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accanimento terapeutico

Padova, Italia
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accanimento terapeutico

Cari amici, apro questo argomento con gli occhi velati dalle lacrime. Sono appena tornata dal capezzale di una mia cara amica che un anno e mezzo fa ha cominciato una lunga battaglia contro il cancro. Nonostante lo stadio fosse ormai avanzato e quindi inoperabile, si è comunque sottoposta a chemio e radioterapia. Dopo un anno i medici hanno deciso di sospendere le terapie che l'avevano letteralmente distrutta senza portarle tra l'altro nessun beneficio. Dopo questa lunga sofferenza, ha espresso il desiderio, sia al medico curante che ai famigliari più vicini, di voler morire a casa e che in nessun caso avrebbe permesso di essere portata mai più in ospedale.

Ebbene, stasera le ho fatto visita proprio in quel luogo dove non avrebbe mai voluto tornare. Le solite "complicazioni" che hanno fatto decidere al medico e ai famigliari di farla ricoverare, nonostante lei non lo volesse. Dopo una settimana di ospedale, è peggiorata drasticamente; i medici non fanno altro che cambiarle terapie; un giorno ne provano una e il giorno dopo gliela cambiano perchè la precedente ha peggiorato la situazione.

Insomma, si stanno accanendo su una persona che non ha più speranze e che tra l'altro aveva espresso chiaramente le sue volontà che non sono state rispettate.

Durante il ritorno a casa mi chiedevo se qui in Italia sarà mai possibile appellarsi al testamento biologico che in alcuni paesi europei e in certi stati USA è invece riconosciuto. Può una persona avere il diritto di scegliersi una morte dignitosa? Qual è il vostro punto di vista?

104 risposte su questo argomento
Bergamo, Italia
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1. Re: accanimento terapeutico

Io sono fermamente contro l'accanimento terapeutico, soprattutto in caso di malattie incurabili. Di fronte alla morte prossima, che senso ha guadagnare due o tre mesi- spesso terribili per il malato e per i suoi cari-? Purtroppo non è mai facile decidere, anche perchè ci sono svariate situazioni... la tua amica può ancora ragionare con la sua testa e dire ai suoi cosa vuole. Ma in altre circostanze il malato non può comunicare e la decisione è affidata in toto ai familiari. E, un conto è essere razionalmente convinti di pensarla così, un conto è poi dover, ad un certo punto, decidere ... magari dire "Lasciamo perdere, lasciamolo andare...".

Il cuore straziato è più forte della ragione. Ma spesso mi sono detta che è molto egoista..

Modificato: 17 novembre 2010, 22:53
Cagliari, Italia
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2. Re: accanimento terapeutico

loremat....ho vissuto la tua esperienza quest'estate.....è stata una cosa che mi ha traumatizzato tantissimo e....persino cambiato.......

ora purtroppo o per fortuna (non fraintendetemi vi prego) lei non c'è più...ha smesso di soffrire......pensa che quando andai a trovarla....nonostante entrai nella sua stanza 3 volte 3 ...non una, non la riconobbi e chiesi aiuto agli infermieri....mi sono sentita.....immaginatelo!! cmq (scusa)

penso e spero che prima o poi arriverà anche in italia perchè si, è vero, la speranza è l'ultima a morire, ma l'accanimento terapeutico.....chi aiuta? non certo (almeno in tanti casi) le famiglie....secondo me.... ci dovrebbe essere un limite!!!! poi....le complicazioni in certi casi...sono quasi "normali"!!!!!

perchè non lasciarli a casa?

Napoli, Italia
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3. Re: accanimento terapeutico

Cara Loremat innanzitutto sono vicino a te e alla tua amica , per quanto riguarda questo argomento delicatissimo è difficile dare un opinione insindacabile. Comunque se dovessi decidere per la mia "fine" e se fossi malato terminale senza una minima speranza, chiederei ai miei cari di soffrire il meno possibile, anche se ciò riducesse di qualche giorno la mia permanenza su questa terra. Ma devo aggiungere che questo è in generale ciò che uno si augura per se stesso, ad esempio io ho avuto il mio adoratissimo papà che dopo aver sconfitto un cancro contro ogni logica previsione fatta, a distanza di diversi anni si è dovuto arrendere a due terribili malattie come il morbo di Parkinson e di Alzheimer che lo hanno lentamente consumato, compreso la sua mente, fino a costringerlo negli ultimi due anni su di una sedia a rotelle. Sono sicuro, soprattutto come era lui, che ormai non voleva vivere più, ma il nostro affetto, egoistico devo aggiungere, ci ha spinto ancora una volta a provarle tutte pur di tenerlo in vita, mia madre ha fatto di tutto contro ogni regola rischiando la sua stessa vita. Oggi a distanza di anni riconosco che al suo posto avrei voluto volare via nonostante l'affetto dei miei cari.

