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Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

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Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Vi avevo lasciati qui: tripadvisor.it/ShowTopic-g424953-i11793-k509… scrivendo che sarei tornata a raccontarvi com'era andata.

Ed eccomi, anche se dopo tanto tempo, a scrivervi del mio trekking in Mustang, la terra dei sussurri del vento.

48 risposte su questo argomento
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1. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

20 aprile 2012, venerdì. Alle 22.20 il mio volo per Delhi decolla puntualissimo da Malpensa. Ho sentito più o meno tutti coloro che dovevo, anche chi, alla fine, non mi aspettavo che avrei sentito, e gli sono grata per essersi fatto vivo.

Parto con una sensazione strana, di incertezza, mista al “cacchio, so che mi dovrò arrangiare in un sacco di cose, so che non potrò dare nulla per scontato”. Io so. Io so sempre, anche se sembra impossibile. Ho tirato matto il Brahma perché so che colui che sarà con me non è “pronto”.

Il nomignolo che mi han dato in Nepal, Boxhi, non mi è stato dato a caso. Sì, sono un po’ una strega, buona però. Ci azzecco sempre.

A Delhi arrivo puntualissima alle 9.30 del mattino e mi piazzo a dormire subito su un comodo divano.

Il volo per Kathmandu parte alle 12.45 puntuale e il cielo è totalmente coperto da nubi, tanto che non si vede una cima manco a pagarla. All’arrivo faccio il visa in meno di un quarto d’ora, mai successo, e recupero il bagaglio in una mezzora.

Fuori c’è Amrit seduto che mi aspetta. E’ venuto con il pulmino di Raju. Mi accolgono con una collana di petali di rose del giardino del Planet fatta dai ragazzi. Io li amo tantissimo, per me sono i miei ragazzi e non mi interessa che qualcuno ne sia geloso. Io non conosco questa parola. L’amore è universale. E nella vita non c’è nessuno che ci appartenga, ma molti che amiamo. Io li amo.

La temperatura è calda, ma gradevole come sempre. L’aria è fresca. Mentre mangio il mio toast coi pomodori e il formaggio di yak, mi sento a casa. Mero Ghar Nepalma (la mia casa in Nepal). Dal terrazzone vedo il Nyatapola flickr.com/photos/…set-72157607489242173 e tutti campi verdi fino al colle di Changu Narayan. Martin mi ha preso la sim nuova della Ncell. Quella vecchia non funziona più. Mi faccio due risate con Amrit e Martin e conosco il nonno di Yam e Amrit. Ha l’età di mio papà ed ha un volto così espressivo. Mi piace un sacco. Ogni sua ruga è una storia che si perde negli anni. E’ bellissimo.

Il terrazzone ha la pavimentazione nuova, e la piramide energetica però non c’è più. Chiacchiero coi ragazzi e poi mi infilo in camera a preparare il saccone per domattina.

Verso le 18.00 si apre la porta: “Ma come? lasci la porta aperta così?” Mi corre incontro e mi abbraccia stretta stretta, facendomi fare il giro come si fa coi bimbi. E’ assurdo, ma nel cuore ho pace totale. Il nervoso ce l’ho solo a casa, come in questo momento, mentre scrivo.

La sera ceno a tagliatelle al ragù e melanzane alla parmigiana. Oramai non devo più chiedere nulla. Sanno già tutto. Prima di andare a nanna incontro Ammar, che mi porta il permit per la restricted area, il TIMS e l’ACAP, i biglietti aerei per/da Jomsom e il piccolo Pasang che verrà con me in Mustang. E’ proprio un ragazzino. La strega aveva ragione.

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2. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Rain solamente leggere le tue parole mi rilassa... È proprio tangibile l'amore che trapela dalle tue parole, talmente tangibile che diventa quasi contagioso!

Aspetto il seguito...!

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3. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Ciao Sun, grazie di essere passata a trovarmi qui, dopo tanto tempo è un vero piacere ritrovarti su TA.

A domani con il prossimo pezzetto :-)

Namaste

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4. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Ciao Rain (e ciao Milady),

ne ho approfittato per leggere il link di preparazione a questo viaggio e scoprire quindi cosa vuol dire "Regno di Lo".

La tua premessa nei confronti di un mondo a me sconosciuto mi ha davvero incuriosita e resto quindi in attesa del seguito di questa.....favola!

