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Solidarietà, a rischio la nostra cultura

Singapore, Singapore
post: 150
Solidarietà, a rischio la nostra cultura

Il grave problema che e` sorto in questi ultimi mesi nel bacino del

Mediterraneo e non solo, e` di difficile soluzione.  Queste popolazioni sono giunte ad una svolta, aiutati o spinti dagli interessi, non propriamente umanitari, di altre nazioni.

Quello che bisogna imparare a capire per essere preparati ad affrontare i problemi dei prossimi anni, e`  la mentalità di un mussulmano nord-africano e medio-orientale, piu` esasperata in

quelli di basso livello culturale. 

Queste persone pensano che se si puo` ottenere qualcosa gratis, ben venga, in seguito la pretendono.

La generosita` e la solidarieta`, come la concepiamo noi italiani, viene fraintesa.

Ai loro occhi vedersi donare abiti, assistenza, cibo e`incomprensibile.

Non voglio dire che siano delle cattive persone, dico che per cultura ed educazione prendono quando viene loro dato, rubano quando non possono ottenere onestamente, mentono sempre. 

La fantastica solidarieta` di molti sacerdoti cattolici che mettono a

disposizione  dei bisognosi le strutture delle  nostre parrocchie, per un mussulmano di qualsiasi paese sia originario, e` inconcepibile.

In alcuni paesi di religione mussulmana non esistono chiese cristiane ed e`proibito costruirne, portare al collo una catenina con la Croce e` pericoloso.

Quando arrivano nel nostro paese rifiutano anche solo di vedere esposti i simboli della nostra tradizione religiosa nei luoghi pubblici e pretendono di continuare a seguire i loro costumi, infibulazione delle bambine, velo integrale, matrimoni forzati, percosse, fino all’omicidio, a chi desidera integrarsi.

Questo comportamento non e` disdicevole per il maschio mussulmano. Egli e`culturalmente preparato alla poligamia, a nascondere le sue donne, ad essere l'unico proprietario dei suoi figli e non vogliono integrarsi nella nostra cultura o rispettare le nostre leggi se sono in contrasto con le loro tradizioni.

Pretendono di continuare nel loro oscurantismo anche nel nostro paese.

Nelle nazioni arabe ricche, perche` produttrici di petrolio, (Arabia

Saudita, Dubai, Qatar, Abu Dhabi ecc.)   non esistono migranti ma lavoratori che entrano con permessi temporanei, svolgono lavori umili e vengono sfruttati come schiavi.

Le lavoratrici domestiche mussulmane sfruttate come serve, vengono

abitualmente picchiate, tornano a casa dopo 30 mesi a volte incinte perche` violentate dal loro padrone e nessuno se ne preoccupa, “sono solo donne !”  

Le mie parole non vogliono esprimere la condanna di una religione ma sottolineare che la  cultura mussulmana e` diversa e non si puo` integrare con la nostra, in modo indolore. 

Un noto giornalista di origini nordafricane, naturalizzato italiano e

recentemente convertito al cattolicesimo, da anni cerca di mettere in guardia gli italiani nei confronti dei suoi ex correligionari.

Senza mezzi termini ci accusa di essere troppo deboli e pericolosamente permissivi nei loro confronti.

Essendo stato uno di loro li conosce bene e sa che ci sfidano perche` capiscono che alla fine otterranno cio' che vogliono.

Nonostante tutti i nostri buoni propositi, veniamo derisi ed anche

disprezzati per la nostra disponibilita` ma cosa ancora piu` importante, pensano che se siamo abbastanza ricchi da “donare”,  loro hanno il diritto di pretendere.

61 risposte su questo argomento
lombardia
Esperto locale
di Baviera, Vacanze con animali, Lisbona
post: 5.040
Recensioni: 58
1. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

Le integrazioni non sono mai state nè semplici nè indolori ... ma necessarie.

Non dobbiamo dimenticare il flusso migratorio di italiani all'inizio del secolo scorso ... milioni di disperati che si sono riversati dove vedevano la possibilità di realizzare un futuro migliore. Non sempre portando a un innalzamento culturale delle popolazioni o dimostrando una grande rettitudine morale ...

