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Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Lodi
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di Marsa Alam
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Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Per la ricorrenza del disastro che colpì il Giappone un anno fa, vi segnalo questo link del Corriere:

corriere.it/esteri/12_marzo_07/fukushima-un-…

E' passato un anno e nonostante il dramma sia stato devastante, nessuno ha più parlato della tragedia di questa terra, delle vittime, delle persone che hanno perso tutto e di quelle che continuano ad andare avanti convivendo col pericolo invisibile delle radiazioni.

Le notizie sull'argomento si sono via via diradate e ce ne siamo quasi dimenticati, come se fosse tutto risolto, ma in realtà l'incidente nucleare che capitò quel giorno porterà conseguenze per molti, moltissimi anni. Mi piacerebbe che ci riflettessimo insieme.

8 risposte su questo argomento
bologna
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1. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

La cultura giapponese mi è impenetrabile e non mi arrischio in ipotesi sul loro silenzio. Sul nostro silenzio, invece, mi sento di sbilanciarmi: a nessun uomo piace sentirsi piccolo, impotente, sopraffatto dalla forze della natura, vittima della sua supposta intelligenza e velleitaria capacità tecnica. A nessuno piace dire abbiamo sbagliato e continuiamo a sbagliare, il nucleare non è una strada percorribile. A nessuno piace tirare somme che non vuol tirare. Nessuno si assume la responsabilità di cambiare strada. Dunque si tace, come non fosse accaduto. Come non potesse più accadere.

Roma
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2. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

L'articolo non mi é piaciuto, per svariate ragioni. Ne dico solo una: non mette adeguatamente in luce il fatto che quei piccoli grandi eroi (i Giapponesi), in meno di un anno, hanno rimesso tutto a posto, ripreso a lavorare e a produrre e a vivere le loro vite. Se penso che noi abbiamo ancora in giro le macerie del terremoto dell'Irpinia... e non parliamo dell'Aquila. Vabbè...

Chiaramente le conseguenze di un disastro nucleare purtroppo non si cancellano col lavoro e con le ruspe, lo sappiamo tutti.

Da qui a dire che quella del nucleare non sia una strada percorribile (quantomeno a livello di ricerca) il passo é breve, ma avventato. Io certo non sono un sostenitore del nucleare, ma chi lo sarebbe se esistessero delle vere alternative? Che le fonti rinnovabili lo possano essere rimane tutto da dimostrare, e per cinque o sei dighe che vogliono costruire in Argentina rischiano di devastare mezza Patagonia.

Il problema é quello di un fabbisogno energetico in crescita esponenziale che non sappiamo come fermare. Siamo quasi otto miliardi su questo pianeta, ci sono economie come quelle della Cina e dell'India che stanno crescendo a ritmi forsennati, poi c'è qualcuno che ha deciso che il futuro della mobilità sta nell'auto elettrica e tra solo dieci anni ne avremo decine di milioni tutte attaccate alla rete bisognose di ricarica. E che otto miliardi di persone acquisiscano una coscienza ecologica e di serio risparmio energetico nell'immediato futuro mi pare un'utopia. Nei primi anni ottanta c'era in media un televisore per ogni casa, oggi si fanno televisori che consumano un quinto... e infatti di televisori ce ne sono cinque! Più i monitor, i telefonini, i computer...Mah...

Francamente non so come se ne possa uscire...

Genoa ITALY
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3. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Non se ne esce.

Merano, Italia
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4. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

"coscienza ecologica" anche sforzandosi è difficilissimo si lotta tutti i giorni con "è impossibile" invece che con un più speranzoso " ci proverò " . . .

Ho letto l'articolo e per tanti versi non lo condivido, ieri sera ho seguito anche un programma su sky, mi è venuta un'ansia pazzesca . . . tutte quelle persone, quei morti, distruzione, sgomento. Più facile dimenticare .

Cristina

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5. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Ho ben chiari i ricordi di quei giorni..ma anche come giustamente dice kroenen,di tutte quelle persone,'quei piccoli grandi eroi',che son intervenuti,che sapevan bene di lasciarci la vita.

E di questo si dovrebbe anche parlarne!Come si dovrebbe parlare della velocità con la quale nel post terremoto si è intervenuti!

Ma oramai il 'metabolismo mentale' su ciò che accade..è divenuto devastante,nel rimuovere i fatti!

E poche tv han fatto vedere cosa è in loco,il dopo Fukoshima in loco..un'area di 20 km di raggio,intorno al quale anche gli animali son morti o scappati!

Ma molti,nel tritacarne di mille info,han messo tutto ciò nel tritacarne mentale delle info,è stato rimosso..

Su ciò che il dopo Fukoshima ha prodotto,sulle posizioni pro o contro il nucleare,sulle dichiarazione di intenti da parte di tanti stati,come la Germania,con uno stop al nucleare..è calato il sipario del silenzio da parte della stampa!non fa audience!

Rimuoviamo a livello incoscio,ma la realtà cosa ci dice.?

Al tempo ne avevamo tanto parlato tanto,sia sul Forum del Giappone,su Discussioni Generali e Turismo sostenibile..

Personalmente non ho dimenticato..e mi è capitato di leggere tanti articoli in merito su riviste scientifiche che si occupano di Energia,o altre su Ambiente e Territorio...e rimango dell'idea che la Comunità scientifica é capace di andare avanti su scelte avanzatissime..alternative..ma ciò non è stimolato da varie lobby,che si concentrano su petrolio,carbone,ora anche solo fotovoltaico..ma andare avanti si può,si deve ricordando Fukushima,la sua immane tragedia,ma anche le mille altre tragedie sfiorate!

E la non informazione..

Roma, Italia
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6. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

MI vengono in mente in un attimo le immagini terribili di quell'immane tragedia e ancora mi vengono i brividi.

Al contempo, il dopo-tsunami non ha fatto altro che aumentare a dismisura la mia già grande ammirazione per questo popolo fiero, operoso, dignitoso, che anche di fronte a un'esperienza devastante riesce a trovare uno spiraglio di luce per andare avanti.

Spero di cuore di poter realizzare il mio sogno di toccare con mano la realtà giapponese!

E che non si dimentichi, ma anzi si rifletta e si impari dal passato; concordo in tutto col post di Cocchi.

la spezia
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7. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Visto che siamo in tema, ieri sera in tv un ricercatore del CNR ha detto che l'Italia potrebbe essere immediatamente indipendente dal punto di vista energetico se si coprisse di pannelli fotovoltaici un territorio di 2.400 metri quadrati, pari alla superficie della provincia di Piacenza, per intenderci. Ma basterebbe mettere su tutti i tetti della penisola un impianto fotovoltaico.

Sogno o realtà?

Modificato: 12 marzo 2012, 12:46
Lodi
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di Marsa Alam
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8. Re: Fukushima un anno fa: un ricordo per tornare a parlarne

Il fotovoltaico è una bella cosa, ma ha dei costi molto alti. L'anno scorso mi sono informata per un preventivo: un impianto per un appartamento di 60 mq costa come minimo dai 15 ai 20 mila euro, una cifra che non tutti si possono permettere. Le energie alternative dovrebbero avere maggiori incentivi e costi più accessibili, altrimenti continueremo a dipendere dal petrolio e dal nucleare, con tutti i rischi connessi, anche se non ce ne accorgiamo fino a quando non accadono le catastrofi come quella di Fukushima, o quella di 26 anni fa a Chernobyl.

Modificato: 12 marzo 2012, 20:51
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