Modificato: 05 marzo 2013, 21:49
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5. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Ciao Adele, grazie anche a te per la visita. Ho sempre avuto gran curiosità per i luoghi remoti e in Mustang ho trovato "pane per i miei denti".

A domani :-)

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6. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

La sveglia suona alle 6.00. devo andare a Kathmandu per prendere il Bus GreenLine a Thridevi Marg http://www.greenline.com.np/rates.php L’autobus ci impiegherà 7 ore. La GreenLine, almeno sta volta, ci ha lasciati al caldo soffocante senza aria condizionata fino a dopo la sosta pranzo, però ha fornito un litro d’acqua in bottiglia per ogni passeggero. Ci siamo fermati a metà mattina per una pipì stop in un posto ombreggiato e poi ci siam fermati per pranzo in un bel ristorante, con le portate a buffet (bevande escluse, a parte il tea e il coffee dai boiler). Dopo, sul bus, hanno acceso l’AC, non forte, quindi un fresco piacevole, fino a Pokhara. In città c’è un vento fortissimo che alza tutta la terra e la polvere, le montagne non si vedono. Pasang non ricorda il nome dell’hotel, andiamo bene, io per fortuna ce l’ho bene in mente, così lo dico al tassista che ci porta al Lake Star. Vado in stanza e Pasang giustamente va a trovare gli amici suoi e mi dice che ci troviamo dopo cena. Piove, il cielo è nerissimo e vedo volare alcune lamiere per aria. Quando smette vado a farmi un giretto sul lungo lago. Fa stranamente freddo e delle montagne ancora manco l’ombra. Pokhara senza monti non mi piace proprio. Il suo bello è il panorama e senza è davvero un’anonima cittadina caotica e turistica. A cena vado da Viva Pasta perché leggo che hanno il pollo grigliato con le verdure lessate e ho bisogno di cibo leggero. Mi faccio due risate con la proprietaria e il cameriere. Sono simpatici e mi faccio una video chiamata su skype. Qui il wifi c’è quasi ovunque. Quando torno, Pasang non c’è, allora lo chiamo al cellulare e lui arriva. Lui concorda la colazione al sacco con quelli dell’hotel, così dice, e mi prega, di essere pronta per le 6.45 perché dobbiamo essere in aeroporto non oltre le 7.00. A Jomson bisogna volare al mattino presto. Dopo è pericoloso per via dei venti e delle correnti fortissime che si vengono a creare in cielo.

Modificato: 06 marzo 2013, 9:42
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7. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Il mattino dopo, Pasang arriva dopo le 7.00. Ho dovuto chiamarlo io al telefono, altrimenti chissà a che ora sarebbe arrivato e nessuno ha preparato la colazione. Non amo molto la scarsa puntualità quando viaggio da sola. I camerieri mi mettono della frutta in un sacchetto e prendiamo di corsa un taxi per l’aeroporto. Le formalità per fortuna sono veloci e partiamo. Il volo su Jomsom dura 20 minuti ed è molto bello. Mi siedo sulla sinistra dove ho il panorama sull’icefall del Dhaulagiri. E’ uno spettacolo. A destra vedo invece quello dell’Annapurna che però al mattino è controsole. Volare in mezzo a due 8.000 è davvero emozionante. Durante l’avvicinamento a Jomsom, oltre le colline di Marpha, il piccolo twin otter accarezza i monti con le ali e poi atterra sulla piccola pista del villaggio.

http://www.youtube.com/watch?v=-8HQEs-gTGA

http://www.youtube.com/watch?v=kveXnCHn6H0

http://www.youtube.com/watch?v=-8JnajHu2Vc

Uscita dall’Aeroporto, registro l’ACAP e inizio subito a camminare alla volta di Kagbeni.

Il primo tratto di trekking all’inizio è sul greto del Kali Gandaki. Se mi giro vedo parte del Dhaulagiri con la punta coperta dalle nubi. E’ impressionante flickr.com/photos/…set-72157629767834248 Poi il sentiero si sposta sulla strada sterrata che costeggia la montagna perlopiù in piano con lievi salite.

Arrivo a Kagbeni in meno di tre ore e mi sistemo nella guest house. Sono felice perché ho il bagno in camera con l’acqua calda e la corrente elettrica. Non pensavo, davvero non me lo aspettavo proprio. L’hotel Shangrila è carinissimo. Pieno di fiori e un sacco accogliente. Dopo aver preso un buon tea, andiamo a fare due passi. Il villaggio è tipicamente tibetano, con le case bianche e le finestre decorate col bordo nero. Sul tetto di ogni casa ci sono cataste di legna e le bandiere di preghiera, che servono a proteggere la casa. Ci sono molti bimbetti che giocano tra uno stupa e un altro e le donne che filano la lana sugli usci delle case.