E' un procedimento naturale di evoluzione ... può piacere o non piacere ...ma a mio parere è comunque indispensabile. E' doveroso che ci si impegni perchè avvenga nel modo più pacifico possibile, all'insegna della tolleranza religiosa e culturale, condannando i comportamenti non conformi alla legge.

palermo
post: 4.316
Recensioni: 92
2. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

non ho parole per l'intervento di biru.....

bologna
post: 7.996
Recensioni: 3
3. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

Io credo vada anche detto però che la nostra cultura si è dimostrata totalmente incapace di gestire il problema a livello poltico, A dirla tutta, penso che l'attrito che seguirà fra "noi" e "loro" non è tanto il prodotto di una differenza religiosa, quanto della debolizza di visione e risposta efficace della nostra cultura (tanto di dx che di sx, tanto di governo che di opposizione) ai problemi del nostro tempo. L'incapacità a gestire la realtà si paga, anzi la pagano i popoli. E' difficilmente ipotizzabile un fenomeno di integrazione di un flusso così intenso, così temporalmente concentrato, così indipendente dalla richiesta lavoro, tra persone così povere e una nazione così ricca, quale noi appaiamo e di fatto siamo ai loro occhi. Questi fatti più che la differenza di religione saranno, per come la vedo io, gli elementi di un conflitto che andava previsto, valutato, evitato. Senza spargimenti di sangue ma spargendo "cose" di cui proprio la nostra cultura difetta: idee e soluzioni POLITICHE.

Prato, Italia
Esperto locale
di Sudafrica, Botswana, Zimbabwe
post: 1.520
Recensioni: 420
4. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

benchè biru abbia un pò calcato la mano le dò in buona parte ragione.

è anche vero però che i tunisini non sono afgani o fondamentalisti(in gran parte).

i giovani tunisini o nordafricani in generale hanno voglia di fare vita "occidentale".

il problema è un'altro....

abbiamo spazio per questa gente??

con la disoccupazione cronica che abbiamo in europa cosa vengono a fare??

quanti di loro saranno costretti a vivere di espedienti?

il mondo arabo si stà svegliando da un torpore durato una cinquantina di anni.

culturalmente sono come noi 50 anni fà ma molti giovani fanno eccezione.

nonostante tutti i problemi che vediamo adesso la cosa è positiva e spero venga anche il momento di altri dittatori,in siria ed in iran ad esempio.

come devono cadere le pseudo monarchie saudite.

purtroppo l'europa non ne acchiappa una...

la globalizzazione non doveva essere solo china ma includere il nordafrica.

dovevamo portare anche li le fabbriche ,non solo in china.

adesso abbiamo i poveri alle porte ed i ricchi in china...troppo lontani e potenzialmente pericolosi.

ovviamente col senno del poi siamo tutti bravi....

quindi tornando ai tunisini....

o l'europa ci aiuta accogliendone una gran parte e lanciando un piano marshall per il maghreb o dovremo rimandarli a casa e blindare il ns orticello.

la seconda però non funzionerà a lungo....

stefano

Tulum, Messico
post: 15.914
Recensioni: 48
5. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

D'accordo con Biru completato dall'intervento di Stefano and

Roma
post: 3.023
Recensioni: 74
6. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

La Comunità Europea finora si é rivelata buona solo nell'erogare sanzioni, almeno per quanto ci riguarda. Ciò é dovuto ovviamente al fatto che la nostra povera Italia é del tutto inesistente sotto il profilo della politica estera, come pure di quella interna (gli attori, o meglio le comparse, sono sempre quelle). L'Italia viene presa di mira dai flussi migratori non solo per la posizione geografica (come mai non vanno a Malta?) ma anche e soprattutto per il lassismo con viene applicata la legge, per il permissivismo che ormai regola ogni aspetto della nostra vita, e che noi, ipocritamente, nascondiamo dietro parole come "ospitalità" e "solidarietà": Non c'è nessuna solidarietà, c'è solo l'incapacità dio proteggere i patri confini da parte di istituzioni che non sono neanche capaci di tenere un migliaio di persone senza documento e permesso di soggiorno dentro un recinto. C'è solo la mancanza del profilo e dello spessore politco per mettere la nostra marina militare al confine delle acque territoriali tunisine ad impedire che abbiano luogo le partenze o per scortare al porto di partenza tutte le imbarcazioni non autorizzate che violano le nostre acque territoriali (la Francia non sembra molto toccata dalle critiche che riceve per il rigore con cui tutela i propri confini).

E poi, sul fronte interno, ci sono i cosiddetti " progressisti benpesantI", pronti a remare contro ogni iniziativa volta a ristabilire una parvenza d'ordine, richiamando paroloni come "campi di concentramento", al malcelato scopo di mettere ulteriormente in crisi istituzioni dal colore politico diverso dal loro. E intanto il paese si popola di gente disperata che non avrà altra alternativa che quella di delinquere per portarsi a casa la pagnotta.

E i cittadini saranno gli unici a pagare il conto, a livello di bolletta del gas, di furti e aggressioni, di convivenza con gente che pretende molto ma culturalmente poco disposta ad adattarsi. Quegli stessi cittadini che nel loro quotidiano devono difendere ciò che hanno dal continuo agguato di istituzioni pronte a coglierli in fallo per depredarli delle loro risorse. Provateci voi, che avete qualcosa da perdere, a farvi beccare senza un documento e guardate che vi succede...

