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visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

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visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Alcuni utenti mi hanno chiesto se ci sono dei progetti a cui far visita o a cui poter dare contributi durante i viaggi in Nepal.

Premesso che io non ho una gran buona opinione della maggior parte delle organizzazioni che operano in Nepal perché ho visto “alcune di queste molto note” utilizzare i fondi per grosse jeep inutili nei viottoli piccini che portano ai remoti villaggi bisognosi e per avere in affitto sedi di rappresentanza in quartieri chic della capitale e lasciare le briciole a due o tre progetti a beneficio di un numero ristretto di persone.

Vi sono però alcune piccole realtà che secondo me invece meritano almeno una visita e che lavorano sodo:

La Tashi Lama School tashi-welfarecenter.it/TashiWelfarecenter-it…

I progetti della Eco Himal http://www.ecohimal.it/richieste.htm

Quelli della Mandi Namaste Nepal http://mandinamaste.net/progetti/

30 risposte su questo argomento
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1. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Nel mio prossimo viaggio in Nepal visiterò un altro progetto che mi ha un sacco incuriosita e poi il mese prossimo, quando sarò di ritorno, vi racconterò com'è.

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2. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

ecco qui il mio resoconto...

Domenica 17 aprile mi sono svegliata presto per fare una scampagnata che a dire il vero avevo programmato diversamente. Avrei dovuto andarci in auto con Raj, ma ho pensato che alla fine sarebbe stato meglio andarci in pullman e che al massimo avrei accettato la compagnia di Som.

Sono partita dal nuovo bus park di KTM con la modica cifra di 200 rupie su un bus pubblico neanche tanto affollato. In questi giorni c’è carenza di gasolio e le file ai distributori sono chilometriche e intasano ulteriormente le già intasate arterie della capitale tanto che arrivo a Kalanchi dopo circa un’ora e mezza. Vojjjo morììì...qui il traffico è sempre peggio, il gas è sempre peggio e la polvere pure. Dopo circa tre ore di viaggio scendo a Malekhu e mi avvio a piedi verso la vietta interna dove sorge l’Ospedale che ho scorto dal finestrino mentre ero sul bus. Ho saputo che la struttura è stata fatta costruire da una associazione di italiani e voglio dare un’occhiata.

In un villaggio qualche chilometro prima c’è un altro grosso centro ospedaliero, i passanti dicono che funziona a pieno ritmo. Io pensavo che quello di Malekhu fosse l’unico ma non è così.

L’edificio è in buono stato, all’ingresso c’è una sorta di accettazione, con due impiegati che chiacchierano tra loro belli sorridenti. Chiedo loro se posso fare un giretto e non fanno nessuna obiezione. La sala d’attesa è semi vuota. Ci sono si e no 4 o 5 pazienti in attesa di visita. Vedo infatti l’ambulatorio e la sala raggi sulla destra. Io prendo il corridoio di sinistra. Ci sono le toilette, poi c’è una sala presumo per le emergenze, che non sembra venga usata di frequente. C’è un lettino nero, una bombola di ossigeno, un treppiede per la flebo, un tavolo/scaffale con medicine, medicamenti vari. A dire il vero mi sembra un po’ in stato di abbandono, ma non credo sia così, è solo il mio primo impatto nel vedere una struttura sanitaria molto basica, perché essendo basica è facile mantenerla in funzione in modo efficiente. Se ci fossero macchinari troppo sofisticati chi sarebbe in grado di ripararli all’occorrenza qui? Nessuno. Servono poche cose, resistenti e che funzionino. Più avanti c’è una sala degenza vuota, coi letti vuoti. Salgo al piano di sopra ma non entro nelle stanze, sono chiuse. Quando scendo un ragazzo mi chiama e mi invita a entrare nell’ambulatorio. Sono in tre, giovanissimi medici che stanno facendo praticantato qui. Il più vecchio ha almeno 10 anni meno di me...Stanno visitando una donna che ha preso una distorsione alla caviglia portando pesi sulle colline tra le risaie, è scivolata. Le hanno fatto fare una Rx. La guardiamo insieme. Io ho raccontato loro dei miei studi e adesso mi stanno interrogando. Fortunatamente è negativa. Le applicano una pomata tipo ketoprofene e la bendano.

Chiacchieriamo. Gli racconto che anche io ho preso una brutta distorsione un anno e mezzo fa in Chile e che ho ancora gli esiti evidenti all’esame obiettivo perché non avevo potuto ricevere cure prima di dieci giorni. Mi fanno togliere i calzini e mi vogliono vedere. Sono scrupolosi.

Mi spiegano che in questo ospedale il grosso del lavoro è il piccolo ambulatorio dove sono adesso e dove accolgono soprattutto i piccoli incidenti sul lavoro nei campi che per lo più consistono in distorsioni e fratture.