Io mi avvio verso il monastero, dove due monaci mi aprono e mi fanno visitare il Gompa. E’ ristrutturato e ha degli affreschi molto carini e soprattutto delle bellissime maschere cerimoniali che vengono usate durante i festival per le danze flickr.com/photos/…set-72157629767834248

Dal tetto del Gompa si gode di uno stupendo panorama, da un lato sul Nirghiri North, la montagna blu, coi suoi 7061metri di altitudine flickr.com/photos/…set-72157629767834248 e dall’altro sulla valle del Kali Gandaki, con le sue sabbie argentate e le montagne con le erosioni a colonnati che sono solo un assaggio di quello che vedrò in Upper Mustang flickr.com/photos/…set-72157629767834248

Quando scendo, decidiamo di andare a passeggiare dall’altro lato del fiume. Scendiamo al tempio indù, che sta sulla riva del fiume, e attraversiamo il ponte sospeso tibetano. Il vento si sta alzando ed è più forte di quanto mi aspettassi. Ci lasciamo il Nilghiri alle spalle e prendiamo il sentierino in piano che porta a un piccolo villaggio a poco meno di un’ora di cammino. Il paesaggio è bellissimo http://www.youtube.com/watch?v=woUkAWLVM4k

Quando arriviamo, il vento è diventato troppo forte. Qualche sasso rotola giù dalla montagna e io mi sento piccola piccola in balia della forza della natura. Torniamo indietro, tanto domani e nei giorni seguenti, avremo modo di camminare per ore e ore.

Andiamo al Check Post a registrare il trekking permit per l’Upper Mustang e l’ACAP. Al Check Post, che sta alla fine del paese, subito dopo il muromani con le ruote di preghiera flickr.com/photos/…set-72157629767834248 , c’è un piccolo museo con un sacco di foto, poster, descrizioni e studi sull’ambiente del Mustang, la flora, la fauna, i venti, le popolazioni, il numero dei visitatori. Qui finalmente scopro che la distanza del tragitto più breve tra Jomsom e Lo Manthang è di 84 km. Sicché senza fare deviazioni il trekking è 168 km. Se conto che andrò a Chhosar, che tornerò da Ghar Gompa e poi andrò a Muktinath, alla fine facendo due conti, i km totali che percorrerò saranno circa 200. Con questa nuova consapevolezza rientro alla guest house e attendo la cena chiacchierando con il primo gruppo di trekkers che incontro. Un papà e i suoi tre figli, australiani, che fanno di tutto per cercare di parlare italiano. Sono buffissimi. Sono arrivati dal Thorong La dopo aver percorso il Circolo dell’Annapurna e sono entusiasti. Mi mangio una bella zuppa di noodles con le verdure e sto a chiacchierare fino alle 21.30.

Quando fai trekking non riesci ad andare a letto più tardi. Vuoi che fa freddo, vuoi che ti devi alzare presto, vuoi che in Nepal la gente va a coricarsi alle 21.00, alla fine vai a dormire pure tu.

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8. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

cara piccola "Boxhi"

la piramide energetica era stata riposizionata ad ottobre, lo sapevi? ;)

Avevo già visto i panorami delle tue foto quando mi spiegavi i vari trekking della zona, leggere però le tue esperienze è ancora più toccante.

Non vedo l'ora del proseguimento di questo racconto, così sensibile e pieno di passione. Ti seguo anch'io!

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9. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

Ciao Carmen, grazie.

Prima di partire, avevo promesso allo sciamano che mi sarei rilassata sotto la piramide. Poi, una volta lì, ho visto che non c'era più. Mi hanno detto che l'avevano rimossa durante il restauro del tetto dell'edificio e che l'avrebbero poi ricostruita una volta sistemata la pavimentazione. Non mi dire che ti ci sei messa a meditare perché non ti ci vedo proprio :-P

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10. Re: Mustang, il regno di Lo. A piedi tra il vento e le aquile

... infatti ho detto solo che c'era ;)

ma non parliamo della mia esperienza, questo è il tuo fantastico viaggio e sono pronta al resto :D

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