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Etichette dal mondo

Milano, Italia
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Turchia,Filippine,Corea del Sud,Cina,Vietnam,Sri Lanka,Indonesia,Marocco,Serbia...non sono solo paesi che forse qualcuno di noi ha visitato o visitera'. Sono anche i paesi di produzione di molti oggetti di uso quotidiano.

Prendendo spunto da uno scambio su un altro topic,vi chiedo: quando fate un acquisto volete sapere dove sia stato prodotto quel bene? Se sapeste che le condizioni di lavoro di chi ha prodotto quel bene sono per noi inaccettabili,acquistereste ugualmente?

Grazie a chi vorra' rispondere,con una sola accortezza...non facciamo nomi di marchi.

17 risposte su questo argomento
CAGLIARI SARDEGNA
post: 12.795
Recensioni: 67
1. Re: Etichette dal mondo

Brava Kare!

Una per tutte: conoscete la vicenda della fabbrica di una nota marca di collant? Bene la proprietà ha delocalizzato la produzione in Serbia solo per l'aspetto di convenienza costodellavoro/fisco ecc, ma la cosa più sconvolgente è stata leggere le interviste alle ragazze serbe che aspettavano l'apertura dello stabilimento nel loro paese come il "pane" nella piena accezione del termine!

Modificato: 23 luglio 2013, 20:21
Macerata
Esperto locale
di Il Caffè dei Viaggiatori
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2. Re: Etichette dal mondo

Sarei restia se sapessi che le condizioni dei lavoratori non sono adeguate. È solo che ormai praticamente tutto viene fatto in quelle zone e conoscere (e riconoscere) diventa sempre più caotico. Io compro spesso vestiti online e noto come anche quelli firmati (oddio non firme da passerella, ma comunque marchi rispettabili) abbiano sempre più frequentemente l'etichetta "made in thailandia" o simili. A questo punto finché si trattava di evitare i prodotti di una certa azienduccia sfruttatrice di bambini di 5 anni lo facevo (e nonostante sembra risolto lo faccio ancora), ma se dovessi mettermi seriamente a controllare le condizioni di lavoro di ogni marchio con etichetta "made in" probabilmente finirei a non comprare più niente, sono abbastanza pessimista!

Però compenso andando spesso in negozi equosolidali e mostrando particolare interesse in aziende che si dicono equosolidali ecc ecc. Non faccio nomi ma ce n'è una inglese che mi piace molto!

Milano, Italia
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3. Re: Etichette dal mondo

@GM,ricordo eccome le povere operaie romagnole (la produzione in Italia era nei pressi di Faenza) e la loro disperazione.

Io per l'abbigliamento compro solo se c'e' scritto made in italy. Costa di piu'? Vero,quindi compro meno. Idem per gli elettrodomestici.

Poi ci sono tutta una serie di prodotti/servizi di cui ignoro la provenienza e le condizioni,ma mi propongo di documentarmi,visto che ho scoperto che il mio telefono viene prodotto in una fabbrica cinese nota come 'fabbrica dei suicidi'. E' difficilissimo,ne sono consapevole e puo' sembrare una causa persa.

Milano, Italia
Esperto locale
di Marche
post: 9.236
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4. Re: Etichette dal mondo

Oltre l' abbigliamento, tranne qualche polo di mio marito che arriva dalla Scozia, anche io solo Italiano, calzature e accessori compresi, visto la mia vicinanza con le citta' di produzione sia in Lombardia che nelle Marche. Non transigo invece sul cibo, che deve essere categoricamente Italiano. (tranne che per le banane.. forse)

Macerata
Esperto locale
di Il Caffè dei Viaggiatori
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5. Re: Etichette dal mondo

Aaaah, la fabbrica dei suicidi :D a quanto pare lì vengono prodotti pezzi di tantissimi marchi. Ho di recente cambiato telefono e ammetto che la mia scelta è stata influenzata in parte dal fatto che uno dei due sembra non avere neanche un pezzettino prodotto da quella fabbrica. Santo cielo, una fabbrica in cui per ridure il tasso di suicidi mettono le reti fuori dalle finestre... sad but true.

Per i vestiti made in Italy... io ci ho provato, ci provo :( ma quando vedo certe cose su siti inglesi proprio non resisto! Ho anche provato a farmi i vestiti da sola per colmare la voglia, un po' ci riesco ma spesso i risulati lasciano a desiderare :D

Una cosa a cui presto molta attenzione sono i cosmetici, ma penso che sia una cosa a parte!

