. E' vero? cosa mi consigliate? farla o no per qs tipo di viaggio?

grazie

66 risposte su questo argomento
Siena, Italia
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di Granada, Andalusia, Siena, Turismo sostenibile
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1. Re: antimalarica si o no

ciao TaveTorbole ,

ti consiglio di dare un occhio a queste discussioni già aperte , troverai altre opinioni di viaggiatori .... :

tripadvisor.it/ShowTopic-g1-i11064-k2596732-…

tripadvisor.it/ShowTopic-g479206-i13048-k374…

é vero che dopo aver fatto una profilassi di questo genere o vaccinazioni c'è un periodo , che mi pare vada dai 3 ai 6 mesi (di preciso purtroppo nn so dirti, ma chiedi al tuo medico magari che sicruamente saprà risponderti!) , dove nel caso si inizi una gravidanza potrebbe avere diversi rischi.

Il mio consiglio personale è quello di parlare con il tuo medico di fiducia che conosce la tua particolare situazione ..... e poi adottare misure precauzionali e preventive (repellenti , abiti chiari e lunghi , vitamine ... etc etc ... )

buon viaggio!

Torbole
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2. Re: antimalarica si o no

grazie

gili trawalgan
post: 7
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3. Re: antimalarica si o no

ciao io sono già stata in kenya per ben due volte una 15 gg e la seconda per 20 gg un pò di anni fa...e a settembre ci ritorno e ti dirò che ho fatto tutti i vaccini possibili febbre gialla,antidifterica,antitetanica,antiepatite a,antitifica e antimalarica(Lariam) e naturalmente mi sono portata gli spray per gli insetti.Comunque ero più tranquilla,era il periodo abbastanza secco (marzo) però hopreferito così:Alcuni vaccini hanno valenza di 10 anni e li ho sfruttati anche per altri viaggi...ora dovrò ripetere quello della febbre gialla perchè mi è scaduto.

Siena, Italia
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di Granada, Andalusia, Siena, Turismo sostenibile
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4. Re: antimalarica si o no

ricordo solo che i vaccini a cui ti riferisci (cinzia) :Antitetanica, Antidifterica , Epatite A e B .. sono vaccini utili e in parte obbligatori anche in Italia .

La Febbre Gialla come hai detto copre x 10 anni.

Ma l' Antimalarica NON è un Vaccino , ma solo una PROFILASSI , ovvero non copre e non garantisce il non contagio, ma solo x meno del 30%.

gili trawalgan
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5. Re: antimalarica si o no

si è vero...già che mi hai risposto ti faccio una domanda....con quale tour operator posso andare per spendere il meno possibile ...per 15 gg a settembre all inclusive....sono lievitati i prezzi da QUANDO SONO ANDATA IO

Siena, Italia
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di Granada, Andalusia, Siena, Turismo sostenibile
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6. Re: antimalarica si o no

mi spiace , ma su questo non so aiutarti, ti cosniglio di fare un giretto sul forum, sugli argomenti già aperti e vedrai che trovi qualcosa di utile .....

io l'unica cosa che posso consigliarti, è un'agenzia con cui sono partita altre volte x altre mete e mi sono trovata molto bene : www.caesartour.com , spesso ha degli ottimi prezzi sui last minute (che ultimamente sono sempre meno last minute .... ) e anche sui last second.

Torbole
post: 47
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7. Re: antimalarica si o no

mi hanno detto che il malarone compre il 99% dei rischi di contrarre la malaria

Watamu, Kenya
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di Kenya, Cerco compagni di viaggio, Malindi, Diani Beach, Mombasa, Watamu, Nairobi
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8. Re: antimalarica si o no

ciao,

concordo pienamente con quanto scritto da Fladg !!

Le varie vaccinazioni fatte da Cinzia, non sono richieste per il Kenya, ma farle sicuramente serve anche qui da noi !! vedi tetano, epatite A+B, antidifterica...

Febbra gialla...se non più che necessaria non la farei

Malaria: è una PROFILASSI non un vaccino quindi non ha copertura totale.

@tavetorbole: non è assolutamente così !! Lariam, più pesante a livello gastrico e psicologico. Malarono più pesante a livello epatico. Però per entrambi la copertura non supera il 60%...

cris

Piombino
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di Kenya, Zanzibar
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9. Re: antimalarica si o no

Salve a tutti della malaria e relativa profilassi si è parlato molto, concordo con quanto detto da mascris e fladg, è profilassi e te lo dice 1 che

ha avuto la malaria ospite per 2 volte, con e senza profilassi ( ed è meglio senza ).

