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Attrazioni: Taranto

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Posizione n. 1 di 41 attrazioni a Taranto
Descrizione del proprietario: Dal 2009 la Jonian Dolphin Conservation svolge attività di ricerca scientifica e di tutela sui cetacei del Mar Ionio. Da... Altro » Descrizione del proprietario: Dal 2009 la Jonian Dolphin Conservation svolge attività di ricerca scientifica e di tutela sui cetacei del Mar Ionio. Da quest’anno potrai partecipare attivamente salendo a bordo del nuovissimo catamarano da ricerca TARAS progettato e realizzato appositamente per coinvolgervi nelle attività di tutela e salvaguardia dei cetacei presenti in queste acque da oltre 4.000 anni. Tu, con i ricercatori della JDC identificherai gli esemplari fotografando la loro pinna dorsale (foto identificazione), ascolterai e registrerai fischi e clicks degli esempalri (vocalizzazioni), raccoglierai dati di valutazione ambientale delle acque del Mar Ionio (parametri oceanografici) e compilerai le schede di avvistamento cetacei. Tutti questi dati saranno trasmessi e consultabili sull’Obis-Seamap (Ocean Biogeographib Information System) e continueranno ad integrare il nostro database. Durante tutte queste attività, l’equipaggio del catamarano TARAS ti farà anche degustare specialità locali. Partecipando a “Sulla rotta di TARAS”, sarai immediatamente associato ed accedendo al nostro sito web potrai iscriverti alla mailing-list per essere sempre informato su tutte le attività che svolgiamo anche grazie al tuo contributo. La tessera con il tuo Numero ID ti sarà consegnata all’imbarco. Si mollano gli ormeggi alle ore 10:00 dal Molo Sant’Eligio (C.so Vitt. Emanuele II, n.1 – Taranto). L’imbarco consigliato è di 30 minuti prima. Lo sbarco alle 15:30 circa sempre al Molo Sant’Eligio. ESPLORARE, con RISPETTO per COMPRENDERE. Questo il motto, che piace tanto ai più piccoli, “gli adulti di domani”. « meno
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Categoria: Castelli; Culturale
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Categoria: Musei
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Categoria: Ponti; Attività all'aperto
Descrizione del proprietario: Divide la città dal borgo antico da quello nuovo,ma soprattutto divide i due mari che bagnano la città:Mar piccolo e Mar... Altro » Descrizione del proprietario: Divide la città dal borgo antico da quello nuovo,ma soprattutto divide i due mari che bagnano la città:Mar piccolo e Mar Grande.Oltre ad essere un simbolo per la città,è davvero un ponte unico nel suo genere perchè avendo una struttura totalmente in acciao le consente di roteare alla sua apertura.Infatti le due metà che costituiscono il ponte all'apertura,ruotano su di un lato consentendo il passaggio delle navi dal Mar Grande al Piccolo e viceversa.Trovarsi al passaggio di una nave per questo canale e vedere l'apertura del ponte è davvero un esperienza suggestiva.Le sue dimensioni sono:90 metri di lunghezza,per i suoi 9 metri di larghezza. « meno
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Categoria: Chiese / cattedrali; Culturale
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Categoria: Isole; Attività all'aperto
Descrizione del proprietario: Le Isole Cheradi ( San Pietro e San Paolo) separano la Rada di Taranto dal Mar Ionio. La più piccola delle due (San Paolo)... Altro » Descrizione del proprietario: Le Isole Cheradi ( San Pietro e San Paolo) separano la Rada di Taranto dal Mar Ionio. La più piccola delle due (San Paolo) ospita una Base della Marina Militare, mentre San Pietro, in estate, è raggiungibile con un traghetto pubblico, per accedere alle sue spiagge e folte pinete. « meno
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Categoria: Edifici architettonici; Luoghi d'interesse
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Categoria: Chiese / cattedrali; Culturale
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Descrizione del proprietario: Il repertorio del museo e in gran parte proveniente dal Tesoro di S. Cataldo e da varie chiese della Diocesi. Il patrimonio... Altro » Descrizione del proprietario: Il repertorio del museo e in gran parte proveniente dal Tesoro di S. Cataldo e da varie chiese della Diocesi. Il patrimonio museale comprende dipinti settecenteschi tra cui il Sogno di San Giuseppe di Corrado Giaquinto e altri di Nicola Porta e Serafino Elmo, arredi e oggetti sacri, reliquiari (tra cui quello di San Vito, un tempo molto venerato). Una sezione e dedicata alla Cattedrale di S.Cataldo. « meno
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Categoria: Chiese / cattedrali; Culturale
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Descrizione del proprietario: Il Palazzo degli Uffizi di Taranto è uno dei palazzi più prestigiosi del Borgo Nuovo della città. Fu costruito nel Settecento... Altro » Descrizione del proprietario: Il Palazzo degli Uffizi di Taranto è uno dei palazzi più prestigiosi del Borgo Nuovo della città. Fu costruito nel Settecento per assolvere alla funzione di orfanotrofio ed ospitare i bambini poveri della città e gli orfani dei militari, per ordine di un Regio Decreto di Ferdinando IV di Borbone del 1787. Il palazzo dal 2003 è in fase di restauro e di riorganizzazione interna degli spazi. « meno
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Categoria: Spiagge; Attività all'aperto
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Posizione n. 25 di 41 attrazioni a Taranto