L’ospedale però è anche un centro di First Aid per gli incidenti stradali. La direttiva Kathmandu Pokhara è pericolosa, dissestata e gli incidenti sono frequenti e brutti. Qui danno il primo soccorso, non hanno un presidio chirurgico ma fanno in modo che le persone ferite riescano ad arrivare vive a Kathmandu nei grossi ospedali dove possono essere salvate. Dopo un po’, tra una chiacchiera e un’altra, scopro che qui c’è una degenza e centro aiuto per malati mentali e le loro famiglie, nella zona non c’è niente del genere e questo è un presidio importante.

Mi dicono che l’Ospedale vive di donazioni, e che il primo ministro in persona è un loro sostenitore. La struttura è stata costruita grazie alla collaborazione di una onlus italiana: Gli Amici del Monte Rosa, che tutt’ora continua a sostenere la struttura. Nell’atrio infatti scorgo una foto di uno dei suoi fondatori, Renato Andorno, a cui è stato dedicato l’Ospedale.

Se qualcuno volesse dare sostegno, visitare l’ospedale durante il viaggio, dare una mano, far compagnia ai malati può dare un’occhiata qui:

www.amicidelmonterosa.org

xxx
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3. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

ohi, rongpuk, leggendo quanto hai scritto qui sopra e andando su amicidelmonterosa, ho scoperto di conoscere un medico che opera, nel suo tempo libero proprio in questo ospedale. io l'ho conosciuto qui in Italia quando per un grosso problema al piede ho dovuto fare un ecografia, io ero da poco ritornata dalle mie vacanze in Nepal e abbiamo cominciato a parlare e mi ha raccontato del suo lavoro che quando può svolge in Nepal. a quel tempo ero troppo presa a risolvere il mio problema che non ho dato peso alla cosa. grazie a te mi sono ricordata di questa associazione e chissà, forse quando ritorno in Nepal ad agosto, forse riesco ad andare anch'io a fare visita a questi ammalati....mi piacerebbe tanto

ciao.

Modificato: 16 giugno 2011, 12:55
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4. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Bene Cla. Quando ci vedremo a Bhaktapur parleremo anche di questo.

Un bacione

Rongpuk

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5. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Sta partendo una grand bella iniziativa a opera di un uomo che son certa ha un gran cuore e che andrà a aiutare l'ospedale che ho visistato l'Aprile scorso.

Se volete dare una mano, qui trovate tutto su questo nuovo progetto:

www.7milamiglialontano.com/default.asp…

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6. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Vi lascio un filmato documento sull'esodo dei bimbi tibetani, fatto dalla Tashi School, di cui ho scritto nel testo di questo topic:

www.youtube.com/watch?v=YJYU47WbSWc&sns=fb

varese
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7. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Sono partito il 4 agosto, il mio primo viaggio in solitaria, dopo anni di avventure tra l'Africa e l'Asia. Mi sono lasciato guidare dall'istinto e ho scelto di passare qualche giorno insieme ai bimbi di un orfanotrofio gestito da un lama/monaco buddista dello stupa di Boudhanath. I bimbi sono 14, e l'orfanotrofio è diviso su 2 piani: c'è la zona cucina-mensa e la zona notte al primo piano, e l'area Tv, ospiti volontari e altare buddista al piano superiore.E' stata un'esperienza bellissima, anche perchè i bimbi erano in vacanza ed ho potuto organizzare e sponsorizzare alcune gite tutti insieme. Il lavoro di volontario consiste , quando vanno a scuola, di portarli e andarli a prendere da una scuola a circa 5 min a piedi, e poi di insegnare inglese alla cuoca e alle volontarie nepalesi che vivono coi bimbi, oltre a farli giocare e portarli a spasso qua e la per il Nepal. Il monaco è fantastico e con lui mi son perso tra templi e cittadine, in pieno contatto con i locali. Tornare è stato difficilissimo.

Il sito dell'orfanotrofio è www.nifon.org.np .

Chi volesse maggiori dettagli scriva pure!

Un abbraccio

Mr Raffa

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8. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Grazie Raffa per il tuo contributo ;-)

tornerai ancora in nepal?

namaste

varese
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9. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Ho fatto fatica a tornare qui...sarei rimasto la...ma il samsara mi ha richiamato alla base! :-)

Se non ho capito male tu hai vissuto in Nepal, giusto?cosa sai dirmi in merito?

Un abbraccio

Mr raffa e la nostalgia post rientro

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10. Re: visitiamo dei Progetti di aiuto in Nepal

Io vado e vengo da anni. Cosa vuoi sapere di preciso?

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