Gli unici presupposti validi per una pacifica integrazione di culture ed etnie diverse sono delle regole certe e molto chiare, che vanno rispettate senza eccezioni. Invece in queste condizioni tutto ciò a cui assisteremo in un prossimo futuro sarà una nuova ondata xenofoba dovuta alla paura della gente comune, tutt'altro che immotivata, di fronte a quella che, inutile girarci intorno, é una vera invasione, anche se disarmata...

Prato, Italia
Esperto locale
di Sudafrica, Botswana, Zimbabwe
post: 1.520
Recensioni: 420
7. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

quoto kroenen in buona parte anche se alcune precisazioni vanno fatte.

1-malta tratta a calci in c... tutti i migranti.del resto sono una piccola isola e farebbero la fine dei lampedusani in 5 minuti.la guardia costiera maltese di fronte agli sos si gira dall'altra parte.se un barcone arriva lo abborda e gli dice di far rotta in italia.

2-mandare la ns marina e fare come i maltesi...sarà l'ultima carta.questo per quanto molto popolare provocherebbe morti a gogo...avete presente abbordare un natante che galleggia a malapena stracarico di immigrabili?

3-è stato un grosso errore svuotare lampedusa prima di costringere il governo tunisino a rispettare gli accordi.

adesso abbiamo 20000 immigrabili che non hanno nulla da perdere in giro per il paese.non mi aspetto niente di buono.

il ns governo non è al momento all'altezza del compito.un vecchio bavoso che dice fuor da'maroni con voce flebile non fa paura a nessuno.

MA....se noi rompiamo le relazioni con la tunisia,chiudiamo linee telefoniche,

blocchiamo merci e traghetti ,blocchiamo le rimesse,non diamo piu permessi di soggiorno ai tunisini,anzi non li rinnoviamo a che è qui....mettiamo in ginocchio tunisi in 5 minuti.

quindi il ns governo ha tutte le carte per farsi intendere e costringere tunisi a riportare la legalità riprendendosi gli immigrabili.

è tutto fattibile e semplicissimo,circostanze di emergenza consentono anche di bypassare le norme UE.

basta volerlo ,cosi ci risparmieremo gli strali dei buonisti quando una motovedetta italiana affonderà speronandolo il barconazzo.

sono cose già viste,non ricaschiamoci.

stefano

Tulum, Messico
post: 15.914
Recensioni: 48
8. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

kroenen, un piccolo OT.

Potresti cambiare l'avatar, che mi fa impressione?

Roma
post: 3.023
Recensioni: 74
9. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

Infatti la politica di Malta é nota... per questo l'ho portata ad esempio. E notare che nessuno ha mai pensato di applicare sanzioni verso Malta per questa sua politica quantomeno poco osservante dei diritti umani, e ben poche e timide sono state anche le note d censura a livello internazionale. Noi per aver incidentalmente (e sottolineo incidentalmente) speronato una nave di albanesi nel '97 siamo stati messi in croce da mezza Europa. quelli ignorano da anni deliberatamente natanti in situazioni di emergenza e nessuno dice nulla. Evidentemente Malta conta più di noi.

Ora io non dico chela nostra marina dovrebbe lasciar affondare le imbarcazioni di clandestini che vengono dalla Tunisia, ma porsi al confine delle acque territoriali tunisine per farli tornare indietro, non mi sembra una cosa impossibile. E se la Tunisia protesta alle Nazioni Unite dicendo che violiamo il suo diritto a solcare acque internazionali dovrà poi anche spiegare nella stessa sede come mai permette questo flusso migratorio incontrollato. E intanto noi mandiamo un segnale chiaro e risoluto.

Oppure li intercettiamo al confine delle nostre acque territoriali, li trasbordiamo su imbarcazioni sicure (che dovrebbero essere già pronte a Lampedusa) e li sbarchiamo sulle coste tunisine. Che fanno? Ci dichiarano guerra? Insomma mettiamo l'ONU nella posizione di doversi pronunciare chiaramente, come da anni fanno tutti i paesi che hanno una loro politica estera precisa e chiara.

Spendiamo un sacco di soldi per mantenere un Marina Militare e una Guardia Costiera che servono solo farti la multa se ti beccano a largo di Ponza senza salvagente?

Roma
post: 3.023
Recensioni: 74
10. Re: Solidarietà, a rischio la nostra cultura

NASH... l'avevo già cambiato prima... Non ti piace neanche questo? Comunque vedrai l'impressione che ti faranno le notizie che sentirai tra un mese o due se la situazione verrà lasciata precipitare come sta succedendo adesso...

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