Parma
post: 990
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6. Re: Etichette dal mondo

Uhm, domanda più complicata di quanto sembrerebbe. Posso solo dire che le fabbriche si fanno dove conviene, tutte eh, italiane, tedesche, multinazionali. La sola etichetta "made in" (Italia, Gernany, ecc.) non garantisce che tutte le fasi della lavorazione siano avvenute esclusivamente in quel tale paese. E sufficiente che l'ultimissiima fase (un "assemblaggio" anche modesto) sia avvenuta in paesi ok per poter piazzare un bel "made in.." Quindi occorrerebbe prestare attenzione ai semilavorati....

Milano, Italia
post: 6.996
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7. Re: Etichette dal mondo

@elena,"fabbrica dei suicidi" non era una battuta. In quella fabbrica nel 2012 si sono suicidati una decina tra operai e operaie,tutti sotto i 25 anni,perche' non reggevano le condizioni e i ritmi di lavoro.

@fantozzi,verissimo,sull'abbigliamento e' facile,per il resto concordo,e' un'impresa capire.

Interessante anche un altro aspetto:chissa' come mai conosco un ragazzo rumeno-e come lui tanti- nato e cresciuto in una citta' di un distretto industriale italiano (da piu' di 30 anni,dal nord est vanno li' a "investire"),eppure appena ha potuto e' venuto qui! Chissa' come mai la gente continua a venire e non lavora in queste mervagliose fabbriche modello che esportiamo? La verita' e' che non portano benessere e sviluppo neanche in quei paesi e quei lavoratori continuano ad essere poveri.

Francamente tra un'auto 'italiana' fatta da un semi-schiavo serbo ed una tedesca fatta dall'operaio Hans di Dusseldorf,io compro l'auto tedesca,alla faccia dell'italianita'!

Macerata
Esperto locale
di Il Caffè dei Viaggiatori
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8. Re: Etichette dal mondo

@karenina: sìsì penso di aver capito di che fabbrica stai parlando! Dovrebbe essere la stessa in cui misero le reti anti-suicidio fuori dalle finestre per evitare che ci si buttassero (davvero!). Lì veramente è una cosa imbarazzante, anche perché è più che risaputo e nessuno fa niente!

Le industrie nostrane che si spostano per portare benessere nei paesi dove vanno dovrebbero pagare e dare ai dipendenti gli stessi diritti che avrebbero in Italia (e poi e poi), cosa che di sicuro non ritengono convenergli! Non mi stupisce che non siano tutto questo gran vantaggio per i locali!

@Cristina: con le scarpe marchigiane si va sul sicuro! Conosco gente da tutta Italia che viene qui apposta per farsi i giri delle fabbriche, anche io ne approfitto spesso e volentieri. Da qualche anno le borse me le faccio fare da un artigiano maceratese, spartane ma di ottima fattura e prezzo! Ovviamente anche il cibo è un must solo italiano, quello anche io sempre.

Venezia, Italia
Esperto locale
di Venezia, Veneto, Crociere
post: 2.944
Recensioni: 65
9. Re: Etichette dal mondo

@karenina194823 complimenti per il topic

per legge basta sia scritto sull'etichetta "made in italy"...cioè solo l'etichetta made in italy e l'azienda è in regola.......le scarpe? se la suola è prodotta in Italia e viene marchiata E' made in italy......e il resto???

io non so più cosa ci sia di prodotto in italia .......mi pare molto poco......o quasi nulla......

e il cibo?.......inorridisco al solo pensiero degli allevamenti suini e ovini a come vengono trattati quei poveri esserini,

Sono stata al mercato rionale, tutto, ma tutto Uguale..........da far paura..........da voi com'è?

Roma, Italia
post: 6.956
Recensioni: 125
10. Re: Etichette dal mondo

Bell'argomento Kare. Ma di certo il problema è complesso e il pensiero a riguardo, almeno il mio, non si può esaurire in poche righe, correndo tra l'altro il rischio di veder il proprio messaggio cancellato. Voglio solo dire una cosa. Per trovare operai e lavoratori sfruttati, vessati e mal pagati non è che bisogna andare a cercare tanto lontano dai nostri confini eh? Avete mai pensato, giusto per fare un esempio, alle buone passate di pomodoro italiane prodotte con i pomodori raccolti da lavoratori sfruttati ancora sotto il vergognoso giogo del caporalato?

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