Modificato: 17 novembre 2010, 23:17
Osnabrück, Germania
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4. Re: accanimento terapeutico

Loremat ti sono davvero vicina. Dev'essere terribilmente straziante per te e per tutti quelli che le vogliono bene.

Più della morte a me ha sempre terrorizzato la sofferenza! L'accanimento terapeutico solo per prolungare il dolore di qualche tempo non ha alcun senso, io sarei assolutamente favorevole anche all'eutanasia.

Ti mando un grande abbraccio

bologna
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5. Re: accanimento terapeutico

Ho paura di essere fraintesa. Su queste faccende è facilissimo ferire persone che hanno visto o stanno vedendo i propri cari , amici soffrire e morire. Quando dico che quello che si dice ora non è detto che sia quello che si deciderà domani non sto dicendo che sono "contro" il testamento biologico. Sto però dicendo che la soluzione portata dal testamento biologico sarebbe a volte più di facciata che di sostanza.

La malattia per certi versi cambia la prospettiva con cui si guarda alla vita, una volta che sei preso dalla malattia non sei più quello di prima. Difficile tener buono e fermo quello che pensavi prima. Certo, ad un certo punto si può arrivare a dire .... basta ricoveri, basta terapie .... ma talvolta purtroppo, più spesso e con maggiore cattiveria di quanto si possa pensare ... poi la malattia o una altra sua manifestazione colpisce ancora. E la persona sta male, ha bisogno di cure che solo in ambiente ospedaliero si possono fare. Magari ha bisogno di ossigeno, perchè non respira. Magari di antibiotici in vena continuamente, perchè ha la febbre alta. Febbre che scompensa tutto il resto, glicemia, sali, idratazione.... Non si può non fare nulla e lasciarla annaspare, cercare aria ... scossa da brividi, in delirio, con tutti gli organi che stanno smettendo di funzionare. Ma che non hanno ancora smesso. E allora viene ricoverata. E a volte ne esce, ancora malata ma pur sempre viva. Chi decide e quando decide l'adesso basta ?

Sono per l'eutanasia attiva, cosa che in Italia non credo sarà mai concessa, quando la persona nel possesso delle proprie facoltà esprima il desiderio di smettere di vivere. Non sono credente, credo che la vita sia un bene indisponibile per la società e che sia disponibile solo per l'individuo. E penso che l'eutanasia attiva dovrebbe essere inclusa tra le prestazioni del SSN.

Tante volte non si sa come uscirà un paziente da una data situazione di rianimazione, non si sa se la successiva condizione sarà conforme o no a quanto la perona desidera. Imporre alla persona di decidere prima "a freddo" è a mio avviso ipocrita. Si fa tutto quello che è necessario fare in una condizione di emergenza urgenza e poi ad emergenza risolta la persona deve poter essere libera di decidere pensandoci a fondo se accetta o no quella data condizione. Adesso, e non in base ad un prima. E la sua decisione andrebbe presa per buona e rispettata, qualunque cosa uno in cuor suo pensi.

Padova, Italia
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6. Re: accanimento terapeutico

Ringrazio tutti per i vostri interventi; discuterne con voi fa bene al mio cuore.

Cocchi, già, la "morte dolce", questa sconosciuta.... e demonizzata! La pratichiamo ai nostri amici animali per non prolungare le loro inutili sofferenze ma qualcuno dice che per noi la cosa è un po' diversa; non so proprio dove stia la differenza.

Se penso che solo da pochi anni si è "affacciata" la terapia antalgica, credo che per l'eutanasia ci vorrà forse un altro secolo... Purtroppo non siamo ancora abbastanza "educati" o "mentalizzati" su questo genere di cose...

Grazie ancora per la vostra vicinanza.

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7. Re: accanimento terapeutico

Ciao Loremat...cio' che ho da dire alla mia mia amica Loremat ...sai bene che lo scrivo in privato........qui dico solo una mia esperienza personale e VI PREGO non fraintedetemi.