Modificato: 13 giugno 2011, 17:23
malindi
post: 2.890
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10. Re: antimalarica si o no

Ciao....vivo a Malindi e quindi mi tengo ben informata sul discorso Malaria..in quanto siete in tanti a scrivermi anche in privato per chiedermi in proposito cosa ne penso. Eccoti allora quanto da me pubblicato perche' trovato su un sito famoso qui da noi residenti ....e che ci segue passo dopo passo ogni giorno.

E' una lunga discussione ma vale la pena leggerla....

Tratto da www.malindikenya.net

 

LA MALARIA

COSE DA SAPERE E INFORMAZIONI CORRETTE

Per molti di coloro che si apprestano a leggere, le informazioni che daremo sulla malaria saranno cose risapute, ma sono tanti i lettori che si approcciano al nostro portale senza una conoscenza approfondita di uno dei problemi del Kenya che vanno trattati con la dovuta cautela ma che spesso diventano materia per leggende, dicerie e inesattezze, alimentate dalla superficialità di tanti medici generici italiani e dalla malafede di alcuni luminari al soldo di alcune case farmaceutiche (due in particolare).

Quindi tanto vale cominciare dall'inizio: La malaria si prende dalla puntura (e non dal "morso" come ancora trovate scritto su alcuni siti e blog che regolarmente vengono spulciati e copiaincollati da altrettanti pseudo-giornalisti ignoranti) della zanzara anofele, che inietta il protozoo parassita "plasmodium falciparum". Non si tratta di un virus! Non si attacca da persona a persona o attraverso sangue o saliva! Oppure, come suggerisce l'estensore idiota di un sito di viaggi "perchè non si lavano bene la frutta o le mani". La zanzara anofele, e solo la femmina, deve pungere proprio te.

La malaria sta in incubazione solitamente una decina di giorni, in rari casi una settimana, più spesso fino a quindici giorni. Ci sono turisti, appena arrivati nei villaggi turistici, che sono convinti di aver preso la malaria dopo qualche ora. Non è possibile.

MA LA BALLA PIU' GROSSA RIGUARDO ALLA MALARIA è costituita dalla PROFILASSI.

I medici italiani, i siti governativi, addirittura i tour operator più importanti, consigliano per la malaria di fare una cura preventiva, che potrebbe venire buona nel caso uno dovesse contrarre l'infezione. Date le probabilità che ci sono, specie durante una vacanza breve sulla costa keniota, di prendere la malaria, sarebbe come fare una cura preventiva per non prendere il glaucoma e una per non contrarre il colera.

Oltretutto la profilassi è dannosa, per il fegato e per i tanti effetti collaterali causati ad esempio dall'utilizzo contemporaneo di altre medicine. Quando si parla di "copertura del 75% dalla malaria" non si tratta d'immunizzazione, ma di semplici supposizioni mai confutate realmente.

Da qualche anno a questa parte, come se non bastasse, esistono medicine SICURE AL CENTO PER CENTO che agiscono come normali antibiotici una volta che la malaria dovesse sopraggiungere. Ovviamente in Italia non sono venduti e in Kenya costano un quinto delle medicine profilattiche, come il Malarone della Glaxo.

I farmacisti locali vendono insieme anche il "kit" per farsi da soli il vetrino e una combinazione di due farmaci, per debellarla completamente, nel remoto caso che la prendiate.

La sostanza base è l'artemisina, che è in grado non solo di curare efficacemente la malaria, ma anche di sterilizzare le zanzare anofele, che così non si possono riprodurre. In questo modo, in pochi anni, la malaria in Kenya è calata del 46% e dati non ancora ufficiali del 2010 parlano addirittura del 60%.

I farmaci più importanti a base di artemisina sono prodotti in Cina, e le multinazionali che speculano sulla nostra salute sembrano non apprezzare...

I più importanti medici che operano in Africa da anni si esprimono positivamente sulle combinazioni di farmaci a base di artemisina e chinino e dichiarano che la profilassi è da evitare assolutamente. Quindi non fate la profilassi per venire in Kenya, ma prima di tornare a casa acquistate un kit combinato, che ha solitamente scadenze lunghe.

QUANDO LO CAPIRANNO ANCHE IN ITALIA?

Alleghiamo articoli e interviste tratte dall'archivio di malindikenya.net e una anche dall'archivio del Corriere della Sera.

 

Perchè la profilassi antimalarica diventa inutile.