Descrizione del proprietario: Il sito dove sorge il monastero di Santa Maria della Giustizia nei pressi del mare e del fiume Tara è lo stesso che ha... Altro » Descrizione del proprietario: Il sito dove sorge il monastero di Santa Maria della Giustizia nei pressi del mare e del fiume Tara è lo stesso che ha ospitato l’hospitium peregrinantium di S. Maria del Mare, fatto costruire nel 1119 per volontà di Costanza d’Altavilla e del figlio Boemondo come ricovero dei crociati e dei pellegrini diretti in Terra Santa. L’istituzione della Congregazione Olivetana (filiazione dell’Ordine Benedettino) nella città jonica risale invece agli inizi del secolo XIV. Fu nel 1482 che l’arcivescovo Giovanni d’Aragona individuò per gli Olivetani la sede di Santa Maria della Giustizia, nei pressi del fiume Tara, un tempo abitato da monaci greci. Le attività principali della comunità olivetana furono l’agricoltura e l’allevamento, ma i monaci riuscirono a sfruttare anche le risorse del mare. Gli orti e gli abbeveratoi del Monastero e il vicino fiume rappresentarono però una forte attrazione per le incursioni dei turchi: una delle prime e più violente incursioni subite dalla comunità monastica fu quella del 1520, durante la quale fu rubato il ricco tesoro. Priva di difese, l’abbazia continuò ad essere bersaglio degli assalti pirateschi; particolarmente grave fu quello del 1594, durante il quale il complesso fu parzialmente incendiato. Nel secolo XVII, a causa delle condizioni di degrado dell’Abbazia, l’Arcivescovo Stella concesse agli Olivetani di trasferirsi in città, nell’Ospizio di S. Francesca Romana, dove furono trasferite le tele e la campana della vecchia sede. Successivamente trasformati in masseria, i vari ambienti dell’abbazia subirono frazionamenti e ristrutturazioni, allo scopo di adattarli a ricovero del bestiame, deposito di attrezzi e prodotti. Persino il nome cambiò in Masseria la Giustizia. A partire dal 1960 il complesso fu inglobato nell’area industriale di Taranto, finendo soffocato dalle cisterne della raffineria e perdendo definitivamente gli originari rapporti non solo con il contesto ambientale, ma persino con la memoria storica e collettiva della cittadinanza. Intorno al 1970 è stato inserito tra i beni del Demanio e assegnato alla Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici Artistici e Storici della Puglia. A partire dal 1980 il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dato avvio ad un sistematico intervento di restauro del monumento, ormai in via di completamento, che ne ha consentito il totale recupero. L’impianto dell’abbazia si articola intorno a due vaste aree a pianta quadrangolare. Dalla prima, più piccola, si accede alla chiesa angioina, che presenta una facciata monocuspidata e decorata da rosette a punta di diamante, al convento e a locali di servizio ad unico livello. La Chiesa, ad unica navata, è suddivisa in due campate coperte da volte a crociera costolonate impostate su gruppi di semicolonne; dall’area presbiteriale, anch’essa con volta a crociera, si accede alla sacrestia che conserva l’originario pavimento in cotto giallo. Sulla parete destra della prima campata, due colonne scanalate impostate su alti basamenti e reggenti una trabeazione aggettante segnano l’accesso alla splendida cappella cinquecentesca, coperta da una volta ad ombrello e decorata da cornici scolpite ad ovuli. Sulla parete di fondo è collocato l’altare in pietra scolpita e dipinta, sormontato da un dipinto murale. Attraverso uno stretto passaggio ricavato sotto la scala che porta al piano superiore del convento, si accede, internamente, all’androne voltato a botte. Quest’ultimo, disposto lungo l’asse del nucleo originario destinato ad ospizio, consiste in un vasto ambiente rettangolare, con la volta a botte scandita da due serie parallele di nervature trasversali, poggianti su peducci in pietra. Sulla parete di confine con l’androne, il restauro ha consentito il recupero di un affresco, raffigurante il Crocifisso fra l’Addolorata e i Santi Giovanni e Benedetto. La seconda area, più vasta, doveva accogliere un chiostro o un portico di cui si leggono le tracce delle imposte delle crociere, è chiusa sul Iato ovest dal corpo di fabbrica corrispondente all’originario ospizio dei pellegrini di epoca normanna. Un ultimo corpo di fabbrica, aperto verso la campagna, forse destinato a luogo di prima accoglienza, presenta un ampio portale di stile durazzesco, con arco ribassato inscritto in un rettangolo bordato da una cornice torica, sormontato dal simbolo dell’Ordine Olivetano. Al piano superiore dell’abbazia si accede attraverso una scala in carparo che sfocia in un vasto ambiente rettangolare che funge da disimpegno per altri piccoli ambienti, forse le celle, mentre un vano più ampio risulta sovrapposto al presbiterio della chiesa. Attraverso una porta scolpita con motivi a rosette e con lo stemma olivetano, si accede ad una ripida scala che conduce alle coperture della chiesa e ai resti dell’antico campanile. Tutto il complesso è protetto da una muraglia che delimita il perimetro entro il quale si articolano le costruzioni. L’accesso principale è ricavato nella muraglia orientale. L’intervento di restauro, ormai in fase di completamento, ad oggi interessa l’interno dell’ala nord, primo nucleo dell’insediamento normanno. Il monumento rimane ad oggi in attesa di una utilizzazione. « meno
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Posizione n. 26 di 41 attrazioni a Taranto
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Descrizione del proprietario: La chiesa di San Michele è una chiesa di Taranto, con annesso convento, del XVIII secolo. Il complesso fu destinato ad... Altro » Descrizione del proprietario: La chiesa di San Michele è una chiesa di Taranto, con annesso convento, del XVIII secolo. Il complesso fu destinato ad accogliore una varie comunità religiose francescane: qui si installo la prima fraternità degli alcantarini. Dopo l'epoca napoleonica vi trovò sede la confraternita di Maria Santissima Immacolata. La chiesa è affidata da alcuni anni al Sovrano Militare Ordine di Malta. « meno
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Categoria: Siti religiosi; Culturale
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