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L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Milano
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di India
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L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Snoret è un operatore turistico italiano che lavora in India da qualche anno e che quindi ha avuto modo di “vivere” questo paese sotto molteplici aspetti.

Non mi è sembrato vero, quindi, potergli sottoporre alcune domande su quelle che sono state le sue esperienze personali e sulla sua visione della vita e della società indiana.

Questo nella speranza che le sue parole possano richiamare alla mente di quelli che in India ci sono già stati tante magiche sensazioni, oppure contribuire a fare maggiore chiarezza in chi magari in India vorrebbe andarci ed ancora non “osa”.

Insomma vorrei provare a capire qual è, per lui, l’”essenza” dell’India…

Per prima cosa mi piacerebbe sapere, Snoret, come ti sei accostato a questo paese e cosa ti ha fatto decidere di fermarti.

35 risposte su questo argomento
Nuova Delhi, India
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di India, Ladakh
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1. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Innanzitutto ringrazio Giuly ed Alfama per avermi contattato per questa intervista.

Cercherò di fare del mio meglio per aiutare tutti gli amici di Tripadvisor che vorranno cercare di capire un po di più sull’India e sul suo popolo, attraverso un modo di vedere che è certamente soggettivo, ma che proviene da una persona che l’India l’ha conosciuta osservandola da molti punti di vista, con l’occhio di un viaggiatore che ha visitato molti altri paesi e che l’ha scelta come base lavorativa e di vita.

Per cominciare vi racconto un po’ di me: vivo stabilmente in India (per lo più a Delhi) ormai da quasi 3 anni, ma la prima volta che sono atterrato all’aeroporto Indira Gandhi di Delhi era il lontano 1997, con uno zaino in spalla e nient’altro.

Poi si sono susseguiti molti altri viaggi, fino alla decisione di cambiare la mia vita di agente di commercio in Italia e stabilirmi in India.

Perchè l’India? Per vari motivi, alcuni pratici e alcuni “sentimentali”:

- Perchè la conoscevo meglio di altri paesi e mi ha dato subito la sensazione di “sentirmi a casa”, anche se l’ambiente era così straordinariamente diverso da quello in cui vivevo in precedenza!

- Perchè si parla inglese in modo abbastanza diffuso e quindi il primo impatto, quello della lingua, era più facile da superare (anche se poi saper parlare qualche parola di hindi è fondamentale!).

- Perchè è un paese in rapido sviluppo economico e quindi con buone possibilità di un mio inserimento lavorativo. Sono partito da tour operator, ma chissà cosa altro potrei ancora fare…

- Perché è un paese la cui vita non si è ancora omologata ai modelli religiosi, filosofici e culturali di stampo occidentale. In fondo, ai miei occhi, vivere negli Stati Uniti o in Spagna, non è “culturalmente” così diverso che vivere in Italia… Qui invece le differenze sono veramente notevoli!

- Perché credo che in India si “riassuma e accentui”, allo stesso tempo, tutto quello che esiste di positivo e di negativo di tutti gli altri paesi del mondo, quindi, una volta vissuto in India, è poi più facile adattarsi a qualsiasi altra realtà (Italia compresa!).

- Certamente perché ho incontrato belle persone (anche se non solo..), come il mio socio indiano, che mi hanno aiutato in modo disinteressato ad inserirmi e a capire le differenti mentalità e modalità di vita della maggior parte del popolo indiano. Anche se vi assicuro che, per un testardo agente di commercio del nord est come me, non è stato facile (e non lo è ancora..) adattarsi alla mentalità ed ai modi di vivere indiani.

Milano
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2. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Hai parlato del “positivo” e del “negativo” dell’India, quali sono quindi gli aspetti che più ti hanno attratto e che ancora oggi ti affascinano e quelli invece che ti infastidiscono di più?

