Per noi è una tappa obbligatoria. Passiamo spesso a salutare il Mosè di Michelangelo, una delle meraviglie più preziose della Città Eterna, in una chiesa che non serba molte altre sorprese (a parte le catene che avrebbero serrato i polsi di Simon Pietro, la tomba di Nicoò da Cusa e degli inquietanti scheletri a sorreggere uncartiglio.
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