La cura preventiva per la malaria, per i turisti che frequentano il Kenya, è ormai superata. Le importanti conquiste scientifiche che il Kenya per primo ha sperimentato, più di dieci anni fa, stanno dando i loro frutti con numeri che premiano la costanza della sanità nazionale e la spinta decisiva dei ricercatori e di luminari come l'italiano Mauro Saio, da più di vent'anni impegnato su questo fronte. "Ormai non soltanto è più dannosa, ma anche meno sicura delle nuove medicine che si prendono solo nel caso la malaria sopraggiunga - spiega Saio - il combination treatment, in dotazione presso tutte le farmacie keniote, è sicuro e per chi non vive vicino a una struttura sanitaria che possa verificare l'esistenza della malaria, è possibile anche dotarsi di un test per controllarla da sè. Come per il test di gravidanza, c'è un metodo efficace che sostituisce il vetrino". Il dottor Saio quindi si sente di consigliare a chiunque si voglia recare in Kenya, di evitare la profilassi antimalarica che, oltre a garantire una copertura parziale dal virus, non fa bene al fegato ed è meno economico delle medicine che si vendonmo in Kenya. Si fa fatica, per abitudine, a pensare che uno stato africano sia dotato di medicinali migliori di quelli che si possono trovare in Italia, ma in realtà essendo quella contro la malaria una delle principali battaglie condotte negli ultimi dieci anni dai medici di Nairobi, il Kenya oggi si può dire all'avanguardia nel mondo, grazie alla combinazione di farmaci tradizionali e altri (quelli contenenti artemisina) che hanno la doppia azione di debellare la malattia e bloccare la diffusione del virus, sterilizzando le zanzare anofele ed impedendo così la loro riproduzione. Quindi niente profilassi e, una volta giunti in Kenya, recarsi in una farmacia ed acquistare il kit per la malaria. Con una spesa di dieci euro e con una durata media di cinque anni, prima della scadenza. Ottimo da tenere in Italia per chi vuole tornare o da passare ad altre persone che intendono recarvisi in futuro.MALINDIKENYA.NET

Malaria in calo del 60% in Kenya, a Malindi è quasi sparita

I dati del Governo parlano di un calo del 42%, ma sulla costa del Kenya si arriva anche al 60%. La malaria sta scomparendo velocemente dal Paese e i numeri, mese per mese, lo confermano. La notizia è di quelle splendide soprattutto per la popolazione locale che fino a qualche anno fa nè è stata vittima, anche per via della scarsa informazione, delle cure a cui non tutti potevano accedere ed altre motivazione dovute a noncuranza e poca attenzione da parte dello Stato. Ma è un'ottima notizia anche per i turisti che da sempre nutrono qualche timore nei confronti della febbre tropicale e si attrezzano di conseguenza, spesso esagerando con cure preventive o precauzioni. Importanti, a tal proposito, sono le statistiche elaborate dall'Ufficio Sanitario di Malindi. Nei test effettuati su soggetti a rischio, ad esempio, si è passati da una media del 7% di affetti da malaria cronica, del gennaio 2007, al 3% dello stesso mese del 2008 e si calcola che in questi mesi la percentuale si sia ulteriormente ridotta. "Molti elementi concorrono a questi risultati - spiega Dickson Mugaza, responsabile sanitario di Malindi - innanzitutto la lenta scomparsa della zanzara anofele, per diversi motivi, poi l'accessibilità delle cure a tutti, con molti medicinali in distribuzione gratuita e anche la dotazione di zanzariere anche alla classe meno abbiente". Ma i numeri sono confortanti non soltanto per quanto riguarda la cura della malaria nei confronti dei kenioti, ma anche per i residenti italiani e i turisti. La possibilità di prendere la febbre tropicale è diminuita vertiginosamente, Nel 2007 i casi segnalati su 90.000 turisti italiani arrivati sulla costa keniota sono stati 14, ovvero lo 0,0003%. Roba da Superenalotto.In pochi anni il Kenya è diventato uno dei Paesi più sicuri dell'Africa in tal senso. Il merito è in parte italiano. Mauro Saio, primario del reparto di malattie infettive del Nairobi Hospital, ha fatto parte del team che nel 1996 ha rivoluzionato le cure per la malaria in Kenya, portando il Paese ad essere il primo tra quelli in cui il problema esiste, ad introdurre l'artemisina nei medicinali antimalaria. "Abbiamo sperimentato questo metodo per primi nel mondo - spiega Saio - grazie alla collaborazione con i ricercatori cinesi, che per primi hanno messo in atto questa nuova cura. L'artemisina agisce direttamente sui gametociti della malaria, rendendo di fatto sterili le zanzare anofele che pungono l'uomo, in modo da impedire loro di riprodursi. Questo è il motivo principale della quasi estinzione della specie". Parallelamente sono state messe in commercio altre medicine "del giorno dopo" veramente efficaci, come il Coartem. "In Kenya ormai da qualche anno si trova il cosiddetto Combination Treatment - illustra il medico italiano - che cura la malaria e allo stesso tempo ne previene il ritorno. In più il Governo si è attivato per ridurre i costi dei medicinali, in modo da poter garantirne l'accesso anche alle classi più povere. E' stata anche bloccata la vendita in composizione singola, perchè è proprio la combinazione di cure e la sua completezza a creare i presupposti per debellare la malaria. Ora il Kenya è all'avanguardia in Africa, da questo punto di vista". Se è vero che oggi nessuna vaccinazione viene richiesta a chi entra in territorio keniano, è altrettanto vero che risulta antiquato parlare di profilassi antimalarica, di fronte a una così scarsa probabilità di prenderla.