Nuova Delhi, India
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di India, Ladakh
post: 922
3. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

La cosa che mi ha colpito di più, come penso capiti a qualsiasi turista appena arrivato, è la GENTE: questa moltitudine di persone ed animali che si incontrano e scontrano dappertutto.

È letteralmente impossibile non vedere almeno una persona, a qualsiasi ora del giorno e della notte, anche nella viuzza più stretta e solitaria di Delhi, e nemmeno attraversando chilometri e chilometri di deserto.

C’è sempre un sari colorato, un turbante scintillante, un carretto di bufali, una vacca magrissima, un gregge di caprette belanti con il loro pastore, un cammello che si scansa per far passare un elefante. Tutta questa gente che si inventa ogni giorno un lavoro “impossibile” con “ferri del mestiere” altrettanto improbabili.

Ogni mattina, anche se faccio la stessa strada per andare in ufficio, o la sera quando vado a mangiare nella dhaba nepalese nel mio quartiere popolare, è come andare al cinema: ogni faccia, oggetto, colore che vedi è uno spettacolo che merita di soffermarsi per essere ammirato (ed essere raccontato..)!

Insomma.. INCREDIBLE INDIA!! Non ne sarei MAI assuefatto!

La cosa che mi infastidisce di più, invece, è la corruzione e lo scarso senso civico che è ancora troppo comune in molte persone di un certo ceto medio, burocratico e agiato, rispetto a quelli che hanno poco o niente (che invece sono persone favolose!). Corruzione e scarso senso civico che ostacolano il progresso sociale e ambientale di un Paese che invece ha un urgente bisogno di levarsi di dosso questo stereotipo di paese sottosviluppato e poco efficiente, oltre che di miseria e di sporcizia. Ma su questo ho grande speranza nelle giovani generazioni…

Milano
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di India
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4. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Anche se non sono molti anni che vivi stabilmente in India, che cambiamenti stai notando dal punto di vista sociale, culturale e di vita pratica?

Come sta affrontando l’India la sua corsa verso lo sviluppo economico?

Nuova Delhi, India
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di India, Ladakh
post: 922
5. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

In effetti la mia esperienza diretta non è poi così lunga, ma, anche da discorsi fatti con molta gente del luogo, potrei affermare che anche qui c’è stato un decadimento dei valori di solidarietà e del saper “comunicare” tra le persone, specialmente nelle grandi aree urbane.

Invece dal punto di vista scolastico c’è stata una grande opera di alfabetizzazione ed inoltre rimane viva una grande tolleranza sociale e religiosa rispetto ad una moltitudine di gente cosi eterogenea come in nessuna parte del mondo!

È incredibile pensare che non vi sia mai stata una insurrezione popolare di tipo generale o locale di rilievo (a parte gli scontri con gli indipendentisti del Kashmir e quelli con i ribelli maoisti Naxaliti), considerando le infinite diversità di lingua, religione, casta, ceto sociale, posizione geografica, condizioni climatiche, possibilità economiche, razza, che contraddistinguono le persone che formano questa nazione (bisogna tener conto che in India vi è anche una forte immigrazione da molti paesi sia limitrofi che anche territorialmente lontani).

Se penso che spesso noi in Italia non siamo capaci di convivere nemmeno con il vicino del piano di sopra...

Si stanno tentando di costruire le infrastrutture (strade, aeroporti, linee ferroviarie, metropolitane, citta’, ecc.) che coprano almeno le esigenze più basilari. Ma il Paese è così enorme e con una popolazione sempre più crescente (si stima che diventerà lo stato più popoloso del mondo dopo il 2050, con più di un miliardo e 500 milioni di persone) e con tali e tanti problemi da affrontare che questo progetto si può definire “utopistico” (a differenza della Cina, che in pochi anni ha rivoluzionato il Paese, ma con una impostazione politica e sociale completamente diversa).