Mio padre e'stato malato di Alzheimer x 7 anni...le ha passate tutte....incontinenza, perdita della parola , sondino naso gastrico x alimentarlo . corse di notte ai pronto soccorso......non vi annoio.....questo x 7 anni.....sapete quante volte , nella disperazione piu' totale , vedendo un vegetale soffrire cosi' ho pensato fra me e me " ora gli faccio un fiala di @@@@@@@, cosi' si ferma il cuore in sistole e sembrera' una morte naturale in un fisico cosi' debilitato....."...ci ho pensato 100 1000 volte...bene e' finita che di suo se ne andato un 24 dicembre con un piccolo albero di Natale vicino....curato e dignitoso.....e avrei pagato oro x stargli vicino ma sono arrivato 30 secondi piu' tardi.......nn volevo annoiarvi...solo dirvi che razionalmente si pensa in una maniera , il cuore decide..........personalmente sarei favorevole al testamento biologico ma ....da che parte si inizia...? quale e' il limite per fissare il punto di non ritorno ?......certo nel caso dell'amica di Loremat.....mi chiedo che senso ha........si ...dai.....lasciamola vivere i suoi ultimi mesi ..giorni ...ore come vuole.....staccate tutto povera donna ! ! !

Genova, Italia
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8. Re: accanimento terapeutico

cara Loremat, anch'io ti mando un abbraccio virtuale...

non ci sono parole per descrivere lo strazio nel vedere una persona cara soffrire senza poterla aiutare...

hai citato un fatto che ripeto spesso anch'io: se abbiamo un animale domestico è una prassi comune ed accettata portarlo dal veterinario per "non farlo più soffire" e tutti plaudono al padrone che ha operato una scelta "per amore"...

quando la stessa cosa succede ad una persona, chi chiede di porre fine alle sofferenze - sia che si tratti di un parente o del paziente stesso - viene additato come un omicida......

Bat, io ho pensato le tue stesse cose per mio padre e per mia suocera, sentendomi poi ovviamente un essere immondo quando se ne sono andati...

Roma, Italia
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9. Re: accanimento terapeutico

@marinin.....stessa sensazione......

napoli
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10. Re: accanimento terapeutico

l'argomento mi tocca particolarmente, sia sul piano personale sia su quello professionale..posso solo dirvi che, analogamente a bat, avendo dovuto assistere al lento declino di mia madre, reso ancor più doloroso dal fatto che è stata una donna di una bellezza e di una intelligenza non comuni, una vera "outsider" per la sua generazione, mi sono spesso chiesta se attendere o meno la fine "naturale" della sua vita..ma quand'è che la vita ha realmente fine?

da un punto di vista puramente medico potrei affermare che la morte è un fatto fisiologico , posto a valle di una serie di eventi la cui fenomenologia conduce alla fine della vita. ma sarebbe un modo di vedere le cose davvero limitato. le polemiche degli ultimi anni, come quella innescata dal caso Welby, hanno avuto come epicentro il valore cosmico intrinseco che tutti, laici o credenti, attribuiscono alla vita. il conflitto è tra due modi " religiosi" di intendere la vita:quello dei credenti ad oltranza, che ritengono la vita sacra, anche se ridotta ad una mera sopravvivenza artificiale( vedi le affermazioni della chiesa) e quello di coloro che pensano che la vita umana, per essere tale, debba avere un valore aggiunto che la sacralizzi, rendendola degna di essere vissuta dall'uomo, ed elevandola quindi al di sopra di una pura esistenza " animale". questa premessa per me è fondamentale. la vita ha fine se non ci sono più quei requisiti che la rendono"umana", quindi l'utilizzo di macchinari atto a prolungare delle funzioni fisiologiche in un soggetto nel quale , ormai, nulla più risponde ai requisiti di dignità della vita, rappresenta, per me, una forma di accanimento terapeutico e di inutile prolungamento di un'agonia. per quanto mi riguarda, credo che non si dovrebbe mai, per combattere la morte, condannare alla vita....per quanto riguarda il momento del distacco dell'anima dal corpo, penso che esso avvenga molto prima che le funzioni vitali cessino del tutto. ma l'argomento è talmente intenso e profondo che credo dovremmo parlarne ancora a lungo. un abbraccio, cara loremat .

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