MALINDIKENYA.NET

 

MALATTIE TROPICALI IL RIMEDIO È USATO IN CINA DA 3000 ANNI

La cura verde contro la malaria.

Dall' artemisia un derivato efficace, nell' esperienza di un medico italiano

 

DAL NOSTRO INVIATO A NAIROBI - «Profilassi farmacologica contro la malaria? No grazie. Oggi la malaria si cura ai primi sintomi. I farmaci che si usano per la prevenzione costano cari e hanno effetti collaterali. Meglio l' artemisimina, un principio attivo contenuto nella pianta di artemisia». Chi parla così sicuro è Mauro Saio, un medico italiano che da venticinque lavora in Kenya e da una ventina al Nairobi Hospital. La sua specialità è studiare e curare la malaria, una malattia che ogni anno provoca da un milione a tre milioni di morti, a seconda delle stime. Secondo l' Organizzazione Mondiale della Sanità le persone colpite ogni anno dalla malaria della quale è responsabile un parassita, il Plasmodio, trasmesso con la puntura delle zanzare anofele, sono 300 milioni in tutto il mondo. Parassita insidiosissimo: muta geneticamente con grande rapidità e si trasforma in modo tale da sviluppare una pronta resistenza ai farmaci. «Ecco perché il vecchio chinino, utilissimo cent' anni fa, - spiega Saio - ora non serve più. La sua efficacia è scesa fino a diventare quasi zero. Così è accaduto per l' Halofantrina, che si usava a piene mani una quindicina d' anni fa. In quel periodo si è capito che si dovevano associare due farmaci diversi, in modo da ridurre l' insorgenza della resistenza. La terapia con chinino, mano a mano che il plasmodium diventa resistente, veniva accompagnata con somministrazione di antibiotici: in un primo tempo si usava la tetraciclina, ora la doxiciclina». «All' inizio degli anni Novanta - racconta ancora il medico italiano - ho invitato in Kenya il professor Lee perché presentasse un nuovo principio attivo in uso nel suo Paese, la Cina, da almeno 3000 anni: l' artemisimina, composto idrosolubile quindi facilmente assorbibile dall' organismo. Usata in Kenya l' artemisimina non solo funzionava alla perfezione ma uccidendo il parassita rendendolo anche sterile, riduceva la trasmissione. In particolare dava risultati ottimi contro il Plasmodium falciparum, il più pericoloso dei quattro parassiti che provocano la malaria. Quello che quando colpisce quasi sempre, se non curato, uccide e che sviluppa resistenza ai farmaci assai rapidamente. Solo nel ' 98, dopo aver salvato decine di persone con un farmaco fatto con sola artemisia, mi sono accorto dei primi segni di resistenza del parassita. Gli ammalati apparentemente guarivano, ma dopo poche settimane si presentavano in ospedale con una recrudescenza. Per bloccare l' evoluzione ho cercato di associare l' artemisimina con altri farmaci, ma con risultati poco entusiasmanti, anche perché dovevo usare quei medicinali che avevano effetti collaterali importanti. Finalmente è stato messa a punto una specialità che da un lato cura la malaria con l' artemisimina, e dall' altro impedisce che il parassita diventi resistente, con la lumefantrina. È un farmaco eccezionale: entrato in produzione nel 1999 in sette anni non ha perso la sua efficacia». La sua assunzione è semplicissima. In caso si verifichino i sintomi della malaria, febbre alta, mal di testa e spossatezza, dopo il test per verificare la presenza del Plasmodium nel sangue si prendono 4 pastiglie, due volte al giorno, dopo i pasti, per tre giorni. Una bella differenza se si pensa che i farmaci usati per la profilassi vanno presi un paio di settimane prima di arrivare in zona malarica e qualche settimana dopo esserne usciti. «L' unica vera profilassi che si deve applicare è fatta di accorgimenti semplici; - specifica il dottor Saio - coprirsi con maniche lunghe dopo il tramonto, dormire sotto una zanzariera e usare prodotti repellenti agli insetti da applicare sulla pelle». Espedienti ottimi ma che comunque non impediscono del tutto il contagio. Per chi vive in zona endemica, la nuova cura è un toccasana: la profilassi farmacologica scongiurava sì la malaria, ma diventava un peso eccessivo per il fegato, l' organo dove il plasmodium si concentra e si sviluppa. E poi il prezzo, veramente basso, anche se nel Terzo Mondo (data l' estrema povertà delle popolazioni) non si può usare l' espressione "accessibile a tutti". Un ciclo di terapia costa 1,2 euro per un adulto e 80 centesimi per un bambino. «Da quando uso questo farmaco - spigola il dottor Saio ridendo - sono quasi disoccupato. Ho fatto molte ricerche e statistiche e sono convinto che può essere la soluzione per combattere seriamente la malaria. Non è una via semplice, perché i produttori dei vecchi farmaci non intendono togliere dal mercato i loro prodotti. Ma presto dovranno farlo anche perché l' Oms, ormai, ha imboccato anche lei con convinzione la strada dell' artemisimina e l' uso di due farmaci in combinazione». Massimo Alberizzi1-3 milioni La malaria provoca una vera ecatombe, ma un dato preciso non esiste e varia notevolmente a seconda delle stime I decessi ogni anno 300 milioni I colpiti ogni anno Questa la stima dell' Organizzazione mondiale della sanità sui contagiati dal plasmodio della malaria

