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Momento culturale: La libertà

Tulum, Messico
post: 15.914
Recensioni: 48
Momento culturale: La libertà

"Com'ape il giorno risuggo i fiori

e dentro il calice di un gelsomino

riposo a notte, mentre là fuori

stridono i gufi sino al mattino

D'un pippistrello sull'ala assiso

io dell'estate cerco il sorriso

Fra brevi istanti, libero alfine

d'un fiore pendulo farò il mio tetto:

per viver quivi (qual mai diletto !)

giorni beati, senza mai fine"

(W. Shakespeare)

8 risposte su questo argomento
Parma, Italia
Esperto locale
di Parma, Cremona, Zara
post: 2.129
Recensioni: 47
1. Re: Momento culturale: La libertà

Grazie Nash per questo arricchimento!

Lamezia Terme
post: 1.571
Recensioni: 19
2. Re: Momento culturale: La libertà

Nash, non ti illudere: la libertà non va di moda in questo momento.

Bergamo, Italia
Esperto locale
di Bergamo
post: 4.197
Recensioni: 85
3. Re: Momento culturale: La libertà

...la storia ci ha insegnato che quando c'è troppa libertà si perde l'uguaglianza; quando c'è troppa uguaglianza si perde inevitabilmente un po' di libertà....

Quale privilegiare?

Come trovare il giusto equilibrio tra questi due grandi ideali?

Il mondo sta ancora cercando di risolvere questo dubbio...

Londra, Regno Unito
post: 4.119
4. Re: Momento culturale: La libertà

Grazie Nash per il bellissimo spunto. Un momento alto di questo forum.

Interessantissima anche la riflessione di Cheepy.

Io sono del parere che la percezione della libertà è sempre un fatto soggettivo. C'è chi vede molta libertà in una dittatura e chi si sente in prigione in una società molto liberale. C'è chi è libero, e si sente tale, dietro le sbarre di una prigione, e c'è chi ha piena libertà di movimento e di espressione e si sente oppresso.

Se pensiamo alla nostra infanzia, quasi tutti la ricordiamo come un periodo di grande libertà. Il che è paradossale, perché l'infanzia in realtà è il periodo in cui siamo meno liberi. Dipendiamo totalmente da qualcun altro, che decide cosa è meglio per noi. Non possiamo fare quello che ci pare, non possiamo andare dove più vorremmo, siamo tenuti costantemente sotto controllo. Questo è vero anche nel caso abbiamo avuto dei genitori meravigliosi (anzi, a maggior ragione). Nonostante la nostra infanzia, nella pratica, sia stata una semi-schiavitù, la ricordiamo tuttavia come un periodo di libertà dalle sfumature idilliache. Questo secondo me dipende dal fatto che all'epoca, ad essere libera, era la nostra mente.

Quando studiavo all'università, per raggranellare qualche soldo lavoravo part time in un piccolo istituto che faceva indagini di mercato. Il boss era un tipo sveglio, che amava sorprendere durante i meeting. In uno di questi, a cui partecipavano una ventina di persone sedute attorno a un grande tavolo, ha fatto un giochino che mi è rimasto impresso. Ha chiesto a uno dei presenti quanto facesse 100x100. Questo ci ha pensato su e gli ha risposto mille. Poi ha chiesto la stessa cosa a quello che gli stava accanto. Pure questo ha risposto mille. Queste due persone, l'avrei scoperto dopo, erano d'accordo con lui. Tutti gli altri però, me compreso, non sapevano nulla. Quando ha chiesto alla persona successiva, in teoria questa avrebbe dovuto dare la risposta corretta e dire 10 mila. Invece anche questa ha detto mille. E così quello dopo, seguito da altre 10 persone a ripetere la medesima bestialità. Tutti giovani che avevano studiato, molti dei quali all'università come me. Quando si è arrivati a me ho dato la risposta giusta, ma non senza timore. Quello che andavo a contraddire era ormai un folto gruppo di persone. A mio modo di vedere, questo esperimento sociologico più di ogni altra cosa spiega il perché può essere posto in essere un regime folle e oppressivo.

Per me la libertà ha una dimensione strettamente individuale. Non dipende da condizioni materiali. E' puro stato mentale, simile a quello che avevamo durante l'infanzia. Secondo me, almeno :)

Libertà, per concludere, non significa fare quel cavolo che ci pare. Ogni società, vera o virtuale che sia, necessita di regole condivise su cui reggersi. Queste regole (è questo è vero in particolare per le società virtuali) limitano solo apparentemente la libertà degli individui. Questi infatti restano liberi di seguirle o meno le regole, e naturalmente di pagarne le conseguenze quando le infrangono ;)

Modificato: 14 marzo 2010, 4:11
Tel Aviv, Israele
post: 3.469
Recensioni: 25
5. Re: Momento culturale: La libertà

gufo la tua riflessione dell'infanzia come periodo di liberta' e spensieratezza 'apparente' mi ha fatto venire in mente un libro che lessi alle medie, Il signore delle mosche. Nel romanzo, un gruppo di studenti inglesi adolescenti si ritrova su un'isola deserta dopo un disastro aereo. Non ci sono sopravvissuti 'adulti; ne' bambinE, tutti maschi (e da qui si capisce che sara' un DISASTRO)... e' uno dei libri piu' inquietanti che abbia mai letto: come una societa' apparentemente libera da ogni costrizione diventa in realta' caos all'ennesima potenza.

Londra, Regno Unito
post: 4.119
6. Re: Momento culturale: La libertà

La realtà può essere ancora più inquietante della finzione. Basti pensare allo "Stanford Prison Experiment" del 1971, una ricerca in cui degli studenti dell'università simularono la vita della prigione. Vennero divisi in due gruppi: carcerieri e prigionieri. Per due settimane avrebbero vissuto in una prigione simulata. Come carcerieri, vennero scelti "studenti modello", che si distinguevano per la loro condotta etica e morale. Fu data loro la possibilità di interpretare il loro ruolo di guardie nella maniera che ritenevano più opportuna.

L'esperimento fu interrotto dopo 6 giorni. Quei bravi ragazzi dei carcerieri si erano trasformati in sadici spietati e accaddero abusi del tutto simili a quelli tristemente noti in Iraq.

http://www.prisonexp.org/

Modificato: 14 marzo 2010, 5:48
Londra, Regno Unito
post: 34.737
Recensioni: 652
7. Re: Momento culturale: La libertà

Questo tema era stato affrontato non molto tempo addietro

tripadvisor.it/ShowTopic-g1-i12521-k3207378-…

bologna
post: 7.996
Recensioni: 3
8. Re: Momento culturale: La libertà

La libertà dai condizionamenti culturali non esiste, a mio avviso. Alcuni li vedi (come il 100X100 rancontato prima dal Gufo) e puoi scavalcarli, ma tantissimi altri no. Abbiamo stigmate indelebili: il posto dove si nasce, il nostro sesso .... l'epoca a cui si appartiene ....non si scappa. Dal "pensiero sociale" non ci si libera, si può trafosmarne uno in un altro, un condizionamento in un altro... ma se si pensa ... non si è liberi. Il chè è un paradosso, eppure .... è per qs misto di non vedere ancora quello che pian piano ti insegnano a vedere che -credo - ci sembra d'esser stati liberi da bimbi

http://www.youtube.com/watch?v=RHvSCTKyfZI

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