La vita pratica, anche se in questi anni si è molto evoluta, in fondo rimane sempre la stessa: l’innovazione (tecnologica, culturale, o di costume) viene fagocitata ed “indianizzata”, per cui è comune vedere (solo per fare qualcuno tra i mille esempi possibili) un generatore eolico di corrente di ultima generazione usato come capanno da un pastore gujarati, oppure un mendicante morire di fame sdraiato alle porte di un internet point, o una baraccopoli ai confini di un prestigioso hotel a 5 stelle.

Certo è che con la rapida (forse troppo) crescita economica del Paese c’è un ceto medio che sta crescendo ed è sempre più ambizioso, ha bisogno di tutto, ed aspira ad un futuro di agiatezza che assomiglia alle favole rappresentate dai film di Bollywood (per fortuna non quelle di Hollywood, a differenza di tutti gli altri paesi emergenti..).

La mia speranza è che l’India riesca a coniugare, in modo democratico, questo sviluppo economico con i loro tradizionali valori di “compassione” e “solidarietà’.

Milano
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di India
post: 1.896
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6. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Con questa tua ultima frase ci hai ricordato l’antichissima storia spirituale dell’India, la patria dei Veda, i più antichi testi sacri della storia dell’Uomo (più di 2000 anni prima di Cristo).

Negli anni 60/70, poi, l’India era la meta di un vero e proprio “turismo spirituale” che aveva attirato molti giovani occidentali.

Dal tuo punto di vista, quanto di questo “spirituale” permea ancora la vita indiana?

Nuova Delhi, India
Esperto locale
di India, Ladakh
post: 922
7. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Beh, prima di tutto, dovremmo chiederci quanto di “spirituale” è rimasto in noi tutti (ex giovani di allora)... o in quel tipo di “turista spirituale” che si avvicina oggi all’India.

Devo dire invece che qui (in India) questa spiritualità (senza virgolette) è ancora molto presente, forse piu’ nella gente comune, che nei santoni di Pushkar, Rishikesh, Mcleod Ganj, Varanasi, Pune, Pondicherry ecc... (salvo alcune eccezioni, ovviamente!).

Il “turista spirituale” spesso non ha il tempo e l’opportunità di frequentare la gente comune, ma è invece attratto solo dalla figura del maestro yoga o dai guru di alcuni centri famosi dell’India e purtroppo si perde il meglio.

Vi faccio solo due esempi di vita quotidiana: OGNI mattina aprendo la finestra di casa mia (abito in un quartiere popolare di Delhi) vedo in quasi tutte le terrazze attorno la celebrazione di una “puja” di ringraziamento al sole che nasce, al nuovo giorno che Dio ci ha donato.

Secondo esempio: al primo acquazzone di luglio, vedevo ogni anno molta gente (anche ricca), uscire sui terrazzi e “prendersi” tutta l’acqua, allargando le braccia al cielo, ringraziando e auspicando l’inizio per una prospera stagione monsonica.

Tutto poi è in funzione del benessere fisico/spirituale del corpo e della mente (molti indiani fanno yoga al mattino presto o vanno al parco alle 6 del mattino).

I momenti più importanti della vita di un indiano (vita lavorativa, familiare, matrimonio, ecc.) sono scanditi e regolati dagli Dei (si va in ufficio dopo essere passati per il tempio, oppure per i musulmani c’è la pausa per la preghiera).

Un sacerdote bramino (o un mullah) è considerato, consultato e rispettato da tutti! Offerte vengono portate al tempio, in modo rispettoso e ricco di pathos spirituale da tutti, poveri e ricchi. C’è addirittura qualche potente Sikh che ogni mattina prende lo straccio e si china per lustrare a mano il pavimento dell’entrata del suo Gurudwara. Nobili che si immergono nello sporco Gange a fianco a fianco del più umile dei “pezzenti”, e cosi via.

Insomma da questo punto di vista, la maggior parte del popolo indiano conserva il suo credo spirituale, ne va fiero e ne fa un elemento che permea tutti gli aspetti della sua vita.