Alberizzi Massimo

PROFILASSI ANTIMALARICA, PIU' DANNOSA CHE INUTILE IN ITALIA TRA MALAFEDE E IGNORANZA CONTINUANO A CONSIGLIARLA Come spesso accade, ci vogliono avvenimenti tragici e luttuosi per rilanciare campagne contro chi ignora reali pericoli. In questo caso però sembra tutto più assurdo: malindikenya.net con tanti medici locali e residenti, da sempre si batte per convincere turisti, viaggiatori, agenzie, tour operator, Farnesina e Ministero della Sanità che la profilassi antimalarica è inutile e dannosa per l'uomo. Niente. I dottori italiani continuano a lavarsene le mani e consigliano il "malarone" quando non addirittura il Lariam, farmaco ormai desueto in tutto il mondo tranne che in Italia, i cui danni al fegato e le noie all'apparato respiratorio sono noti. Qualche giorno fa a Watamu una turista italiana, una ragazzina di sedici anni è morta per arresto cardiaco e i suoi problemi in vacanza erano iniziati dopo l'assunzione di questo medicinale. Questa mattina l'autopsia sulla giovanissima ragazza cercherà di fare luce sulle cause, ma noi non possiamo seguitare a tacere. La profilassi antimalarica non solo serve a poco, ed è stata palesemente sorpassata da medicinali che agisco solo in caso sopraggiunga la malaria, ma fa male. Ora anche gli stessi kenioti, che non hanno certo (in media) la nostra cultura e il nostro welfare (ma se andiamo avanti così...), possono accedere ai farmaci a base di artemisina, che in Italia non sanno neanche cosa sia. Cosa vogliamo pretendere da un Paese in cui stiamo diventando i peggiori in molti campi: su internet si trovano parecchi siti di operatori turistici che consigliano, come prevenzione contro la malaria, di "lavare bene la frutta e le mani" o di evitare "il contatto con gli indigeni". Altri articoli dicono che la malaria è provocata dal "morso" della zanzara, perchè è risaputo che la anofele ha i denti...i medici spesso consigliano per i viaggi in Kenya di fare la vaccinazione per la febbre gialla (ultimo caso nel 1981, in un luogo in cui non vedono un bianco dai tempi della rivoluzione dei Mau Mau). A voi che leggete il nostro portale chiediamo: fidatevi e spargete il più possibile la notizia, la profilassi è una merda e non ce n'è bisogno. Per evitare di dover pensare che una giovane vita è stata spezzata anche per causa di questo.

Spero di averti dato notizie interessanti. se serve chiedi pure...

Saluti da Malindi

Donamasai

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