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Come, e cosa, e dove si leggeva...

Copenhagen
Esperto locale
di Copenhagen, Danimarca, Trasferirsi all'estero
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Come, e cosa, e dove si leggeva...

ai miei tempi :-)

quando avevo 15 anni era di moda la letteratura americana (tradotta dalla Pivano, benedetta anima :-)

ho iniziato da Faulkner, a Steinbeck, a Hemingway che gia' erano famosi in Italia. Anche aiutati dalle trasposizione filmate (Per chi suona la campana, La valle dell'Eden). Faulkner era potente come il territorio in cui ambientava le sue saghe familiari (Santuario), Steinbeck lo trovavo pero' noioso e scontato (Plan de la Tortilla) fino a quando ho letto Uomini e Topi.

C'era anche qualche outsider, come Salinger. Affascinante e stralunato.

Poi e' arrivata la letteratura on the road e psichedelica, da Burroughs (La scimmia sulla schiena) a Kerouac, a Ginzberg e il suo Urlo. Anche questi sono stati filmatizzati, o almeno hanno ispirato films come Punto Zero (Kowalskiii!!!) , Easy Rider...

Tutti questi romanzi hanno nella mia mente una colonna sonora precisa e rock, e assolutamente estiva...e un odore particolare di erba...a parte Burroughs che invece e' inverno, droghe pesanti, e evoca Chappaqua.

a meta' decennio leggevamo scritti erotici o comunque colti, di origini antiche e orientali, come il Chin P'ing Mei (Il Tappeto da preghiera di carne) e Il Sogno dello Scimmiotto (gia' Adelphi imperava...) oltre alle Mille e una Notte... e si studiavano i testi di astrologia di Andre' Barbault, ci si scambiavano letture di Tarocchi, si approfondivano i Bioritmi.

alla fine del decennio, appare Bukowski, il minimalismo del gia' scarno mondo hippy,

e poi con gli anni 80 in USA prendono il sopravvento storie come Wall Street e i film con Richard Gere, Tom Cruise...epopee usa-e-getta...alla fine del decennio inizia l'era del terrore AIDS, in cui tutta la parte epica del rock affoga o scompare..si legge David Leavitt (un luogo in cui non sono mai stato).

In Italia va alla grande Milan Kundera, e tutti i volumi pubblicati da Adelphi a prescindere :-)

.....

(continua)

7 risposte su questo argomento
CAGLIARI SARDEGNA
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1. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

Brava @Y/B, continua....

Copenhagen
Esperto locale
di Copenhagen, Danimarca, Trasferirsi all'estero
post: 1.954
Recensioni: 14
2. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

...chiaramente non vuole essere un topic autobiografico, ma fotografare un po' la situazione del leggere, e il suo evolversi negli ultimi decenni, che secondo me e' stata di radicale trasformazione.

Mi piacerebbe molto sentire altre esperienze....

Quanto al Dove si leggeva: la lettura era molto piu' diffusa, direi, e funzionava solo il passaparola (i premi letterari davano fama solo a pochi, e pochi soldi). Moravia, Pasolini, De Beauvoir e Sartre erano principalmente conosciuti nel loro ambiente d'elezione, cioe' la sinistra, mentre la popolarita' arrivava solo con la trasposizione cinematografica (La Noia) o teatrale.

Si leggeva ovunque, in treno (io pendolavo in treno da Roma a Firenze ogni 15 gg. e prendeva 4,30 ore, niente Direttissima ancora, e se si voleva risparmiare si prendeva l'Espresso e non il Rapido),

sulle scale delle chiese e dei musei, sotto le logge, sui parapetti dei ponti :-) senza paura d'esser presi per barboni o cacciati, come avvenne dopo alla Loggia dei Lanzi...

si parlava dei libri letti in ogni dove, si citava senza paura d'esser presi per intellettuali :-) anche Nietzsche, o Hesse, padri spirituali di una certa generazione, e addirittura sociologi e psicoanalisti come Fromm e Baudrillard, Lowen, potevano esser usati come terreno comune di dialogo e confronto con sconosciuti.

la lettura era strettamente connessa con il cinema: infatti i film di Pasolini, tipo i Racconti di Canterbury o anche solo Uccellacci e Uccelini, davano luogo ai famigerati Cineforum, con annesso Dibattito (chi non ricorda Nanni Moretti...NO, il dibattito NO!!!) e peggio ancora i mattoni del cinema russo...

CAGLIARI SARDEGNA
post: 15.305
Recensioni: 73
3. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

@Y/B

cambiano i luoghi, ma tutto il resto E' identico...pur vivendo nella provincia dell'Impero.

Ricordo ancora un cineforum di domenica mattina: "Lettera aperta a un giornale della sera", per me illuminante e foriero di successive scelte....

Milano, Italia
post: 7.824
Recensioni: 219
4. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

Questo topic mi rattrista,non per l'argomento proposto,che e' interessante ed intelligente,ma perche' mi induce ad una riflessione : le vostre mi sembrano letture generazionali,mentre io appartengo alla generazione del nuovo che avanza,ossia quella generazione che sa esprimere un concetto solo se rimane entro i 200 caratteri di twitter,e quindi non posso raccontare cosa e come si leggeva ai "miei tempi",semplicemente perche' non si leggeva "collettivamente". E questo mi intristisce e guardo con benevola invidia a chi,come voi,poteva parlare di sociologia con degli sconosciuti. Ed e' per questo che mi e' sempre piaciuto rifugiarmi nelle "generazioni degli altri" :-)

Milano
Esperto locale
di Cicladi, Isole Egee nord-orientali, Dodecaneso
post: 3.321
Recensioni: 302
5. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

Io ho letto molti libri sul dondolo dei miei, da quelli a tematica omo a Hesse, Leavitt, Easton Ellis, Erica Jong, Tondelli, Busi (che poi ho ripudiato o meglio ho smesso di leggere) poi son passato ai francesi classici ed ora spazio quà e là.