Ringraziando, piuttosto che implorando favori a Dio, come capita a molti di noi occidentali!

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di India
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8. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Sempre per stare in tema con la vita quotidiana indiana, ci racconti qualcosa della tua visione del rapporto tra i sessi e del ruolo della “famiglia”?

Nuova Delhi, India
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post: 922
9. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Sotto questo aspetto la situazione è molto differenziata tra città e campagna e tra i vari contesti sociali. In città come Mumbai (regno di Bolliwood, e “capitale moderna” del Paese), la situazione non si differenzia molto dal modo di vivere che abbiamo in Italia.

Nei villaggi del Rajasthan, nelle zone rurali in genere, ma spesso anche nella più tradizionale Delhi, il ruolo della donna è spesso di sottomissione al marito, relegata soprattutto nelle funzioni ancestrali di madre e custode della casa.

La moglie, nel 90% dei casi, va a vivere con la famiglia dello sposo, e la privacy della coppia è spesso limitata alla loro camera da letto.

Il sistema delle caste è ancora di fatto funzionante e spesso ci si sposa tramite matrimoni combinati, su "suggerimento" dei propri genitori che "proprio perchè sono le persone che ti conoscono meglio, scelgono per te la persona giusta"!

La famiglia quindi ha un ruolo centrale sulla vita dell'individuo, prima e dopo l'essersi sposato. Il “rispetto” dovuto al padre e alla madre è in India uno dei comandamenti più forti che devono essere osservati, in molti casi a scapito sia delle proprie esigenze personali che dei sentimenti dei singoli.

Statistiche apparse sui giornali nazionali più accreditati raccontano che almeno il 40% delle donne indiane subiscono maltrattamenti all’interno delle mura domestiche. Le violenze fuori casa sono invece rarissime.

Di fatto, ho notato personalmente che, mentre io, da bravo italiano, mi soffermo spesso ad osservare una bella ragazza indiana (e ce ne sono di veramente molto carine, vestite con i coloratissimi sari ed adorne di gioielli), i giovani maschi indiani non sono abituati ai modi di approcciare le ragazze tipici di noi latini, forse proprio perchè sanno già in partenza che non ci sono molte probabilità di successo...

Tutto questo farebbe pensare un Paese arretrato socialmente, in cui il ruolo della donna è completamente subalterno, ma poi invece scopriamo che a livello di cariche politiche, l'India è forse uno dei pochissimi paesi al mondo dove il Presidente della Repubblica è donna (Pratiba Patil) ed è donna pure chi “tira le fila” del Paese (Sonia Gandhi), oltre a moltissime governatrici dei vari stati federali.

Un ultimo aneddoto: tornando a Delhi dal Rajasthan mi sono imbattuto in una delle frequenti colonne di auto ferme, dovuta a chissà quale intoppo. Dopo un po' mi sono allontanato dall'auto per andare a vedere quale fosse la causa di quello stop. Giunto all'inizio della fila ho visto un gruppo di donne completamente velate da scintillanti sari (come si usa nel profondo Rajasthan), che stavano gettando nelle pietre enormi (e pesanti!) sulla strada per impedire il passaggio del traffico. Tutto questo per protestare contro un incidente appena successo, nel quale un bimbo della loro comunità era stato investito e ferito da un camion che passava a velocità troppo sostenuta. Duri e nerboruti conducenti di Tir subivano passivamente i continui insulti ed improperi che queste donne velate rivolgevano loro e solo l'intervento della polizia e dei militari locali (che hanno promesso la veloce costruzione di dossi rallentatori di velocità) hanno "salvato" questi omoni dalla furia di quelle esili, ma forti e decise donne rajasthane.

Milano
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10. Re: L’essenza dell’India – intervista a Snoret

Molti turisti sono indecisi sull’affrontare un viaggio in India, spaventati dalla miseria e dalle difficili condizioni igieniche che immaginano di trovare.

 Cosa diresti loro?

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