Leggo nelle ore insonni della notte (invece di impasticcarmi), sul letto la sera prima di dormire (da quando sono nella nuova casa lo adoro perchè la stanza è silenziosa) ed in spiaggia sotto le tamarici (ogni anno è un dramma decidere quali libri portare ed a volte prendo edizioni economiche che lascio in loco o leggo quello che altri hanno lasciato).

@Kare: nel lavoro amo la sintesi ed utilizzo sempre l'approccio di un tempo quando si battevano a macchina le cosiddette memorie che avevano la struttura: situazione/complicazione/soluzione, ora si deve stare nei 200 caratteri ma alla fine si scrivono miriadi di comunicazioni inutili e si riempiono tonnellate di slide che nessuno capisce.

Quello che mi urta ora è lo scadimento della nostra lingua anche su prestigiosi quotidiani, la fretta di far uscire un articolo sulla rete non giustifica gli strafalcioni che vedo io da becero ragioniere e non oso immaginare chi conosce a fondo la nostra lingua e le sue radici.

Copenhagen
Esperto locale
di Copenhagen, Danimarca, Trasferirsi all'estero
post: 1.954
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6. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

le letture generazionali...appartengono a un tempo in cui ogni generazione stava al posto suo ;-)

 nessun adulto cercava di farsi passare per "gióvane", anzi, erano i giovani a volersi dare un'aria grave...con letture massicce e spesso solo sorvolate, tanto per poter citare (chi ha letto tutto-tutto Proust?...pero' tutti a citare le madeleines... ;-)

ma questo solo nel primo periodo, diciamo fino alla fine degli anni 70, dopo di che le strade dei giovani e degli adulti si sono divise, così come la gioventu' stessa. C'era la famosa dicotomia destra-sinistra (vedi Bobbio), e guai ad ascoltare Battisti o tifare Lazio..se non volevi esser chiamato fascista...col risultato che tante grandi menti sono state misconosciute per anni, mentre altri mediocri sono stati idolatrati.

La letteratura non era quasi mai solo romanzo, anzi, si puntava molto sul filosofico (Esistenzialismo e Sartre erano a braccetto con il femminismo della De Beauvoir, nonostante l'antifemminismo assoluto del rapporto tra i due...), sociologico (erano gli anni in cui Sociologia si studiava solo a Trento, e a fianco di Renato Curcio...pero' si leggeva Marcuse...), psicologico quando non psicoanalitico. Gli anni in cui la pedagogia veniva rivoluzionata dal dr. Spock (non quello di Guerre Stellari, eheh...come diceva Travolta in un famoso film). In cui il sesso veniva insegnato tramite filmatoni come Helga, un mattone svedese che mio fratello grande suggerì ai miei di farmi vedere (invano, ovviamente) che mostrava sesso, concepimento e nascita in un modo assolutamente asettico...nel frattempo io, altrettanto ovviamente, avevo gia' imparato molto in presa diretta...e ai tempi, far l'amor prima della maggiore eta' (21 anni) era ancora cosa per pochi: penso di esser stata tra i pionieri della pillola, e tra quelli che si sono formati su riviste come DuePiu' (a cui mi ero orgogliosamente abbonata a 15 anni, con sollievo di mia madre che si risparmiava l'educazione sessuale).

Qualcuno si ricorda qualcosa di questo decennio? ...gli anni in cui eravamo ancora innocenti ma convinti di essere scafatissimi, impegnati e contraddittori, con tutte le possibilita' davanti e nessuna di queste corrispondenti alla vita dei nostri genitori...provincialissimi, in cui gli USA erano la frontiera dall'altra parte della Via Emilia (Guccini docet...)

Modificato: 30 aprile 2014, 12:42
Copenhagen
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di Copenhagen, Danimarca, Trasferirsi all'estero
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7. Re: Come, e cosa, e dove si leggeva...

oggi pensavo al surrealismo, e all'influenza/interazione tra letteratura e cinema

nessuna corrente ha avuto così tanta eco e amplificazione quanto la corrente surrealistica, penso a André Breton, alla patafisica, e ai suoi "rami" come il Dadaismo di Tzara

nel cinema, Arrabal ha confuso piu' menti, gia' di per se' confuse :-) e il piu' comprensibile Luis Bunuel ha instillato un seme di contestazione nella classe dominante, la borghesia

Arrabal non lo conosce piu' nessuno :-(( ma ha fondato il Gruppo Panico con Jodorowsky e Roland Topor

a teatro, Ionesco aveva gia' introdotto l' Assurdo (La Cantatrice Calva, il Rinoceronte) reinterpretando il malessere di Kafka e introducendo la disarticolazione del linguaggio

mi piacerebbe tanto se riuscissi a far sì che qualcuno, oggi, si facesse venire una curiosita' , se non una nostalgia, per queste opere.

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